si comincia
Si comincia
In una terra lontana da Magnolia, quasi in un altro mondo dove le piante crescevano rigogliose e animali di ogni genere passeggiavano tranquilli, c'era il palazzo reale che si ergeva al centro di questo paradiso e in quel momento un uomo guardava l'orizzonte seduto sul bordo di un balcone.
«Hey! Iwao*, mi sembri pensieroso!»
Iwao si girò a guardare l'uomo che l'aveva chiamato, era alto molto più di lui, probabilmente raggiungeva i due metri, i capelli corvini, con qualche ciocca grigia a creargli dei riflessi argentati, gli arrivavano scomposti sulle spalle e in parte gli coprivano l'occhio destro, che aveva perso anni prima in circostanze sconosciute per Iwao, era un uomo muscoloso e imponente, e spesso incuteva paura alle persone che gli passavano accanto.
Scese dal balcone e si alzò davanti a lui sogghignando mentalmente, anche se era più grosso non era affascinante come lui, il suo volto aveva i lineamenti più dolci rimanendo comunque mascolini e irresistibili per le donne, muscoli sodi e ben scolpiti in tutto il corpo, i capelli erano perfetti e non mostravano nessun segno di vecchiaia rimanendo del loro color turchese, l'unica pecca era un neo a forma di cuore sotto l'occhio sinistro, odiava quella macchia ma per sua fortuna alle donne piaceva.
«E tu mi sembri allegro Tetsu*! Non credo di averti mai visto sorridere... E' successo qualcosa?»
«Oh nulla di particolare, mi faceva ridere la notizia che ci hanno dato prima durante il consiglio...»
Il consiglio dei dieci, il re governava il mondo, ma chi controllava il re erano loro, dieci persone scelte fra i più nobili e i più potenti o come nel caso di Tetsu un ex-militare che aveva fatto carriera.
«Non so a cosa ti stai riferendo, hanno dato molte notizie, non puoi pretendere che sappia cosa ha attirato la tua attenzione...»
«Mi riferisco alla morte di quel nobile che avevano mandato a Tanril... Hihi già il suo nome lo descrive perfettamente, Poltz giusto? Tu cosa ne pensi?»
«Cosa dovrei pensare?... Solo un idiota si farebbe ammazzare da una ragazzina!»
Iwao si girò verso l'orizzonte appoggiandosi al balcone per non far vedere che stava digrignando i denti, sapeva dove voleva andare a parare Tetsu, e questo lo faceva imbestialire.
«Concordo perfettamente... Una volta un ragazzino aveva provato a derubarmi! Povero sciocco... Non è vissuto a lungo... Ma quello che mi incuriosisce e diverte di più di questa storia è che questa ragazzina sembra avere circa diciotto anni e i capelli azzurri, un azzurro turchese!»
«E con questo? Non è comune ma mica esisto solo io con i capelli così!»
«Vero... Ma ho sentito delle voci...»
"Bastardo... Come l'avrà scoperto?!..."
«Molto interessanti devo dire! A quanto pare circa diciotto anni fa, poco più, frequentavi molto Tanril... Ma sono solo voci! Ora ti lascio ai tuoi pensieri! Ti ho disturbato abbastanza...»
Detto questo e mostrandogli un ghigno se ne andò lasciando Iwao più pensieroso di prima.
Loro due non erano mai andati d'accordo, ma al contrario suo Tetzu aveva scoperto molte più informazioni, sembrava avere spie ovunque, fatto che glielo faceva odiare ancora di più. L'unica cosa che sapeva Iwao invece era che Tetzu non era il suo vero nome ma solo un soprannome o qualcosa del genere, ma quello vero rimaneva comunque un mistero.
Stranamente dopo l'incontro della sera prima Levy aveva dormito tranquilla e i sogni non l'avevano più tormentata, aveva impostato la sveglia per le sei, un'ora in anticipo rispetto al suo solito, in quanto aveva paura di cosa le avrebbe potuto fare Gajeel se fosse arrivata in ritardo. Si vestì in fretta e raggiunse la stanza di allenamento per le sei e mezza, del ragazzo non c'era traccia così si mise comoda a leggere un libro che aveva preso in prestito da Lucy.
Il tempo passò e quando la turchina alzò lo sguardo vide l'orologio che puntava ormai le nove, ci impiegò qualche secondo per collegare al cervello quello che i suoi occhi vedevano e quando lo capì si guardò intorno, pensando che Gajeel fosse appoggiato da qualche parte pronto a prenderla in giro, ma la stanza era ancora vuota.
"Ma come osa!? Mi dice di non fare tardi e di trovarci qui la mattina! E di lui neanche l'ombra!"
Sospirò capendo di essere stata fregata e che il moro non aveva intenzione di aiutarla, così decise di andare nella sede principale a mettere qualcosa sotto i denti.
Era lunedì mattina e il locale era deserto, Makarov seduto sul bancone come suo solito, guardava i tavoli vuoti immaginandosi la solita calca che occupava quel luogo, vicino al bancone Gajeel, Gray e Natsu che litigavano tra di loro dicendo di odiarsi ma con un sorriso sul volto, in lontananza Juvia che guardava con occhi sognanti il suo Gray-sama, come lo chiamava lei, Lucy si sedeva ogni volta in un tavolo diverso per evitare di ricevere qualcosa in testa dalla lite dei tre ragazzi, fallendo ogni volta.
Sospirò sconsolato abbassando la testa pensando che solo poche persone potevano tranquillizzare quei tre, ma al momento erano in missione e doveva subirseli tutto da solo.
Sentì la porta aprirsi e alzò lo sguardo vedendo entrare una testa azzurra con una fascia nera in testa.
«Hey Levy! Pensavo ti stessi ancora allenando! Sei venuta a fare una pausa?»
La ragazza si sedette davanti al vecchietto sospirando rumorosamente e appoggiando la fronte sul tavolo.
«Non proprio... Gajeel mi aveva detto che mi avrebbe aiutato ad allenarmi e invece mi ha mentito... Dovevamo trovarci stamattina nella stanza degli allenamenti... E invece...»
Makarov si mise a pettinarsi i folti baffi con la mano mentre ragionava su quello che aveva appena sentito.
«Strano! Gajeel non è il tipo da infrangere una promessa! Che cosa ti ha detto di preciso?»
«Ti aspetto domani mattina qui, vedi di non fare tardi se non vuoi essere punita scogliattolino ghihi»
Levy aveva imitato la voce e il ghigno del moro facendo ridere Makarov, quando si calmò la guardò quasi con compassione anche se non era diretta a lei.
«Cara... Gajeel solitamente non si sveglia prima delle 10... quando ha detto mattina intendeva per l'ora di pranzo...»
Levy si alzò di scatto con gli occhi spalancati.
«Quel brutto!...»
Corse fuori il più in fretta possibile e Makarov sapeva perfettamente dove era diretta.
«Non fargli troppo male! Mi serve ancora!... Ahh povera figliola, quel ragazzo gliene combinerà tante...»
Levy non poteva crederci, aveva passato ore in quella stanza ad aspettarlo per poi scoprire che lui non si sarebbe alzato ancora per altrettanto tempo, ora non gli avrebbe di certo permesso di dormire sonni tranquilli e beati.
I suoi passi erano veloci e decisi, le guance rosse e gonfie d'aria per la rabbia, aprì la porta e si dovette trattenere per non sbatterla e attirare l'attenzione su di se, si fermò un attimo a prendere fiato e a calmarsi, fece uno, due respiri profondi e poi iniziò a salire i gradini, Lily le aveva detto che la loro camera era al terzo piano la 305, le fece passare tutte finché non trovò il numero giusto ed entrò.
La camera era esattamente uguale alle altre, un piccolo salotto con un divanetto che serviva per dividere il bagno e la camera da letto, infatti ai due lati della stanza c'erano due porte e senza pensarci due volte Levy aprì quella a sinistra, trovandosi davanti un letto da una piazza e mezza e Gajeel che dormiva beatamente a torso nudo.
La turchina arrossì a quella visione, non aveva mai visto un uomo in quelle condizioni, i muscoli scolpiti del torace e dell'addome erano perfettamente in vista, il lenzuolo gli copriva tutta la parte inferiore del corpo e Levy sperò vivamente che almeno lì fosse vestito.
"Forza Levy! Torna di un colore normale così non ti dovrai subire il suo ghigno e sveglialo!"
Dopo esserselo ripetuta altre due volte ci riuscì e si avvicinò alla testata del letto per dirgliene quattro.
«Gajeel! Svegliati forza è mattina!»
«Mmgh... Lasciami in pace bellezza... Voglio dormire ora, torna più tardi se proprio ci tieni...»
Detto ciò si girò dall'altra parte dandole le spalle, Levy rimase a bocca aperta nella sua reazione, probabilmente stava ancora sognando in quanto non l'avrebbe mai chiamata bellezza se fosse stato in lui, stava per riprovarci quando le venne in mente un'idea migliore per la sua vendetta e senza che se ne accorgesse le venne un ghigno identico a quello del ragazzo.
«Ma Gajeeeeeel...»
Levy cercò di utilizzare la voce più sensuale e vogliosa che riuscisse a fare ritornando però bordeaux in volto, si era chinata vicino al letto in modo tale da essere più vicina e non farsi sentire anche dalle camere adiacenti o da Lily dato che non sapeva dove fosse.
«Non so se posso resistere fino a dopo...»
«Oooh... Siamo vogliose eh? Ghihi...»
Si era girato a pancia in su con le braccia aperte e il ghigno gli contornava il volto come suo solito, il piano stava funzionando.
«Ma se proprio non mi vuoi passerò più tardi... Sempre che non trovi qualcun altro...»
«Ghihi e va bene!»
Gajeel la prese con un braccio e se la buttò sul letto, lui era sdraiato sulla spalla destra e lei gli era davanti e gli dava la schiena, sentiva i pettorali del ragazzo appoggiarsi alla sua schiena e le mani accarezzarle il corpo, quando ne sentì una sul fondoschiena diventò rossa fino alla punta delle orecchie.
Le sue mani vagavano per il corpo della sconosciuta, anche se la voce gli era familiare non riusciva proprio ad attribuirla a nessuna donna che conoscesse, teneva ancora gli occhi chiusi ma riusciva a immaginarsela perfettamente, snella, un culo sodo e un seno da urlo.
Si infilò sotto la maglietta e le accarezzò la vita lentamente sentendo la pelle liscia diventare d'oca, scese e si diresse verso il suo fondoschiena, rimanendo però stavolta sopra la biancheria, e si sorprese di quanto fosse sodo ma al contempo morbido e ben fatto, gli sembrò quasi di averlo già visto da qualche parte.
«Ooooh... Ricordami di ripassarci dopo da queste parti! Ghihi...»
Tornò sopra e infilandosi sotto la maglia le slacciò rapidamente il reggiseno con una mano sola, per poi portarla davanti su una delle due sporgenze, ma al posto di essere prosperoso come nella sua mente era più piccolo e nel sogno attraversò il seno con la mano, finendo con lo svegliarsi completamente.
Si accorse che era nel suo letto ma che con lui c'era qualcun altro, con una velocità incredibile gli tappò la bocca premendogli la mano e impedendogli di spiccicare parola.
«Non provare a dire nulla... Tra poco lascerò la presa e mi dirai chi sei e perché sei qui...»
Finalmente aprì gli occhi e solo all'ora si accorse di una chioma turchese, per nulla sconosciuta, davanti agli occhi, resosi conto che era Levy tolse la mano e la lasciò parlare, ma parlò talmente a bassa voce che nemmeno lui riuscì a capire cosa avesse detto.
«Cosa hai detto shorty?»
«Togli la mano...»
«Eh?... Guarda che l'ho già tolta!»
«L'altra... Mano...»
Gajeel cercò di stringere a pugno l'altra mano per capire dove fosse, era ancora troppo addormentato per capirlo da solo, ma quando ci provò sentì qualcosa di soffice e morbido sotto le dita.
«Ih!»
«Ma che cazz...»
Non fece in tempo a finire la frase che la turchina si era girata su se stessa, volto contro volto, e gli aveva tirato un ceffone sulla guancia, poi si era alzata in piedi rossa in volto e lo guardava male.
"Quell'idiota! Quello stupido idiota pervertito!"
Levy continuava a fissarlo male insultandolo mentalmente in ogni modo possibile, mentre Gajeel si era seduto sul letto e mentre una mano gli faceva da sostegno l'altra si massaggiava la guancia con una mano rossa disegnata sopra, dopo poco si girò a guardarla e scoppiò in una risata a volume fin troppo alto.
«Ahahah ecco chi era la tipa nel mio sogno! Ahaha beh se volevi divertirti con me bastava che me lo dicessi! Ghihi non dovevi per forza venire nel mio letto di nascosto.»
Le mostrò il suo solito ghigno e a quella vista Levy non resistette più e sbottò.
«Chi mai vorrebbe venire a letto con te! Pervertito di un maniaco! Prima mi dici che mi avresti aiutato ad allenarmi e poi ti trovo qui a dormire beatamente sognando... Sappiamo entrambi cosa stavi sognando! PORCO!»
«Ghihi solo perché un certo QUALCUNO è entrato nel mio letto alimentando le mie fantasie, non mi sembra di essermi sognato anche quello che mi dicevi... Come avevi detto? A sì... Ma Gajeeeel non so se posso resistere fino a dopo... E il tono direi che era voglioso ghihi»
«Ahhhh è impossibile ragionare con te! Se sei ancora intenzionato ad aiutarmi ti aspetto giù... E vedi di non metterci altre tre ore! Scemo!»
Detto questo uscì dalla porta sbattendola e scese i gradini ancora rossa in volto, era talmente assorta nei suoi pensieri e ad insultare Gajeel che non si era nemmeno accorta di Juvia che la salutava e contemporaneamente saltava addosso a Gray.
"Quello stupido! Si è svegliato solo dopo avermi toccato il seno! Porco di un pervertito!"
Gajeel arrivò dopo poco e si misero subito a provare una serie di armi, che a Levy parve infinita, il moro le aveva detto che l'avrebbe allenata soltanto se avessero trovato un'arma che si addiceva a lei e con cui era portata.
«Se ti piace l'arco ma non riesci nemmeno a tendere la corda, non importa quanto ti alleni, in un combattimento da cui dipenderà la tua vita sarai sempre un passo indietro. Devi trovare qualcosa che senti parte di te, come se fosse un pezzo della tua anima... Hai visto quanto è bravo Gray con la spada, lui ha talento e per quanto io possa allenarmi duramente non sarò mai al suo livello, stessa cosa deve valere per te!»
Levy si sorprese di quanto fosse, quasi, profonda la frase che Gajeel le aveva appena detto, aveva iniziato pure a crederci che esisteva un'arma adatta a lei, finché non si ritrovò ancora a notte fonda chiusa in quella stanza sudata e stanca morta.
Era ormai seduta per terra che cercava di riprendere fiato, Gajeel non solo le aveva fatto utilizzare tutte le armi che c'erano lì dentro, ma l'aveva anche fatta combattere contro di lui e non si tratteneva come Natsu e Gray, probabilmente il giorno dopo si sarebbe ritrovata lividi ovunque. Il moro invece era appoggiato contro una parete ed era fresco come una rosa, la guardava con occhio critico e dopo un sospiro profondo parlò.
«Forse dovresti lasciare perdere... Sei brava come ladro e questo te lo concedo... Ma se non sai difenderti è inutile, contando anche il fatto che non sei in team con nessuno!»
Levy ascoltò quelle parole in silenzio, non voleva sentire, non voleva crederci, abbassò lo sguardo per non far vedere al ragazzo gli occhi che iniziavano ad inumidirsi e a gonfiarsi di lacrime, non avrebbe pianto, non davanti a lui.
«Domani proporrò al Master di trovarti un altro paesino sperduto tipo la tua città natale... Non sei adatta a questa vita ed è meglio se ritorni a quella vecchia...»
Le lacrime iniziarono a scendere, ma si stupì a scoprire che non erano dovute alla tristezza della consapevolezza ma alla rabbia, rabbia per non esserci riuscita, rabbia per Gajeel che le stava dicendo che tutti i passi avanti che aveva fatto fino ad adesso non erano serviti a nulla, e anzi doveva anche tornare indietro.
Alzò lo sguardo e lo puntò dritto nei suoi occhi, occhi che la stavano giudicando senza conoscerla davvero, la guardavano ma non la vedevano, Levy non si accorse nemmeno di stare cercando con la mano qualcosa da tirargli finché non sentì qualcosa di freddo sotto il palmo.
«Cosa vuoi saperne tu di me? Mi hai odiato dal primo momento che mi hai vista! Non hai mai cercato di conoscermi e ora pretendi di dirmi o di dire al Master cosa posso o non posso fare?! Se non ho trovato nessun'arma oggi vuol dire che la cercherò anche domani, e anche i giorni a seguire se necessario! Aspetterò finché non tornerà qualcuno più bravo e forte di te se tu non ne sei capace! Quindi non giudicarmi!»
Con l'ultima frase tirò quello che aveva in mano cercando di colpirlo, ma solo quando lo vide in volo si accorse che non era un semplice oggetto innocuo ma un coltello da lancio, e che stava puntando dritto dritto alla sua testa. Levy vide gli occhi del ragazzo sgranarsi per la sorpresa, ma si mosse quasi con lentezza e schivò tranquillamente il coltello, che si conficcò nel legno della parete.
«Ghihi beh direi che sei stata fortunata nanetta! Hai trovato la tua arma direi!»
Gajeel estrasse il coltello e se lo rigirò fra le mani come se fosse un giocattolo, poi si accucciò davanti a lei e glielo porse come se non avesse appena cercato di ucciderlo, anche se involontariamente.
«Cosa? aspetta! Io non volevo... Cioè non pensavo che... Ma soprattutto...»
Levy cercava di articolare una frase per scusarsi col ragazzo, ma a causa della troppa adrenalina le tremavano addirittura le mani, mentre lui la guardava alla sua stessa altezza, dopo un paio di frasi mezze dette e rimangiate le appoggiò una mano sulla testa e le scompigliò i capelli facendole cadere la fascia, che ormai si era sciolta durante la giornata.
«Ghihi non preoccuparti! Non mi avresti mai colpito neanche se fossi stato bendato, ma con l'allenamento chissà...»
Si alzò in piedi e fece per dirigersi verso la porta ma la voce della turchina lo fermò.
«Quello che hai detto prima...»
«L'ho detto per farti uscire la rabbia, l'energia e la forza di rimanere, se ti saresti davvero arresa solo per quello che ho detto allora te ne saresti dovuta andare... Lo spirito di Fairy Tail è quello che hai mostrato poco fa, combattere per ciò che si vuole... La vita ti mostrerà sempre delle difficoltà, a volte che sembrano insormontabili... Sta a te superarle...»
Rimase scioccata, non poteva credere alle sue orecchie, ma principalmente ai suoi occhi, nonostante l'oscurità era riuscita a vedere perfettamente il volto di Gajeel incupirsi e rattristarsi, e gli occhi andare alla ricerca di un ricordo passato, ma non riuscì a vedere oltre perché dopo poco ritornò imperscrutabile come suo solito.
«Domani a colazione ti aspetto al bancone della sede principale... E dato che voglio evitare alte intrusioni nel mio letto ti avviso che sarò lì intorno alle sette ghihi. A domani Shorty!»
Dopo questa breve conversazione, se si può chiamare tale, il cervello di Levy si spense, andò a farsi una doccia veloce e poi si mise a dormire ma non pensò a nulla per tutto il tempo, e quando si mise sotto le coperte e chiuse gli occhi il sonno la rapì quasi immediatamente.
Quando Gajeel arrivò a fare colazione la turchina era già lì, seduta in un angolo a leggere indisturbata da tutti, alzò lo sguardò solo quando lui entrò per poi riabbassarlo e aspettare che lui la chiamasse.
Ordinò la sua solita colazione e dopo poco arrivò Lily, che si fingeva un gatto qualunque, e gli saltò in groppa ad aspettare, sapeva cosa stava per succedere e anche lui le avrebbe dato una mano anche se solo parzialmente, Gajeel sapeva che si era affezionato alla ragazza e non sarebbe stato un istruttore abbastanza severo, come invece sarebbe stato lui.
Si girò leggermente verso la ragazza in questione e dopo aver mandato giù un boccone di uovo la chiamò e la fece sedere accanto a se per informarla su cosa avrebbero fatto.
«Mi sono quasi stupito quando non ti ho trovata nel mio letto stamattina! Ghihi non pensi che mi possa essere offeso? Stavo scherzando ieri sera!»
Le guance le si arrossarono e le gonfiò leggermente per mostrarsi offesa.
«Strozzati con la birra...»
«Ghihi... In ogni caso da oggi per una settimana inizierà il tuo allenamento! Poco fuori dalla città ci sono delle caverne che non usa nessuno e sono perfette. Ho già portato lì tutto il necessario e là ti darò ulteriori informazioni... Se vuoi salutare qualcuno o recuperare un libro da leggere fallo ora perché non uscirai da quella caverna fino alla fine dell'allenamento!»
«Ho tutto quello che mi serve... Vado ad avvisare il Master e arrivo!»
«Già fatto, non serve!»
Levy si era già messa in cammino ma a sentire quelle parole si fermò e si girò a guardarlo, anche se era di schiena, riusciva a capire che c'era qualcosa che nascondeva, e Gajeel si stava mordendo la lingua da solo, se avesse detto un'altra frase non si sarebbe insospettita così tanto e non ci sarebbe andata, infatti poco dopo sentì i passi ricominciare e le due voci parlare.
«Master!»
«Oh dimmi pure cara! Vuoi forse dirmi di te e Gajeel?»
«Sì... L'ha già avvisata?»
"Stupido vecchio sta zitto..."
«Oh sisi! E' venuto ieri a notte fonda per dirmi che formavate un team! Dice che l'hai supplicato talmente tanto che ha accettato solo perché così smettevi di assillarlo! Eheh come se io ci credessi... Vero figliola?»
Makarov le fece l'occhiolino e lei arrossì, a quella vista Gajeel uscì maledicendo entrambi, per una volta che faceva qualcosa di gentile subito a dirlo ai quattro venti, Lily camminava accanto a lui e rideva sotto i baffi ricevendo anche lui maledizioni, pochi istanti dopo sentì dei passi veloci dietro di lui e intuì essere la turchina che li aveva finalmente raggiunti.
«Potevi aspettarmi invece di correre via! Lily vuoi che ti porti in braccio?»
Il gatto miagolò un assenso e si fermò per farsi prendere, il cammino fu completamente in silenzio e solo quando ormai erano fuori da orecchie indiscrete Gajeel iniziò a parlare.
«Principalmente ti allenerai con i pugnali, la mattina la passerai a colpire il centro di un bersaglio, anche se ieri sera il lancio era perfetto non è detto che tu riesca a farlo così ogni volta in ogni situazione, il tuo obiettivo alla fine della settimana è invece di riuscirci...»
Arrivarono a una costruzione rocciosa e entrarono in una grotta, camminarono ancora per poco e arrivarono in una specie di accampamento dove Gajeel aveva allestito tutto, c'erano due letti, armi, centri, e altre attrezzature per l'allenamento.
«Mangeremo, una breve pausa e poi farai allenamento in lotta con me per due ore, devi comunque imparare a usare un'arma anche se è solo per guadagnare tempo in modo tale da far arrivare me o Lily... E infine lui ti farà vedere qualche mossa di combattimento corpo a corpo, sempre per evenienza...»
La vide sgranare gli occhi ma non disse nulla, annuì e si tolse la borsa a tracolla che aveva per mettersi più comoda e iniziare il suo allenamento, Gajeel si mise sdraiato sulla branda a guardarla mentre Lily li salutava per tornare alla gilda, sarebbe arrivato solo durante la sua ora di lezione e non voleva disturbarla troppo.
«Ah prima che me ne dimentichi, per migliorare i tuoi sensi ogni tanto ti lancerò dei sassi, devi evitarli...»
«Ti piace essere sadico, eh?»
«Ghihi a volte»
Gli fece una linguaccia e iniziò a lanciare i coltelli, il primo riuscì a conficcarlo nel bersaglio mentre col secondo lo mancò miserabilmente, Gajeel non le disse però che si divertiva a fare il sadico principalmente con lei e cercò di dimenticarselo anche lui, voleva nascondere quei sentimenti, li aveva già provati e già una volta si era ritrovato solo, non voleva che riaccadesse.
La settimana passò in fretta, gli allenamenti procedevano bene e Gajeel non si sarebbe mai aspettato che lei migliorasse così tanto, aveva addirittura superato le sue aspettative. Riusciva a centrare il bersaglio da ogni distanza e con una percentuale di nove su dieci se in movimento, aveva imparato qualche tecnica utile da Lily ed era riuscita anche ad atterralo una volta, anche se Gajeel lo ritenesse possibile solo perché era troppo tenero, mentre le lezioni con lui erano quelle con cui faceva più fatica, ma non demordeva mai e alla fine era riuscita a non farsi più ferire.
Quella era la sera dell'ultimo giorno e Gajeel stava aspettando Lily, da quando erano arrivati non si erano mai lavati decentemente, giusto con un panno bagnato ogni tanto, ma adesso l'Exceed gli stava portando dell'acqua per potersi dare una vera pulita prima di tornare.
«Era ora che arrivassi!»
Levy guardò Lily entrare nella sua forma umanoide con una cesta piena d'acqua, ignorò completamente il commento del moro e si diresse in fondo alla caverna per poi appoggiare il tutto.
«Ecco qua! Vi ho portato anche una spugna e del sapone, oltre ai medicinali per le ferite... Dovresti essere più gentile Gajeel!»
«A me sembra tutta intera!... E va bene non guardarmi così! Non la taglierò a pezzettini, dopo che ci saremo lavati arriveremo in gilda e la troverai come nuova!»
Lily lo guardò male ma poi si girò verso Levy mentre tornava nella sua forma normale, lei lo guardò sorridendo capendo le sue preoccupazioni.
«Non preoccuparti! So come difendermi ormai! Mi hai insegnato tu!»
«Va bene! A dopo allora ragazzi!»
La turchina lo guardò volare via e le venne un sorriso a pensare quanto si preoccupasse per lei, le sembrava una seconda mamma anche se forse era più corretto papà, si girò verso l'interno della grotta e si trovò davanti Gajeel ormai solo in boxer e in procinto di togliersi anche quelli.
«Cosa diavolo stai facendo?!»
Levy sivoltò di scatto diventando completamente bordeaux, mentre alle sue spalle sentiva il fruscio di vestiti che finivano sul pavimento e il rumore di passi che sperava vivamente non si stessero avvicinando a lei.
«Ghihi come mai ti giri nanetta? E si che credevo mi saresti saltata addosso appena mi avessi visto...»
Sentì il suo respiro sul proprio collo fatto che la fece arrossire ancora di più se possibile, ma dopo un altro ghigno lo sentì allontanarsi, quando fu sicura che avesse iniziato a lavarsi tirò un sospiro di sollievo.
Dopo non molto toccò a lei ma Gajeel non aveva nessuna intenzione di girarsi per farla spogliare e Levy non sapeva più cosa fare, anche perché non se la sentiva di dirgli apertamente che si vergognava.
«Hey che succede! Non dirmi che preferivi lavarti insieme a me? Ghihi...»
«Scemo! Non lo farei nemmeno costretta!»
«Beh allora mi spiace ma non c'è l'opzione non lavarsi, quindi o lo fai tu o dovrò lavarti io! Sai che potrei sacrificarmi per una giusta causa!»
La turchina cercò di non diventare rossa, ma ci riuscì solo in parte in quanto le guance le si scurirono lo stesso, lo guardò dritto negli occhi come per sfidarlo e alla fine si tolse la maglietta e gliela buttò in faccia.
«Prova a sbirciare e ti lancio addosso un coltello!»
«Ghihi così mi tenti!»
Erano finalmente arrivati davanti al portone della gilda e Gajeel leggeva in faccia l'emozione della ragazza, erano stati via una settimana e lei era stata lì lo stesso lasso di tempo eppure trattava quel luogo già come una famiglia, lui ci aveva impiegato molto più tempo, quasi la ammirava.
Aprì ed entrò il silenzio si rompeva ad ogni passo che faceva, ma doveva dirigersi dal Master Makarov per dirgli che avevano concluso, era stata Levy ad insistere, lui si sarebbe subito fiondato a dormire.
«Ohi vecchiaccio dove sei?»
«Gajeel! Perché non puoi chiamare le persone col loro nome?»
«Perché non ti chiami Piccoletta? Ghihi»
Levygonfiò le guance e si mise le mani suoi fianchi pronta a ribattere qualcosa, ma prima che potesse farlo una mano gigante spiaccicò il moro al suolo.
«Insomma! Non c'è più rispetto nei giovani d'oggi! Levy cara sono contento che questo bruto non ti abbia fatto nulla!»
Il bruto come l'aveva chiamato lui, si alzò e si mise a sedere su uno dei tavoli togliendosi la polvere di dosso e imprecando sottovoce, ma quando sentì quello che disse il Master si zittì completamente, come Levy.
«Sono contento che siate tornati! Avevo giusto una missione da assegnare e non sapevo a chi darla! Si tratta di un assassinio e di un furto! Mi sembrate perfetti!»
*Iwao= Uomo di Pietra
*Tetzu= Ferro
Angolo Autrice
Spero che il capitolo sia valso l'attesa! Sono abbastanza soddisfatta di come mi è uscito e spero che a voi sia piaciuto leggerlo quanto a me scriverlo :3
Gajeel sta diventando peggio di una donna col ciclo, cambia umore e intelligenza ogni dieci minuti u.u
Secondo voi chi saranno i due personaggi che sono comparsi all'inizio della storia? E che ruolo avranno con i nostri protagonisti? Probabilmente uno sapete già chi è TT-TT perché sono in'incapace a tenere i segreti, mentre l'altro no eheh u.u
Nel prossimo capitolo si vedrà la prima missione di Gajeel e Levy! Secondo voi cosa succederà? eheh io lo so e voi noooo! *saltella via*
Alla prossima <3
Torna su
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro