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Capitolo XLII


Lucya's pov

Possediamo il passato, ma il futuro è incerto. Gli esseri umani non riusciranno, mai, a dominarlo e soprattutto a mandarlo indietro o avanti a loro piacimento. Però, forse, possiamo rallentarlo o bloccarlo. Siamo in grado di creare barriere che non esistono e bombe devastanti che uccidono innocenti, ma non sappiamo goderci il tempo che ci è stato concesso. Alla fine la pace non è difficile da raggiungere, siamo noi a renderla impossibile. Siamo in grado di parlare di tante cose belle, come appunto la pace, ma non cerchiamo di renderle concrete, passiamo la maggior parte del nostro tempo a creare piani per vendicarci, ma non proviamo a perdonare perché ci sembra da deboli, come se in questo folle, pazzo mondo esistono vincitori o vinti. L'unica cosa certa è che alla fine di questo tunnel c'è la morte, che ci aspetta ma non ci cerca. Ma, a volte, siamo noi a trovarla oppure altri al nostro posto, ed è proprio per questo che dovremmo viverla e non sopravvivere. Non credo che quello che sto dicendo sia banale, perché la vita non lo è.

Daniel's pov

Sono bloccato dentro il mio corpo. Prima dell'incidente ho visto scorrere gli ultimi anni della mia vita, sia i momenti belli che brutti. Che bastarda che è la vita, ci ho messo tanto ad arrivare qua, ma tutto quello che ho fatto è caduto a pezzi in un minuto. Siamo così fragili. Se potessi tornare indietro, cazzo! Ma non posso! Sento tutto quello che mi circonda, ma l'unica cosa che provo ora è rabbia, odio e invidia per chi può vivere, perché non sono sicuro che potrò farlo ancora. Non ho potuto dire alle persone a me care quanto gli voglio bene, ma ad una in particolare non ho mai detto una cosa che avrei dovuto dirgli subito. Perché ho aspettato, perché non ho colto l'attimo? Intano mi sono rimasti i perché e il rimorso.

Lucya's

Le lacrime continuano a scendere, ma non riesco a smettere. Vorrei urlare con tutta la rabbia che ho nel cuore, perché se lui dovesse morire una parte di me se ne andrebbe con lui, per sempre. Non mi sono nemmeno accorta di essere davanti all'entrata dell'ospedale, e dire che il viaggio è durato molte ore. Non so se ho il coraggio di entrare, perché non sono sicura di essere all'altezza di sopportare il dolore di vederlo steso in quel letto. "Non posso" non ho smesso di piangere da quando ho saputo dell'incidente "Lucya –dice Raffaello sospirando per bloccare le lacrime- lo so che non è facile.-sospira di nuovo- però dobbiamo essere forti per lui." Lo so, ma vorrei lo stesso scappare via, però se lui fosse al mio posto troverebbe il coraggio "Va bene, allora saremo le sue rocce" dobbiamo essere le sue rocce perché dovremo starli molto vicino e essere forti.

Dopo l'intervento...

Lucya's pov

Quando siamo arrivati Daniel aveva avuto delle complicanze dopo poco tempo dall'intervento. Sembra che non voglia restare. Vorremmo tutti entrare per dirgli che ci siamo, che non è solo. "Non potete stare tutti qui" dice un'infermiera in modo burbero, come se si fosse assuefatta al dolore, alla disperazione e alla morte. Alla fine decidiamo di aspettare nella sala d'attesa. Ci sono i suoi fratelli, Ash, Alexa, i mie genitori, ma suo padre non c'è, non capisco il perchè. Daniel ha tante persone che lo rispettano e gli vogliono bene, infatti molti ci hanno chiamato per sapere come sta e se possono essere da aiuto.

Dopo che Daniel si è stabilizzato...

Sono molto contenta che Daniel si sia stabilizzato e che il peggio sia passato. Adesso non aspetto altro di entrare e parlargli. Però Alexa è strana dopo la chiamata che ha ricevuto, poco fa"Alexa è tutto apposto?" domanda preoccupata "Joe ha avuto un terribile incidente!" Prende e fiato e ci spiega tutto. Non ci credo una dopo l'altra! Ma la sfortuna non ci può lasciare stare. Vorrei solo poter raggomitolare il tempo e impedire che tutto questo male prenda il sopravvento, ma alla fine noi siamo nulla in questo infinito universo.

Il giorno dopo...

Siamo di nuovo qui, all'ospedale. I fratelli di Daniel sono con lui, però per adesso Daniel può solo sentire, dato che i medici vogliono aspettare prima di svegliarlo dal coma farmacologico. Non vedo l'ora di rivedere i suoi bellissimi occhi azzurri. Mentre i suoi fratelli sono con lui, io vado da Joe, una persona che adesso sta lottando tra la vita e la morte. Non sarebbe meglio se mettessero un limite minimo per morire? Perché prima di quel limite è ingiustizia. Alla fine quando una persona non c'è più ci rimangono solo le lacrime e nient'altro. Non potremo mai più parlare con lei, mai più riabbracciarla, in parole povere non ci sarà più. Vado dai genitori e il fratello di Joe per sapere come sta Joe, ma le condizioni sono molto gravi. Rimango per un po' lì, poi vado da Daniel.

I suoi fratelli sono ancora dentro, appena mi vedono salutano Daniel ed escono. "Ora tocca a te Lucya. E grazie per non essertene andata." Decisa rispondo "Non avrei mai potuto lasciarlo solo". Ricambiano con un sorriso e si siedono. Non volevo perdermi troppo in chiacchere, perché volevo solo entrare. Apro la porta un po' tremando, entro, lo guardo per pochi secondi e poi incomincio a parlare "Ciao Daniel, sono Lucya.-chiudo lentamente la porta- Penso che, anche se non ti avessi detto chi sono l'avresti capito dalla mia voce." Faccio una piccola risata e non so perché l'ho fatto anche perché non mi sembrano le circostanze giuste per farlo. "Lo so che mi stai ascoltando e starai ridendo, almeno lo spero. Perché in caso contrario sono una pazza che parla da sola." Ma cosa sto dicendo "Per fortuna che in questa stanza ci siamo solo io e te, perché in caso contrario mi ricovererebbero subito." Mi fa così strano vederlo attaccato a una macchina e intubato. Povero è pieno di aghi, non vedo l'ora di rivederlo camminare. Mi avvicino al suo orecchio e gli sussurro "ti amo". Scandisco le parole lentamente e a bassa voce, in modo che nessuno ci possa sentire e che rimanga un nostro segreto. E dopo gli do una bacio sulla guancia e una lacrima scende. Non bagna solo la sua guancia ma anche la mia. "Allora mi stai ascoltando". Continuo a parlargli del più e del meno, dicendo anche cavolate. Alla fine esco dandogli un altro bacio. Dopo di me entra Ash, però prima di farlo entrare gli dico "Attento a quello che dici, perché lui ascolta tutto quello che dici" dico sorridendo e Ash ricambia felice come una pasqua, perché finalmente potrà parlargli.

Daniel's pov

Sento tutto e vorrei rispondere, dire la mia. Però non ci riesco, perché sono bloccato in un corpo che non riesco a muovere. Mi sembra di essere dentro una gabbia dal quale è impossibile uscire. In questo momento le mie paure sono due: la prima è non riuscire a tornare alla vita quotidiana, quella che ho sempre visto come insensata perché monotona, ma che adesso apprezzo di più; mentre la seconda è essere dimenticato da tutti; ho paura che un giorno tutti si stufino e mi abbandonino. Oltre a queste paure ne ho moltissime altre, come ad esempio che qualcuno venga nella mia stanza e mi uccidi. Non è bello sentirsi indifeso, dato che sono consapevole che non posso difendermi. In questi giorni sto pensando a molte cose e su certe questioni mi sono schiarito la mente. Da tutto ciò una cosa l'ho capita, cioè che la vita è unica. E' l'unica in grado di farti sorridere e subito dopo piangere. I momenti felici sono talmente brevi, che vorremmo che durassero all'infinito, ma se durassero così tanto perderebbero il loro valore. Invece i momenti brutti possono creare ferite e durare all'infinito. Spesso le ferite rimangono aperte perché cerchiamo in ogni modo di dimenticarcele e ci scordiamo di curarle e farle rimarginare. Tutti quanti guardiamo al futuro senza aver accettato il passato.


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