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Eren osservava spesso il Capitano leggere nella grande biblioteca del castello mentre rimetteva a posto le pile di libri che si formavano sui lunghi tavoli di legno. Trovava divertente quando usava un piccolo sgabello per raggiungere un ripiano non proprio alto. Quel giorno Levi lo sorprese a sghignazzare e scese subito dallo sgabello, sbraitando - cosa trovi di divertente, moccioso? -.
A quella domanda Eren si irrigidì, diventando rosso come non mai. Accidenti, arrossiva per un nonnulla, e guardacaso sempre davanti al Caporale. - N-nulla - balbettò.
- Ritorna a quello che stavi facendo, Jaeger - gli intimò Levi. Osservò il ragazzo salire la scala e mettere con cura i tomi sul ripiano. Ma quando fece per scendere, mancò un gradino e cadde all'indietro, rischiando di spaccarsi la testa sul tavolino. Non arrivò mai allo spigolo, aprì gli occhi. In un gesto istintivo il Caporale si era messo sotto al ragazzo, che gli era caduto proprio fra le braccia, le quali passavano uno sotto le gambe e uno dietro la schiena del castano. Levi potè sentire il calore e la pressione del corpo del ragazzo fra le sue braccia e arrossì lievemente, ma Eren non se ne accorse, impegnato com'era ad arrossire come un peperone appena resosi conto della posizione in cui si trovava e l'ennesima figuraccia che aveva fatto con il Caporale. Balbettò qualcosa di simile a delle scuse e si ritrovò frettolosamente messo giù. Appena coi piedi per terra, Eren si precipitò fuori dalla biblioteca. A Rivaille erano cari i momenti in cui il ragazzo rideva o era in imbarazzo, perchè i suoi occhi verdi emanavano una luce speciale. Sulle sue labbra si formò un lieve sorriso.
* * *
La cena si svolse tranquillamente, tra le fugaci occhiate che si scambiavano senza che l'altro se ne accorgesse, o almeno così credeva Eren: il Caporale se ne era accorto e ciò non poteva che recargli piacere.
Finito di mangiare, per modo di dire dato che Hanji aveva portato in tavola un intero maialino alquanto carbonizzato, e il povero Oruo era stato il primo a doverlo mangiare,
Eren era andato in camera sua, per leggere un buon libro. Ma doveva tornare spesso a rileggere una frase perchè in testa aveva solo il Caporale Rivaille e l'episodio del pomeriggio.
Come se l'avesse chiamato, la porta si spalancò ed entrò Levi, che si diresse direttamente al letto del ragazzo avvicinandoglisi pericolosamente.
Eren, tieni a freno gli ormoni.
- È vero che siete un superiore, ma non si usa più bussare? - cercò di fare un tono scocciato.
- Tsk, lo so che non te ne frega che io abbia bussato o meno, moccioso -.
Si stese su di lui, tenendo comunque il corpo sollevato da quello del minore facendo leva con le braccia, le mani ai lati della testa di Eren, un ginocchio in mezzo alle sue gambe.
Madonna mia, è troppo sensuale così!
- Cosa glielo fa pensare? - cercò di mettere una punta di fastidio nella voce, ma le sue guance più rosee del normale e il suo sguardo fisso sulla bocca dell'altro lo tradirono miseramente. Il maggiore posò sulle calde e morbide labbra del ragazzo le sue, facendo spalancare ad Eren gli occhi, per poi chiuderli, ricambiando un casto bacio che dava vita a un nuovo sapore, il loro, con qualche aggiunta di whisky..
Levi emanava un vago odore di alcol.
- Questo.. - rispose malizioso Rivaille.
- Capitano, voi siete ubriaco, state vaneggiando - si riprese Eren, - vi serve un bagno freddo -.
* * *
Trascinò a forza il Caporale fino al bagno con tanto di proteste del corvino che non voleva collaborare.
Aprì l'acqua fredda per riempire la vasca e fece per uscire, quando si sentì afferrare il polso:- non lo sto facendo per qualche goccia di whisky, tu, moccioso, mi attrai veramente -
- S-signore lei non è luci..Mmmfh -
Eren si ritrovò a baciare il Caporale, che lo aveva tirato a sè per il colletto, un bacio più lungo e passionale di quello precedente. Il minore lasciò passare la sua lingua, che cercava un contatto più profondo e creavano insieme danze nuove. Senza staccarsi il caporale sbottonò la camicia dell'altro e gliela tolse, ma nella foga del momento si sbilanciò e cadde nella vasca che oramai si era riempita a sufficienza, trascinando con se Eren. Se ne fregarono, quantomeno Levi, e continuò a spogliarlo, i vestiti diventati inutili e d'intralcio, incurante se il moccioso era d'accordo o meno. Il Capitano tirò a sè Eren, lasciandogli baci su tutta la lunghezza del collo, mentre con le mani scendeva, sfiorando ogni centimetro della sua pelle color caramello con carezze sia delicate che urgenti; le loro erezioni strusciavano una contro l'altra, sotto i gemiti strozzati del minore.
Levi ribaltò la situazione, facendo appoggiare il ragazzo con la schiena alla perete della vasca, Eren sapeva a che punto stavano per arrivare e anche se era consapevole che l'indomani l'altro non avrebbe ricordato nulla, lo lasciò fare. Aspettava da troppo tempo questo momento ed era sicuro dei suoi sentimenti. La mano dell'uomo scivolò su tutta la lunghezza del suo petto, partendo dalle parti più delicate del collo e arrivando poco più su del membro di Eren.
- C... Capor... ale -
- Cosa vuoi moccioso? -
Non trovava il coraggio di guardarlo negli occhi e dirgli ciò che desiderava, quindi sputò fuori
- voglio di più - nascondendosi il volto con un braccio. Levi, che sembrava avesse un ghigno dipinto in faccia, preparò la sua entrata con due dita, prima una poi l'altra, stimolando la prostata e facendolo contorcere sotto di sè.
Mise le sue gambe sulle spalle e si posizionò nel mezzo.
- Sto per entrare -. Ciò fece ricordare alla speranza dell'umanitá che il suo amato aveva giá avuto dei rapporti ma non gli importava, perchè ora era lì con lui, ora Rivaille stava amando lui. Un lacerante dolore si diffuse lungo il suo corpo, ed emise un verso strozzato. Ci volle qualche secondo perchè si abituasse alla presenza del membro in lui; mentre le spinte si facevano sempre più ritmate e forti, inarcava la schiena e gemeva come una ragazzina. Levi era felice nel vedere che Eren era in imbarazzo ma entusiasta di questo rapporto, perchè ciò significava che lo amava e non era come gli altri soldati che usava solo a scopo di sfogo e distrazione. Di solito l'impassibile Capitano non guardava in faccia chi sottoponeva alle sue torture, ma con quel moccioso, ahh, il suo moccioso, era diverso.
Vennero insieme, uno nell'acqua e uno nel corpo dell'altro, per poi accasciarsi esausti in quel liquido che una volta era trasparente.
- Bleah, adesso dovremo cambiare l'acqua -.
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Angolo autrice:
Salve a tutti shingekiani! È la prima volta che scrivo qualcosa del genere, per giunta yaoi e pensavo di partire da una one s(hot) [ very hot ] dato che non mi sentivo pronta a gestire subito una storia a più capitoli.
Amo la Ereriii e la Jean x Marco
*momento follia*
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Sciau :-*
☆ potterianadivergente ☆
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