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Padre

Padre

«La gattina si è presentata realmente… Se mi mostri qualcos’altro oltre le unghie mi rendi ancora più felice…»
L’uomo si leccò le labbra immaginandosi quel corpo minuto nuovamente sotto il suo che si dimenava, la ragazza non si mosse di un millimetro e nemmeno la sua espressione mutò, al contrario invece il corvino che le era accanto lo guardava con odio. Non poteva dargli torto, ma quello sguardo non gli faceva ne caldo ne freddo, aveva cercato di uccidere e stuprare la turchina di cui quel tizio era innamorato, ma in fondo quello era il suo lavoro, e cercava di divertirsi nel farlo.
Non ricevette nessuna risposta e una risata roca gli uscì dalla gola, quel tizio, il mandante, non aveva idea di contro chi si fosse messo.
«Immagino che debba andare dritto al punto vero?... Fatemi almeno presentare... Mi chiamo Kizuato* e sono stato ingaggiato per uccidere questa bella signorina, dal padre della signorina stessa!...»
Sorrise soddisfatto e si godette le reazioni di ciascuna persona presente nella sua camera delle torture.
Il corvino si pietrificò e spalancò gli occhi, probabilmente non sapeva se credere alle sue parole, o forse stava cercando di capire se aveva sentito bene. Il vecchietto rimase impassibile, da un Djin non poteva aspettarsi nulla di meno in fondo, mentre il biondo, che erano giorni che lo controllava ed era sempre rimasto inespressivo, alzò un sopracciglio per lo stupore, il gatto che lo aveva steso invece lo guardava con crescente odio.
L’unico di cui non indovinò la reazione fu quella della turchina, non mostrò né stupore né rabbia, era come se la sua mente fosse stata da qualche altra parte, e non lì con loro.
«E chi è?»
La sua voce cristallina interruppe quel silenzio e tutti si girarono verso di lei, come se si fosse appena rotto il vetro di una finestra. Kizuato scoppiò a ridere, quella ragazza lo stava sorprendendo sempre di più, la prima volta quando si era accorta dalla sua presenza, poi quando aveva contrattaccato, e ora questo. Un’altra risata roca gli scappò dalle labbra.
«Ahahah lo sai ragazza? Mi piaci! Ti risponderò, ma prima posso sapere il tuo nome?»
Il corvino scattò in avanti e lui d’istinto cercò di mettersi in piedi, ma le catene lo tenevano bloccato a terra con la schiena contro la parete. Il ragazzo venne fermato dalla turchina ma ciò non gli impedì di sfogare la sua rabbia e la sua frustrazione con le parole.
«Tu figlio di puttana! Hai cercato di ucciderla e non sai nemmeno come si chiama!? Sei fortunato ad essere ancora vivo… Se fosse stato per me ora la tua testa sarebbe sopra a una picca!»
«Gajeel calmo! Sono qui, sono salva!»
Gli occhi cremisi incontrarono quelli della ragazza e il corvino, Gajeel, si calmò quasi subito, ma la rabbia era ancora presente, si sarebbe divertito molto a stuzzicarlo.
«Beh certo è salva, ma non grazie a te dato che l’avevi lasciata qui… Sola…»
Sorrise soddisfatto nel vederlo ancora più infuriato, ma la turchina si mise tra loro due cercando di interrompere quel contatto visivo, nonostante fosse troppo bassa per poterlo fare realmente.
«Levy… Mi chiamo Levy… E ora dimmi… Chi sarebbe mio padre e perché mi vuole morta?…»
«Iwao Stein… Uno dei dieci membri del consiglio… Ecco chi è tuo padre gattina, o forse dovrei chiamarti principessa ora…»
«Iwao… Tu ne sapevi niente Levy?»
Il Djin parlò ma aveva lo sguardo fisso davanti a se e guardava il vuoto, la turchina si girò a guardare il vecchio e iniziò a torturarsi il bordo della maglietta cercando di sfogare l’ansia e la paura.
«No… Quell’uomo, mio padre ha abbandonato mia madre quando ha scoperto che era incinta di me… Io non le ho mai chiesto nulla perché lo ritenevo un bastardo…»
Si fermò rendendosi conto di quello che aveva appena detto e arrossì leggermente, il corvino ghignò e le appoggiò un braccio sulla testa per calmarla.
«Ehm… Io non ho mai chiesto nulla e lei non mi ha mai raccontato nulla… l’unica cosa che so è che ha un neo a forma di cuore sul volto e abbiamo lo stesso colore di capelli…»
«Non va bene vecchio… Se sono coinvolti i dieci membri è possibile che lui…»
Anche il biondo si girò verso il vecchio, i suoi occhi neri non mostravano alcuna emozione, ma Kizuato riuscì a percepire della preoccupazione in quella frase. Possibile che avessero paura di qualcuno? Quanto gli sarebbe piaciuto che iniziasse una guerra, avrebbe partecipato molto volentieri.
«Non preoccuparti Laxus… Ci penserò io…»
«D’accordo… Dopo ti devo parlare…»
Il vecchio annuì e poi sparì nel nulla, il biondo fece per andarsene anche lui ma la turchina non si mosse, fissava l’uomo combattuta, lui la guardò di rimando con aria di sfida, mentre sentiva Gajeel ringhiare piano.
«Vuoi chiedermi qualcosa gattina principessina?»
«Sai perché mi vuole morta?... Perché dopo tutti questi anni si è interessato a me?...»
«Mi piacerebbe risolvere i tuoi dubbi ma purtroppo non lo so… Un giorno mi è arrivato un messaggio che diceva di tenerti d’occhio e di ucciderti appena possibile… Tutto qui…»
«Grazie…»
Spalancò gli occhi, non poteva aver sentito davvero quella parola, lei aveva ringraziato lui, l’uomo che aveva cercato di ucciderla e stuprarla. Aprirono la porta e Levy fece per uscire, ma lui la richiamò fermandola proprio sull’uscio.
«Uso un falco per inviare messaggi ai mandanti di un assassinio… Probabilmente è qui in giro che mi cerca… Sono l’unico che lo nutre e senza di me morirebbe…»
«Che sciocco, speri che ti libereremo per questo? Solo per nutrire uno stupido uccello?»
Laxus lo guardò, probabilmente pensava fosse impazzito ma non era quella la sua richiesta, fissò i suoi occhi scuri in quelli marroni di lei e, ignorando il commento, ricominciò.
«Se metti su una finestra del pane con del sangue di qualche animale lui verrà… Spero tu te ne prenda cura, Levy…»
La ragazza non rispose ed uscì seguita a ruota dal corvino e dal biondo, l’oscurità si impossessò nuovamente di quella stanza e nella sua solitudine scoppiò a ridere, incapace di contenersi.

La turchina dopo quelle rivelazioni era tornata a casa, aveva bisogno di riposare, in parte per colpa della ferita ma principalmente perché appena uscita da quella stanza buia tutta l’agitazione e la paura che aveva trattenuto le erano piombate addosso, stremandola.
Si era seduta sul divano e aveva iniziato a guardare fuori dalla finestra persa nei suoi pensieri, quasi non si accorgeva di Gajeel che camminava avanti e indietro nella stanza, e di PantherLily che era sulle sue gambe e cercava di attirare la sua attenzione.
«Come si permette quel pezzo di merda?! Trattarti così!»
Era furioso, a stento riusciva a contenere la rabbia e non si mise a distruggere tutto quello che trovava sul suo cammino solo perché non voleva far arrabbiare Levy.
«Mh…»
«Lui è il sicario e tuo padre è il mandante! Può essere più impensabile?...»
«Mh…»
«Ma tu come ti senti?... Scoprire queste cose, non ti avevo mai sentito nominare tuo padre…»
La voce si era addolcita e lui si era fermato davanti a lei e la fissava aspettando una risposta, lei però non lo ascoltava e aveva iniziato a giocare con una ciocca di capelli turchesi.
«Mh…»
«Vuoi rispondermi?!»
La prese per le spalle e la agitò leggermente per non farle male e finalmente lei si riscosse dai suoi pensieri. Si girò verso di lui per guardare cosa stesse succedendo e si trovo i suoi occhi rossi osservarla attentamente e molto seriamente, i loro visi erano a pochi centimetri di distanza e riusciva a sentire il suo respiro caldo sulle labbra. Arrossì visibilmente e lui ghignò addolcendo lo sguardo.
«Ehm… Ecco… Hai detto qualcosa?...»
Deglutì sperando, inutilmente, che il ragazzo non l’avesse sentita. Gajeel si sedette accanto a lei e la sollevò per farla sedere su di sé, l’Exceed decise di andarsene per lasciare loro un po’ di privacy e una volta che se ne fu andato il corvino fece incontrare le loro fronti. Levy ormai sapeva che non sarebbe riuscita a distogliere lo sguardo da quelle due perle cremisi.
«Ho chiesto come stavi… Non deve essere stato facile per te là sotto…»
«Sto bene… Sono solo molte notizie tutte in una volta… Scoprire chi è mio padre e che per di più mi vuole morta… Iwao Stein…»
Sospirò e Gajeel si mosse sotto di lei per stendersi completamente sul divano, Levy seguì i movimenti e si ritrovò sdraiata a pancia in giù sul petto muscoloso del corvino, faccia a faccia con lui. Arrossì ancora ma lui non commentò e mise le braccia dietro la testa.
«Dopo che avevo parlato con Erza della situazione inziale mi sono informata… I dieci membri… Non ci sono ritratti o descrizioni, di molti si conosce solo il nome… Iwao Stein è uno dei peggiori… Sfrutta i territori che controlla in una maniera disumana… Praticamente muoiono di fame e lui è lì a crogiolarsi nelle sue ricchezze… Noi siamo fortunati, siamo nel territorio di Aka, uno se non il più magnanimo dei dieci… Pensare di essere sua figlia… Mi fa ribrezzo…»
Una mano callosa iniziò ad accarezzarle la chioma ribelle, il cuore le batteva a mille e quei pochi movimenti la rilassavano incredibilmente. Alzò lo sguardo e lo incrociò con quello di Gajeel, si stupì di come quegli occhi la calmassero incredibilmente, un tempo la spaventavano, ora invece ne era attratta e senza che se ne accorgesse si avvicinò lentamente verso il corvino.
Chiusero gli occhi e loro labbra si incontrarono timidamente, si diedero un bacio casto che sembrò durare in eterno, Levy non poteva credere a quello che aveva fatto e a quello che stava facendo. Ma non riusciva a staccarsi.
Le succhiò leggermente il labbro inferiore e con una spavalderia che non credeva di avere lei fece lo stesso con quello superiore del ragazzo, il freddo del metallo del piercing era in netto contrasto con il calore del labbro. Un gemito strozzato uscì dalla bocca del corvino e le guance di lei si tinsero di rosso, sentendo sulla pancia l’erezione che cresceva del ragazzo.
Si separarono poco dopo, e si guardarono negli occhi in silenzio, come se non volessero interrompere quel momento magico con futili parole. Un sorriso genuino comparve sul volto di Levy e con ancora le guance rosse si appoggiò al petto di Gajeel per riposare.
Prima di chiudere gli occhi lo vide sorridere a sua volta, credendo di non essere visto, ma non era il ghigno che era solito mostrarle, era un sorriso vero, e ciò le fece perdere un battito.

Fu PantherLily a svegliarli dopo circa un’ora, era quasi mezzogiorno e dovevano controllare la ferita della ragazza. Gajeel ne approfittò per andare a mangiare al Fairy Tail mentre i due si preparavano, si sarebbero incontrati lì più tardi.
Il cuore di Levy andò come un cavallo al galoppo per tutto il tempo che il corvino fu nella sua stesa stanza, non sapeva ancora cosa le fosse successo e quando vide l’Exceed prendere le bende nuove decise di confidarsi con lui.
«Senti Lily…»
«Dimmi pure! Cosa ha fatto questa volta quello stupido?...»
«No! Cioè… Sì ma no… Cioè… Uffaaaa!»
Divenne rossa in un istante e il gattino dovette sforzarsi per non riderle in faccia, così dopo averle tolto la maglietta la fece sdraiare, almeno non l’avrebbe visto, e mentre puliva la ferita lei avrebbe raccontato.
«Prima io e Gajeel ci… Ci siamo baciati… O meglio io l’ho baciato… O per essere più precisi io mi sono avvicinata fino a un certo punto e poi lui ha azzerato le distanze… Quindi è più corretto dire che mi ha baciato lui… Ma forse…»
«Ho capito il punto, va pure avanti… Cosa mi volevi dire?»
«Stavo ripensando a quello che mi avevate detto tu e Lucy… E forse… Sto iniziando a provare qualcosa per quel bruto… Ma mi stavo chiedendo cosa pensa lui…»
«Ti dirò la verità Levy… Credo di essere uno dei pochi a capirlo, o almeno a saper leggere ogni sua sfumatura. E posso assicurarti che da quando sei arrivata tu lui è cambiato, ti sta sempre attorno ed è anche geloso quando un altro uomo ti guarda o parla…»
«Quindi per te…»
«Secondo il mio parere, da esperto intenditore di Gajeel… Lui è cotto, forse non se ne è reso conto, o non sa cosa sia questo sentimento, ma lo è al cento per cento!»
La ragazza sorrise, felice di quello che aveva appena sentito e felice di essersi confidata con qualcuno, era come essersi liberata di un peso che la stava schiacciando da dentro.
«Grazie Lily!»
Si rialzò e si rivestì in fretta, prese il gattino in braccio e lo strinse per trasmettergli tutto l’affetto che provava per lui e ricevette come risposta delle fusa.
«Di nulla! E se ti farà soffrire giuro che gli tirerò un pugno su quel grugno che si ritrova!»
«Ahah grazie, ora andiamo! Anzi aspetta!»
La turchina si fermò all’improvviso e si diresse verso la dispensa, prese qualche pezzo di pane ormai secco e una fetta di carne che le era avanzata e che stava ormai andando a male. Lily la osservava accigliato e la ragazza vide il disappunto nei suoi occhi, ma continuò ignorandolo. Mise tutto quanto sulla finestra e la aprì quanto bastava per far passare l’animale.
«Vuoi davvero farlo?...»
«E’ un animale e il suo padrone non può nutrirlo, lui non ha colpe per le azioni di quell’uomo…»
Finalmente uscirono e si diressero verso la locanda, camminarono in silenzio e tenne l’Exceed in braccio con un sorriso leggero a incorniciarle il volto, quando videro in lontananza la porta il cuore della ragazza iniziò a battere sempre più velocemente. Le guance si imporporarono leggermente e quando si trovò davanti il portone scuro esitò un momento prima di aprire, ma quando sentì il gatto farle le fusa si decise.
La sala era chiassosa come sempre e in un angolo Natsu e Gray stavano litigando per qualche motivo, molto probabilmente stupido, Lucy e Juvia erano sedute poco accanto a loro cercando di ignorarli.
Vide Gajeel al bancone che stringeva con la mano destra un boccale di birra, rallentò il cammino e si permise di osservarlo meglio, per la prima volta da quando si era accorta dei sentimenti che provava. Indossava una canotta nera come i suoi lunghi capelli, la pelle era leggermente abbronzata ma sulle braccia comparivano dei segni più bianchi, cicatrici che si era fatto durante innumerevoli battaglie. Sentì un’improvvisa voglia di essere stretta da esse e crogiolarsi in quel calore, dimenticandosi di tutti i suoi problemi.
«Allora Gajeel… Girano voci che tu abbia una storia con quella là… Levy giusto?»
Laxus si era avvicinato al corvino ponendogli quella domanda, e quando la turchina si sentì chiamata in causa fermò la sua camminata mettendosi ad origliare, sapeva che non era corretto, ma non riusciva ad andarsene. Gajeel prese un sorso di birra svuotando il bicchiere, e solo all’ora prestò attenzione al biondo che aveva accanto.
«Guarda un po’… Stai via per anni e la prima cosa che mi chiedi sono i fatti miei! Sei diventato un pettegolo sai? Ghihi…»
«Oh no lascio volentieri a Mira quel ruolo… Ero solo curioso di sapere qualcosa in più su quella ragazzina… E’ interessante sai? Così giovane eppure le hanno mandato un sicario professionista a farla fuori…»
«Tzè… Hai Mirajane no? Cosa te ne faresti di una ragazzina bassa e senza alcuna forma?...»
All’improvviso Levy sentì qualcosa dentro di se farsi più pesante, alzò una mano e se la mise sul petto, all’altezza del cuore, e strinse la maglietta. Lily alzò leggermente la testa e la guardò con aria triste, anche lui aveva sentito cosa aveva detto il corvino e non sapeva spiegarselo, la turchina lo lesse nei suoi occhi. Tristezza e rabbia si impossessarono di lei, ma soprattutto si sentì un’illusa, come era possibile che uno come lui si interessasse a lei? Si era montata la testa per colpa delle ragazze della Rosa Bianca e per le storie di Lucy, Mirajane e Juvia. Lasciò andare l’Exceed e si girò facendo per andarsene, ma poco distante da loro la turchina vide una lancia dorata che attirò la sua attenzione.
Nessuno sembrava notare quella strana arma, ma tutti le stavano lontano come se percepissero la malvagità che emanava, un brivido le percorse la schiena e all’improvviso le chiacchiere dei clienti che la circondavano sparirono, lasciando solo un inquietante silenzio. Si girò verso PantherLily, vide che muoveva la bocca, ma nessun suono uscì, terrorizzandola.
Una voce femminile la chiamò per nome, si mosse cercando di capire da dove provenisse, ma quando la richiamò capì che era nella sua testa.
«Levy… Avvicinati…»
La voce era come una melodia, che la incantava e le faceva perdere il senso della ragione, i suoi piedi si mossero da soli verso quell’arma, e solo all’ora capì che quella voce proveniva dalla lancia, o meglio era la lancia stessa.
«Vieni da me… Usami…»
Si avvicinò sempre di più anche se ormai era il suo corpo a muoversi senza obbedire alla sua volontà, Levy voleva andarsene, quell’arma le faceva paura e mai per nulla al mondo l’avrebbe impugnata, ma quando l’ebbe davanti la prese.

Gajeel stava ancora cercando di far sembrare Levy poco interessante, quando Laxus l’aveva nominata prima si era sentito qualcosa stringergli dentro, come una morsa che imprigionava il suo cuore. Capì in quel momento che era geloso, l’idea che quel biondino da strapazzo provasse anche solo a parlare al suo Gamberetto lo faceva impazzire, lei era solo sua.
All’improvviso però Laxus non lo guardava più con quel suo sorrisetto da schiaffi, ma osservava qualcosa alle sue spalle, deglutì capendo chi aveva dietro e si domandò quale divinità ce l’avesse con lui. Prima che potesse anche solo girarsi il biondo si fiondò su di lui buttandolo a terra, vide un fulmine attraversare la stanza e passare a pochi centimetri sopra di loro, un rombo e grida si alzarono subito dopo.
«Come cazzo fa ad impugnarla?!»
Gajeel si rialzò non capendo il commento di Laxus, ma quando vide Levy, quella piccola ragazza che tanto adorava, con in mano una lancia alta il triplo di lei, gli occhi marroni che si erano tinti di nero e dalla punta dell’arma piccole scintille argentee, rimase pietrificato.
Vide Lily appena dietro la ragazza che si guardava attorno spaesato, la ragazza alzò le braccia con cui reggeva la lancia, la stanza iniziò a puzzare di ozono e si sentiva il rumore di mille scariche elettriche. Appena partì il colpo diretto verso di lui, il corvino lo evitò e si diresse verso l’Exceed prendendolo in braccio.
«Gajeel!»
«Lily! Ma che cazzo è successo qui?!»
Si ripararono sotto un tavolo per evitare la folla che usciva urlando dalla locanda, sentì le voci di Lucy e Juvia chiamare la turchina, ma non ricevettero risposta, mentre Laxus urlava loro contro di andare a chiamare il master.
«Cosa è successo a Levy?...»
Un altro fulmine risuonò nella stanza e Gajeel si sporse a guardare la ragazza, era come un pupazzo, agitava l’arma come se fosse una piuma e con movimenti che non erano suoi, ma ciò che lo rattristò di più furono gli occhi, freddi come il giacchio.
«Non lo so… Eravamo arrivati da poco quando…»
Il tavolo sotto cui si erano nascosti finì in mille pezzi, un lampo lo aveva distrutto, il corvino si alzò e si trovò la turchina davanti che lo guardava impassibile, Laxus era steso a terra dietro di lei e si stava rimettendo in piedi a fatica, doveva aver preso un colpo in pieno.
«Gajeel… Perché?...»
La ragazza lo chiamò, ma la voce non era la sua, era fredda e completamente diversa da quella a cui lui era abituato, ma ciò che lo fece paralizzare fu quel perché.
Alzò nuovamente la lancia, ma prima che potesse sferrare l’ennesimo devastante colpo Laxus prese l’arma per la lama, un rivolo di sangue scese lungo il metallo dorato, e all’improvviso Levy cadde come un corpo morto fra le sue braccia.
«Cosa sta succedendo qui?!»
Gajeel non si girò a guardare Makarov, era troppo impegnato ad ascoltare il battito che faceva il cuore della turchina e il rumore dei suoi respiri, si sedette a terra e la strinse a se più forte che poté.
«Sai quello di cui volevo parlarti vecchio?... Sembra che abbia già trovato delle risposte… Quella ragazzina è una vera tigre…»
Sentì dei passi leggeri avvicinarsi, Gajeel alzò leggermente lo sguardo e vide Mirajane accucciarsi accanto a lui, gli mise una mano sul braccio e lo fissò con occhi gentili.
«Gajeel, potresti affidarmela un momento?... E’ meglio assicurarsi che stia bene… Quell’arma è davvero pericolosa, più di quanto tu immagini… Prometto che te la riporto subito»
Annuì allentando la presa sulla ragazza, l’albina la prese in braccio e si diresse in infermeria nell’edificio adiacente, Lucy e Juvia la seguirono, mentre Natsu e Gray rimasero lì con lui, Makarov, PantherLily e Laxus.
«Ora… Potete spiegarmi cosa è successo?...»
Makarov si era spostato con la sua magia sul bancone, praticamente l’unico mobile che non si era distrutto durante la lotta, se si poteva chiamare così. L’Exceed si mise accanto a lui, gli altri uomini cercarono una sedia utilizzabile e si sedettero attorno a loro.
«Natsu inizia tu…»
«Master credo che io e Gray siamo quelli che ne sanno di meno…»
«La fiammella ha ragione… Stavamo litigando come al solito quando a un tratto un fulmine esplose nella stanza… Distruggendo tutto quello che incontrava»
«A quel punto iniziammo a far uscire la gente, non sapevamo nemmeno che fosse Levy a fare tutto quel casino…»
Gajeel strinse i pugni, era ovvio che l’avesse sentito mentre diceva quelle cattiverie su di lei, per quello i colpi che lanciava erano tutti diretti a lui, ma quella non era la sua Levy.
Il master Makarov si massaggiò i folti baffi mentre rifletteva, e a quel punto prese la parola Lily.
«Noi eravamo appena arrivati, volevamo mangiare qualcosa e scegliere una missione. Abbiamo visto Gajeel e Laxus al bancone a parlare e…»
L’animale lo guardò indeciso, le nocche del corvino iniziarono a diventare sempre più bianche, mentre nella sua testa si dava del coglione.
«Credo non volesse disturbare, non so… Sta di fatto che si è girata e solo all’ora ci accorgemmo della lancia… La chiamai ma sembrava non sentirmi, si era anche girata a guardarmi ma non disse nulla. Poi iniziò a camminare verso l’arma e quando la prese, beh… Sapete cosa è successo…»
Il vecchio guardò negli occhi Gajeel, come se avesse intuito il vero motivo per cui la ragazza se ne stava andando, anche Laxus lo guardò ma la sua espressione era indecifrabile. Rimasero in silenzio per un po’, Natsu e Gray decisero di andare a vedere come stava la ragazza e tranquillizzare i clienti, era meglio che non si spargesse troppo la voce, se la persona sbagliata avesse saputo dell’accaduto, e avesse fatto i dovuti conti, la copertura della gilda sarebbe saltata.
Rimasero solo loro quattro, sempre in silenzio. Dopo qualche minuto arrivò Mirajane che li avvisò che Levy stava bene, la ferita non si era riaperta e non c’era traccia di altre lesioni, ora stava dormendo e non si sarebbe svegliata per un po’. Se ne andò avvisando il corvino e l’Exceed di portarla a casa sua quando avessero finito.
«Laxus… Mi avevi detto che praticamente nessun poteva usare quell’arma… Dubito lei sia uno dei prescelti, quindi come è possibile?...»
Gajeel iniziò ad urlare impedendo al biondo di rispondere alla domanda del master, non ne poteva più di quelle stronzate e aveva bisogno anche lui di risposte.
«Prima vorrei sapere cosa cazzo sarebbe quell’arma!… Tu te ne torni qui all’improvviso con quella! E partono fulmini e saette dal nulla, e per voi sarebbe tutto normale… Ma non per me! In più mi piacerebbe sapere come mai Levy si è trasformata in un burattino con le iridi nere!»
«Quella è la lancia degli dei… Un’arma magica che controlla i fulmini e solo io sono in grado di usarla… Per rispondere a quello che mi avete chiesto, non so perché lei ci sia riuscita, lo scopriremo solo quando si sveglierà, ma ho un’idea… Saranno un paio di giorni che sento una voce femminile, che mi dice di impugnarla e di usarla… Credo fosse la lancia, ed è possibile che in qualche modo sia riuscita a farsi sentire dalla ragazzina… Ma non essendo lei in grado di utilizzarla si è fatta soggiogare dal suo potere…»
Il discorso filava, odiava Laxus ma sapeva per esperienza che aveva una mente brillante ed era in grado di analizzare tutto quello che gli succedeva attorno in pochi secondi. Si alzò in piedi e se ne andò senza dire una parola, nessuno lo fermò o gli disse qualcosa, sapevano tutti che non c’era più nulla da dire e che era tempo di sistemare il locale. Lily lo seguì e si diressero in infermeria e sotto l’occhio vigile di Lucy presero la turchina, fu Gajeel a portarla durante il tragitto e la tenne come una principessa, quando arrivarono nel suo appartamento un falco stava appollaiato sul davanzale della finestra.
Lo ignorò e il corvino adagiò Levy sul materasso, l’Exceed andò a prendere qualcosa di fresco in caso la ragazza si fosse svegliata e in quel momento, quando rimase solo con lei, quando nessuno poteva vederlo, la baciò, e una lacrima solitaria gli scese lungo la guancia. Era stato proprio un bastardo.

Una leggera pioggerella cadeva sulla città, gli abitanti erano fuori dalle proprie abitazioni e ballavano sotto l’acqua allegri, alcuni si erano organizzati con dei secchi capienti e cercavano di raccoglierne il più possibile. Iwao però non era dello stesso umore dei suoi cittadini. Non aveva notizie del mercenario da quasi una settimana, e ciò non prometteva nulla di buono. Mille ipotesi si creavano nella sua mente e si sgretolavano come castelli di carta, poteva essere che l’uccello non fosse ancora arrivato essendo in un nuovo castello, ma era altamente improbabile. La ragazzina era sola, quindi non era possibile che l’avesse sconfitto, lui era un esperto mentre lei era appunto, solo una ragazzina. Magari era tornata la sua guardia del corpo, il ragazzo che le stava sempre dietro, e il mercenario aveva deciso di aspettare un momento più propizio. Sì, doveva essere andata così, in ogni caso sperava che non fosse stato catturato, avrebbe potuto cantare e rivelare chi era.
Andò a sedersi sul divano e appoggiò i gomiti sulle ginocchia, le mani gli coprivano parte del volto, ma non gli occhi grigi, che osservavano il vuoto mentre lui ragionava. Doveva agire in fretta, nella peggiore delle ipotesi lei, e quella stupida gilda che avrebbe dovuto distruggere per il Djin Jose, sapeva già che era lui il mandante. Avrebbe dovuto fare lui il lavoro personalmente, solo così sarebbe stato sicuro al cento per cento, in fondo anche il detto diceva che chi fa da se fa per tre.
Gli venne un’illuminazione, si alzò di scatto e uscì dalla camera con grandi falcate, percorse i lunghi corridoi dove non incontrò nessuno, i suoi servitori sapevano che non dovevano farsi vedere a meno che non fosse lui a chiamarli. Si diresse nell’ala ovest del castello, la più abbandonata e buia, prese una candela che era appena al muro per farsi luce e andò verso le scale, che erano poco più avanti.
I gradini erano piccoli e non c’erano dei corrimano su cui reggersi, ogni suo passo rimbombava interrompendo quel silenzio cupo, la piccola fiamma illuminava ragnatele e insetti vari, che al suo passaggio si distruggevano e fuggivano spaventati. Sorrise.
Era così che doveva essere, tutti dovevano temerlo, temere la sua ira e la sua vendetta, lui l’avrebbe uccisa, quella figlia non voluta, ma prima avrebbe distrutto tutto quello che lei aveva di più caro.
Le scale finirono e una porta di legno ricoperta di polvere gli comparì davanti, un lucchetto la teneva chiusa ma per lui non era un problema, tirò fuori un mazzo di chiavi e prese quella più vecchia, ricoperta da delle macchie di ruggine, e aprì.
La stanza era buia come le scale la polvere, insieme alle ragnatele ricopriva ogni cosa, tranne una, si avvicinò lentamente e quando si trovò davanti quella esitò. Era una sciabola alta quanto lui, la lama era nera con delle rifiniture argentate, mentre l’elsa era ricoperta di bende dello stesso colore del metallo.
Aveva trovato quell’arma magica anni prima, mentre girava per un paese distrutto completamente da una tempesta di sabbia, aveva visto qualcosa brillare e aveva ordinato a un servo di controllare cosa fosse, non dimenticherà mai l’orrore che avvenne subito dopo.
L’uomo prese l’arma e venne controllato da essa, urlando si diresse correndo verso gli altri uomini che erano a piedi, Iwao invece era a cavallo e osservò tutta la scena dall’alto.
Infilzò il primo esattamente al cuore, il sangue iniziò a schizzare ovunque macchiando gli uomini e il terreno, ma l’arma rimase nera come prima, non una singola goccia la colorava. Al secondo tagliò la testa di netto e solo con altre due morti altrettanto crude riuscirono a fermarlo, uccidendolo.
La sciabola cadde a terra insieme al cadavere, ma Iwao sentiva la sua voce metallica chiamarlo, scese da cavallo e la raccolse, quando vide che l’arma gli ubbidì sorrise soddisfatto, e se la portò al castello.
Tornò alla realtà e la fissò, la voce come all’ora lo chiamava, gli diceva di prenderla e di usarla, in tutti quegli anni non aveva mai scoperto che potere avesse, anche perché non aveva mai avuto l’occasione di utilizzarla, ma questa volta era il momento.
La raccolse e si sentì invadere dal potere, rise, una risata amara e crudele che risuonò in quella stanza vuota e buia. Presto la sua vendetta sarebbe arrivata.

Un uomo camminava nel deserto, solo, i capelli neri gli arrivavano alle spalle e si muovevano seguendo il ritmo dei suoi passi. Aveva lasciato il castello del re qualche ora prima per fare una passeggiata, il sole batteva forte su di lui, ma non gli aveva mai creato grossi problemi, quando era un soldato gli era capitato spesso di passare giorni interi sotto quel calore cocente.
Col suo occhio giallo intravide una casetta in pietra ormai distrutta, era rimasta solo una parete e qualche roccia qua e là, erano anni che Tetsu e lui si incontravano lì in segreto, si sedette su una pietra e aspettò.
Dopo qualche istante una figura comparve dal nulla avvolta da una leggera nebbiolina, che sparì poco dopo, il corvino lo guardò e un leggero sorriso gli comparve sul volto. Un vecchietto alto circa un metro era seduto su una roccia imitandolo, alcune ciocche grigie uscivano dallo strano cappello a righe azzurro e arancione, in una mano reggeva un boccale che profumava di birra mentre con l’altra si massaggiava i folti baffi argentei. Non era cambiato di una virgola.
«Allora master… Come mai volevi incontrarmi così urgentemente?»
«Oh andiamo! Non sono più il tuo master da molto tempo… Chiamami semplicemente Makarov!»
Makarov gli sorrise come era solito fare, e Tetsu sbuffò per quel suo comportamento infantile.
«Allora Makarov… Ora vuoi rispondere alla mia domanda?...»
«Iwao Stein ha cercato di uccidere un nuovo membro… Una ragazza di nome Levy, tu ne sapevi niente?...»
«Così si è unita a Fairy Tail eh?... Sì, era qualche tempo che cercava informazioni sulla ragazza, sapevo che era sua figlia ma non che si fosse unita a voi… Sembra che la questione gli stia davvero a cuore, se non ce l’ha fatta ora vuol dire che ci riproverà… Quello è un bastardo della peggior specie, fate attenzione… Cercherò di tenerti informato se scopro qualcosa sulle sue mosse, ma ora è tornato al suo castello quindi non credo di essere molto d’aiuto…»
«Mh… Grazie comunque per la disponibilità… Mentre sai se Jose c’entra qualcosa? O ha fatto qualche mossa?»
«Ha incontrato Iwao qualche sera fa, non sono riuscito a sentire molto, so solo che gli ha proposto un patto per distruggervi… Ho preferito andarmene prima che il Djin avvertisse la mia presenza…»
«Grazie…»
Rimasero in silenzio per un po’, ognuno perso nei propri pensieri, finché alla fine fu il corvino a interrompere quella situazione. Con una mano spostò i capelli all’indietro, rivelando l’orbita vuota dell’occhio destro.
«Lui come sta?...»
Il volto del master si allargò in un sorriso e i suoi occhi si puntarono nel suo, lo guardavano con gioia e orgoglio.
«Gajeel sta bene, è un pazzo come sempre ma ha dei buoni compagni che lo sopportano…»
«L’Exceed giusto?»
«Sì, ma anche Levy si è unita al suo gruppo, e devo dire che lui si è preso una bella cotta per lei! Stuzzicarlo è troppo divertente!»
«Ahhh! Quell’idiota di mio figlio… Scommetto che è troppo orgoglioso per dichiararsi e la farà soffrire, oppure se la farà soffiare da qualcun altro…»
«Lo conosci proprio bene quel ragazzo… Vero, Metallikana?...»
Sgranò l’occhio leggermente quando si sentì chiamare col suo vero nome, erano passati così tanti anni dall’ultima volta che si era quasi dimenticato come suonasse, aveva abbandonato quel nome il giorno in cui era partito per quella missione, lasciando solo Gajeel. Quel bambino era stato l’unico che era riuscito a penetrare la sua corazza, si somigliavano molto, entrambi silenziosi e solitari, non c’era giorno che non pensava a lui, chiedendosi come stesse. Quando Makarov gli aveva chiesto di infiltrarsi tra i dieci e fare da spia, lui aveva accettato senza esitazione, ma aveva chiesto al Djin di prendersi cura di quel ragazzino che era diventato suo figlio, quando il vecchio andò a cercarlo lui era già partito. Metallinaka sapeva che era partito per cercarlo, solo tre anni dopo il master lo trovò, rassicurando l’uomo che stava bene e che non l’avrebbe lasciato al suo destino, ora faceva parte della loro famiglia.
«Ti piacerebbe sai?»
«Chi?»
«Levy… E’ intelligente e davvero una bella ragazza. Riesce a tenere testa a quell’idiota e spesso lo convince a fare come vuole lei… Chissà quando si metteranno insieme! Voglio dei nipotini!»
«Hey vecchio! Tu li vorrai pure, ma io non ho ancora intenzione di diventare nonno… In più è solo un bambino, e sarò io a giudicare se è davvero quella giusta per lui…»
Solo con Makarov riusciva ad aprirsi, forse perché per lui era stato come un padre, sospirò e decise che era ora di andare, anche se gli sarebbe piaciuto ascoltare ancora storie di quella gilda pazza, a cui lui si era unito quando era solo un bambino, insieme ad Igneel e tanti altri.
Un giorno avrebbe rincontrato quello stupido di suo figlio, e gli avrebbe detto finalmente quello che non era riuscito a fare allora.

* Kizuato= cicatrice

Angolo autrice
Finalmente ho pubblicato! Ieri sera avevo quasi finito, mi mancava la parte di Iwao e Tetsu, ma non mi andava di pubblicare senza mettere quelle due scene, perché se no il titolo non avrebbe avuto più senso, così ho finito stamattina e ho pubblicato! Spero di avervi augurato un buon lunedì ^^
Che dire, mi sembrava che la storia stesse andando troppo lentamente, così ho deciso di dare uno scossone alla storia! Spero vi sia piaciuta :3
Kizuato è un personaggio complicato, ma mi sono divertita troppo a scrivere il suo punto di vista e stavo pensando di tenerlo e ripresentarlo fra qualche capitolo u.u fatemi sapere che ne pensate e se mi volete morta per voler tenere in vita il sicario!
Levy si è finalmente accorta dei sentimenti che ha per Gajeel ma lui, perché è scemo e geloso, fa casini e viene quasi ucciso dall'arma di Laxus. Questa piccola lotta fra loro due è dedicata a Gallade01 che aveva indovinato Jose! Dalla tua richiesta la mia mente ha creato questo >.< quindi spero ti piaccia!
Si scoprono nuove informazioni sulle armi e sembra che anche Iwao ne abbia una! Chissà che poteri ha u.u eheh
Alla prossima!
Ps recensite e ditemi se vi piace! :3

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