Nuova Vita
NUOVA VITA
Gajeel guardava la scena mentre sgranocchiava una vite, non che potesse mangiarla davvero, gli piaceva sentirne il sapore freddo e metallico in bocca. La ragazzina guardava Lily terrorizzata e lui non riuscendoci guardava il pavimento torturandosi le zampe.
«Andiamo Lily! Ti stai comportando come una ragazzetta che si sta dichiarando! Dillo e basta!»
Entrambi lo guardarono ma non riuscì a decifrare le loro espressioni, alla fine l'Exceed prese coraggio e dopo un profondo respiro parlò.
«In città è girata in fretta la voce dell'uccisione di quel nobile... Polz... Solo che gira anche la voce che ad ucciderlo sia stata una ragazzina...»
Gajeel vide Levy paralizzarsi, entrambi avevano capito dove stesse andando a parare Lily, però a lui non interessava granché l'argomento, così si prese una fetta di prosciutto dal sacchetto e se lo mangiò in un boccone
«... Una ragazzina dai capelli di un colore molto particolare, di un azzurro turchese...»
«Credono sia stata io...»
La sua voce era talmente flebile che se Gajeel non avesse avuto un buon udito e Lily non fosse stato un gatto non l'avrebbero nemmeno sentita parlare, aveva lo sguardo basso e le mani si stringevano a vicenda talmente forte da avere le nocche bianche e Gajeel iniziò a sentire un odore umido e salato.
«Sì... Fuori non ti conoscono ma a Tanril sì...»
«E... Come lo sanno?...»
«A quanto pare una guardia...»
«Tzè... Non è possibile»
Lily lo guardò male come se il suo intervento non fosse stato gradito, ma poi si girò di nuovo verso la ragazza.
«In ogni caso... Qualcuno ti ha visto e crede sia stata tu...»
«Cosa dovrei fare?... Non posso tornare e non ho un posto dove andare...»
Alzò lo sguardo di scatto verso Lily, con gli occhi gonfi di lacrime e le guance rosse, lo fissava come se potesse darle una risposta e solo quando lo vide sorridere Gajeel capì.
"No! Non può farlo!"
Levy lo stava guardando intensamente, senza sapere nemmeno lei il perché, si stava illudendo da sola credendo che solo perché si era preso cura di lei adesso avrebbe risolto tutti i suoi problemi, ma quando lo vide sorridere una speranza si accese in lei.
«Non preoccuparti per questo!»
Mentre lo ascoltava vide il moro borbottare qualcosa e alzarsi mettendosi le mani nei capelli come per scacciare un pensiero.
«Ti porteremo con noi!»
Gajeel lo prese per la testa e lo alzò portandolo alla sua altezza, Levy si spaventò per il piccolo Exceed temendo per la sua incolumità, ma lui non sembrava per niente spaventato.
«Non dire cazzate! Quella lì non verrà con noi!»
«E cosa vuoi fare?! Lasciarla qui a morire? Ti ricordo che sei stato tu a salvarla e non mi sembra che ora tu ti stia nascondendo!»
«E questo che cazzo c'entra? QUELLA NON LA VOGLIO! Fine della discussione!»
Levy era spaventata, non voleva farli litigare e in fondo Gajeel aveva ragione, lei non c'entrava nulla con loro e avevano già fatto abbastanza per lei.
«Ecco... Io non voglio dare...»
«ZITTA TU!»
Gajeel si girò verso di lei aggredendola e a quel punto lei si pietrificò, rivedendo quel bambino di anni prima, lo vide lasciare Lily e sporgersi verso di lei ma una massa scura e enorme le coprì la visuale, ci impiegò un po' a capire che quello era Pantherlily.
"Merda! Che cazzo mi è preso?!"
Lasciò andare l'Exceed per provare a scusarsi, alla sua maniera con Levy, ma Lily gli si parò davanti con la sua forma trasformata, un uomo-gatto alto più o meno due metri, muscoloso e molto minaccioso.
«Non prendertela con lei! Non ha fatto nulla di male se non essere in quella villa nel momento sbagliato!»
«In ogni caso lei non può rimanere!»
«Mi spiace ma non hai parola sull'argomento! Ho già detto di informare il master...»
A quel punto Lily tornò ad essere un piccolo ed innocuo gattino, per poi appoggiarsi sulle gambe di Levy e lei lo prese tra le braccia iniziando a coccolarlo calmandolo e calmandosi.
«Cosa intendi che hai fatto avvisare il Master?...»
«Quello che significa... Ho chiesto a Sol di avvisare il Master che dovrà prendersi cura e occuparsi di Levy, quando arriveremo gli spiegherò tutti i dettagli»
Gajeel grugnì e mettendosi una mano nei capelli se ne andò nell'altra stanza, non ne voleva sapere nulla di quella storia, l'aveva salvata per un capriccio e ora era costretto a passare il tempo con lei. Non sapeva nemmeno lui perché non la volesse o perché si fosse arrabbiato tanto con lei prima, forse la vocina aveva ragione e lui voleva dimenticarsi del suo passato e lei era un ricordo costante. Alla fine decise di andare nell'altra stanza e scusarsi, anche se non sapeva dove avrebbe tirato fuori il coraggio per farlo davanti a Lily.
Levy stava ancora coccolando Lily quando vide Gajeel entrare, si rese conto subito che non aveva più l'espressione adirata di prima, ma era calmo anche se continuava a torturarsi i capelli, si sedette nel punto di prima e stette in silenzio ad osservarli.
"Chissà che gli passa nella mente..."
«Lily ma quella trasformazione di prima la puoi fare solo tu... Oppure anche gli altri Exceed ne sono in grado?»
Il gatto aprì gli occhi e si girò verso di lei, dando le spalle al suo compagno, sembrava intenzionato ad ignorare la sua presenza, ogni tanto gli scappava ancora qualche fusa di piacere per le coccole.
«Tutti gli Exceed sono in grado di farlo! Ma solo pochi lo sanno fare.»
«E come mai?»
«Vedi per potersi trasformare serve una grande quantità di potere magico e in ogni caso non è perenne, la si riesce a mantenere per un tot di tempo. Conosco un'altra Exceed che è in grado di farlo, ma lei prende l'aspetto di una ragazzina con orecchie e coda da gatto, al contrario mio che divento solo più grosso»
Levy annuì contenta della sua scoperta e Lily si rimise comodo, guardò Gajeel e lo vide con gli occhi chiusi, ma proprio quando pensò che stesse dormendo lui li aprì e li puntò nei suoi.
Levy li guardava e non riusciva ad averne paura, riusciva a vedere i suoi sentimenti, la rabbia era quella dominante, ma percepiva anche qualcosa di diverso, qualcosa che aveva visto anche quando era un bambino.
"Perché mi guarda così?... Sembra quasi che cerchi di leggermi l'anima... E' fastidioso..."
Vide i suoi occhi addolcirsi e le labbra si piegarono in un sorriso, non aspettandoselo Gajeel arrossì leggermente ma prima che lei se ne accorgesse si girò dall'altra parte, si stava comportando in maniera strana.
«Sentì Lily... Non è che potrei recuperare un paio di cose da casa mia?...»
«Tzè... E come intendi fare? Se ti vedono ti catturano e magari ti uccidono anche...»
«Lo so...»
«Non ascoltare quel burbero, non possiamo recuperare molto però...»
«Quindi lascia perdere vestiti e cianfrusaglie varie nanetta!»
Levy lo guardò male gonfiando le guance, lo divertiva troppo stuzzicarla e prenderla in giro, le sue reazioni lo facevano divertire.
«Non sono tipo da vestiti! Pensavo si notasse!»
«Ghihi»
«Comunque sono un quaderno, un libro e una rosa del deserto»
Gajeel a sentire quella frase si irrigidì, si ricordava di quella pietra a forma di rosa, non sapeva come aveva fatto all'epoca a notarla e col passare del tempo se ne era anche dimenticato, ma ora i ricordi erano tornati prepotenti.
"Che sia un modo per vendicarsi... Ma allora perché prima aveva sorriso?..."
A distrarlo dai suoi pensieri furono Levy e Lily che parlavano.
«Non dovrebbe esserci nessun problema, dove sono?»
«Il quaderno è sul tavolo, il libro si chiama Fairy Tales ed è nella libreria, mentre la rosa è nella camera da letto, sul comodino...»
La voce era diventata dolce e quasi nostalgica, ma a stupirlo di più fu vederla sorridere leggermente, cosa aveva da sorridere? Lui l'aveva picchiata, praticamente torturata, e lei voleva recuperare un oggetto che le ricordava tutto questo, sorrideva addirittura!
«Nessun problema, dopo cena appena cala il buio vado a recuperare tutto, per fortuna che sono già stato a casa tua!»
Gajeel sbuffò, non la capiva quella ragazza e non vedeva l'ora che se ne andasse lasciandolo con la sua nuova vita.
Dopo che aveva scoperto che la ferita le si era riaperta Lily gliel'aveva controllata, scoprendo che dopo le cure di Gajeel era messa anche meglio di prima, facendogli decidere che da allora si sarebbe preso cura lui di lei.
«Che cosa?! Non ci penso nemmeno!»
«Ti ricordo che sei il miglior "medico" tra noi due, in fondo sei tu che ti riempi di ferite in ogni occasione e ti sei creato unguenti per guarire più in fretta da ogni tipo di situazione!»
«Ma questo è un altro discorso!»
«Questione chiusa!»
Gajeel borbottò qualcosa di incomprensibile e si stravaccò per terra arreso, Lily si mise a ridere per il comportamento del suo compagno, ogni tanto lo trovava davvero buffo, anche a Levy veniva da ridere, ma non osava farlo per paura della reazione del ragazzo, così sorrideva e basta.
Passò altro tempo e alla fine Lily partì per recuperare il tutto, lasciandoli nuovamente soli, inizialmente ognuno stava per i fatti suoi, ma Levy non riuscendo a sopportare quel silenzio iniziò a studiarlo, rendendosi conto che lo guardava per la prima volta.
Nonostante avesse solo un paio d'anni in più di lei le sembrava un gigante, probabilmente solo i capelli, mossi e neri, erano lunghi quanto la sua altezza, i muscoli poi, tesi nonostante lui fosse rilassato, le sembravano capaci di stritolare una pietra come un gigante e un braccio gli copriva gli occhi. Ma quello che la stupiva di più erano i vari piercing che aveva, sul volto, sulle braccia, e si chiedeva dove avesse trovato il coraggio per farsene così tanti, lo affascinava, nella sua città non c'era nessuno come lui, ed era talmente assorta che non si era accorta che adesso anche lui la stava fissando.
«Che c'è da guardare?...»
«Eh?... Ah niente niente! Ero solo assorta...»
Non si sentiva ancora sicura a rivelare i suoi sentimenti a Gajeel, in fondo in alcune occasioni le incuteva ancora paura.
«Non è che ti sei innamorata di me? Ghihi»
"Ma che cazzata sto dicendo?! Per fortuna che Lily non mi ha sentito!"
La vide arrossire leggermente, probabilmente non se l'aspettava come risposta, e come suo solito gonfiò le guance per sembrare offesa, gli ricordava un criceto quando faceva così.
«Scemo! Non mi innamoro mica di un buzzurro io!»
«Ah-ah... E sentiamo quale sarebbe il tuo tipo ideale? Come minimo un buono a nulla che fugge via quando vede un topolino! O meglio un criceto come te! Ghihi»
La vide rimanere a bocca aperta, sembrava stesse ancora assimilando quello che aveva appena sentito.
«Cri... Criceto?...»
Ma Gajeel non le lasciò il tempo di ribattere in quanto doveva scoprire il perché volesse recuperare la rosa, ormai quell'argomento lo stava divorando dall'interno.
«Ohi... Come mai vuoi portarti dietro quel sasso?... Non ti sei dimenticata di cosa è successo quel giorno no?...»
Lo guardò stupita, non si aspettava quella domanda e ci impiegò un po' a formulare una frase sensata.
«Ecco... No non mi sono dimenticata... Ma la rosa... Ha un altro significato, l'avevo regalato a mia madre e voglio portarla con me per ricordarmi di lei... Di quello che è successo e delle sue ultime parole...»
"Quindi è morta..."
«Capisco... To'!»
Levy non capiva come mai si fosse interessato a quell'argomento, cioè già non capiva come avesse fatto a notare e a ricordare quel dettaglio fino a quel momento, ma prima che potesse interrogarsi su altro vide qualcosa caderle addosso, non riuscendo a prenderlo in tempo al volo.
«Mi era finito in tasca non so come... E' tuo no?»
Guardò l'oggetto, era una piccola pietra rettangolare di color sabbia, era liscia su tre lati mentre sul quarto era scheggiato, come se fosse stato tolto da un oggetto più grande, all'ora capì, era il petalo che si era staccato all'epoca.
«E'...»
«Sì... Non so come sia successo ma me lo sono trovato in tasca e alla fine l'ho tenuto...»
Levy aveva passato il tempo a fissare quel piccolo ricordo fra le dita, ma ora aveva puntato i suoi occhi in quelli rossi di Gajeel, che la fissavano intensamente. Si passò una mano fra i capelli e sbuffò cercando di articolare una frase, ma alla fine si ritrovò a guardarla.
«Che c'è?! Vuoi farmi dire proprio tutto?!»
Gli occhi le iniziarono a pizzicare, aveva capito perfettamente cosa stesse cercando di fare e non aveva parole.
«Sto cercando di scusarmi ok?!... E ora perché ti metti a piangere?!»
Le lacrime le scendevano lente e inesorabili, non sapeva da quanto tempo non le capitava di piangere di gioia, era quasi euforica, lo guardò negli occhi non riuscendo a non sorridergli.
La guardò confuso, probabilmente gli doveva sembrare strana con le guance rigate dalle lacrime, rossa in volto e un sorriso a trentadue denti.
«Grazie mille Gajeel!»
I giorni dopo furono tranquilli, Levy veniva medicata regolarmente da Gajeel, anche se entrambi erano contrari, e la ferita si era ormai rimarginata del tutto, Lily la aiutava a riabituarsi a camminare e a muoversi come sempre, lei non aveva mai viaggiato nel deserto e anche se il viaggio era relativamente breve doveva imparare a resistere ai raggi solari per circa otto ore.
«Noi siamo diretti a Magnolia, dove è situata la nostra gilda, lì la notizia di Polz è arrivata, ma non ha fatto così scalpore. Là sarai al sicuro»
Lily si diresse verso il sacchetto della spesa che aveva portato dalla sua ultima visita alla città, tirò fuori dei vestiti e li porse a Levy.
«Fintanto che non ci arriviamo però ti dovrai travestire, questi sono dei vestiti da ragazzo, il problema sarà nascondere i capelli... Ma dovrebbe bastare un turbante e altri vestiti per coprire il viso...»
«Nessun problema! Quando dovremmo partire?»
«Partiremo domani all'alba, e sappi che non intendo rallentare il passo solo perché ho uno scoiattolo alle costole! Quindi vedi di non essere un peso... Ghihi»
«Non sarò un peso! E smettila di darmi nomignoli!»
Gajeel ghignò a vederla gonfiare le guance, Levy iniziava a non sopportare più quella risata, la prendeva in giro in continuazione e anche lei non vedeva l'ora di non averlo più in giro.
Lily sospirò, non capiva come quei due riuscissero ad odiarsi e ad andare d'accordo contemporaneamente.
«Dovremmo arrivare alla taverna "Elemont Four" circa nel tardo pomeriggio, ci conoscono e abbiamo già una stanza quindi ti terranno al sicuro. Passeremo lì la notte, e la mattina ci faremo portare da uno dei gestori a Magnolia... Levy se hai problemi durante la camminata avvisa, non dovremmo incontrare nessuno e in caso posso aiutarti io, la tua ferita, nonostante sia praticamente guarita, non va sforzata troppo...»
In quei momenti il piccolo Exceed le ricordava una mamma chioccia con il pulcino.
«Non preoccuparti Lily, ho capito tutto e anche se cercherò di non essere un fastidio per nessuno ti avviserò se ci sono problemi.»
Le sorrise contento che avesse capito tutto, le disse un altro paio di avvertimenti ma poi si misero tutti a dormire, attendendo l'ora per partire.
Gajeel fu il primo a svegliarsi, si sentiva stranamente agitato e non ne capiva il motivo, non sarebbe stato difficile attraversare un piccolo pezzo di deserto e di certo non avrebbero avuto problemi. Guardò prima Lily appollaiato sulle gambe di Levy, dormiva tranquillo e probabilmente stava facendo un bel sogno dal sorriso che aveva, poi passò a lei e capì, lei lo agitava.
In quei pochi giorni che erano stati insieme aveva cambiato atteggiamento nei suoi confronti un'infinità di volte, prima era spaventata, poi allegra, offesa, pronta a discutere con lui, lo sfidava, ma quello che l'aveva sconcertato di più era stato quel sorriso fra le lacrime, aveva sentito qualcosa dentro di se, qualcosa che non provava da tanto tempo e ciò lo spaventava.
Alla fine si svegliarono tutti e dopo una veloce preparazione partirono, lui era vestito come suo solito, pantaloni larghi ormai sbiaditi dal tempo e dal sole, una maglia sempre larga e un turbante che gli copriva la testa e la folta chioma, dato che gli dava fastidio preferiva tenere il viso scoperto da altri strati di stoffa. Si girò a guardare gli altri due e vide Lily nella borsa della ragazza e lei vestita come lui, solo che le stavano talmente larghi da credere che stesse soffocando sotto tutti quei vestiti, ma la parte più coperta era la testa, il turbante gliela copriva interamente e di lei ormai si vedevano solo gli occhi.
«Muovetevi voi due o ci impiegheremo un'eternità!»
«Guarda che sei tu che vai troppo veloce!...»
«Se se...»
Era vero e anche Lily se ne era accorto, ma non capiva perché era così timoroso nello starle vicino, voleva arrivare il più in fretta alla taverna, ma poi lì avrebbe passato il resto del tempo chiuso in una stanza con lei, quindi che cambiava?
"Ormai sei un esperto a fuggire..."
La vocina aveva ragione ma lui non voleva ascoltarla, voleva solo tornare alla gilda e prendere un altro incarico come aveva fatto in tutti quegli anni, lei era qualcosa di imprevisto, ma alla fine rallentò un filo e si mise vicino a lei mantenendo comunque un passo sostenuto, ma Levy lo seguiva senza problemi.
Passarono il tempo in silenzio, non si fermarono nemmeno a mangiare, sgranocchiarono qualcosa all'ora di pranzo ma senza fermarsi. Erano ore ormai che camminavano e Levy iniziava a sentire la stanchezza, ma Gajeel non aveva intenzione di rallentare, così Lily decise di trasformarsi e coprendosi con i vestiti se la portò in spalle.
Le sembrava di essere da un'infinità di tempo in quella distesa di sabbia, al momento era in groppa a Lily e stava recuperando le forze, mentalmente ringraziò che ci fossero lì loro due, senza di loro lei non se ne sarebbe mai andata, anche perché vedendo in ogni direzione solo sabbia e dune si sarebbe persa miseramente, ogni tanto sentisse Lily e Gajeel dire che mancava poco, forse solo mezz'ora.
Passò altro tempo e finalmente si fermarono proprio quando Levy iniziò a vedere la sagoma di una città.
«Adesso dovrai continuare a piedi, non posso farmi vedere per ovvie ragioni. Mi raccomando stai sempre attaccata a Gajeel! Non perderlo mai di vista e soprattutto non toglierti il turbante!»
"Ed ecco mamma chioccia"
«Tranquillo Lily! Non sono una bambina e poi state facendo molto per me... Non rischierei mai che una mia azione vi causi problemi.»
Lui annuì e guardò Gajeel come per assicurarsi che non decidesse di perderla di proposito, ma dopo che lui gli fece cenno ritornò nella sacca di Levy e ripresero a camminare.
Quando arrivarono alle porte della città si preoccupò, non si aspettava che ci fosse così tanta gente, si immaginava le strade quasi deserte come a Tanril e invece sembrava che tutti gli abitanti fossero fuori dalle loro abitazioni. Gajeel la guardò e capendo dal suo sguardo cosa stesse pensando le rispose.
«Oggi è giorno di mercato, le strade saranno affollate quindi aggrappati a me se non vuoi farti trascinare dalla folla... Fai la brava bambina ghihi.»
Levy gonfiò le guance e lo guardò male, ma poi ubbidì e lo seguì in mezzo a quella mandria di persone, e a causa di questo ci impiegarono quasi un'ora ad arrivare alla locanda, nonostante il sole stesse iniziando a calare le persone non sembravano intenzionate a diminuire.
Gajeel bussò alla porta prepotentemente e un uomo smilzo, con i capelli verdi, baffetti e un monocolo sull'occhio destro gli aprì.
«No no no! Non devi essere così manesco Gajeel!»
«Fammi entrare Sol! Che non ne posso più di tutta questa gente!»
L'uomo aprì completamente la porta e Gajeel ci si fiondò dentro, quasi dimenticandosi di Levy attaccato ai suoi vestiti come un animaletto.
«Oh!... Così è questa la ragazza!»
«Mi chiamo Levy, piacere...»
«Io sono Mesier Sol!»
Era ancora incollata ai vestiti di Gajeel e guardava intimorita l'uomo che le si era appena presentato, e ciò lo fece stupire. Non si aspettava che gli sarebbe rimasta così vicina anche in quell'occasione, in fondo lei avrebbe dovuto avere paura di lui non di Sol, anche se potava capire che era un po' strano e incuteva timore.
«Gli altri due dove sono? Aria e Totomaru?»
«Sono usciti a fare compere! Ma voi potete andare in camera nel frattempo! Sì sì sì!»
Detto questo se ne andò sparendo dietro una porta, così si incamminò seguito a ruota da Levy verso la loro camera, e quando ci arrivarono si spogliarono di alcuni strati di vestiti e Lily uscì dal suo nascondiglio, solo all'ora lei osò parlare.
«Sentite... Ma perché si chiama Element Four se sono solo in tre?...»
Gajeel la guardò un po', valutando se raccontarle la storia o meno, ma in fondo non c'era nulla di male se lo veniva a sapere.
«Inizialmente erano in quattro... Sol, Aria, Totomaru e Lluvia... Un giorno ero in missione da queste parti con un altro ragazzo... E Juvia si innamorò perdutamente di lui lasciando la locanda e seguendoci alla gilda, finendo poi con l'unirsi...»
La guardò e vide che gli occhi le brillavano, sembrava che non si stancasse mai di scoprire nuove informazioni, anche se apparentemente inutili.
«Come è questa gilda? Mi avete detto che è una gilda di mercenari ma da come ne parlate sembra qualcosa di più...»
Stavolta fu Lily a parlare e con tono quasi divertito si sedette sulla sua spalla.
«E' una gilda di mercenari ma è anche una grande famiglia! E' un po' difficile da spiegare... Il Master ci considera tutti suoi figli e non perde occasione per richiamarci e farci la ramanzina come se lo fossimo davvero!»
Gajeel ascoltava e la guardava, non capiva tutto questo entusiasmo, erano una gilda di assassini e non c'era nulla di bello in questo, ma i suoi occhi continuavano a brillare, non vedeva l'ora di scoprire cose nuove, lui non riusciva a sopportarli, non riusciva a capire come facessero a sprizzare felicità, ma quello che gli dava più suoi nervi era che non riusciva a distogliere i propri occhi dai suoi.
Era rimasto ipnotizzato da quelle iridi d'orate, così diverse dalle sue, ma anche simili, in quanto entrambi avevano sofferto e lo sapeva nonostante non sapesse i dettagli.
A destarlo dai suoi pensieri fu un'altra delle domande di Levy dirette a Lily.
«E come si chiama questa gilda?!»
«Fairy Tail!»
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