Risveglio e notizie
RISVEGLIO E NOTIZIE
Bruciore, Levy vedeva tutto nero e l'unica cosa che sentiva era un bruciore poco sotto al petto, si sentiva debole e non riusciva a ricordare tutti i dettagli di quello che era successo, ma il filo conduttore, come un riassunto, se lo ricordava e passava il tempo a riviverlo. Le sembrava di essere in un limbo.
Non seppe per quanto tempo rimase in quello stato, ma a un certo punto sentì delle voci maschili parlare, cercò di capire quanti erano dalle diverse tonalità e ipotizzò che fossero due, ma non ne era sicura dato che erano molto basse e quasi simili.
«Ti avevo avvisato io!»
«Ma mi avevi anche detto che non era certo! Che colpa ne ho io se una stupida ragazzina si è fatta quasi ammazzare?!»
«E allora come mai, signor mi importa solo di me, l'hai portata qui? Vuoi dirmelo, eh? Gajeel?»
«Tzè non farmi la morale Lily! Per una volta che faccio una buona azione ti lamenti anche?»
Levy non riusciva a capire cosa stesse succedendo, sembrava che i due uomini stessero litigando a causa sua, ma uno dei due l'aveva salvata, che fosse l'assassino che cercavano le guardie?... Quello dagli occhi rossi?... Quegli occhi... Che le erano in un qualche modo familiari, ma che le facevano venire i brividi allo stesso tempo.
«E adesso dove staresti andando? Ohi! Gajeel!»
«A prendere un po' d'aria, tranquillo non me ne vado...»
«Cosa!? L'hai portata qui TU, e vuoi che me ne occupi io?»
«Esattamente... E vedi di fare un buon lavoro... Ghihi»
Sentì dei passi allontanarsi e l'uomo, che doveva essere Lily, sbuffare maledicendo il compagno, non passò molto tempo che sentì qualcosa di morbido e caldo muoversi sopra di lei.
Aprì gli occhi lentamente e anche se con la vista offuscata riuscì a vedere il soffitto, era pieno di crepe e dalla luce che entrava attraverso di esse Levy capì che la notte era passata ed era sorto il sole.
«Ah, ti sei svegliata finalmente!»
Si girò verso quella voce, che proveniva da sopra il suo ventre, ma al posto di trovarsi davanti l'uomo si ritrovò faccia a muso con il gattino che aveva salvato dai due ragazzini.
«La ferita era grave ma per fortuna non era così profonda, se Gajeel non ti avesse salvata saresti morta dissanguata nel giro di poco»
«Micio... Tu sei un Exceed...»
Probabilmente a causa della grossa perdita di sangue o forse perché si era appena svegliata, la sua reazione non fu affatto ragionata e intelligente come di solito era lei. Cercò di alzarsi di scatto come se avesse visto un mostro, o nel suo caso un mito, ma riuscì solo a sollevare parte del busto prima di ricadere a terra bruscamente a causa della ferita, lasciandola senza fiato.
«Dovresti prenderti cura di te... E non fare stupidate... Se la ferita si riapre e fa infezione non è detto che guarisca tanto presto...»
Il cervello di Levy sembrò tornare a funzionare e cercò di analizzare la situazione in cui si trovava, ma l'unica cosa che riuscì a fare fu sommergere il poveretto di domande.
«Come fai ad essere ancora vivo? Gli Exceed dovrebbero essere estinti ormai da mezzo secolo! Sei l'unico della tua specie ancora in vita? Esistono ancora i Jinn? E le altre creature magiche? E...»
Prima che se ne rendesse conto si era alzata di nuovo ripetendo la scena di poco prima solo che la ferita si era riaperta, il sangue cominciò ad uscire facendole venire dei giramenti di testa.
«E si che mi sembravi più intelligente...»
Levy arrossì leggermente per l'imbarazzo, poi gonfiò le guance per fargli credere di essersi offesa.
«Scusa tanto se per me sei come un mito...»
Il gatto la guardò stupito, poi la aiutò a togliersi la maglietta per ripulire la ferita e rifare la fasciatura. La turchina vide il taglio per la prima volta, rendendosi conto che partiva da sotto il seno sinistro e arrivava appena sotto le costole destre al livello dell'ombelico, ringraziò mentalmente gli dei che a vederla seminuda era il gatto e non l'uomo che l'aveva soccorsa, in quanto sarebbe morta di vergogna, solo a pensarlo iniziò ad arrossire ma Lily la distrasse iniziando a parlare.
«Come avevi detto sei andata alla villa allora...»
«Mi servivano i soldi... Non avevo altra scelta...»
«Capisco...»
Il silenzio era calato nella stanza e Levy non sapeva cosa fare, con quell'unica frase l'Exceed era riuscita a farla sentire come una bambina che veniva sgridata dai genitori per aver mangiato troppi dolci, che fosse arrabbiato perché aveva messa a rischio il loro omicidio? Oppure era preoccupato per lei? Da quello che aveva sentito mentre era semi-svenuta lui aveva avvisato il suo compagno che ci sarebbe stata anche lei.
Mentre lei rimuginava su tutti i possibili significati nascosti di quella frase, il gatto aveva finito di bendarla e si era messo comodo accanto a lei.
«Cosa ti ricordi di ieri sera?»
«Mhh... Non molto... O meglio prima di essere ferita tutto, ma poi ho il vuoto assoluto...»
«Capisco... Io sono Pantherlily, il mio compagno si chiama Gajeel ed è stato lui ad uccidere il nobile e le guardie... Quando finì il lavoro ti trovò stesa a terra che perdevi sangue, a quel punto ti ha preso e portato qui»
Levy annuì avendo la conferma di quello che era successo e le tornarono in mente quegli occhi rossi, non capiva perché ma al posto di essere grata all'uomo, Gajeel se si ricordava bene, per averla salvata aveva una sensazione di paura e non voleva rivederli tanto presto.
«Grazie per avermi aiutato ieri»
Si girò verso Lily stupita, avrebbe dovuto essere lei a ringraziarlo non il contrario, lui avendo capito il motivo di tale stupore ricominciò a parlare.
«Dovevo fare un giro di ricognizione ieri, ma quei ragazzini mi avevano bloccato e non sapevo cosa fare... Non potevo mettermi a parlare o volare via, mi avrebbero scoperto e addio copertura... Anche per il latte! Era delizioso! Sono in debito con te»
Le sorrise e Levy ricambiò trattenendo una risata, le sembrava troppo assurda quella situazione.
«Sono contenta che ti sia piaciuto! E non preoccuparti, ti stai prendendo cura di me e della mia ferita, direi che siamo pari!»
Chiacchierarono per un po' e Lily, soprannome con cui preferiva essere chiamato, rispose ad alcune delle miriadi di domande che Levy aveva, sulla magia, su di lui e su quello che faceva, finché Levy non si addormentò stremata.
Nonostante stesse dormendo profondamente si svegliò quando sentì delle voci poco distanti da lei.
«Allora?...»
«Guarda chi si ripresenta! Non sarai mica Gajeel?»
«Non fare lo spiritoso Lily! Mi ha riconosciuto o no?...»
«Non ricorda nulla da quando è stata ferita e non ha detto nulla su di te... Magari non si ricorda nemmeno dell'accaduto!»
«Forse... Ma non voglio rischiare... Fra quanto potrà andarsene?»
«Non prima di una settimana, forse poco più...»
«CHE COSA!?»
«Non urlare... Sei stato tu a portarla qui ti ricordo...»
«Si ma...»
A quel punto i due si allontanarono e la turchina non riuscendo più a sentirli si riaddormentò, ma continuò a sognare degli occhi rosso sangue.
Passarono un paio di giorni e Levy aveva appreso alcune cose, come che Lily e Gajeel appartenevano ad una gilda di mercenari, che al momento erano in una casa abbandonata a qualche ora da Tanril, che non era nè un ostaggio nè era in pericolo.
Ma nonostante lo scorrere del tempo non aveva mai incontrato Gajeel, quando si addormentava li sentiva parlare, ma non era più riuscita a capire cosa stessero dicendo.
Secondo Lily la ferita stava guarendo bene, ma ogni volta che lo diceva aveva una strana espressione e Levy non riusciva a credergli del tutto.
Era sera e l'Exceed le stava pulendo la ferita quando lei non ce la fece più e sbottò.
«Lily se la ferita sta andando male dimmelo! Sono forte posso sopportarlo! Anche se non dovesse guarire affatto... Ero pronta anche a mo...»
«Ma cosa stai dicendo?»
Il gattino si era fermato a guardarla con occhi spalancati, aveva ancora le bende in mano e non sembrava intenzionato a muoversi.
«Beh... Ogni volta che guardi la ferita fai una faccia strana... Pensavo mi stessi mentendo per non farmi soffrire... Non è così?»
«No no! La ferita sta andando davvero bene! Solo che...»
«Che?...»
Lily sbuffò arrendendosi al fatto che glielo doveva dire.
«Domani dovrò andare via per dire che la missione è stata un successo e riscuotere la ricompensa... Solo che dovrò lasciarti qui con Gajeel e non mi tranquillizza molto...»
«Beh... Potrebbe andare lui no?...»
«No... E' capitato più volte che andando da solo finisse per litigare e non riuscire a prendere la ricompensa...»
«Ah... Capisco»
«La ferita sta andando bene e può passare una giornata senza essere cambiata, io partirò la mattina e tornerò la sera quindi non dovrai sopportarlo per molto»
«Non preoccuparti Lily, ce la farò e poi lo devo ancora ringraziare per avermi salvata!»
Levy cercò di rassicurare l'ormai amico con un sorriso, ma lui capì subito che era tirato ed era preoccupata, ma decise di assecondarla per non preoccuparla ulteriormente.
«Non credo si farà vedere molto, è un tipo schivo... Ma in ogni caso gli ho già detto di darti da mangiare e non farti morire di fame»
Stavolta sorrise veramente e quando finirono di chiacchierare lei si addormentò.
Gajeel era sul tetto della casa a guardare le stelle, gli piaceva fissarle e lasciar vagare i suoi pensieri, ma quella sera nonostante il cielo fosse limpido non riusciva a distrarsi, da quando l'aveva vista stesa a terra ricoperta di sangue il passato lo tormentava, lui l'aveva riconosciuta, ma lei?
«Ohi Gajeel»
Lily si avvicinò all'amico sedendosi accanto a lui e osservandolo in silenzio, i capelli lunghi e neri, mossi leggermente dal vento, i piercing, che aveva ormai ovunque, brillavano alla luce della luna.
«Ma perché non posso andare io a ritirare la ricompensa?...»
«Te l'ho già spiegato... E poi non capisco perché sei tanto ostico nei suoi confronti...»
A sentire quelle parole si irrigidì, Lily non sapeva cosa le aveva fatto di preciso, gli aveva raccontato solo che l'aveva ferita e che lei aveva tutti i motivi per odiarlo.
«E io ti ho già spiegato che non sono ostico! Semplicemente non voglio averci nulla a che fare...»
Il gatto sospirò allontanandosi lasciandolo di nuovo solo, perso nei suoi pensieri.
"Magari ha ragione lui... non si ricorda cosa è successo... chi sono e cosa ho fatto... "
Ripensò a quando l'aveva vista per la prima volta, al sorriso che aveva così spontaneo e che lo aveva fatto infuriare, gli occhi pieni di felicità così in contrasto coi suoi pieni di dolore. Non si sarebbe mai aspettato di ritrovarla otto anni dopo durante una missione, per di più completamente diversa da allora, quasi in un bagno di sangue con gli occhi spenti e privi di qualsiasi vitalità.
Non sapeva nemmeno lui perché l'aveva salvata e portata nel loro nascondiglio, probabilmente per sentirsi meno in colpa, per farsi perdonare dal dolore che le aveva causato senza motivo, ma allora perché non riusciva a vederla e a farsi dire grazie per averle salvato la vita?
Inconsciamente lo sapeva, si ricordava quegli occhi pieni di terrore quando aveva iniziato a picchiarla, non voleva rivederli, lui era cambiato nel frattempo e avere davanti di nuovo quel volto significava che non era vero, che era lo stesso bastardo di allora.
Passò altro tempo e quando vide sorgere l'alba decise che era ora di scendere, Lily sarebbe partito poco dopo e lui si sarebbe dovuto prendere cura della ragazzina, grugnì al pensiero di loro due da soli, ma non aveva scelta.
Raggiunse l'Exceed e rimasero entrambi in silenzio mentre lui si preparava a partire, quando fu pronto gli comparvero delle ali bianche sulla schiena e senza dirsi nulla gli fece un cenno con la testa e partì.
Gajeel entrò in casa per evitare il sole che stava sorgendo sempre più velocemente, ma quando lo fece la vide, sdraiata per terra con i capelli azzurri sparsi sul pavimento, una coperta la copriva fino poco sopra la vita e gli occhi chiusi. Nonostante la distanza riusciva a sentire perfettamente il respiro regolare, che gli diceva che stava ancora dormendo e non stava solo riposando gli occhi.
"Se non le do da mangiare Lily mi uccide... Meglio farlo adesso fintanto che dorme..."
«Tzè...»
Quando Levy si svegliò il sole era già alto ed era da sola, si guardò in giro per vedere se per caso trovava Gajeel ma l'unica cosa che trovò fu una specie di vassoio con del pane e dell'acqua, la sua colazione probabilmente. Iniziò a mangiare per quanto le fosse possibile, non riusciva ancora a mettersi seduta e al massimo si appoggiava alla parete per non sforzare i muscoli, quando finì si rese conto che non sapeva cosa fare, di solito chiacchierava con Lily e il tempo volava da solo, così si sdraiò nuovamente e si mise a pensare, ma dopo poco si riaddormentò, sognando sua madre.
Gajeel l'aveva guardata mangiare e si era assicurato che non avanzasse nulla, si era seduto su una trave del soffitto nell'angolo più buio della stanza, gli piaceva stare lì, finché non era arrivata lei. Quando sentì il suo respiro regolarizzarsi si tranquillizzò e si perse nei suoi pensieri, fino ad addormentarsi.
A svegliarlo fu il suo stomaco che richiedeva cibo, così scese dal suo trespolo e dopo che si sfamò mangiando due panini si ricordò della ragazza.
"Tzè... E' solo una palla al piede..."
"E allora perché l'hai salvata?"
Una vocina nella sua testa continuava a porgli quella domanda, con l'unico risultato di farlo arrabbiare sempre di più, le preparò un qualcosa da mangiare velocemente e prese l'acqua, andò nell'altra stanza, ma quando entrò si paralizzò, il respiro della ragazza non era regolare, e anche se aveva gli occhi chiusi era sveglia.
Appoggiò il vassoio per terra ed uscì dalla stanza il più in fretta possibile, si nascose dietro il muro e cercò di tranquillizzarsi e capire, capire perché quando si era accorto che era sveglia gli erano venuti i brividi, come se avesse paura...
"Tzè non era paura quella... Io non ho certo paura di una ragazzina!..."
La vocina tornò a parlargli, ma stavolta gli disse qualcosa di inaspettato.
"Non hai paura di lei... Ma del tuo passato... Del te stesso del passato... E lei te lo ricorda..."
Non fece in tempo a ribattere che il suo naso aveva sentito un odore molto familiare, l'odore del sangue.
Levy si era svegliata da qualche minuto, aveva deciso di tenere gli occhi chiusi per sperare di riaddormentarsi e riprendere a sognare i giorni felici in cui sua madre era ancora viva e passavano il tempo insieme, ma dopo poco sentì dei passi avvicinarsi così decise di approfittarne per vedere finalmente il suo salvatore e ringraziarlo, ma quando aprì gli occhi non c'era nessuno, solo un vassoio appoggiato per terra a qualche passo da lei.
"Si deve essere accorto che ero sveglia... Più che altro... Io come lo prendo il cibo?"
Sapeva perfettamente di non potersi alzare ma non poteva nemmeno chiedere aiuto, non sarebbe arrivato nessuno ad aiutarla per mangiare, così prese coraggio e iniziò a spostarsi lentamente ma dopo due movimenti una fitta di dolore la bloccò, non si era accorta che la ferita si era riaperta finché non si ritrovò davanti un ragazzo, i capelli neri e mossi gli percorrevano tutta la schiena, aveva un coltello appeso sul fianco destro, il volto era ricoperto da piercing, due sotto al mento, due sul naso e tre per sopracciglio, ma quando vide gli occhi si bloccò, li riconobbe subito, occhi rosso sangue. Era il ragazzino della rosa del deserto.
Gajeel si era fiondato nella stanza senza pensarci, quando la vide capì che cercando di muoversi per raggiungere il pasto aveva riaperto la ferita e ora stava sanguinando, la guardò negli occhi e vide la paura, l'aveva riconosciuto. Stava già imprecando mentalmente quando la sentì parlare stupendolo.
«Ecco... Tu sei il compagno di Lily?... Gajeel?...»
Levy era terrorizzata, ma in quegli anni era diventata più forte e non voleva farsi prendere dalle emozioni, oltretutto lui le aveva salvato la vita. Quando lo vide annuire col capo andò avanti a parlare.
«Mi potresti avvicinare il vassoio?... Non ci arrivo...»
«Tzè... Prima dovresti pulire la ferita! Ti si è riaperta e stai perdendo sangue...»
Passò il suo sguardo da lui alla ferita, capendo finalmente da cosa era causato il dolore di prima, sospirò affranta, la ferita stava andando bene e lei era riuscita a farla riaprire.
«Non è che potresti por...»
«Togliti la maglia»
Levy alzò lo sguardo su di lui e lo guardò completamente rossa in volto, come poteva dire una cosa del genere così tranquillamente? Solo dopo si accorse che in mano aveva il necessario per pulire e rifasciarle la ferita.
«Posso fare da sola... Non serve il tuo aiuto...»
Non riusciva a guardarlo in faccia e non voleva assolutamente spogliarsi davanti a lui! Anche se era per medicarla.
«Se non la togli tu te la tolgo io... Hai già fatto abbastanza danni, rischieresti di non guarire più...»
Lui stava sistemando il tutto per terra e aveva Levy di spalle e per fortuna di quest'ultima non la vide diventare rossa come un pomodoro, non riusciva nemmeno a parlare normalmente, balbettava e la voce le usciva talmente bassa che quasi non la sentiva lei stessa.
«D-Davvero... Non mi serve ness... nessun aiuto...»
"Ma si può sapere che mi succede?!... E' solo la ferita! Levy datti una calmata!"
Gajeel si girò di scatto facendola sussultare e con gli occhi pieni di rabbia iniziò ad urlarle contro.
«DEVO MEDICARTI! QUINDI ZITTA E FERMA!»
Levy si pietrificò, tutto quello che riusciva a fare era guardare i suoi occhi, di un rosso talmente intenso che le sembrava di essere ancora bambina, in mezzo alla strada con quel ragazzino, non si accorse nemmeno di lui che imprecava sottovoce.
«Ora togliti quella cazzo di maglietta e fatti medicare!»
Ubbidì e come un robot se la tolse, rimanendo completamente nuda sul seno destro mentre il sinistro era coperto dalle bende, l'imbarazzo non l'aveva abbandonata e arrossì leggermente sulle guance, ma quando lo sentì avvicinarsi tornò seria.
Lui la aiutò ad appoggiare la schiena contro il muro e con mani esperte le tagliò col coltello le bende vecchie, per sua fortuna a Gajeel non sembrava interessare molto il corpo di Levy e dopo poco riuscì a smettere di essere in imbarazzo e a notare come fosse molto più veloce e efficiente di Lily. Con una spugna bagnata d'acqua le lavò via il sangue che era uscito, le mise una specie di crema sopra, che inizialmente le bruciò, ma poi sentì fresco, infine la sostenne appoggiandole la mano sinistra sulla schiena, mentre con l'altra la fasciava.
Quando finì di fasciarla Gajeel andò nell'altra stanza, che era anche l'unica altra stanza della casa, per mettere via le cose, ma anche per maledirsi da solo, come aveva potuto urlarle contro? Non gli era bastato farle del male allora? Voleva continuare anche adesso?
Quando l'aveva sentita balbettare e parlare con un filo di voce aveva capito, era terrorizzata da lui, cosa si aspettava? Che lo trattasse come se nulla fosse? Come se non si fossero mai visti? Certo allora lui era cappuccetto rosso...
"Se mai saresti il lupo..."
Ignorò completamente la vocina e andò a prendere il necessario per affilare le armi. Si era reso conto che ormai non aveva senso nascondersi in quanto si erano visti e in più doveva controllare che non facesse altre stupidate, quindi tornò nella stanza in cui c'era lei.
La trovò ancora contro la parete con la maglietta addosso, imprecò ancora mentalmente, se la ferita si fosse riaperta solo per quello rischiava di ucciderla, ma non sentì odore di sangue, così si sedette poco distante da lei e appoggiò tutto per terra.
Lei lo guardava incuriosita ma non disse nulla, ma quando iniziò ad affilare un coltello la vide agitarsi, le pupille si erano dilatate e il battito cardiaco era aumentato, Gajeel aveva un buon udito e una buona vista quindi se ne accorse anche da quella distanza.
"Che abbia paura?... Beh chi non l'avrebbe a vedere la persona che ti ha assalito anni prima con un coltello in mano?..."
Riuscì solo a fare un paio di movimenti prima che la sentì parlare, lasciandolo basito.
«Non si fa così...»
Alzò lo sguardo e fissò i propri occhi nei suoi, non vide quelli allegri e infantili di anni fa, ma nemmeno quelli impauriti di prima, erano determinati anche se titubanti. Se non fosse stato impossibile avrebbe detto che, nelle profondità di quei due pozzi marroni, c'era una sfumatura che gli ricordava i suoi quando l'aveva incontrata.
«Cosa?»
«L'af... L'affilatura di un coltello... La superficie che stai usando è troppo morbida...»
Gajeel rimase imbambolato per un momento, non riusciva a capire cosa stesse dicendo.
«E tu che ne sai?... Non mi sembrava che alla villa del grassone avessi un coltello o una qualsiasi arma!»
La turchina deglutì, aveva paura e glielo leggeva in volto, ma non smise e imperterrita continuò a parlargli, o meglio a correggerlo.
«No... Non ne ho... Ma se continui così la lama non durerà molto...»
«E sentiamo cosa suggerisci di fare, Piccolina?»
Non pensava di vederle fare un'espressione simile, la vide gonfiare le guance e arrossire leggermente come indignata per qualcosa, ma fu troppo veloce per capirne il motivo, in quanto andò avanti a spiegare.
«I coltelli vengono affilati con lo sfregamento contro una superficie molto ruvida e dura, o su superfici morbide con particelle dure... E quella che stai usando è troppo morbida! In più stai sbagliando anche l'angolo! Minore è l'angolo tra la lama e la pietra, più il coltello sarà affilato, ma meno resistente ai colpi che potrebbero scheggiarne il filo. Le lame molto affilate si affilano a 10 gradi. Le lame normali si affilano a 15 gradi. I coltelli che hanno bisogno di un bordo duro, come quelli per tagliare, si affilano a 20 gradi. Per un taglio estremamente duraturo, come per uno scalpello, le lame possono essere affilate fino a 25/30 gradi...»
«Ohh ma come è informata questa Piccoletta! E dimmi come le sai tutte queste cose? Te le hanno spiegate le guardie prima di tagliarti in due?»
Gonfiò le guance nuovamente e tornò anche il rossore, stranamente Gajeel si stava divertendo, quella piccoletta lo incuriosiva.
«Le ho lette su un libro! Sai quelle cose rettangolari? Con dei fogli e delle scritte sopra?! In più se non ricordo male mi hanno scoperta perché qualcuno non ha voluto ascoltare Lily, ed è andato ad uccidere Polz nonostante sapesse che c'ero anche io!»
Si fermò per prendere fiato, durante il discorso era aumentato il rossore ed ora aveva le guance completamente rosse.
«In più... NON MI CHIAMO PICCOLETTA!»
Quella era stata la scintilla, ora Gajeel aveva capito il motivo del suo fastidio e non si sarebbe di certo fermato, anche perché era la prima che gli teneva testa.
«Oh! Alla piccolina non piace essere chiamata Piccoletta? Ghihi ma se lo sei?»
«Eh allora?! Tu sei... sei... senza cervello ma mica te lo dico! E' questione d'educazione!»
«Chi hai chiamato senza cervello? Nanetta!»
«Te Troglodita! Che non sai nemmeno prenderti cura delle tue armi!»
Lily era orgoglioso di se stesso, era arrivato in città prima del previsto e non aveva nemmeno perso troppo tempo, aveva avvisato della riuscita della missione e dopo un pasto veloce e due spese, principalmente per Levy, era ripartito. Stava volando da un po' e mancavano circa dieci minuti prima di arrivare al nascondiglio. Sarebbe riuscito ad arrivare prima di cena e avrebbe salvato Levy da quel buzzurro del suo compagno, oltere a salvare lui da lei.
Finalmente arrivò e controllando che non ci fosse nessuno atterrò per poi entrare in casa.
«Sono torna... to...»
Era passato prima da Levy per vedere come stava, nella stanza trovò anche Gajeel e un'atmosfera omicida che proveniva da entrambi i ragazzi.
«Si può sapere che è successo qui?...»
«Era ora! Quanto tempo volevi lasciarmi qui con questa Piccola peste?»
Gajeel si alzò per vedere cosa avesse comprato l'amico, anche perché sentiva provenire da lì un buon profumo.
«Eh?...»
«Lily non lasciarmi più con un senza cervello come lui! E tu non chiamarmi piccola!»
«Ah! Piccola non ti va bene eh? Ma peste sì?»
«Zitto! Hai capito cosa volevo dire! E continui a fare a modo tuo! Quando ti si romperanno le armi non venire a piangere da me!»
«Sono un senza cervello che capisce cosa vuoi dire?! La Piccoletta sembra essere andata in tilt, eh Lily?»
Il piccolo Exceed guardò la scena che aveva davanti incapace di commentare, Gajeel si era riseduto, arresosi nel cercare il cibo, per terra davanti a Levy e stavano passando il tempo a insultarsi a vicenda per fatti che lui non capiva.
Sospirò, pensava che avrebbe trovato lei morta di fame e lui sul tetto assiderato, non sospettava minimamente che li avrebbe trovati così.
«Certo che siete strani...»
«TACI!»
Gli urlarono insieme.
Levy vide Lily ridere per il loro commento simultaneo, poi lanciò il sacchetto col cibo a Gajeel che ghignò contento, aveva sentito quel ghigno solo oggi, ma già lo odiava.
Lily si avvicinò a lei con un'espressione seria in volto, non preannunciava nulla di buono.
«Levy... Mentre ero in città ho sentito delle voci... E...»
Levy inghiottì il vuoto, aveva paura di quello che avrebbe sentito di lì a poco.
«Devo dirti una cosa...»
Angolo autrice
Mi scuso se lunedì scorso non ho pubblicato, ma ero a Barcellona e non avevo internet :P
Per farmi perdonare pubblicherò subito anche il prossimo capitolo!
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