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Capitolo tre: Tristi verità

<<Come cazzo ho fatto a prendere l'AIDS?!>> ci dice Peppe, tutti lo guardiamo straniti, ma intervengo io <<Te l'avranno immischiata i vecchi del ricovero, o chissà chi, sei stato stuprato molte volte in fondo>>. 

Non sapevo cosa fare, non potevamo andare all'ospedale, eravamo ricercati e i nostri crimini aumentavano a vista d'occhio. Non potevamo perdere Peppe, e lui che usavamo sempre come esca.

Ad un certo punto Erika ha un colpo di genio <<Ho una idea! Potremmo affidarci al padre nostro, creatore del cielo e della terra, colui che amo più  di qualunque altra cosa, Satana>>; solo lei nella gang crede in lui e quindi siamo tutti un po' scettici. Mariasophie è quella che si fida di meno <<In quanto figlia di Zeus propongo di affidarci a mio padre, lui è molto saggio e saprà cosa fare intesi?>>, di male in peggio.

<<Sappiamo tutti che Zeus non esiste, affidiamoci a Satana, tanto cosa abbiamo da perdere?>> ed in effetti aveva ragione. Ma di preciso cosa dovremmo fare? Quindi lo domando ad Erika. <<Si sa che Satana giustamente vuole qualcosa in cambio, quindi dovremmo offrirgli una vergine>>, la guardo sbigottita, <<Erika si sa che al giorno d'oggi nessuno è più vergine>>. Non sappiamo cosa fare quindi cerchiamo cos'altro offrirgli ma mi viene un colpo di genio. <<Vi ricordate quel bambino bruttino che venne  un giorno in orfanotrofio ma subito dopo venne buttato fuori perché troppo brutto? Non se avete capito ma mi riferisco a Vito, non dovrebbe vivere troppo lontano dal nostro rifugio.

E infatti era così dopo un po' di ricerca scoprimmo che lavora illegalmente in un laboratorio, lo usano come cavia umana. Ovviamente non potevamo andare tutti assieme, qualcuno doveva rimanere con Peppe in caso di necessità, Mariasophie va su una montagna di rifiuti e con posa fiera inizia il suo discorso <<In quanto figlia di Zeus sento che è mio dovere rimanere qui in sua compagnia, mi sento anche un po' in colpa che non sono riuscito a proteggerlo dai vecchi arrapati>>, in effetti aveva ragione ma  Erika buttò via giù di forza Mariasophie e inizia a parlare lei <<Rimarrò io, devo pregare il mio signore e stare accanto al malato affinché riesca a rimanere vivo in vostra assenza>>, Mariasophie alla fine è d'accordo quindi andiamo in missione.

Il laboratorio è dentro uno di questi condomini ci basta entrare prendere Vito e scappare, Erika ci ha raccomandato di non ferirlo, deve arrivare nelle condizioni migliori a Satana. Dobbiamo stare attenti, questo posto brulica di scienziati e alcuni fanno cose davvero schifose, usano strumenti scientifici come giocattoli sessuali, però questo ci da un vantaggio sono distratti. Seguiamo la puzza di merda è quando ormai siamo al culmine troviamo Vito chiuso in una gabbia, è veramente brutto. Non abbiamo tempo da perdere apriamo subito la gabbia e con un lanciarazzi sfondiamo il muro e scappiamo più in fretta che possiamo.

Arriviamo da Erika, intanto ha preparato la postazione per il rituale ma vede Vito, la sua faccia non trasmette niente di buono <<Ok, mi avevate detto fosse brutto, ma questo è troppo magari Satana non l'accetta, ma non abbiamo tempo da perdere facciamo svenire e lo mettiamo al centro della postazione satanica. Erika inizia ha parlare <<Oh mio grande signore, ti invoco donandoti un po' del mio liquido vaginale!>>. Il cielo diventa improvvisamente nero e un leggero turbine si crea e da esso sentiamo provenire una voce <<Mia adepta mi hai chiamato. Cosa c'è?>>, Erika si inchinò e prese parola <<Vede mio signore, un nostro caro amico ha l'AIDS e non possiamo curarlo. Mi chiedevo se potesse farlo lei, in cambio, le ho offerto questo ragazzino, certo non è granché me ne rendo conto, però è vergine>>. Satana rise ma poi si calmò <<Siccome sei una brava fedele accetterò la tua scadente offerta, lo potrò usare come schiavo sessuale. Bene addio!>>.

Quel leggero turbine di vento scomparve ed il cielo ritornò del suo normale colore e Vito era morto. Peppe sta bene però notiamo che abbiamo attirato una grande folla e si iniziano a sentire grida.
<<Sono loro che stanno procurando danni, solo solamente loro, hanno pure evocato il demonio>>.

Non potevamo rimanere li, quindi prendiamo subito le nostre cose e scappiamo, direzione Palermo.

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