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Oblivion

Quando Hermione era solo una bambina, veniva spesso presa in giro per i suoi denti troppo grandi.
Passava molto tempo davanti allo specchio, guardandosi la bocca sorridente con curiosità. Cercava di capire dove fosse tutta questa stranezza, ma poi ci rinunciava e, scrollando le spalle, tornava ad occuparsi di faccende più divertenti. Fra queste, nella sua vita quotidiana, spiccavano allegre: la lettura di qualche capitolo di 'quel libro tanto bello', il momento in cui usciva in giardino e coglieva le margherite, e il tempo che passava con la mamma, la sera, per aiutarla a cucinare quelle cose tanto buone che insieme riuscivano a fare. Era questo il momento che in assoluto amava di più, fra tutti (sebbene 'quel libro tanto bello' fosse un rivale notevole), perché poteva passare del tempo prezioso con la sua mamma. Le voleva tanto bene, lo sapeva capire, perché l'affetto era caldo come la torta di mele nel forno.

Quando coglieva le margherite, invece, le intrecciava insieme formando coroncine o bracciali primaverili, che poi la sera, quando suo padre rientrava, stanco, dal lavoro, gli mostrava con gioia e soddisfazione. Lui rideva, la sollevava per la vita e, dopo averle depositato un delicato bacio sulla testa, le faceva fare una piroetta. Le voleva tanto bene, lo sapeva capire, perché l'affetto profumava nell'aria come l'odore delle margherite nei suoi capelli.

Quando aveva dieci anni, Hermione scappava dalla realtà con l'aiuto dei suoi libri. Nel mondo idilliaco che si costruiva, fra il calore della casa e le pagine stampate, si sentiva al sicuro. Protetta da chi non era capace di apprezzarla, e quindi l'odiava.
Continuava a guardarsi allo specchio, di tanto in tanto, ma presto si era resa conto che niente di quel che vedeva le pareva cambiare in alcun modo: a lei andava bene così.
Eppure, quando Alvin un giorno, a scuola, le tirò i capelli e giudicò i suoi incisivi troppo grossi, la lampadina appesa al soffitto esplose, ed Hermione ebbe la certezza che, davvero, qualcosa in lei non andava.
La odiava, lo sapeva capire, perché l'odio pesava nell'aria come il fumo della lampadina bruciata.

Ad undici anni, Hermione comprese di non essere davvero difettosa. Solo particolare, ma in quello non c'era niente di male: in fondo, a lei l'unicità non era mai dispiaciuta.
Fu quando capì di essere differente nella diversità, che seppe ancora di avere qualcosa di sbagliato.
Altrimenti, gli altri bambini le avrebbero parlato come lei li vedeva scherzare fra loro.
A loro non piaceva, lo sapeva capire, perché la diffidenza era palese quanto gli sguardi cattivi che riceveva.

Che la salvassero, proprio  non se lo aspettava. Ed era contenta, accipicchia se era contenta! Anche se doveva passare i suoi appunti, ed aiutare i due bambini con gli studi, ne valeva la pena, perché le giornate sembravano improvvisamente meno noiose con loro vicino.
Erano suoi amici, lo sapeva capire, perché l'amicizia aveva lo stesso sapore delle caramelle zuccherine che condividevano.

Quando Hermione si rese conto di essere cresciuta più di quanto credesse, e la consapevolezza di sé cominciò a prendere forma, si accorse che, avere ancora i denti grossi, forse non le sarebbe piaciuto un granché.
Stava conoscendo persone nuove, un intero mondo nuovo, che le apriva le sue porte con mani colme di aspettative. Stava crescendo, lo sapeva capire, perché tutto, adesso, appariva realistico quanto il riflesso nello specchio.

Tornando a casa in estate, o per Natale, in qualche modo la sua vecchia vita le veniva restituita, per brevi tempi illusori. Preparare le torte con la mamma restava un'abitudine cui non avrebbe mai voluto rinunciare, e cogliere le margherite a giugno era ancora liberatorio quanto lo era all'età di sei anni.
Anche saltare nella neve in inverno, con gli stivali in gomma rossa alti fino alle ginocchia, aveva conservato la gioia infantile che la abbracciava quando era bambina.
Mancava, ai suoi genitori, lo sapeva capire, perché la nostalgia aveva lo stesso aspetto della neve che si scioglie sotto al sole.

Quando era a scuola, tuttavia, un'insolita felicità la sapeva scuotere, unica e forte. Le serate in Sala Comune davanti al caminetto, con un libro o una scacchiera, alleggerivano il cuore straordinariamente.
Era dove doveva essere, lo sapeva capire, perché 'casa' ha lo stesso suono del fuoco che scoppietta nel camino.

Le giornate con i suoi amici erano fra le cose che più preferiva. Il modo in cui con loro riusciva a parlare, come non si era mai dovuta guardare nello specchio per trovare il difetto nella normalità, la scaldavano con tenerezza immensa.
Era parte di loro, lo sapeva capire, perché l'unione ha la stessa armoniosa melodia delle risate.

Hermione viveva con un piede in un mondo, e l'altro in una vita del tutto diversa. Aveva imparato a stare in equilibrio fra le due parti.
Non era mai stata come gli altri, questo ora lo comprendeva con certezza strabiliante, ma la diversità non le era mai davvero dispiaciuta.
Anche i suoi denti troppo grandi, i capelli troppo crespi, i libri troppi lunghi, non erano veramente troppo. Lo sapeva, ed accoglieva il tutto con un sorriso lieto.
La sua vita era cambiata talmente tanto, eppure lei non era poi così diversa da come era al punto di partenza. Ne era fiera, e i suoi genitori, pure, lo sarebbero stati.

Hermione pensa a tutto questo, mentre prende consapevolezza di quante cose una persona affronti nella sua vita. E lei è solo agli inizi.
Hermione pensa a tutto questo, mentre fa ondeggiare la bacchetta, e pronuncia un 'Oblivion' sussurrato verso le persone che le hanno insegnato chi essere. A loro deve tutto questo.
Li ama, e loro la amavano, lo sa riconoscere, perché l'amore è doloroso quanto le lacrime che le scorrono sul viso.
La amavano, ma se vuole proteggerli, non devono amarla più.

*

Quando la notte non riesco a dormire, ecco cosa succede.
Ritengo che Hermione sia uno dei personaggi più complessi della saga, e provare ad immergersi nella sua vita, ad impossessarsi momentaneamente delle sue emozioni, sempre così tante, varie e vaste, è stato interessante e, quasi, divertente.
Un bacio,
Laura

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