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Ricordi


Ricordi


«E' inutile che fingi Levy...»
Chiuse il libro e si girò a guardarla, i suoi occhi verde chiaro si fissarono nei suoi color sabbia, a Levy iniziarono a sudare le mani, i coltelli erano fissati nell'interno coscia e per come erano ora non aveva nessuna possibilità di recuperarli senza che lui la fermasse.
«Sono stato io a commissionarvi l'omicidio di mio zio, e ti ho portata qui per salvare te e la missione.»
Lo guardò come se all'improvviso gli fossero spuntate due teste, non poteva credere a quello che aveva sentito, ma al contempo si sentiva rassicurata, anche se poteva essere tutta una messinscena per farle calare la maschera lei si sentiva sicura, il suo istinto le diceva che non le stava mentendo.
«Cosa intendi dire? Come mi avresti salvata?...»
«A mio zio piacciono solo le donne, beh... come tutte quelle che ci sono in sala, invia lui stesso gli inviti selezionando le donne che più gli aggradano, non ti sei accorta che sono praticamente tutte uguali e tu sei l'unica diversa? Non in senso negativo sia chiaro...»
Levy deglutì, sapeva dove Deiji stesse andando a parare, se fosse stata in sala quando Sausk fosse arrivato sarebbe stata scoperta subito e ciò non comportava nulla di buono, a meno che non si considerasse buona una spada nel costato. Una lampadina si accese nella sua testa, si vide davanti tutti gli uomini che ci avevano provato con lei durante la serata, e poi vide il volto di Gajeel, era l'unico uomo attraente che ci fosse in sala, e non era difficile immaginare che sarebbe stato scoperto anche lui, doveva avvisarlo, ogni minuto era prezioso e Sausk sarebbe potuto essere già in sala. Deiji sembrò leggerle nella mente e cercò di tranquillizzarla.
«Non preoccuparti, è un abitudinario e arriva sempre a mezzanotte, hai ancora circa mezz'ora di tempo. Avvisa il tuo compagno e fate in fretta...»
«Grazie...»
Il sorriso che gli aveva visto in volto fino a poco prima tornò come se la conversazione che avevano appena avuto non fosse mai avvenuta, fece per salutarla ma lo interruppe.
«Quindi questa villa è tua? E cosa c'è al piano di sotto, al primo piano?»
Si girò dall'altra parte facendo vagare lo sguardo per la stanza, le guance gli si colorarono un filo di rosso e Levy se ne domandò il motivo.
«Certo che sei proprio curiosa... Sì è mia la villa... Ma il primo piano lo utilizza mio zio per portarsi a letto le ragazze...»
A quel punto la turchina capì e si commosse, Deiji si vergognava di quella stanza e di quello che suo zio faceva in casa sua, non credeva che esistesse ancora qualcuno così innocente, anche lei da quando era con Gajeel non lo era più a furia di battutine.
«Lui utilizza solo una stanza, le altre le lascia libere per gli altri ospiti... In caso vogliano divertirsi anche loro... Ma ora va, stai perdendo minuti preziosi»
Levy si girò e uscì senza dire una parola e senza guardarsi indietro, lo sentì ridacchiare e poi parlare, ma cercò di scacciare quelle parole e il rossore che le venne subito dopo.
«Spero di rivederti un giorno, tigre.»

Gajeel era al suo quinto bicchiere di alcol, non si chiedeva nemmeno cosa fosse l'importante era che lo facesse rimanere calmo, perché quando avrebbe rivisto Levy se non era conciata male l'avrebbe conciata male lui. Picchiettava il piede nervosamente, ma alla fine vide una testa turchina scendere dalle scale, non le lasciò il tempo di toccare il terreno che la prese di peso per i fianchi e la portò nel posto più appartato che riuscisse a trovare.
«Gajeel! Lasciami andare!»
Si fermò in un angolo della sala e la mise tra le due pareti, mettendosi davanti a lei per impedirle di fuggire, chiunque altro avrebbe visto un uomo e una donna che probabilmente stavano pomiciando, quindi non si sarebbero avvicinati.
«Si può sapere dove eri finita?! E non mi sembri ferita quindi spiega!»
Era irato, ma più con se stesso che con lei, era la sua prima missione e l'aveva lasciata sola, a quest'ora poteva essere bella che morta e sarebbe stata solo colpa sua, ma più che altro si pentiva di averla fatta unire alla sua squadra, non era pronta e probabilmente non lo sarebbe mai stata, era solo una ragazzina del deserto.
«A cercare informazioni! Dato che eri troppo impegnato con quella biondina mi sono data da fare!»
Gajeel la guardò stupito, non poteva credere alle sue orecchie, forse era stato un po' precipitoso a giudicarla, ma non l'avrebbe mai ammesso, soprattutto a se stesso.
«E allora sentiamo, cosa hai scoperto Gamberetto? Ghihi»
Il soprannome la fece arrossire leggermente e gonfiare le guance indignata, infine gli fece una linguaccia come vendetta, ghignò soddisfatto, si divertiva troppo a chiamarla in quel modo, forse sarebbe stato il suo nomignolo per sempre. Si fermò a guardarla un attimo, il vestito stretto che evidenziava le curve, in particolare il fondoschiena, la lingua era ancora fuori e per un attimo ebbe l'istinto di avvicinarsi a lei per mordergliela e succhiargliela, ma la voce della ragazza lo riscosse dai suoi pensieri.
«Bruto! Ho scoperto che a mezzanotte arriverà Sausk e se ci vede ci riconoscerà! Ho incontrato il mandante e mi ha dato qualche informazione...»
Il moro trasformò il suo sorriso strafottente in uno sguardo serio, quella piccoletta stava facendo più cose del previsto e aveva anche scoperto informazioni molto importanti, e probabilmente non aveva ancora finito.
«E' lui che invita le persone, per questo ci sono solo donne belle, prosperose e probabilmente molto disponibili... E sempre per lo stesso motivo non ci sono uomini attraenti, se ci vede capirà che siamo degli intrusi e addio missione...»
«Ghihi stai dicendo che sono attraente?»
Non capì perché quella fu l'unica frase che riuscì a dire, non avevano ormai più molto tempo, ma sembrava che il suo cervello avesse assimilato solo quell'informazione, tutte le sue proteste mentali però svanirono quando la vide arrossire ancora.
«Scemo! Non ti sei sfogato abbastanza con la biondina di prima? Quanti ormoni hai in corpo?»
«No, non ho fatto nulla con lei perché quando mi ero girato per avvisarti tu eri sparita, e se sei così curiosa di sapere quanto posso durare puoi provare sulla tua pelle ghihi»
Levy arrossì talmente tanto che Gajeel non si sarebbe stupito di vedere del fumo uscire dalle sue orecchie, la vide scuotere la testa come per scacciare quell'ultima frase e appena ebbe riacquistato un colorito normale ricominciò a raccontare.
«Allora... Quando arriverà sceglierà una ragazza e andrà al primo piano, dove c'è la sua stanza privata e molte altre per chi si vuole divertire...»
«Beh direi che dobbiamo salire e aspettare che salga anche lui... Sarà solo, per così dire, e non credo si tenga una spada legata alla cinta mentre scopa... Bravo gamberetto!»
Le mise una mano sulla testa e iniziò a scompigliarle i capelli, non seppe nemmeno lui il motivo per cui le aveva fatto un complimento e stava per staccarsi da lei come se scottasse, ma poi la vide lamentarsi e agitarsi e ghignò soddisfatto, aveva trovato un'altro modo per torturarla.
«Smettilaaa! Uffa... I miei poveri capelli... Più che altro come facciamo a salire al piano di sopra? E' pieno di guardie su tutte le scale e dubito accettino come motivo: "Hey vogliamo uccidere il vostro capo, possiamo salire?"»
Gajeel la guardò pensieroso mentre cercava di sistemasi i la fascia, capelli scompigliati, guance un filo rosse, occhi lucidi, mancava solo un elemento. Si avvicinò a lei e le bloccò i polsi con una sua mano, li mise sopra la capigliatura turchina e appoggiò le sue labbra sul collo scoperto della ragazza, che lo guardava scioccata e rossa come prima mentre borbottava qualcosa di incomprensibile, tranne che il nome del moro, mentre la mano libera la abbracciava prendendola gentilmente per la vita.
«Shhh... Non voglio farti nulla di male... In fondo è per la missione, l'hai detto tu no? Può salire chi vuole divertirsi»

Levy sentì la voce roca del moro e capì, ma nonostante la sua mente avesse capito e si stava complimentando con lui per l'idea anche se alquanto originale, il suo corpo sembrava in fiamme, sentiva il respiro di Gajeel sul collo e solo pensare cosa stava per farle il suo cuore cominciò a battere a mille, ma non era nulla in confronto a quando lo fece per davvero.
Sentiva il freddo del metallo dei piercing e la lingua calda muoversi dolcemente, la morse leggermente ma abbastanza per lasciarle un segno momentaneo, ma la turchina ormai non capiva più niente, sentiva le gambe molli e un forte desiderio crescere in lei e in particolare in mezzo alle gambe.
La sua parte razionale, quel poco che rimaneva, cercava di convincerla a non lasciarsi andare perché se l'avesse fatto lui l'avrebbe presa in giro a vita. Lo sentì spostarsi e l'aria fredda sostituì la bocca calda e umida di lui, si mise poco più sopra e dopo un bacio più famelico di prima iniziò a succhiare, Levy sentì bruciare, e se non avesse saputo che non era possibile, avrebbe creduto che il sangue di tutto il suo corpo si stesse spostando lì, come se fosse stata morsa da un vampiro. Un vampiro incredibilmente sexy.
Un piccolo gemito le lasciò la bocca e sentì quella del moro piegarsi in un sorriso, alla fine non sentì più niente sul collo e fu il segnò che si era staccato, ma le braccia la reggevano ancora saldamente, come se avesse saputo che se l'avesse lasciata sarebbe crollata a terra priva di forze.
La guardò per un momento e Levy gli vide gli occhi, rossi e intensi, guardarla come se volesse mangiarla e non lasciarla più andare, un brivido le percorse la schiena, non si accorse di aver chiuso gli occhi finché non li riaprì e vide il soffitto.
Gajeel l'aveva presa in braccio a modo principessa e si stava dirigendo a grandi falcate verso le scale, dove una guardia li stava fissando sospirando.
«Fermi!... Dove state andando?»
«Al piano di sopra, non credo che riuscirò a trattenermi ancora a lungo con un bocconcino così prelibato tra le braccia...»
Si chinò e le morse un lobo dell'orecchio per enfatizzare quello che aveva appena detto, Levy cercò di imporsi a emettere un gemito sperando che non sembrasse finto, ma fu talmente vero che si sorprese da sola, la guardia li guardò ancora un attimo e poi li fece passare, dicendogli solo di scegliere una qualsiasi delle stanze aperte.
Passarono pochi istanti e Levy sentì il vuoto sotto di se e poi il materasso di un letto, si mise a sedere e vide Gajeel chiudere la porta a chiave e poi avvicinarsi a lei lentamente, si sentì avvampare ancora e istintivamente appoggiò la mano sul collo, dove sapeva esserci il suo succhiotto, ma lui non fece altro che sedersi accanto a lei.
«Mi hai lanciato! Potevo cadere!»
«Ghihi, sei così leggera che ti saresti potuta mettere a volare! Comunque ora la questione è un'altra, hai una bacchetta magica che sa in quale stanza si metterà o le tue informazioni si fermano qui?»
«Beh... In realtà ho di meglio...»
Si infilò una mano in tasca e tirò fuori un mazzo di chiavi, era la prima volta che Gajeel le vedeva, ma lei le aveva già viste, in mano a Deiji quando aveva aperto la biblioteca.
«Mi stai dicendo che hai rubato le chiavi al mandante mentre ti diceva tutte le cose di prima?»
«Beh... Sarà stato anche il mandante, ma non potevo mica chiedergliele così, come se nulla fosse... E poi le ho rubate prima che sapessi chi fosse...»
Si girò dall'altra parte imbarazzata, pensava di aver fatto qualcosa di buono e utile, ma forse non era così, sentì la risata di Gajeel e sobbalzò per lo spavento, non si aspettava di certo quella reazione.
«Sei stata grande! Ahah ma rimane il fatto che non sappiamo in che stanza sarà!»
«Sarà nell'unica stanza chiusa a chiave, le porte erano tutte aperte tranne una, è possibile che abbia una stanza tutta per se e i suoi giochetti perversi!»
«Mi sembra logico... mi chiudo in camera, aspetto che entri, lo uccido e poi chiamiamo Lily per svignarcela... Perfetto!»
Gajeel si alzò pronto a dirigersi verso l'uscita e la camera dell'obiettivo, ma prima lasciò una mano sospesa a mezz'aria davanti al volto di Levy aspettando che gli desse la chiave.
«No! E' meglio se vada prima io, per due motivi. Primo ho scoperto io le informazioni necessarie e la chiave! Secondo è meglio cercare la bambola prima che le guardie diano l'allarme, così posso cercare con tutta tranquillità. Una volta trovata uscirò e tu farai tutto il resto!»
La fissò così intensamente che la ragazza non credeva di riuscire a smettere di guardare quelle due pozze rosse, che le suscitavano così tanti sentimenti diversi, ma più di tutte curiosità, alla fine il moro si girò a guardare l'ora, mancava un quarto d'ora a mezzanotte, sospirò e le fece un cenno con la testa rassegnato.
«D'accordo, ti do dieci minuti, per all'ora ti voglio vedere qui su questo letto!»
Sorrise raggiante, ringraziandolo mentalmente per la fiducia che le stava dando e per la preoccupazione per lei, anche se probabilmente non se ne rendeva conto.

Levy non trovò nessuno nel corridoio, non c'erano nemmeno delle guardie a controllare la camera di Sausk, dopo un paio di tentativi trovò la chiave giusta ed entrò, avendo la conferma che quella era la stanza. Un letto matrimoniale occupava quasi tutta la stanza e completamente un muro, sopra i cuscini si vedevano delle catene che uscivano dal muro e che si concludevano in due manette, distolse lo sguardo disgustata ricordandosi il motivo per cui era lì. Guardò nei mobili e tra gli scaffali, ma trovò solo vestiti e gioielli, controllò anche sotto al letto, pentendosene subito dopo, scoprendo una scatola in cui dentro c'erano fruste, bottiglie di super alcolici, coltelli e probabilmente anche qualche droga, tutti sporchi di sangue, rimise tutto come era prima cercando di rimanere calma mentre col pensiero non vedeva l'ora che Gajeel si occupasse di quel bastardo.
Mancavano ormai cinque minuti e Levy doveva tornare indietro, si girò delusa verso la porta pronta per tornare dal moro, quando vide un mobile, era fatto con un legno molto scuro e delle ante in vetro proteggevano i libri che c'erano all'interno, era posizionato dietro la porta per quello non lo aveva visto prima, ma ciò che la sorprese di più fu trovare una bambola fatta a mano di una bambina, i capelli biondi le cadevano sulle spalle contornandole il viso di stoffa e gli occhioni blu.
Non credeva che l'avrebbe lasciata così in bella mostra, pensava fosse un oggetto che custodiva gelosamente, anche se per un motivo ignoto, accantonò però il suo stupore e la prese pronta ad andarsene contenta di aver portato a termine la sua prima missione, ma prima di toccare la maniglia sentì dall'altra parte delle voci.
«Nobile Sausk ero sicura che avrebbe scelto me questa volta!»
«Mia cara eri come una farfalla in mezzo a un branco di mosche! Mi chiedo come abbia fatto ad essere così cieco fino ad ora»
Il cuore di Levy iniziò a battere all'impazzata, erano lì e stavano per aprire la porta, doveva nascondersi, non sarebbe riuscita a fuggire, l'unica altra via di fuga era la finestra ma buttarsi di sotto non era una mossa saggia, se avesse avuto fortuna si sarebbe solo rotta una gamba e sarebbe stata catturata dalle guardie. Anche combattere non era una via praticabile, lui era un ex militare e molto probabilmente si portava appresso una spada o una qualsiasi altra arma, e lei non era pronta a combattere contro una persona con così tanta esperienza.
Prima che potesse rendersene conto lei stessa si era chiusa in un armadio e sperava che facessero le loro cose e poi se ne andassero senza guardare lì dentro, sentì i passi nella camera, pesanti di lui e leggeri di lei, all'improvviso le tornarono in mente le immagini di lei rinchiusa nell'armadio, poche settimane prima, a pregare che le guardie di Poltz non la trovassero, iniziò a tremare.
«C'è qualcosa di strano...»
«Andiamo caro... Che ne dici se ci stendiamo a letto e ci divertiamo un po'?... Sono qui tutta per te!»
«Zitta stupida oca! La porta era aperta e qui qualcuno a frugato in giro! Senza contare che manca quella cazzo di bambola!»
Sentì sbattere la porta e dei passi pesanti, quasi correre nella stanza e fermarsi davanti all'armadio in cui c'era Levy.
"Ti prego... Aiuto... Gajeel!"
Le ante si aprirono e la luce della lampada le impedì di vedere la figura scura che aveva davanti, si sorprese di se stessa quando si accorse che nonostante stesse tremando aveva in mano un coltello, nascosto dietro la schiena, pronta a colpire il suo aggressore, non avrebbe fatto come l'altra volta, non ancora.
«Sei qui allora, gamberetto!»
Vide finalmente i dettagli dell'uomo e si trovò davanti Gajeel, con i capelli lunghi e neri ancora legati in una coda, la cravatta leggermente larga dello stesso colore dei suoi occhi, rossi come il sangue, e che l'avevano salvata ancora una volta.
«GAJEEL!»
Gli saltò addosso abbracciandolo, lui preso in contro piede arretrò di qualche passo ma non cadde e rimase fermo senza sapere cosa fare, la braccia erano sospese in aria e sembravano indecise su cosa fare, se abbracciarla o staccarla.
«Sei venuto a cercarmi... Grazie...»
Levy aveva il volto contro i muscoli duri del moro, mentre cercava di farsi passare i tremori e la paura che aveva avuto in quei pochi minuti, sentì una mano appoggiarsi sulla sua testa e farle delle carezze gentili, si abbandonò al suo tocco che riuscì a calmarla, sarebbe rimasta lì per tutto il tempo, si sentiva protetta tra le sue braccia e si era ormai dimenticata di dove erano realmente, solo quando lui si fermò per staccarla i ricordi tornarono prepotentemente.
Si guardò intorno e sul letto trovò una ragazza bionda con un vestito argentato sul letto con le lacrime agli occhi e tremante, mentre guardava per terra qualcosa dietro Gajeel, la turchina si spostò per guardare cosa fosse successo e vide un uomo, che suppose essere Sausk, a terra con occhi e bocca spalancati, sulla camicia bianca c'era una macchia rossa al livello del cuore che si espandeva lentamente ma inesorabile, mentre a terra una pozza di sangue si allargava sempre di più.
La stanza sparì come Gajeel e la ragazza, adesso Levy si trovava in strada da bambina, ma al posto di Sausk c'era una donna tra le sue braccia e il sangue caldo ricopriva entrambe, sangue che continuava a scendere come la vita di sua madre, che vedeva scorrere via come sabbia al vento.

Gajeel era arrivato appena in tempo, quando aveva spalancato la porta l'uomo era davanti all'armadio e stava per aprirlo, non ci volle molto per capire cosa fosse successo e più veloce che poté lo uccise trafiggendolo con la spada, la donna con cui aveva flirtato prima era sul letto e non riusciva a muoversi o parlare, ma solo quando vide la capigliatura turchina uscire dal suo nascondiglio si rilassò, rendendosi conto solo allora di quanto fosse in ansia e preoccupato. Adesso però era lì e stava bene.
«Allora hai trovato la bambola?»
«Sì...»
Stava fissando il corpo morto di Sausk e Gajeel ghignò, pronto a prenderla in giro come sempre e non vedendo l'ora di vederla arrabbiarsi, come per essere sicuro che lei fosse lì con lui.
«Non pensavo che ti impressionasse il sangue! Ti sei addirittura paralizzata gamberetto! Ghihi»
Ma non ottenne risposta, non la vide gonfiare le guance e tingerle leggermente di rosso, invece erano pallide e ferme, gli occhi non lo guardavano con quella luce che aveva solo lei, erano spenti e vuoti, se solitamente gli sembrava di guardare una tempesta di sabbia ora non vedeva nulla, se non un deserto nella notte, calmo e solo.
«Dovremmo andare... Prima che qualche guardia faccia suonare l'allarme...»
Il moro annuì andando verso la ragazza ancora tremante, ma che ora guardava lui, e non più il corpo che diventava sempre più freddo, con occhi pieni di terrore.
«No... Non uccidermi! Io... Io... Non...»
«Non ti voglio uccidere, voglio solo dirti cosa stava per succedere qui se non ci fossimo stati noi... Ti avrebbe legato a quelle manette e ti avrebbe scopato, magari all'inizio potevi anche essere d'accordo, ma non dopo che ti avrebbe torturato per tutta la notte finché non ti avrebbe ucciso...»
La ragazza smise di tremare, si era pietrificata completamente, probabilmente stava anche trattenendo il respiro, Gajeel non voleva renderle la pillola meno dolorosa di quello che era.
«Hai due possibilità, o esci da questa stanza e te ne vai senza dire niente a nessuno, ed è inutile dirti cosa succederà se non lo farai... Oppure cerca Fairy Tail, loro si prenderanno cura di te...»
La ragazza annuì alzandosi in piedi e cercando di ricomporsi, poi uscì come se nulla fosse stato, ma gli occhi erano ancora carichi di terrore e aveva perso completamente l'eccitazione di prima. La guardò andarsene e aspettò un momento prima di uscire anche lui seguito da Levy, ancora in un silenzio tombale, che stava iniziando a diventare pesante persino per lui.

Scesero le scale, attraversarono il salone e uscirono come se niente fosse, nessuno li fermò non li guardarono nemmeno, tranne per la ragazza di prima, che però spostò subito lo sguardo quando incrociò gli occhi di lui.
Erano fuori, le strade, che dopo poche ore si sarebbero riempite per il mercato mattutino, ora erano deserte e rendevano ancora più grande quella città, superarono un paio di strade secondarie e in quella successiva uscì un gattino nero, Lily li guardò titubante, aveva capito subito che Levy aveva qualcosa che non andava, ma non riusciva a capire cosa, saggiamente però scelse di non chiederglielo subito e le si avvicinò per farsi prendere in braccio.
Gajeel osservò tutta la scena, lui che le si strusciava sui piedi come un vero gatto, lei che si chinava ancora con quello sguardo assente per fargli due carezze e prenderlo poi in braccio riprendendo a camminare, l'Exceed iniziò a fare le fusa e al moro sembrò che le spalle di lei si fossero rilassate un filo e la bocca si fosse piegata in un leggero sorriso, ma forse era uno scherzo del buio.
Camminarono ancora per arrivare alla loro sistemazione, la villa era ai limiti Est della città, considerata la parte ricca, al centro di quella zona c'era una della case dei dieci, quello che governava quella zona. Più ci si allontanava più la povertà aumentava, e a Ovest bambini, uomini e donne morivano di fame ogni giorno.
Gajeel non riusciva più a sopportare quel mutismo da parte della turchina, ma fu quello a scioccarlo di più, aveva passato i giorni a sperare che finalmente chiudesse la bocca per lasciarlo respirare, ma ora che aveva avuto ciò che desiderava non lo voleva più, voleva sentire la sua voce cristallina chiacchierare con Lily, ridere e chiamare il suo nome, gli scappò un sorriso, l'aveva sentita chiamarlo in ogni modo, da felice, arrabbiata, offesa, mentre le scompigliava la testa, mentre gli faceva la linguaccia.
Sospirò chiedendosi cosa avesse cambiato così all'improvviso la ragazza e cosa avrebbe potuto fare lui per farla tornare come prima, ma continuarono a camminare in silenzio finché non arrivarono dove si erano sistemati, erano a metà strada tra la zona povera e quella ricca, più o meno al centro della città, le strade erano ancora deserte e anche nella locanda non c'era anima viva, gli avevano dato le chiavi cosicché potessero entrare senza problemi e senza dover rispettare il coprifuoco.
Arrivarono nella stanza senza fare rumore e anche le fusa di Lily erano cessate, lasciando solo i loro passi leggeri rimbombare nel corridoio, quando entrarono Levy lasciò andare il gatto e si fermò in mezzo alla stanza senza sapere cosa fare, sembrava che volesse dire qualcosa ma Gajeel la precedette.
«Vai a farti una doccia e fila a letto! Mi sorprende che tu non sia ancora svenuta per la tensione, in fondo è la tua prima missione...»
Levy lo guardò con gli occhi spalancati, la fissò intensamente cercando di capire se fosse tornata quella di prima oppure se si era solo ripresa, gli occhi non erano più vuoti e tristi come prima, ma non erano nemmeno tornati quella tempesta di sabbia che vedeva solitamente.
«Cosa stai li ferma a fissarmi? Ti sei proprio innamorata di me eh? Ghihi, muoviti che tra dieci minuti entro in doccia che tu sia uscita o meno.»
Le guance le si imporporarono leggermente ma poi entrò in bagno senza dire nulla, pochi istanti dopo Gajeel sentì il rumore dell'acqua che scendeva.
«Si può sapere cosa è successo? Non dirmi che le hai fatto qualcosa?»
«Non le ho fatto nulla mammina... Tranne un succhiotto ma non è diventata così per quello...»
Ghignò al ricordo della sua pelle che diventava sempre più calda a contatto delle sulle sue labbra e di come lei si contorceva sotto di lui, quella era stata la sua parte preferita della serata, e gli sarebbe piaciuto vederla ancora in una situazione simile, ma una nuova domanda gli girò nella mente.
"Perché vuoi vederla ancora così?"
«E allora cosa è successo?... Non mi piace che sia così... Non è lei!»
Lily lo riportò alla realtà e la domanda svanì così come era arrivata, non lasciandogli il tempo di analizzare una possibile risposta.
«Era andata a prendere la bambola... Ma il bastardo era arrivato prima e l'aveva scoperta, sono arrivato appena in tempo e l'ho ucciso... Lei si era nascosta nell'armadio quindi non aveva visto nulla, è diventata così dopo aver visto il cadavere di Sausk, all'inizio credevo si fosse impressionata per il sangue, ma dopo che l'ho presa in giro non ha detto nulla ed è rimasta così...»
«E allora cosa potremmo fare?... Non possiamo lasciarla così»
Gajeel si sedette sul letto e iniziò a mettersi più comodo, si tolse le scarpe e dopo essersi tolto la giacca sporca di sangue si sciolse la cravatta, rimanendo solo con i pantaloni neri e la camicia bianca, che era rimasta immacolata.
«Non possiamo nemmeno chiederglielo però... Se è una cosa personale, come immagino, potrebbe non volercene parlare, oppure lo farà ma quando sarà pronta...»
Lily si sedette sulla finestra guardando l'amico preoccupato, in poco tempo quella palla di pelo si era affezionata al gamberetto tanto da essere in crisi lui stesso, lui non voleva fare la sua stessa fine, ma sapeva che non ci stava riuscendo.
«Quindi cosa facciamo?»
«Facciamo finta di niente, comportiamoci come sempre e non facciamole domande... Ti assicuro è la soluzione migliore»
L'Exceed rimase a guardasi intorno ancora per qualche momento ma poi uscì dalla finestra, Gajeel sospirò capendo cosa avesse in mente, voleva prenderle qualcosa per tirarla su di morale, quando non sentì più lo scrosciare dell'acqua iniziò a sbottonarsi la camicia per prepararsi alla doccia, ma si fermò quando sentì un urlettino.
«Co... Cosa stai facendo?»
Alzò lo sguardo e si trovò davanti Levy con l'accappatoio a coprirle il corpo e un asciugamano messo a modi turbante sulla testa per tenersi i capelli e non farli gocciolare in giro, la guardò negli occhi e vide di nuovo la vita, la gioia e in quel momento l'imbarazzo, anche se il vuoto non li aveva abbandonati completamente.
«Ghihi mi preparo per darmi una lavata, vuoi darmi una mano?»
Le guance le si colorarono di un rosso più intenso rispetto a prima, dovuto all'acqua calda della doccia, ghignò mentalmente soddisfatto per il risultato ottenuto, poi spostò lo sguardo appena più in basso, sul suo collo, dove una macchia circolare rossa scura contrastava con la pelle bianca di lei, che quando si rese conto di cosa lui stesse guardando arrossì ancora di più, lo coprì con una mano e gonfiò le guance in segno di indignazione e imbarazzo.
«Dovevi proprio farlo così grosso e rosso? Dovrò indossare una sciarpa per una settimana se non di più!»
«Ghihi e si che non mi sembrava che ti dispiacesse tanto al momento...»
Si alzò dal letto e le si avvicinò a grandi falcate, si chinò leggermente per guardarla negli occhi e le prese il mento con una mano per sollevarglielo.
«Ma se ci tieni posso provare a fare più piccolo il prossimo...»
La mano era ferma e delicata allo stesso tempo, impedendole di muoversi e di sottrarsi alla sua presa, le ultime parole le disse sussurrandole vicino al suo collo, proprio sopra al succhiotto.
«Porco! Solo perché la biondina non ti ha soddisfatto adesso cerchi rimedio su di me! Fatti una doccia fredda!»
«Ghihi forse hai ragione, ma anche tu ti diverti a stuzzicarmi! Gamberetto...»
Prima di lasciarla andare le morse l'orecchio e la vide irrigidirsi, ma quando la lasciò non si girò a guardarla in volto, si diresse verso la porta e una volta dentro aprì l'acqua fredda, convincendosi che quello che la turchina gli aveva appena detto era la verità, che era solo eccitato a causa delle provocazioni della bionda.


Angolo Autrice
Buon fine settimana a tutti!
Spero di agurarvi una buona settimana con questo capitolo :3 mi starete ringraziando e maledicendo in questo momento u.u
Lettore A: "Celtyyyyy finalmente Gajeel e Levy che fanno qualcosaaaa!"
Lettore B:" Celtyyyyy io ti uccido! Non posso credere che tu abbia finito il capitolo qui! DIMMI CHE NON L'HAI FATTO DAVVERRO!"
Cose così insomma u.u *inizia ad allontanarsi lentamente per sicurezza...*
Sono contenta di come mi sia uscita la parte hot :3 ditemi cosa ne pensate, che mi sono ispirata ad alcuni libri di vampiri che ho letto! Ma adesso mi immagino Gajeel come vampiro... E non è così male tutto sommato u.u
Ok credo di aver detto tutto ^^
A presto! <3


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