Il ballo della scuola - Hash
NB: One-shot che tratta di una coppia yaoi della mia Next Generation. È presente una scena abbastanza spinta, perciò, se non volete leggere nulla del genere, vi sconsiglio la lettura di questa storia.
Regalo di compleanno per UniKa_
Il ballo d'Inverno
Hash
-Hem...- Nash si passò una mano tra i capelli biondi, nervoso, mentre si muoveva leggermente in avanti e dietro tenendo le gambe incrociate. -Mi inviterà al ballo...?- sussurrò, piano. Sembrava quasi che, a dirlo a voce, ciò non sarebbe mai successo. Un po' come quando soffi sulle candeline ed esprimi un desiderio. Nessuno lo dice ad alta voce per farlo accadere, no?
Akio, nel frattempo giocava con un pupazzo, a forma di coniglio giallo sbiadito, ascoltando il suo migliore amico. -State insieme da alcuni mesi, penso che non ci sia bisogno che ti inviti. È un qualcosa di sottinteso- gli rispose alzando gli occhi sul Dragneel.
Il biondo sbuffò. -Ma io voglio essere invitato. Sarebbe dolce... Tu hai invitato Shaolin...!-
Akio corrugò la fronte. -Ma io non sto con Shaolin, anche se vorrei. Poi... non ho avuto esattamente un sì. Le ho fatto la proposta di venire con me insieme a un mazzo di fiori e un pacco di cioccolatini. Ha preso quest'ultimi e, mentre li mangiava, parlava di combattere al ballo insieme.- Fece una smorfia. -Se non fossi disperato, non lo avrei neanche preso per un "sì" alla Shaolin.-
-Ma è un "sì" alla Shaolin... Sai bene come è fatta mia sorella: siamo cresciuti insieme.-
Il ragazzo con gli occhiali si stese sul letto mettendo le braccia sotto la testa. -Già... Infatti mi sorprendo di non essermi ancora arreso con lei...-
-Ci tieni troppo- mormorò Nash, sorridendo lievemente. -Ecco perché non ho motivo di fare il fratellone geloso e protettivo. So che la tratterai bene e non la costringerai mai a nulla.-
-Sono sorpreso. Stai dicendo troppe cose dolci. Attento o Hail si potrebbe ingelosire.- Akio ridacchiò, facendo, con le sue parole, sorridere il migliore amico.
-Non è molto geloso...- sussurrò il Dragneel col sorriso stampato in faccia. -Però è tenero in quelle rare volte in cui lo è.-
Akio fece un sorriso soddisfatto. Era contento per il suo amico d'infanzia che aveva trovato la felicità. Peccato, però, che scocciasse ancora. Aveva una relazione perfetta e continuava a cercare i problemi... -C'è dell'altro, vero? Qualcosa non va, secondo te?- domandò guardando il viso del biondo, mentre si rimetteva seduto sul letto. Capiva quando il suo migliore amico non gli stesse dicendo tutto.
-Hm...- Nash si mordicchiò il labbro. -Non non abbiamo ancora... fatto "quello"...- sussurrò a voce molto bassa, poco udibile.
Akio corrugò la fronte. Stava parlando... -Non avete fatto fichi fichi?-
Nash scosse la testa in segno di nagazione.
-Ecco il vero problema che ti assilla- Llover parlò in quel momento, dopo aver ascoltato tutto in silenzio. Sapeva che c'era di più che un invito mancato al ballo. Conosceva piuttosto bene Nash.
Il biondo arrossì toccandosi i capelli in modo nervoso. -Hem... sì...?-
borbottò, imbarazzato.
-Ne avete mai parlato?- domandò la corvina fissandolo con i suoi occhi color pece. Seppur sembrasse fredda e seria come sempre, il Dragneel notava una scintilla di interesse nei suoi occhi. Sapeva che ci tenesse a lui, infondo lo aveva spesso difeso in passato, e, assurdamente, ascoltato, rimanendo però in silenzio.
-Ehm? No...- giocava con le mani, nervoso. Mai avrebbe creduto che avrebbe parlato di qualcosa del genere con i suoi più stretti amici.
-Ma di solito non sono i ragazzi a volerlo fare il prima possibile nelle relazioni?- domandò Akio, conscio che, se si fosse messo con Shaolin, sì, le avrebbe dato tempo se ne avrebbe avuto bisogno, ma, sennò, si sarebbe buttato a capofitto nel copulare selvaggiamente. -Voi siete entrambi ragazzi, non dovreste averlo già fatto?-
Nash stava morendo di imbarazzo. -Forse...? Non lo so...-
Llover portò la schiena più indietro, raddrizzandola. -Quando arriverà il momento, lo farete, non credo tu debba pensarci tanto. Mica muori senza farlo subito.- Un accenno, molto lieve, di sorriso, si fece spazio sul volto della ragazza.
Il Dragneel sorrise lievemente mettendo le gambe contro il petto e annuì. Sì, lei aveva ragione... Ci stava pensando troppo.
***
-Ricordami perché ti ho fatto entrare a casa mia, davvero- sussurrò, non seriamente, Hail, mentre si passava una mano sui capelli, esauso dalle domande di Strawberry Fernandez.
-T'ho incontrato dal fioraio e mi hai rapita e portata da te- disse lei, tranquilla, guardando le foto appese a una bacheca in legno. Oltre molte foto di Hail e la sua famiglia, c'erano quelle di lui e Nash. Erano davvero carini e innamorati.
-Rapita?- il rosato innarcò un sopracciglio. -Ti ho detto di seguirmi. Chi segue il proprio rapitore?-
-La figlia di Erza Fernandez- rispose la ragazza con semplicità e un pizzico di ovvietà. -Mia mamma, se le viene toccato qualcosa a cui tiene, dà vita all'inferno sulla terra- disse, sorridendo mentre si voltava a guardare il Vastia.
La porpora era conscia di quale mostro avesse come madre ed era certa che nessuno l'avrebbe toccata, temendo Erza.
E aveva ragione.
Erza sapeva essere pericolosa da amica, figuriamoci da nemica.
Hail, intelligentemente, non replicò.
-Non preoccuparti, non dirò a Nash che gli stavi prendendo i fiori per chiedergli di andare al ballo insieme.- La porpora congiunse le mani dietro il fondoschiena. -Non voglio rovinare la tua sorpresa. Nash è un bravo ragazzo e si merita queste premure- disse guardando una foto di Nash posata accanto a una del loro gruppo di amici, riunito.
Anche lei voleva certe premure...
-Grazie, Berry- mormorò Hail, sollevato.
-Alla fine hai scelto che fiori prendergli?-
-No...- Hail abbassò la testa. Non c'era riuscito. Non sembrava che ci potesse essere qualcosa per Nash lì.
Strawberry annuì incrociando le braccia sotto il seno. -Ti aiuterò io.- Lo puntò con i suoi occhi marroni. -Andiamo da zia Evergreen. Sicuramente conosce un sacco di fiori.-
***
Hail, alla fine, fu battuto, in quanto a velocità, da Nash. Il biondo, infatti, aveva presto pensato che non ci fosse nessuna regola che dicesse che il rosa dovesse essere quello a invitarlo.
-Stellina, io ti prendo, ti porto su un aereo, lo faccio decollare e mi assicuro di buttarti giù quando è ancora in volo. Così, ti faccio diventare una stellina cadente.- Gajevy incrociò le braccia sotto al minuscolo seno, guardando malissimo il biondo.
Nash sbattè le palpebre e guardò la maglia che aveva indossato quel giorno e su cui c'era scritto "Vuoi venire al ballo con me?", compresa di una stella che aveva in bocca una rosa rossa e ballava la salsa. -Oh, anche tu hai capito male. Non ti sto invitando al ballo... Sei la decima persona che mi rifiuta senza che io gliel'abbia chiesto... il che è davvero triste.-
Gajevy posò le braccia sui fianchi, accigliata e innervosita. Perché nessuno la invitava al ballo?! Non era di certo brutta! Poi, perfino Shaolin era stata invitata col suo modo di fare... Guardò la rosa, da lontano, che veniva fermata da Akio. Infatti, stava provando a buttare giù una delle macchinette invece che metterci i soldi. Guardò il seno della figlia di Natsu, facendo una smorfia. Era per le tettone, di sicuro. Lanciò una breve occhiata al suo misero seno che neanche raggiungeva una prima piena... Che tristezza che faceva. Abbracciò il proprio petto per coprirlo. -Inviterai il tuo ragazzo così, vero? Il figlio dell'albino scemo.-
Nash la guardò male, sembrando solo buffo. -Il padre di Hail non è scemo.-
Da lontano, intanto, Hail stava andando verso di loro, avendo visto il biondo. -Buongiorno- salutò i due, avvicinandosi al suo ragazzo e lasciandogli un lieve e dolce bacio a stampo. -Di che parlate?- domandò, guardandoli.
Gajevy ghignò. -La stellina mi stava invitando al ballo, chiedendomi di non dirti nulla.-
Hail guardò il biondo che prese subito a negare in modo buffo e impacciato. Shaolin si avvicinò, correndo, cercando di scappare da Kin. Aveva, inspiegabilmente, bruciato il libro che il ragazzo stava leggendo seduto in un angolo.
Senza volerlo, la rosa, spinse il fratello maggiore addosso al fidanzato. Nash si ritrovò sopra il proprio compagno e arrossì fino alla punta delle orecchie.
-Trovatevi una stanza per far porcherie- disse Gajevy, divertita, facendo lo sgambetto alla Dragneel, nel frattempo.
Kin ringraziò distrattamente la sorella gemella e prese Shaolin come un agnello sulle spalle e la portò chissà dove.
Gajevy li guardò, accigliata, mentre Akio correva verso di loro col fiatone.
Hail arrossì come anche Nash, benché di meno. In ogni caso, il Dragneel era molto rosso già prima. Era solo peggiorato di poco dopo la caduta. -G... Gajevy! Non dir certe cose!- mugolò il biondino.
La ragazza dai capelli colorati li fissò. -Non lo avete ancora mai fatto?- Era davvero molto sorpresa. Chiaramente intendeva il far sesso.
Hail abbracciò il Dragneel, facendo scontrare i loro corpi. -Chissà- rispose, criptico, sorridendo. Non voleva che gli altri sapessero della sua vita sessuale, esistente o meno.
La Redfox se ne andò, avendo sentito suonare la campana che preannunciava l'inizio delle lezioni. -Hem... Hail?- Nash lo guardava con i suoi occhi verdi, sempre teneri.
-Sì?- mormorò distrattamente il rosa.
-Dobbiamo andare a lezione...- sussurrò il figlio di Lucy a bassa voce. Non voleva andarci. Voleva rimanere così col suo ragazzo.
Qualcuno passò, ma, grazie al cielo, a parte qualche commento volgarotto sul copulare lì, o prendendosi una stanza, nessuno disse qualcosa di spiacevole. -Fra poco.-
Nash annuì. -Hem... riguardo al ballo... beh, pensavo...-
-Sì, ci ho pensato anche io.-
Nash si alzò, mettendosi seduto sul rosa, permettendo così all'altro di leggere ciò che c'era scritto sulla maglietta. Muoveva lo sguardo ovunque tranne che sul compagno, imbarazzato. Era il più grande, vero, ma nom riusciva ancora a non arrossire al contatto col rosa, soprattutto quando si trovavano in posizioni del genere. Hail era così carino e perfetto...
Hail lo abbracciò appena finì di leggere. Gli prese la testa tra le mani, lo guardò negli occhi e lo baciò. -Certo che vengo al ballo con te- risposte, felice. Cavolo se lo fosse: era super felice.
***
Perché il suo smoking era mezzo carbonizzato?
Nash era altamente traumatizzato da questo.
Che si sarebbe messo al ballo di ballo di fine anno?
Di certo i suoi risparmi non erano abbastanza per comprarne uno decente... Forse avrebbe potuto affittarne uno...
Si guardò allo specchio, sconvolto dal fatto che mancasse una manica della giacca e mezzo pantalone. Forse la camicia era utilizzabile... Okay, no, mancava quasi tutta la parte di dietro.
Lucy, che stava andando a stendere i panni, si fermò ad osservare il figlio che si guardava allo specchio col vecchio smoking del marito che, senza controllare, aveva passato al primo genito. Era certa che fosse ancora integro, almeno quello.
Entrò nella stanza, posò il cesto, e si avvicinò al biondo che, nel frattempo, s'era seduto, arreso all'idea di non potersi vestire bene per Hail. -Sei cresciuto così in fretta...- sussurrò la donna posando un braccio intorno alla spalle del figlio mentre gli faceva posare la testa sul proprio petto. -Natsu ha distrutto tutti i suoi vestiti eleganti. Possiamo comprartene uno nuovo qualche giorno di questi- gli disse, sorridente.
-Mamma...- sussurrò il ragazzo, alzando lo sguardo su Lucy. Lei gli posò la mano sul braccio, perplessa. -Ti dà fastidio che io stia con Hail...?-
Non avevano mai affrontato veramente quella conversazione, a dire tutta la verità. Lucy aveva scoperto il tutto da sola dai piccoli gesti non voluti che si rivolgevano i due ragazzi. Lo sapeva già da prima, non era stupida. Capiva che il figlio si fosse innamorato e anche di chi. Ne era stata un po' sorpresa, ma non l'aveva mai infastidita o altro. La signora Dragneel accarezzò dolcemente i capelli del figlio. -No, Nash, fin quando tu sei felice è tutto a posto. Da quando stai con Hail non hai mai pianto, non seriamente almeno, e questo mi va bene. A meno che non ti faccia del male, Hail mi andrà sempre bene.-
Il biondo si morse il labbro inferiore per non piangere, commosso. -E come lo trovi?-
Lucy sorrise. -Stai cercando il mio parere?- "Volevo una figlia per parlare di ragazzi..."
Nash annuì, impacciatamente. -È carino e non è un piromane. Sembra un principe azzurro, praticamente- mormorò la bionda, un po' imbronciata. In seguito, il suo sguardo si intenerì al pensare alla sua famiglia. Seppur Natsu fosse un piromane, la rendeva felice.
Nash ridacchiò. -Già, non ha nulla a che fare col fuoco...- giocò imbarazzato con le proprie dita quando ricordò le mani del proprio ragazzo che vagavano sul proprio corpo. In quei momenti un po' piccanti, Hail sembrava aver il tocco ardente... -Q... quasi mai...-
Lucy si alzò e riprese la cesta. -Rimetti nella busta quegli stracci, qualche giorno di questi andiamo a far compere.- Gli lasciò un bacio sulla fronte e se ne tornò alle proprie faccende. Nash poteva star tranquillo, andava tutto bene.
***
Il giorno del ballo di fine anno era arrivato. Nash stava dando di matto.
Si guardò più volte allo specchio. Andava davvero bene?
Lucy gli sistemò la cravatta. -Non essere così agitato, andrà tutto bene- gli disse la donna, sorridente. Il suo piccolo era proprio cresciuto... ricordava ancora quando piangeva per ogni minima cosa... non che la situazione fosse tanto cambiata, ad essere sinceri...
Il campanello suonò. -O è il to accompagnatore, o è Akio- mormorò la donna cominciando a scendere per aprire la porta. Però, quando arrivò, la porta era già stata aperta dal marito e Hail lo guardava un po' accigliato. Gli aveva preso i cioccolatini al cioccolato bianco che piacevano tanto al suo ragazzo...
Lucy si passò una mano sul volto, sospirando. -Scusalo... davvero- si avvicinò. Non aveva idea di che fare. -'Sera, Hail- Mh... meglio se chiamava il figlio. -Nash! Scendi, è venuto Hail!- gridò per farsi sentire. Guardò il rosa che l'aveva salutata a sua volta, anche lui evidentemente a disagio.
Perché non era riuscito a convincere Hail a incontrarsi alla festa? Era davvero imbarazzante per Nash che lo avesse convinto a farsi venire a prendere.
Il biondo scese al piano inferiore, già rosso di suo, eppure, quando vide il rosa con un mazzo di rosse (banali, vero, ma sempre d'effetto), arrossì fino alla punta delle orecchie. Era così agitato e impacciato che inciampò sulle scale e cadde a terra con la faccia nello scatolo vuoto di cioccolatini lasciato da Natsu. Si alzò di scatto, col busto. -Sono... Che figura...!- si coprì la faccia. I loro occhi si erano incontrati, gli aveva sorriso... e lui aveva rovinato un momento tanto romantico cadendo come un salame sui propri piedi.
Hail sbatté le palpebre, piuttosto sorpreso. Era successo così velocemente che non aveva colto all'istante. Lo prese per i fianchi e lo alzò. Non era esattamente leggero, ma Nash non si fece alzare da solo senza non muovere un dito, aiutandolo. Mentre si rimetteva in piedi, ricordava tanto un cerbiatto che stava imparando a star su. -Ti sei fatto male?- gli chiese il rosa, premurosamente.
Nash annuì. -Sì...- Guardò Hail e gli lasciò un tenero bacio a stampo. Lucy, appena aveva visto il figlio scendere, era scappata in giardino a recuperare la figlia che stava giocando all'aperto indossando il vestito nuovo che le aveva comprato per il ballo. Voleva che, almeno, arrivasse sistemata...
-La tua caduta è stata un modo, piuttosto pericoloso, per dirmi che sto benissimo in smoking?- sussurrò il Vastia con un sorriso stampato in volto. Era entusiasta.
Il suo sorriso lo faceva assomigliare incredibilmente a Lyon, soprattutto perché sembrava un imbecille, ma in senso positivo, dai.
Nash non aveva neanche guardato come si fosse vestito l'altro... -Come? C... certo...- mormorò distogliendo lo sguardo dagli occhi rossi e guardò, finalmente, l'outfit.
Smoking azzurro con una camicia celeste.
Nash lo guardò un po' accigliato. -Azzurro...?-
-Mi ha aiutato Strawberry. Assurdamente, fra tutti i vestiti che m'ha consigliato, questo era normale. Penso che dovrebbe essere una sorta di completo da principe azzurro- spiegò Hail guardando l'espressione del ragazzo davanti a lui. -L'idea non ti piace?-
Nash scosse la testa e si staccò dal ragazzo. Non voleva essere beccato così da sua madre. Sarebbe stato imbarazzante. -È davvero molto dolce.- Sorrise, intenerito. Gli prese la mano. Il suo cuore batteva forte, ancora.
Hail gli passò i fiori. -Sono molto banali, ma spero che ti piacciono.-
-Almeno questi non puzzano- rispose, facendo una lieve smorfia subito spezzata da un piccolo sorriso divertito. -Quando ti sei dichiarato mi regalasti dei fiori a forma di stella che avevano davvero un pessimo odore.-
Hail portò i capelli inditro. Ricordava bene. -Heh... Mi ricordavano te.-
Il biondo alzò la testa dal mazzo e lo guardò male, anche se era tenero lo stesso. -Secondo te, puzzo?-
Hail scoppiò a ridere e gli accarezzò i capelli. -No, non per quello. Tu hai un buon odore. Mi ricordavano le tue maglie con le stelle per la forma- raccontò.
Nash sorrise subito, non era possibile non farlo. Il suo ragazzo era dolcissimo.
Lasciò i fiori in cucina, dicendo alla mamma, quando passò il cancello, di mettere il mazzo in un vaso.
Hail aveva la patente e portava una piccola macchina, nulla di speciale. Al contrario, Nash aveva fallito ogni esame di guida. Era una vera frana.
Mentre stavano in macchina, conversarono di cose a caso, per tenersi occupati. -Ho saputo che Gajevy ha minacciato un ragazzo del secondo anno per farsi accompagnare al ballo- raccontò il rosa, svoltando a destra.
Nash strabuzzò gli occhi. -Sicuramente ha saputo che Storm ha accettato l'invito di quella ragazza dell'ultimo anno... Carle... Cantra...- Non ricordava il nome. Non ricordava quasi mai i nomi... A meno che non fossero quelli di persone che conosceva da molto.
-Natalia- lo aiutò il Vastia, ridacchiando. -Sì, lo ha sicuramente saputo. Non capisco, però, se Storm sia interessato a Gajevy o no.-
-Non ne ho idea... Se lo fosse, forse l'avrebbe invitata...-
-Non dovevano essere le donne a invitare gli uomini?- Hail lo guardò, perplesso.
Nash si bloccò e lo fissò. -D... Dici sul serio?-
Non ne aveva idea.
E lui... era stato lui a invitare Hail...
Hail annì, lasciandogli solo un'occhiata fugace. -Davvero non lo sapevi?-
Nash scosse la testa. -No...-
-Oh... In ogni caso...- Hail tornò all'argomento precedente per non far sentire in imbarazzo il biondo -... Gajevy non è riuscita a mettere da parte l'orgoglio. È troppo testarda.- Parcheggiò.
Nash scese dalla macchina. -Questo è vero... Però ammetto che non si capisce cosa provi Storm. Non ti spinge tanto a pensare che possa ricambiare.-
Si avvicinarono all'entrata prendendosi per mano. Erano carini e impacciati, soprattutto Nash.
-Ma che bella camicia, Nash!- Strawberry, stringendo la mano di Rain, si avvicinò a loro, adorando la camicia rossa con varie stelle sorridenti che indossava il Dragneel sotto la giacca. Ricordava un po' un abito a tema natalizio.
Nash era sorridente. -Grazie Berry! Anche tu stai molto bene vestita così!-
La figlia di Erza e Gerard aveva indossato un vestitino sulle tonalità del rosa e viola, molto carino, con uno scollo a cuore che metteva in risalto il seno ancora in fase di sviluppo, ma non affatto misero. Era vestita davvero in modo diverso dal solito...
Era carina.
Peccato che a Nash non facesse nessun effetto... Hem... era davvero gay fino al midollo.
-Grazie!- La Fernandez si girò verso Rain e lo spinse in avanti, quasi facendolo cadere addosso alla coppietta. -Non è carino?! Lo è troppo!-
Rain si rimise dritto, un po' confuso dal comportamento di Strawberry. Stava dando un po' troppo di matto. Non era un boomerang...
Nash guardò il Fullbuster. Completo nero, camicia lilla e cravatta viola. Si era coordinato con Strawberry.
In qualche modo, lo trovava piuttosto attraente...
Non doveva pensarci!
Arrossì.
-Sì, sta bene- Hail sorrise alla ragazza. Sapeva bene quanto fosse agitata. Si erano parlati più volte nelle ultime settimane e aveva visto quanto ansiosa e felice fosse. Aveva perfino capito che, quando era imbarazzata, dava di matto in quel modo. Il problema era, però, che forse Rain non l'avrebbe capito e avrebbe frainteso il comportamento di Strawberry. Hail si augurava che non succedesse.
Il ragazzo dai capelli blu scuro, quasi tendenti al nero, sorprendentemente, diede la mano alla Fernandez, facendole allargare gli occhi dalla sorpresa.
-Vado a prendere da bere- mormorò Hail, sgattaiolando, non dando a Nash tempo di replicare. Si sentiva di essere il terzo incomodo in quel momento...
-Rain, credevo non ti piacessero i luoghi affollati...- il biondo cercò un appiglio per far conversazione.
Rain aveva sempre la sua aria un po' cupa e tormentata. Non era di certo un ragazzo solare... -È così. Strawberry-san me lo ha chiesto e ho accettato. Non sarei venuto se così non fosse stato- raccontò, non aggiunendo che, anche se aveva voluto rifiutare, non c'era riuscito. Capiva quanto la porpora fosse emozionata.
Nel frattempo, Hail cercava qualche bevanda corretta con dell'alcol, sopreso di non averne già trovata una. -Niente non analcolico?- domandò a Gajevy lì accanto che stava sguardando male qualcosa, o qualcuno.
-La mamma della cosplayer svitata vi supervisiona.- Indicò Erza seduta a mangiare della torta panna e fragole, tranquillamente. -Nessuno osa far qualcosa qui con lei. Non so quale riccone ha invitato tutti a un dopo ballo scolastico pieno di alcolici nell'hotel della sua famiglia.- Incrociò le braccia sotto il misero seno e gli diede una chiave. Aveva preso una stanza, ma evidentemente non l'avrebbe usata. -Non ho la minima voglia di andarci. Passa il resto della serata con la stellina. Non dormendo, o vi spezzo in due se buttate i miei soldi per dormire in una camera di lusso- lo minacciò, nervosa, e se ne andò in cerca di qualcosa che la distraesse.
Hail, accigliato, mise in la chiave in tasca. Era lievemente arrossito. Doveva ammettere che l'idea gli piaceva parecchio...
Riempì due bicchieri di punch e tornò dal suo ragazzo. -Non c'era nulla di alcolico, ho trovato solo questo allo zenzero o all'arancia. Quale preferisci?-
Nash sguardò i due bicchieri di plastica e prese quello che, fato il volore arancione, doveva essere all'arancia. -Questo, grazie- mormorò, bevendo.
-Andiamo anche noi a prendere da bere?- domandò Strawberry a Rain, lui annuì solamente in risposta.
-Come va tra quei due?- domandò il rosa. Bevve anche lui. Non era un granché...
-Non capisco... Strawberry è stracotta, Rain non so... Ci tiene, ma non so se quanto Berry.-
Hail annuì. -Vedremo. Può essere che le cose siano più evidenti di quanto sembrino.- Guardò verso le varie coppie che ballavano. Si allontanò un attimo dal biondo e andò dal fotografo chiedendogli di fotografare lui e Nash appena avrebbero iniziato a ballare. Voleva dei ricordi di quella sera.
Tornò dal Dragneel. -Dove sei andato?-
Hail prese il bicchiere del compagno e lo posò su un tavolo a caso insieme al proprio. -Ti va di ballare?-
Un po' spaesato, Nash annuì prendendogli una mano. Non era un lento, ma era un ballò piuttosto veloce.
Nessuno dei due sapeva ballare. Hail si muoveva cercando di non fregarse, mentre il biondo cercava di far lo stesso, ridendo divertito, ma diventando rosso come un peperone.
-È una serata bellissima- ammise il figlio di Natsu, contento.
-Vero, e potrebbe durare ancora a lungo.-
Nash lo guardò accigliato. -Che intendi?-
-Hanno organizzato un dopo ballo in un hotel. Potremmo andarci per un po'.- Il rosa lo prese per i fianchi, facendolo ondeggiare al suo stesso ritmo.
Nash ne rimase dapprima sopreso, poi, doveva ammetterlo, che l'idea gli piaceva. -Va bene- acconsentì.
Hail lo baciò. Partì una canzone più calma, così ne approfittò per stringerlò più a sé e fargli mettere la testa nell'incavo del proprio collo.
Rimasero così per un po'.
***
-Di chi è questa festa?!- Nash alzò la voce per farsi sentire in mezzo al baccano che c'era in quella suite.
Hail scrollò la spalle. -Non ne ho la minima idea!- urlava anche lui per farsi sentire dall'altro.
Nash prese una birra e cercò di aprirla con un cavatappi, goffamente, senza successo. Una tenera smorfia si fece spazio sul suo volto. Era davvero carino...
-Bevi?- Hail si accigliò prendendo una bottiglia di vino bianco e ne versò un po' in un bicchiere di plastica. Non era esattamente così che si beveva il vino... Non si fidava, però, di ogni bicchiere che fosse posato semplicemente lì senza una confezione. Probabilmente quelli in vetro erano tutti usati. Meglio non rischiare.
Nash lo guardò, sorridente, dato che era riuscito ad aprire la bottiglia. -Uh? Non bevo mai, ma una volta ogni tanto non fa male- rispose guardandosi in giro in cerca di un cestino per mettere il tappo. -Dove lo butto?-
-Ci sono delle mutande sul lampadario, nessuno ti dirà nulla per un tappo sul tavolo- Hail sorrise e gli prese l'oggetto dalle mani posandolo sul tavolo alla sua sinistra.
Nash non era molto convinto di far così. Era un bravo ragazzo.
Hail gli spettinò i capelli, sorridendo. -Cosa vuoi fare?-
-A queste feste si provano le frasi da rimorchio, secondo zio Loki e Akio. Mi hanno portato a qualche festa per vedere se riuscivo a conquistare qualcuno- raccontò il biondo, tranquillamente. Certe volte dimenticava che alcune cose non poteva più farle, anche se divertenti. Tipo flirtare con qualcuno a caso.
Hail inarcò un sopracciglio. -E sei mai riuscito a rimorchiare qualcuno?- Ricordava bene la frase di rimorchio che aveva usato con lui una volta... Era ancora traumatizzato.
Il Dragneel annuì. -Sì, ci sono riuscito.-
-Era ubriaca?-
-Sì, perché?-
-Ora si spiega tutto.-
Nash era confuso. -Che intedi?-
Hail sorseggiò del vino e lo baciò. Nash fece una smorfia. -Sai di vino, bleah!-
Il rosa ridacchiò. -Non ti piace il vino?-
-Per nulla- Nash scosse la testa. -Veramente, che facciamo?-
Il Vastia si guardò intorno. -Sembra tanto una festa da single...-
Infatti, c'erano un sacco di persone che flirtavano, che giocavano a stupidi giochi per rubare qualche bacio e tocco, o far ubriacare l'altro fino a farlo accettare di copulare.
Non c'era nulla che attirasse i due. Perfino la musica era pessima...
-Ho la chiave di una camera- si ricordò improvviamente il ragazzo dalla giacca azzurra.
Il biondo lo guardò accigliato. -Perché hai la chiave di una stanza d'holtel?-
-Me l'ha data Gajevy. Ha detto che non le serve più.-
-Cosa ci avrebbe fat...- il Dragneel si bloccò.- Oh... quello...- mormorò imbarazzato.
-Non so se la sua intenzione fosse far sesso con il suo accompagnatore o Storm. Ne dubito un po'. Penso, invece che le servisse una stanza per eliminare Natalie.-
-Questo ha più senso- disse Nash prendendogli la chiave e osservandola. Stanza C23. -Vuoi che avvisiamo a casa e restiamo a... dormire qui?- domandò non guardandolo negli occhi. Ovviamente anche lui aveva pensato a cosa significava star lo stesso letto per una notte intera... Potevano anche non farlo, certamente, ma Nash lo voleva.
-Sarebbe perfetto- Hail gli sorrise e bevve altro vino.
Qualche attimo dopo, si trovavano nella stanza presa da Gajevy. Non era enorme, ma avevano scoperto che fosse fatta appositamente per le lune di miele. Non se ne sorpresero dopo esserci entrati.
Era rosa con un enorme cuore rosso come testiera del letto, le lenzuola erano bianche con delle rose rosse... Ma questi erano i piccoli dettagli, la cosa più imbarazzante era l'enorme cartellone con su scritto: "Non dormite e pensate a procreare come conigli in calore".
-È uno scherzo di Gajevy?- domandò Nash, traumatizzato, dopo aver riletto diverse volte la scritta per essere sicuro di aver compreso bene cosa significasse.
-La conosci meglio di me, dovresti saperlo tu- mormorò il Vastia, sedendosi. -Questo letto è un po' duro, ma sembra comodo.-
Nash si lanciò sul letto. -È comodissimo!- esclamò. -Guardiamo la TV?- chiese, speranzoso.
Hail annuì. -Certo. Vado a farmi una doccia- avvertì, alzandosi.
Nash aprì un cassetto, cercando il telecomando. Trovò delle bustine piccole schiacciate. Sembravano... sussultò chiudendo il cassetto. Non lo sembravano, lo erano. Perché c'erano dei preservativi?!
Si mise a cercare il proprio telefono per chiamare Gajevy e chiederle assolutamente perché avesse affittato quella stanza, ma trovò, invece, un paio di manette con della pelliccia rosa. Le lanciò in aria come se avesse trovato una testa mozzata. Urlacchiò come una ragazza.
Hail uscì dalla doccia, un po' preoccupato. -Qualcosa non va?- domandò trovando Nash seduto sul letto con le gambe contro il petto. -Hai visto un fantasma?- domandò sedendosi accanto a lui.
Nash indicò il cassetto aperto con preservativi in abbondanza e anche forme falliche di plastica rosa a cuori e altre cose che non aveva mai visto. -Questa stanza ne deve essere piena...-
Hail annuì. -È una stanza per le coppie in luna di miele, infondo. È normale.-
Nash lo fissò, imbarazzato. -Sembra il set di un porno...- Notò finalmente che Hail gocciolava ancora un po' e aveva l'accappatoio non ben chiuso sul petto, mettendolo così in mostra. Deglutì prendendo l'asciugamano che il rosa aveva in mano e cominciò ad asciugargli il collo. Dopo mesi di relazione riusciva a farlo, anche se ancora non completamente a suo agio.
Hail lo guardò, sorpreso. -Non mi sono asciugato bene...?-
-No...- il Dragneel scosse la testa e scese ad asciugargli il petto in modo impacciato e tenero.
Il Vastia sorrise lo baciò.
Iniziò tutto da un casto bacio che ben presto divenne di più. Le labbra del rosa si spostarono sul collo del biondo mentre la mano s'era andata a posare sopra al sedere, facendo uscire dei gemiti di approvazione dal biondo.
-Mh...- Nash lo guardò con i suoi teneri occhi verdi, rosso fino alla punta delle orecchie.
Hail sorrise, capendo che quella volta non si sarebbero fermati come al solito. Si liberò della camiglia del biondo, facendo aderire le sue labbra alla morbida superficie del petto dell'altro. Gli stuzzicò con dolcezza i punti sensibili su di esso. Erano arrivati a qualcosa di simile, ma non sapeva come sarebbe stato andare al punto. Non lo aveva mai fatto, come il biondo.
Intanto gli aprì i pantaloni e tastò con dolcezza, sorridendo felice di aver suscitato un simile effeto nel biondino.
Nash sentiva che doveva far qualcosa, anche se stava morendo dentro dal disagio. Strinse nei propri palmi l'accappatoio del rosa e portò Hail più contro di sé, baciandolo nuovamente. Impacciatamente scese più giù e gli aprì l'accapatoio baciandogli il petto. Strusciò, non volendo, contro l'intimità del rosa. Si sentiva un pesce fuor d'acqua. Oltre baciare e lasciare delle impacciate e dolci carezze, non sapeva far altro senza morire lì di imbarazzo.
Hail gemette per le attenzioni del Dragneel, volute o meno.
Nash deglutì e guardò finalmente il punto x. Cavoletti... Era più grande di un pugnale. Si sentiva mancare il respiro. Non sarebbe morto se quel pitone fosse entrato in lui?
Che poi, chi lo diceva che doveva essere lui a subire e non il Vastia? Immaginò lui che cavalcava il fidanzato e si sentì mancare. Non ne aveva il coraggio...
Con un po' di paura, gli lasciò un lieve bacio lì e prese a muoverci sopra la mano. Ben presto ricevette dei mugolii di approvazione. Stava davvero andando bene...? Non non lo aveva mai fatto a un altro ragazzo...
Sentì Hail accarezzargli la testa con dolcezza e bisogno. -Sei bravo...- mormorò il rosa. Chiaramente voleva che continuasse. Prese coraggio e usò la bocca muovendosi impacciato e temendo di fargli male.
La situazione durò molto poco, a dir la verità. Chiaramente Hail aveva altri piani...
Lo rimise alla sua altezza e riprese a baciarlo stringendolo a sé mentre eliminava completamente gli ultimi indumenti rimasti al Dragneel. Lo preparò con premura, non volendo fargli alcun male. -Hail...-
Il Vastia lo guardò un po' preoccupato. Stava sbagliando qualcosa? Gli stava facendo male? Non era ancora entrato...
Gli scostò dei capelli biondi dagli occhi. -Va tutto bene? Preferisci che mi fermi?- domandò Hail, premurosamente.
Nash scosse la testa. -Vog... glio solo dirti che ti amo- sorrise timidamente nascondendo la testa nell'incavo tra il collo e la testa del rosa.
Hail sorrise. -Anche io, Nash.-
Quando gli sembrò che il biondo fosse pronto, baciandolo per distrarlo dal dolore iniziale, entrò. Fece piano, bloccandosi all'urlo iniziale di Nash. -Brucia...! B... brucia... Fa male...- mugolò il Dragneel con gli occhi lucidi. Non si aspettava che facesse tanto male...
Il Vastia era bloccato. -Esco subito...!- esclamò. Voleva essere più vicino al proprio ragazzo, in ogni senso, ma non al punto di fargli male...
Nash scosse la testa e strinse l?avambraccio del compagno. -Continua...- mormorò.
-Sicuro...?- Hail tentennava.
Nash annuì e lo baciò con dolcezza. Il Vastia si mosse lentamente, finché non sentì i versetti di dolore del suo ragazzo essere sostituiti da gemiti di piacere.
Non erano mai stati più vicini di così.
La loro prima volta fu dolce e passionale allo stesso tempo.
Si addormentarono uno tra le braccia dell'altro, innamorati e colmi di felicità. Non avrebbero mai dimenticato quel ballo della scuola, probabilmente. Se ne sarebbero ricordati, soprattutto Nash, con le gote un po' rosse e un sorriso stampato in volto.
-Cosa volevi farci con una camera per le coppie in luna di miele?- domandò Nash, qualche giorno dopo, a Gajevy. Doveva ammettere che non se lo riusciva proprio a spiegare, a meno che lei non avesse pensato di portarci Storm.
La Redfox lo guardò, accigliata. -Io ho chiesto una camera singola economica, di che stai parlando, stellina?-
-Ma ti hanno dato una camera matrimoniale piena di cose...- arrossì. -Davvero non l'hai fatto apposta a prenderla?-
-Sarebbe piuttosto deprimente affittare una camera da coppia innamorata per dormirci da sola. Soprattutto perché mi sarebbe servita se mi fossi stata ubriacata. Di certo non poteci tornare sbronza a casa. Poi, con quella pazza della mamma della cosplayer svitata a far il segugio, non mi è servita- mangiò un po' del suo pranzo. Guardò Nash. -Almeno tu l'hai sfruttata bene con il tuo ragazzo.- Sorrise maliziosa.
-Io...- Nash cominciò a balbettare cose sconnesse, agitato.
Gajevy aveva fatto bingo.
Avevano copulato grazie a lei. Poteva ritenersi una persona fiera del proprio lavoro da Cupido con Storm.
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Salve!
Per prima cosa: Tanti auguri Nika!
Non ho mai scritto nulla con una parte hot tanto descritta, mi sento strana... Però, visto che so che Nika vuole vederli far cose hot, ho deciso di regalarle la loro prima volta. Nella long non è ancora tempo, spero ti acconterai di una Os AU.
Ti piace?
Non so se una cosa del genere possa piacere...
A me non convince per nulla.
Però, l'importante è che piaccia alla mia kōhai Nika.
Io vi abbandono per morire di sonno... Se ci sono tanti errori, scusatemi, ma non ho la forza di rileggere. Mi devo svegliare tra poche ore dopo tre giorni che non sono andata a scuola a causa dell'influenza.
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