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Scontro


Scontro

«CHE COSA?!»
Lucy la guardava a bocca aperta mentre Juvia aveva gli occhi spalancati e non accennava a dire nulla, erano andate a casa della bionda e lì Levy aveva raccontato tutto. Lily le era in braccio e lei lo accarezzava cercando di rimanere calma e ignorando la voglia di uccidere Gajeel.
«Allora... Ricapitolando... Gajeel ti ha baciato, non una ma ben due volte...»
Si fermò per avere conferma dalla turchina che le fece cenno con la testa, mentre nella mente si ripeteva di stare calma.
«Però Gajeel-kun prima di baciare Levy-san la seconda volta le ha morso il...»
Immaginandosi la scena Juvia arrossì completamente e inziò a borbottare frasi sconnesse, le due ragazze la guardarono e quando sentirono Gray-sama sospirarono, si stava immaginando la scena con lei e il ragazzo che occupava i suoi sogni.
«Sospettavo che avessi fatto colpo... Ma non avrei mai immaginato che Gajeel facesse così con la ragazza che gli piace!»
«Lucy... Non gli piaccio, sta solo giocando... Si diverte a prendermi in giro e a vedere le mie reazioni, mi stuzzica!»
La ragazza davanti a lei sospirò, Levy sapeva che era vero quello che aveva appena detto, lo conosceva ormai e non voleva illudere Lucy facendole immaginare una qualche storia d'amore.
La guardò per parlarle e spiegarle cosa pensava ma la bionda non la osservava, aveva lo sguardo fisso sul ventre della turchina e lo fissava intensamente. Levy chinò il capo e vide Lily completamente immobile che fissava gli occhi di Lucy, solo quando lo vide deglutire capì cosa aveva in mente la bionda.
«Lily tu conosci Gajeel da più tempo di noi e soprattutto meglio!»
«Beh... Magari da più tempo no... Ma passo il tempo con lui... Quiiindi credo di sì... Perchè?»
«Per te il comportamento di Gajeel è normale? Chi credi abbia ragione di noi due?»
Rilasciò un lungo sospiro e con una zampa si grattò la testa mettendosi a riflettere, Levy all'improvviso non sapeva cosa pensare, se sperare che desse ragione a lei o a Lucy.
«In realtà non so dirvi nemmeno io... Certo il comportamento che ha con Levy è diverso e strano... Ma potrebbe anche essere perché è una sua compagna... Cioè anche con me si comporta in maniera diversa rispetto a Gray e Natsu... Scusate ma non so dirvi altro...»
La turchina lo accarezzò contenta, le sembrava quasi che l'Exceed avesse detto esattamtente quello che voleva sentirsi dire, Lucy andò a prendere una ciotola di biscotti e ne mangiò due prima di parlare.
«Uffa... Ma resta la questione che potrebbe essere come dico io!»
«Lucy...»
La bionda alzò la mano per farle segno di stare zitta, poi le porse i biscotti e sospirando Levy ne prese uno per se e per Lily.
«Prima di dire altro rispondi a questo. Anzi puoi anche non rispondermi ma pensaci!... Se è vero che Gajeel prova qualcosa per te, o è anche solo interessato... Tu cosa provi, cosa pensi?»
Entrambi la guardarono aspettando che dicesse o facesse qualcosa, cosa avrebbe fatto se Gajeel si fosse dichiarato, se davvero tutti i suoi scherzi erano un modo per attirare l'attenzione?
«Gray-sama non qui!... Eh?...»
Juvia si era appena risvegliata dalle sue fantasie e guardava i presenti con aria smarrita, scoppiarono tutti a ridere tranne la turchina che li osservava capendoci sempre meno.
«Lucy-san, Levy-san anche tu Lily-san!? Perché ridete?... E dove è finito Gray-sama?...»
Le spiegarono che Gray non era mai stato lì e che se lo era solo sognata, poi si misero a chiacchierare del più e del meno facendo cadere l'argomento Gajeel, anche se Levy sapeva che quella domanda le sarebbe rimasta in testa per un po'.
Si salutarono poco prima di cena e le due turchine tornarono ognuna a casa propria, Lily le camminava accanto comportandosi come un gatto qualunque, mentre lei continuava a chiedersi come avrebbe reagito se Lucy avesse avuto ragione.
«Ahhh basta pensarci! E' inutile tanto!»
«Mew?...»
Lo prese in braccio e iniziò a coccolarlo, dopo poco lui iniziò a fare le fusa e lei si calmò, cercò di distrarsi pensando all'allenamento di quella sera e arrivata a casa decise di mangiare leggero.

«Quindi stasera ti alleni con Freed?»
«Sì, quando torna Gajeel voglio dargliele di santa ragione!»
Si era tolta i vestiti che aveva indossato per tutto il giorno e ne stava cercando qualcuno da allenamento, Lily era seduto sul letto che si guardava in giro. Erano nella camera da letto che al posto di essere quadrata come il salotto era rotonda, il materasso da una piazza era quasi in centro alla stanza e aveva solo il lato della testa contro la parete. Poco distante c'era un tavolino di legno scuro rotondo con una sedia abbinata, tutto il resto era occupato da mobili con libri, non erano ancora pieni come quelli in sala ma la vista era strabiliante. L'unico punto non occupato da librerie era invece occupato da una porticina in cui c'era Levy.
«Eccoli!»
La turchina gli aveva spiegato che quello era il bagno che utilizzava anche come armadio dato che non aveva trovato altro posto. La vide uscire con dei pantaloni marroni lunghi fino a metà polpaccio e elastici, una maglietta senza maniche nera le copriva la parte superiore fino al collo, i capelli erano legati come al solito con una fascia gialla. Lo guardò carica e sorridente e lui non potè non risponderle contagiato.
«Mi sembra una buona idea! E non solo perché farebbe bene a quella testa dura... Combattendo contro altre persone guadagni esperienza che potrai usare in battaglia!»
«L'ho pensato anche io, infatti volevo chiedere a Mirajane o Erza se mi aiutavano... ma mi terrorizza l'idea di come mi concerebbero...»
«Eheh...»
Mangiarono della carne con un po' di pane e chiacchierarono del più e del meno, Lily però aveva i pensieri altrove e continuava a chiedersi perché non avesse detto che secondo lui Gajeel provava qualcosa per la turchina. Aveva avuto vari indizzi tra cui il bacio e la scenata di gelosia con Deiji, ma quando Levy aveva raccontato del secondo bacio e delle parole che le aveva detto "Sei mia...", era diventato sicuro, anche se forse il corvino non sapeva cosa fossero di preciso quei sentimenti. Anzi era molto probabile che non lo sapesse. Ma ciò che lo tormentava di più era non sapere ciò che provava lei, non aveva idee se anche lei avesse avuto atti di gelosia nei confronti di lui e per ora era stato solo lui a baciarla.
«Sai che missione è andato a fare Gajeel?»
La domanda lo spiazzò ma sorrise leggermente, almeno non gli era indifferente.
«Una di spionaggio, non ha detto molto solo che deve seguire un nobile per assicurarsi che non sia una minaccia per la gilda»
«Non sarà pericoloso vero?...»
«Preoccupata? Comunque non penso proprio, anzi come minimo quando tornerà si lamenterà di quanto sia stato noioso!»
Risero e una volta finito quel piccolo pasto uscirono dirigendosi verso la gilda, Levy lo teneva in braccio e lui si concentrava per sentire ogni tipo di rumore, ma la strada era deserta e oltre ai suoi passi sentiva solo il rumore del vento contro i palazzi di pietra.
Quando arrivarono Freed era già lì, vestito come quel pomeriggio seduto su un tavolo isolato con in mano un qualche libro sulle lingue antiche, Mira da dietro al bancone li salutò e chiamò l'uomo che quando lì vide si alzò per venirgli in contro.
«Levy, Lily!»
«Mew!»
«Ciao Freed, che libro stavi leggendo?»
Alzò la mano che aveva il volume e glielo consegnò così che potesse leggere da sola la risposta, Lily non capiva niente di quella roba e preferì non guardare nemmeno, ma neanche la turchina riuscì a capirci molto.
«E' difficile... Non capisco molto...»
«Non fatico a crederlo, me l'ha consegnato il Master e mi ha chiesto di tradurlo...»
«Il Master?... Mmmh...»
«Se ti interessa dopo puoi darmi una mano, ma prima l'allenamento.»
Gli sorrise e scesero le scale andando nella stessa stanza in cui Levy e Gajeel si erano allenati per cercarle un'arma, Lily si mise in un angolo per osservare l'allenamento e aiutare a modo suo la turchina, anche se non sapeva come.
«Pronta?»
«Certamente!»
Freed si tolse la giacca rossa e rimase solo con una camicia bianca e dei pantaloni neri, Levy si mise in posizione, gamba destra avanti e braccia leggermente piegate di fronte a se con le mani chiuse a pugno.
Lui le si muoveva attorno come un predatore con la preda, passi lenti e regolati ma muscoli tesi e pronti a scattare.
«Inizio dicendo che hai una buona postura... Ma non sempre saprai che stai per combattere, spesso ti attaccheranno alle spalle e devi essere pronta...»
L'Exceed annuì mentalmente alle parole del ragazzo, molte volte era capitato a lui e a Gajeel di essere attaccati mentre mangiavano o dormivano, una volta era capitato anche mentre il corvino si stava lavando. Freed si piegò leggermente e quando fu alle sue spalle le tirò un calcio sulle caviglie, e la turchina non vedendolo e non aspettandoselo lo ricevette in pieno cadendo a terra con un gemito. PantherLily dovette trattenersi per non andare ad aiutarla.
L'uomo le porse la mano ma lei la guardò titubante facendolo sorridere, gli fece la linguaccia e poi accettò alzandosi.
«Allora, questo era un esempio di attacco a sorpresa... Ti avviso che non ci andrò leggero, dovrai sviluppare i tuoi sensi al massimo e imparare ad agire d'istinto»
«In poche parole devo imparare ad essere un animale come Gajeel»
Risero e si rimisero in posizione, stavolta però Levy era rimasta dritta con le braccia distese lungo il fianco, chiuse gli occhi e prese dei profondi respiri prima di riaprirli e fare segno a Freed che era pronta. Lui non se lo fece ripetere e fece un passo avanti tirandole un pugno in piena faccia. Lily saltò sul posto per lo spavento, ma lei riuscì a schivarlo abbassandosi all'ultimo facendo però volare via la fascia. Appoggiò le mani a terra e dandosi forza con una leggera spinta ruotò leggermente e gli diede un calcio sul polpaccio, ma lui fece solo una smorfia e poi le afferrò la caviglia sollevandole la gamba e facendola cadere un'altra volta.
«Non era male il colpo, ma se vuoi far cadere qualcuno devi colpire le articolazioni, sono più fragili e meno protette dai muscoli... Come il ginocchio o la caviglia, farai molto più male e anche se non lo fai cadere sarà costretto ad allontanarsi dandoti il tempo di fare la prossima mossa.»
Levy aveva già il fiatone ma annuì pronta a ricominciare, Lily lo vedeva dal suo sguardo, non si sarebbe arresa e ogni caduta era esperienza in più.
Freed si offrì ancora di aiutarla ad alzarsi, ma una volta che gli prese la mano decise di approfitare del suo momento di distrazione, lo tirò verso di se sbilanciandolo e lo face cadere dopo avergli dato un colpo al ginocchio, come le aveva appena consigliato.
«Due a uno! Posso recuperare!»
L'Exceed era ancora fermo al suo posto e non si era mosso di un millimetro, ma gli era comparso un sorriso da ebete in volto che poteva fare il confronto a quello di Natsu, era troppo orgoglioso di Levy, si sentiva davvero una madre con la sua bambina.
«Vedremo...»

Gli scontri duravano poco meno di un minuto e si concludevano con il fondoschiena della turchina a terra, solo dopo una decina di cadute Levy iniziò a prendere il ritmo e a capire, facendo durare la lotta un po' di più. Non seppe quanto tempo passò ma quando cadde per l'ennesima volta non riuscì più ad alzarsi, il pavimento era così fresco e comodo, sembrava quasi invitarla a stare lì per terra. Cercò di mettersi seduta e dopo aver recuperato un po' di fiato riuscì finalmente a parlare.
«Credo di essere al limite...»
Intravide Lily scendere dalla sua postazione e avvicinarsi a lei, ma poi Freed si mise davanti per aiutarla ad alzarsi, in confronto a Gajeel era un vero gentiluomo.
«Vi siete allenati per due ore... Ci credo che sei distrutta!»
«Ah-ah... Ora capisco perché gira tutto...»
«Meglio che ti riaccompagni a casa...»
«Cosa siete i miei genitori?... Prima voglio sapere del libro che ti ha dato il Master!»
Entrambi i maschi sbuffarono rassegnati, Lily la conosceva e Freed aveva capito che la sua passione per i libri era una cosa seria, acconsentirono e tornarono nella zona bar. Levy faticava a reggersi ma fece di tutto per non farlo notare, si guardò in giro e vide che ormai c'erano poche persone ma nonostante tutto Mirajane era ancora dietro al bancone che puliva i boccali nel suo splendido vestito rosso.
«Ciao ragazzi! Avete finito giù?»
Per un attimo le parve che lo dicesse con un tono malizioso, ma decise che era solo la stanchezza a farle brutti scherzi.
«Sì! Sono a pezzi...»
«Se ho contato bene siamo finiti cinquantotto a uno...»
L'albina rise e gli fece segno con la mano di salire pure al secondo piano, mentre lei le preparava qualcosa per recuperare le energie. I membri della gilda erano tutti a casa trasformando quel posto, solitamente rumoroso e allegro, in uno tranquillo e solitario.
«Allora... Il Master mi ha chiesto di provare a tradurre questo libro perché è un libro di incantesimi...»
Levy rimase zitta aspettando che Freed continuasse a parlare, Lily si era seduto sul tavolo guardando verso le scale per vedere quando sarebbe arrivata Mira con il suo succo di Kiwi.
«Come sai questo mondo non è composto solo da umani, ma anche da creature magiche come il qui presente Exceed e il Master... Normalmente la magia la può usare solo chi ne è dotato, ma alcune ricerche hanno svelato che anche alcune armi hanno dei poteri, non si sa che tipo di poteri e le ipotesi sono infinite e pure fantasie. Hai conosciuto Titania giusto?»
Levy non l'aveva mai sentita nominare e l'unica cosa che sapeva sul nome era che compariva in un vecchio libro che aveva comprato. Titania, la regina delle fate e nonché sposa del re dei folletti Oberon. Però fu' PantherLily a farle chiarezza.
«Dai membri della gilda Erza è chiamata Titania, il motivo credo sia perché è fortissima...»
«Da quanto tempo non la sentivo chiamare con quel nome! Solitamente Natsu e Gray la chiamano "Mostro" o "Signora"!»
Mira era appena arrivata con un vassoio pieno di bevande e qualche stuzzichino e guardava il vuoto con occhi sognanti, Lily quando aveva sentito la sua voce si era fiondato a prendere il suo bicchiere dello stesso colore dei capelli di Freed.
«Lei ha un'arma con poteri magici, si chiama Ten Commandaments*, può cambiare forma e potere quindi il potere che dà al suo utilizzatore... Ad esempio può aumentarle la forza o la velocità.»
Levy era rimasta senza parole, aveva sempre pensato che Erza fosse grande ma ora che sapeva dell'esistenza di queste armi e che lei era in grado di usarla fece aumentare solo la sua ammirazione. Prese il suo succo che l'albina aveva appoggiato sul tavolo e ne bevve un sorso, mentre Freed svuotava velocemente il suo boccale di birra.
«Sembrerebbe che questo libro contenga degli incantesimi, ma solo una creatura magica dotata di grande potere può usarli...»
«Nemmeno Lily potrebbe farli?»
Il gatto chiamato in causa alzò lo sguardo ma non si staccò dalla cannuccia del suo amato kiwi.

«Anche se ha un grande potere non è abbastanza... Che io sappia solo il master è in grado di utilizzarli...»
«Ma se te l'ha dato Master Makarov... E solo lui è in grado di utilizzarli... Perchè lo devi tradurre? Non potrebbe farlo direttamente lui?»
«Per citarlo testualmente: "Probabilmente quando dovevo imparare quella lingua ero ubriaco ohohoh"...»
Non riuscì a trattenersi e a sentire l'imitazione del Master scoppiò a ridere credendolo veramente capace di una cosa del genere, ora che ci pensava non l'aveva mai visto senza un boccale di birra pieno in mano.
«Ed ecco come mai sei finito a tradurlo... Posso darti una mano?»
«Immaginavo me l'avresti chiesto... Accetto ma non stasera! Una volta finiti gli allenamenti ci metteremo qui e ci proveremo... Al massimo posso darti gli appunti che ho scritto fin'ora, ma ti proibisco di leggerli stasera. Lily conto su di te per assicurami che non lo faccia.»
«Puoi contarci! Sarà tanto se riuscirà a reggersi in piedi»
Levy gonfiò le guance indignata ma non negò, ora che si era riposata un filo e aveva messo qualcosa nello stomaco si sentiva più stanca di prima, senza contare poi che l'adrenalina dei combattimenti se ne era andata e iniziava a sentire tutte le ossa intorpidite e probabilmente qualche livido le stava già spuntando.
«E' ora di andare, forza ti accompagno»
Salutarono Mirajane che stava ormai chiudendo tutto quanto e se ne andarono, PantherLily nella sua forma felina se ne stava in braccio alla turchina facendo anche le fusa, mentre lei camminava accanto a Freed chiacchierando sui prossimi allenamenti e sul libro. Una delle prime cose che Levy aveva imparato quella sera era che il fiato era tutto, se faceva movimenti inutili ne sprecava troppo e finiva poi col non averlo quando le sarebbe servito. Tutto quello che faceva doveva farlo consumandone il meno possibile e si era resa conto anche che la posizione di partenza era sbagliata ed era meglio partire da una posizione comoda che permetteva di fare qualsiasi cosa. Se ad esempio, mettendosi nella posizione che aveva utilizzato all'inizio, avesse voluto dare un calcio avrebbe dovuto cambiare completamente la sua postura sprecando fiato prezioso.
Arrivarono in fretta a casa di lei e si congedarono dandosi appuntamento per la sera seguente, Levy salì le scale, che mai prima di allora le erano parse così difficili da fare, arrivò in camera e quando vide il letto era tentata di buttarcisi sopra e dormire per una settimana, ma era sudata e una pulita era d'obbligo. Trovando la forza, non seppe dove, si lavò e si mise una maglia lunga come pigiama e si buttò finalmente sull'agognato materasso.
«Hai lividi ovunque...»
«Mh...»
Non aveva la forza di rispondere a Lily con una frase sensata e aveva anche la netta sensazione che molto presto sarebe sprofondata nel mondo dei sogni. Sentì qualcosa muoversi e alla fine i cuscinetti freschi delle zampe di Lily sulla sua schiena accaldata, si muoveva delicatamente ma con abbastanza forza da farle un massagio per toglierle la stanchezza, l'unica cosa che riuscì a pensare era che probabilmetne si era trasformato, poi cadde nel mondo dei sogni.

Quella sera l'aria era fresca, il cielo era limpido e non una nuvola si mostrava lasciando libera la visuale sulla luna. Iwao era nelle sue stanze e guardava l'orizzonte sul balcone, il sole era ormai calato da un pezzo e, nonostante non fosse sua abitudine rimanere sveglio fino a tarda notte, erano ormai giorni che non riusciva a dormire. Da quando Cheri aveva fatto la sua comparsa nei suoi sogni non passava notte che non la sognasse, la situazione era sempre la stessa e lei continuava a minacciarlo di ucciderlo. Questa volta però aveva un altro motivo per rimanere sveglio, e pochi istanti dopo si sentì un leggero bussare alla porta.
«Avanti»
Iwao rimase al suo posto ma si girò per osservare l'uomo che entrava, era alto, come tutti lì dentro, e i capelli rossi lunghi fino alle spalle erano legati in una coda alta. Aka lo raggiunse con pochi passi veloci porgendogli i fogli che aveva in mano.
«Ecco quello che mi hai chiesto Iwao... Tutto quello che ho sul ragazzo di nome Deiji!»
Prese il plico e trattenne una smorfia quando vide che erano pochissime informazioni, una decina di pagine al massimo con un veloce ritratto che lo ritraeva mentre leggeva in una stanza, buia per di più.
«Grazie mille Aka... E scusa per il disturbo»
L'uomo gli sorrise come avrebbe fatto un bambino che aveva appena ricevuto delle caramelle, il turchino finalmente si decise a tornare nella stanza e appoggiò i fogli sul tavolo al centro della stanza.
«Mi spiace non aver trovato altro... Ma solitamente si trovano informazioni sugli assassini e su chi dà fastidio... Lui tende a stare al suo posto, ora si sta anche trasferendo in un'altra città»
«Come mai questa decisione improvvisa?...»
Che potesse essere coinvolto anche lui con l'uccisione dello zio? Quindi Iwao avrebbe dovuto considerare anche lui come potenziale nemico, avrebbe potuto interferire con i suoi piani e impedire l'uccisione della ragazzina.
«A quanto dice la casa dove stava prima gli ricordava troppo lo zio e la sua uccisione, infatti non si è trasferito molto lontano... Sempre nella mia giurisdizione»
«Ho capito... Grazie ancora»
Aka però rimase lì ad aspettare, sembrava volesse dirgli altro e anche se a Iwao non interessava minimamente, sapeva che non se ne sarebbe andato finché non avrebbe parlato.
«Ti serve qualcosa?...»
«Mi stavo solo chiedendo come mai fossi così interessato... Non è tua abitudine essere così dedito al lavoro... Quello altrui in particoalr modo»
«Sai com'è... A volte capita di non aver nulla da fare e decidere di lavorare... Anche solo per noia, tranquillo passerà in pochi giorni...»
Il rosso rise facendo risuonare la sua voce per tutta la stanza, annuì e se ne andò solo dopo avergli dato una pacca, che Iwao trovò troppo forte, sulla spalla come saluto.
Solo quando non sentì più i passi dell'uomo si decise a guardare più attentamente quei fogli, ma come aveva già immaginato non c'era nulla di utile. Sbuffò e si sedette sulla sedia ragionando su come agire, ormai aveva tutte le informazioni che gli servivano ma quella maledetta ragazzina era sempre accompagnata da un assassino professionista, doveva essere cauto.
Sentì qualcosa picchiettare contro il vetro e quando alzò lo sguardo vide sul balcone il falchetto della sua spia, un sorriso gli comparve sul volto e si avvicinò all'animale per prendere il messaggio. L'uccello una volta che fu sicuro di essere stato visto entrò dalla porta ancora aperta e andò ad adagiarsi sul trespolo pronto per lui, aspettò che Iwao gli togliesse il fogliettino che aveva legato a una zampa e poi si mise a mangiare da una ciotolina lì accanto.

Corvino partito stamane, un ragazzo la accompagna a casa la sera.
Lei vive sola con un gatto.
Casa isolata e senza altri inquilini.
Attendo notizie.


Il sorriso del turchino si allargò, era il momento perfetto per attaccarla, il ragazzo che le faceva da guardia del corpo non c'era e anche se la sera non era da sola lo era quando tornava a casa. Scrisse velocemente la risposta su un altro foglietto in cui dava carta bianca all'assassino, l'unico fatto importante era che lei venisse uccisa, possibilmente prima che tornasse il corvino. Legò il messaggio alla zampa del falco e lo fece volare via, solo quando non lo vide più si concesse di sdraiarsi sul letto e chiudere gli occhi per cadere nel mondo dei sogni. Era sicuro che quella notte nessun incubo l'avrebbe disturbato.

Era in un prato, l'erba le stuzzicava i piedi nudi e Levy non riusciva a non guardarsi attorno, tutto era così bello. Il cielo era azzurro e qualche nuvola bianca lo attraversava come se fosse stato una strada, in lontananza vedeva degli alberi di ogni forma, dimensione e colore. Si mise a correre, ma più correva più gli alberi si allontanavano e il paesaggio intorno a lei cambiava, l'erba era stata sostituita prima da fiori di mille colori diversi, ma poi la sabbia sommerse tutto quanto.
«Levy...»
Una voce femminile, ricordi lontani le passarono per la mente, ricordi di giorni felici e semplici, conosceva quella voce ma non riusciva a capire a chi appartenesse, o forse a chi era appartenuta.
«Piccola mia...»
Si girò e la vide, una donna alta non molto più di lei, dai lunghi capelli blu notte la guardava con occhi nostalgici, lei non era circondata dalla sabbia ma era in mezzo ai fiori, come se facesse parte di quel giardino.
«Mamma...»
«Ma guarda te come sei cresciuta! E ti sei fatta anche un sacco di amici...»
Levy stava provando con tutte le sue forze di correre da lei, raggiungerla e abbracciarla per non lasciarla andare mai più, ma il suo corpo non si muoveva e rimase ferma a guardarla.
«Te l'avevo detto che dovevi solo aspettare... Ora hai trovato una famiglia che ti vuole bene. Ma devi stare attenta piccola, sei in pericolo...»
«Cosa stai dicendo mamma?... Come sarei in pericolo?»
Le comparve un sorriso dolce e fece qualche passo avvicinandosi alla turchina, che non riusciva ancora a muoversi, erano una di fronte all'altra e la donna allungò il braccio per accarezzarle il volto, ma quando fu a pochi centimetri si fermò e si ritrasse.
«Devo andare ora... Ma ricordati che sei amata...»
«Mamma?...»
Calde lacrime iniziarono a scenderle lungo le guance e finalmente potè muoversi, spinse le proprie gambe al massimo ma lei continuava a rimanere lontana, la sensazione di essere abbandonata, di perderla nuovamente si insinuò in lei e per quanto la chiamasse alla fine scomparve.

Si svegliò nel suo letto sudata e col fiatone, le sembrava di avere appena corso verso qualcosa, stava cercando qualcuno. Si guardò attorno per vedere se quel qualcuno era lì con lei, ma trovò solo Lily che si stropicciava gli occhi, si doveva essere svegliato sentendola agitarsi.
«Che succede Levy?... Brutto sogno?...»
«Non so... Non ricordo...»
L'Exceed sbadigliò e si mise seduto sulle sue gambe, lei iniziò ad accarezzargli la testa cercando un qualche conforto, anche se non ne sapeva il motivo.
«Come mai piangi? Ti sei fatta male? Domani dirò a Freed che deve andarci più piano! Va bene volersi allenare ma non puoi stare male!...»
Continuò a lamentarsi e a preocuparsi, ma Levy non lo stava più ascoltando, si era portata una mano sul volto e si era toccata la guancia, trovandola bagnata. Non sapeva perché stesse piangendo ma sapeva che non era dovuto agli allenamenti, aveva sognato qualcuno, qualcuno che cercava di raggiungere con tutte le sue forze, ma ormai quel poco che si ricordava del sogno stava già svanendo.
«Lily non preoccuparti, deve essere stato il sogno... Però non mi ricordo cosa stessi sognando...»
L'Exceed la guardò ancora preoccupato, ma una volta che lei gli fece uno dei suoi migliori sorrisi si rilassò.
«Vado a preparare del thè! Tu aspettami lì!»
Levy rise e si lasciò cadere all'indietro atterrando sul materasso morbido, chiuse gli occhi e rimase in ascolto dei rumori che provenivano dalla sua piccola cucina. Senza che se ne accorgesse i suoi pensieri finirono sul corvino e si chiese come stesse in quel momento e se la missione stesse procedendo senza intoppi.

Era ormai notte fonda e Iwao era riuscito ad addormentasi subito e nulla lo aveva disturbato, ma dei colpi alla porta lo fecero svegliare di soprassalto. Non era un semplice bussare era più qualcuno che cercava di buttargli giù la porta, si alzò di scatto e senza nascondere la propria rabbia e indignazione andò ad aprire.
«Che c'è?!»
Un uomo sulla sesantina entrò ignorando completamente il tono di Iwao e si posizionò davanti al tavolo dandogli le spalle. Indossava un completo da generale militare blu con i bordi gialli, sulla spalla sinistra c'era una mantellina rossa scura. I capelli erano neri con dei riflessi bordeaux, solitamente li teneva legati in una coda alta mentre in quel momento erano lasciati ricadere sulle spalle. Iwao conosceva quell'uomo, o se così poteva definirlo, era uno dei dieci membri del consiglio come lui, Tetsu e Aka, ma quest'essere non era come loro, era un Djin, uno di quelli cattivi.
«Posso sapere come mai ti sei fiondato nelle mie stanze?...»
Si girò mostrandogli un sorriso che di amichevole aveva ben poco, i baffi sottili gli incorniciavano il labbro superiore e le sopracciglia folte rendevano ancora più piccoli gli occhi, che però rimanevano crudeli e spietati.
«Oh niente di particolare... Ho sentito delle voci e volevo accertarmene di persona... Oh! Ma ti ho forse disturbato? Che sciocco mi dimentico sempre che voi umani avete bisogno di dormire...»
Iwao dovette stringere i pugni per non tirargliene uno in piena faccia, sapeva che sarebbe stato inutile e sapeva che voleva solo istigarlo.
«Che tipo di voci?... A quanto sembra ne girano molte in questo castello, giusto oggi ho saputo che Acnologia ha ucciso una domestica solo perché si è sbagliata e gli ha portato carne di vitello invece che di maiale...»
«Oh sì! Ho sentito anche io, ma sai se una sbaglia è giusto che venga punita... Ma le voci che ho sentito io erano diverse...»
Iniziò a camminargli attorno come se fosse un predatore con la sua preda, ma il turchino non si fece intimorire e rimase al suo posto mostrando solo irritazione e non ansia come avrebbe voluto il Djin.
«Sembrerebbe...»
Le sue parole erano lente ma cariche di potere, come se quello che stesse dicendo non fossero semplici parole ma incantesimi.
«Che tu abbia un certo interesse per l'uccisione di Polz e Sausk... Io e te sappiamo il vero motivo per cui ti sei interessato... Quella dolce e piccola ragazzina...»
Allungò una mano con le unghie smaltate di nero verso di lui e dal nulla comparve un'immagine, lei che guardava verso l'alto sorridendo e che dopo poco si girava per guardare dietro di se, l'uomo la fermò in modo tale che la potessero vedere perfettamente.
«Levy... La tua adorabile figlia, forse non sapevi si chiamasse così... Ma dubito ti interessasse dato che stai cercando di ucciderla... Che cosa strana l'amore paterno...»
«Che cosa vuoi? Ricattarmi? Come hai detto tu una volta che l'avrò uccisa non sarà più nulla e di certo non mi interessa se la vuoi uccidere tu... Mi faresti solo un favore.»
«Oddio non potrei mai ricattare un amico! Ero solo venuto a chiederti un favore... ecco! La ragazza si è unita a una gilda di assassini... Fairy Tail... Forse ne avrai sentito parlare ma non è questo il punto... Se vuoi ucciderla ti consiglierei di sbarazzarti della gilda intera... Mi faresti un grande favore appunto e te ne sarei grato... Sai no, quella cosa del tipo tu mi fai un favore e io lo farò a te...»
Iwao lo guardò dubbioso e diffidente dirigersi verso la porta, non si fidava di lui e non avrebbe voluto averci nulla a che fare, ma di certo gli avrebbe fatto comodo avere a disposizione i poteri di un Djin, anche se per solo una volta.
«Perché non li distruggi tu stesso?»
«Oh chissà... Sarà per pigrizia... Quando si diventa vecchi è più divertente vedere muoversi gli altri... Oh... Sembra che fra qualche giorno pioverà! Stai attento...»
Detto questo uscì chiudendosi la porta alle spalle, non si sentirono passi e Iwao sapeva che se ne era andato con la sua magia. Si sedette sul letto e si mise a pensare, alle possibili fregature e ai possibili vantaggi di quel patto, non riuscì più a chiudere occhio e passò il restante della notte così.

«Non riesco a muovere un muscolo...»
Quella mattina Levy, con grande fatica, aveva raggiunto la gilda e si era quasi sdraiata su un tavolo per la stanchezza. Lucy le era accanto e ridacchiava guardandola, aveva difficoltà anche a bere il bicchiere d'acqua che le aveva portato Kinana.
«Ci credo sei rimasta qui fino a tardi! Secondo me stasera torni a casa molto prima... Se non crolli subito!»
La turchina le fece la linguaccia e si fece forza per prendere qualche sorso, l'acqua fresca le scendeva giù in gola rinfrescandola dall'interno. La taverna era ancora tranquilla a quell'ora, anche perché Gray era partito per una missione seguito a ruota da Juvia, e non essendoci Gajeel Natsu aveva poche persone con cui fare a botte, infatti era sdraiato come Levy ma sul bancone a sbuffare e a lamentarsi.
«Tra te e Natsu invece come va?... Potresti andare a consolarlo dato che è lì tutto solo soletto...»
La bionda divenne rossa in un istante e si mise a borbottare scuse cercando di non farsi sentire dal rosato, Levy iniziò a ridacchiare.
«Dai Lucy... Ormai puoi dirmelo che ti piace... Ho anche saputo che in una missione ti sei buttata tra le sue braccia completamente nuda...»
«CHI TE L'HA DETTO QUESTO!?»
Tutto il piano si girò a guardare Lucy che si era alzata di scatto e aveva fatto cadere la sedia, oltre ad aver urlato come una pazza, ma per sua fortuna il diretto interessato aveva ignorato completamente il fatto. Si risedette più bordeax di prima e aspettò che non la guardasse più nessuno prima di riprendere a parlare più piano di prima.
«Chi te l'ha detto?... E poi non è vero!»
«Un piccolo gatto blu che ho incontrato mentre venivo qui... E' proprio sconsiderato, se ne andava in giro camminando su due zampe come se niente fosse... Lily l'ha portato via credo per fargli una ramanzina...»
«E se la merita tutta! Comunque non è vero... O meglio non è andata proprio così... Stavamo facendo una missione e Natsu ha fatto saltare in aria tutto quanto dando fuoco per sbaglio ai miei vestiti... Me li sono tolta e sono andata da lui a chiedergli qualcosa da mettere, e voglio sottolineare che io mi stavo coprendo!... Sta di fatto che mi ha messo le mani sul... petto dicendo che così andava bene...»
La turchina scoppiò a ridere sentendo i muscoli della pancia protestare ma non potè smettere, la sua amica era davvero così sfortunata e il rosato davvero così tonto.
«Beh... Allora state facendo passi avanti no?»
«Stare con Gajeel ti fa male... Tra un po' diventerai una pervertita come lui!»
Levy arrossì leggermente ma poi si mise ad imitare la risata del corvino e il suo ghigno, facendo ridere anche Lucy e Kinana che era passata a ritirare i bicchieri vuoti.
«Levy-san così sei identica a Gajeel-san... Sembra quasi di averlo qui! Però senza avere i suoi occhi addosso, è molto più piacevole!»
La barista se ne andò così come era venuta ma a Levy continuavano a girare in testa le ultime parole che aveva detto, sapeva che Gajeel guardava le donne e alla Rosa Bianca era praticamente venerato, non seppe perché allora le dettero così fastidio e istintivamente abbassò lo sguardo verso il proprio petto, piatto.
«Sta di fatto che Natsu è come un bambino e non farebbe mai nulla...»
Scacciò via quei pensieri e riprese ad ascoltare la bionda che guardava di lato con aria triste.
«Ma allora... Lucy tu vorresti che facesse qualcosa...»
Sembrò accorgersi solo all'ora del significato delle parole che aveva appena detto e cercò in ogni modo di giustificarsi, ma poco dopo sentì qualcosa di pesante appoggiarsi sulla testa e sulle spalle.
«Luuuuucyyyy... Andiamo a cercare Igneel...»
«N-N-Natsu! Non saltare fuori all'improvviso!»
«Ma io mi annoio e... Come mai sei tutta rossa?...»
«Non sono affari tuoi!»
Divenne ancora più rossa ricordando cosa stavano dicendo pochi istanti prima del suo arrivo e gli diede un pugno in testa facendolo cadere per terra, Levy ridacchiò e poi invitò il rosato a sedersi con loro invece di usare la bionda come poggia-testa.
«Natsu ma chi è Igneel? Non l'avevo mai sentito nominare...»
«Igneel è mio padre! E' un drago enorme ed è scomparso anni fa per cui devo andare a cercarlo!»
A Natsu brillarono gli occhi e si mise a raccontare ma nessuno lo stava ascoltando, la turchina guardò Lucy chiedendo spiegazioni e lei di rimando sospirò scuotendo la testa.
«Igneel è il padre adottivo di Natsu... Quando era un bambino Igneel l'ha trovato e allevato come se fosse suo figlio, ma circa 12 anni fa è scomparso all'improvviso... Makarov ha trovato Natsu girare per le città da solo alla ricerca del padre e l'ha portato con se...»
"Dodici anni fa... Gli stessi anni della scomparsa di Metallikana..."
«E perché dice che Igneel è un drago?... Non lo è per davvero... vero?...»
«A quanto sembra spesso per prendere in giro Natsu Igneel gli raccontava di essere un drago che era stato trasformato in un umano...»
«Capisco... Certo che Natsu è proprio un credulone ahah»
Rimasero a chiacchierare per un po' di tempo finché non arrivò Pantherlily e Levy decise che era meglio andare a leggere gli appunti che le aveva dato Freed la sera prima e lasciare soli i due piccioncini, li salutò e si incamminò verso casa.

Le giornate passarono tranquille, quando il sole era alto in cielo Levy passava il tempo in gilda, a leggere libri o a farsi passare i dolori muscolari della sera precedente. Quando invece veniva il buio e Freed finiva di lavorare si allenava con lui sotto la locanda finché non stramazzava al suolo senza fiato, poi lavoravano al libro di incantesimi per circa mezz'ora. Ogni sera Freed la riaccompagnava a casa e ogni notte Lily la passava con lei.
Erano ormai passati quattro giorni e Levy si stava dirigendo a Fairy Tail per allenarsi con il ragazzo, in cielo non c'era una stella perché le nuvole le stavano coprendo tutte, e nonostante facesse sempre caldo si alzò un venticello freddo che le penetrò fin nelle ossa.
«Che strano tempo oggi... Vero Lily?»
L'Exceed per tutta risposta tremò tra le sue braccia e cercò di nascondersi il più possible, sembrò strano alla ragazza ma non fece domande in quanto erano ancora per strada e avrebbero destato sospetti. Arrivarono poco dopo e trovò Freed già dentro ad aspettarla e Mirajane al bancone come ogni sera.
«Eccomi, scusa il ritardo...»
«Non preoccuparti... Pronta?»
«Certo! Secondo voi si metterà a piovere?»
Iniziarono a dirigersi nella stanza dell'allenamento e PantherLily non si era ancora staccato da Levy, iniziò ad accarezzarlo cercando di calmarlo.
«Beh è raro che piova in un mondo ormai desertico... Ma non impossibile, ho visto piovere qualche volta»
«Vero... Da piccola mi era capitato di vedere piovere, ma erano poche gocce e smise abbastanza in fretta... Oggi sembra diverso»
«Probabilmente vedremo un vero e proprio temporale stasera... Ah ti avviso che stasera non posso fare troppo tardi... Bickslow ha bisogno di una mano per un lavoro e mi devo svegliare all'alba, non potrò nemmeno accompagnarti, scusami.»
«Nessun problema! Allora? Pronto?»
La turchina lasciò il gatto che si era finalmente calmato e si mise in posizione, davanti a lui facendo profondi respiri; non aspettò che lui attaccasse, prese lei l'iniziativa. Fece per tirargli un pugno nella bocca dello stomaco e quando vide che lui aveva spostato le braccia in modo tale da fermarla e da poterla prendere si fermò. Più veloce che potè si girò appoggiandosi con le mani per terra e gli diede un calcio appena sopra la vita, lo centrò e utilizzando la forza centrifuga continuò a girare rimettendosi in piedi. Freed fu subito davanti a lei, le prese un braccio e la tirò caricandosela sulle spalle facilmente, le fece fare un giro sulla schiena e la buttò a terra a pancia in su facendole mancare il fiato.
Appena Levy non sentì più la sua presa sul polso si diede forza e appoggiandosi completamente sulla schiena, mettendo tutte le energie che aveva nelle gambe lo buttò a terra spingendolo a piedi uniti.
Lui però le prese una caviglia e la trascinò con se facendola cadere su di lui, scambiò in fretta le loro posizioni e la mise sotto di se bloccandole ogni via di fuga.
«Se fosse stata una battaglia vera ora saresti morta... O ferita gravemente...»
Entrambi avevano il fiatone e questo fece sorridere Levy, anche se era morta almeno lo aveva fatto sudare fin da subito.
«Sei stata brava... Se non fossi stato io probabilmente te la saresti cavata...»
«E questo cosa vorrebbe dire?...»
«Che se dovessi ucciderti non mi aspetterei che contrattaccassi... O addirittura prendessi tu l'iniziativa...»
«Beh è incoraggiante... Riprendiamo?...»
«Certo!»
Continuarono a combattere ma stavolta erano alla pari, ogni colpo che Levy riceveva riusciva a restituirlo e quando finirono nessuno dei due riusciva a muoversi. Faticarono per tornare da Mirajane, ma per fortuna i loro drink erano già pronti, non lavorarono sul libro quella sera ma chiacchierarono semplicemente. Ormai si sentiva chiaramente anche dall'interno il rumore del vento e qualche tuono in lontananza, Lily non aveva ancora spiccicato una parola e ogni volta che un fulmine squarciava il cielo lui tremava coprendosi le orecchie con le zampine.
Si salutarono fuori dalla locanda e presero strade opposte, nonostante la stanchezza Levy cercò di arrivare il prima possibile a casa in modo tale da far tranquillizzare l'Exceed. Aveva capito che aveva paura del temporale ormai imminente e voleva aiutarlo, anche se avrebbe dovuto passare la notte ad abbracciarlo e a parlare per coprire i rumori.
Solo quando sentì la chiave della porta scattare si sentì più tranquilla, l'acqua non stava ancora cadendo ma l'aria era ormai fredda e come prima cosa chiuse la finestra per trattenere un po' di calore.
«Dai Lily ora siamo al sicuro! Ti faccio qualcosa di caldo che ne dici?»
«Grazie Levy... Scusa... So che non è razionale ma non riesco a non tremare...»
La sua voce era quasi un sussurro e riuscì a sentirla solo perché ce l'aveva in braccio, a un estraneo sarebbe sembrata una pazza che parlava con un gatto. Andò in camera dove lasciò Lily sul letto morbido, tremava ancora e le zampe erano ormai perennemente sulle orecchie.
«Arrivo subito»
Andò nel salotto e si diresse verso il piccolo fornello pronta a mettere su dell'acqua a bollire, ma proprio come le aveva insegnato Freed in quei giorni, l'attacco avvenne all'improvviso proprio mentre non se lo aspettava.

Sentì che qualcosa non andava ma fu troppo lenta per capire cosa, si girò di scatto e ricevette un pugno nello stomaco, riuscì a pararlo in parte e ciò le evitò di svenire sul colpo, ma non riuscì a reggersi in piedi e si lasciò appoggiare al pavimento.
«Bene bene... La gattina è più tosta del previsto... Mi divertirò molto...»
L'uomo si mosse verso di lei e le alzò il mento per guardarla negli occhi, non fece resistenza e si ripetè le parole di Freed in testa "non mi aspetterei che contrattaccassi..." guardò l'aggressore negli occhi cercando di fargli vedere la propria paura. Erano due pozze nere, i capelli dello stesso colore erano scompigliati e alcune ciocche gli coprivano il volto, era più grande di lei ma non doveva avere più di trent'anni e dalla muscolatura si capiva che era un professionista.
«Allora... Da dove potrei iniziare...»
Portò la mano libera dietro la schiena e tirò fuori un coltello lungo circa venti centimetri e glielo passò lungo la guancia, le fece un leggero taglio che la fece sanguinare e a quella vista si leccò le labbra. La ferita le bruciava ma i suoi pensieri erano tutti quanti su come colpirlo e come raggiungere Lily nell'altra stanza il più in fretta possibile. L'uomo si girò e Levy trovò in quel gesto l'occasione adatta, come aveva fatto con Freed poche ore prima, lo spinse lontano utilizzando le gambe e tenendo i piedi uniti, poi si rialzò con un balzo ignorando i muscoli doloranti, si mise a correre ma arrivata a metà stanza qualcosa le piombò addosso, sapeva che ormai era spacciata.
Era a cavalcioni sopra di lei e lasciò il coltello bene in vista, come se fosse un monito, ma sempre stretto nella mano, mentre l'altra iniziò a percorrerle il corpo. Prima la passò sul petto poi scese lentamente e arrivò al fondoschiena, si infilò sotto i pantaloncini elastici e con forza le strinse le natiche facendola gemere di dolore. Infine andò ancora più in basso toccando quasi la sua parte più intima.
«Bene bene... Forse è meglio che mi assicuri che tu stia ferma...»
Vide Lily sbucare dalla porta e muovere le labbra, probabilmente chiamandola, poi sentì solo dolore e iniziò a urlare. Il coltello che prima era nelle mani dell'uomo ora era per una parte nella sua spalla sinistra e per l'altra parte nel pavimento di legno, la vista le si offuscò e non capì bene cosa stesse succedendo, sentì solo il corpo più leggero e poi probabilmente svenne, non ne fu sicura.


«Levy!... Levy!»
«Lily?...»
«Scusa è tutta colpa mia! Ora ti farà male, ti tolgo il coltello...»
La stanza era silenziosa, ciò voleva dire che l'uomo non era più in giro, o almeno non era più cosciente, strinse i denti e aspettò il dolore come l'Exceed le aveva detto.
«Ahg!... Anf... Grazie...»
«Ora ti stendo sul divano così starai comoda... Recupero subito bende e... stracci... acqua...»
«Tranquillo... Sto bene... Sono tosta... Lo sai...»
Lo vide annuire nonostante dal volto si capisse perfettamente quanto era preoccupato e quanto si sentisse in colpa, la sollevò e adagiò lentamente come se fosse un uovo di cristallo, sentì il dolore ma era nulla in confronto a quello di essere trapassata da parte a parte. Quando toccò il divano le sfuggì un gemito e iniziò ad ansimare, lo sentì allontanarsi e cercò di rilassarsi, ora era al sicuro e presto sarebbe stata curata. Altri passi che si avvicinavano, aprì gli occhi ma vide solo una grossa figura scura in piedi davanti a lei.
«Hai trovato tutto Lily?...»
Finalmente la vista inizió a diventare più nitida e riuscì a capire chi era l'uomo davanti a se, e ciò la lasciò a bocca aperta, occhi rosso sangue la guardavano attentamente.
«Gajeel?...»


Angolo Autrice
E all'alba della mezzanotte sono riuscita a pubblicare! Spero che il capitolo vi sia piaciuto e sono abbastanza soddisfatta di come è uscito, ho introdotto nuovi personaggi e voglio vedere quanti di voi indovinano chi è il nuovo Djin comparso membro dei dieci u.u ehehchi indovina avrà qualcosa che vuole! Io non saprei dire se spoiler o altro... Per cui se avrà richieste cercherò di accontentarlo :3 sono brava in fondo... Spero che le piccole scene di allenamento vi siano piaciute e le abbiate capite... Perché non sono molto brava e sono le prime che scrivo ^^' Per il resto spero vi sia piaciuto tutto! Vi saluto in fretta perché è mezzanotte e il mio cervello inizia ad andare in fumo... Fatemi sapere! <3

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