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E vide una luce avvicinarsi velocemente, facendo scomparire l'oscurità della notte.
Ma qualche attimo prima tutto andava così bene, non desiderava neanche quella fine.
Lui era lì per caso, non c'entrava niente.
Se qualche minuto prima si fosse fermato a riflettere...
Stava per buttare la sua vita incosciamente, pur di salvare la vita a qualcun'altro.
Quel minuto che per noi è niente, per lui era tutto.
Il fiato gli mancava, è vero.
Ma non si fermava.
Nella sua testa aveva un pensiero fisso, un qualcosa che lo spingeva a non mollare.
Qualcosa che superava il bisogno di respirare, la stanchezza, la paura della morte.
Il vuoto pervase la sua mente, come un guscio.
Era chiuso, saldo e soprattutto silenzioso nella sua testa.
Erano i suoi ultimi secondi di vita, sperava di rivivere i suoi ricordi come succede nei film.
Ma non successe.
Il vuoto fu spezzato di nuovo da una mano.
Una mano forte, potente, che lo portò lontano dal buio profondo della morte.
Cadde ma si rialzò.
Il terrore non riuscì a spaventarlo abbastanza, così riprese a correre affannato.
I conati di vomito salirono dalla stanchezza, ma non poteva fermarsi.
Quel chilometro sembrò un tragitto enorme, ma non potrva fermarsi.
Voleva, ma non poteva.
I perché nella sua testa furono troppo presenti e piangendo si rese conto di quella cavolata cje stava facendo.
Perché sacrificarsi per qualcuno?
Però non poteva rinunciare ora, ormai aveva percorso 700 metri.
La sua meta era vicina.
Come anche la sua metà era vicina.
Corse ancora ed ancora, fino a prostrarsi a terra davanti la sua casa.
Il suo cuore era lì, davanti a lui, con una lametta nella mano sinistra.
Lui aveva corso per evitare di perdere tutto ciò che gli era rimasto.
Casa, famiglia, affetto, soldi.. tutto scomparso.
Solo la sua metà esisteva.
Si strinsero forte, per non lasciarsi andare.
La gente pettegola guardava ed accerchiava i due ragazzi, come se fossero degli animali di un circo.
Erano lì per scattare foto, discuterne, fischiare.
Ma non importava.
Erano uniti e nessuno era ferito.
La paura di perdere qualcuno è immensa.
Non si può misurare.
Se puoi salvare la persona più importante della tua vita, non senti né dolore né stanchezza.
Ti fai forza, corri.
E quando la perdi...
Stai muto.
Non piangi.
Non ci credi.
Ti costringi a credere il contrario.
Anche se te lo ribadiscono, se ti stringono, se ti spiegano che devi piangere per il tuo bene... non ci credi.
E rimani lì.
Immobile come una bambola.
A guardare il vuoto che è dentro di te.
426 parole.
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