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"Joy è il momento di dirmi che cosa le sta succedendo" affermai seria guardandola fissa dal posto del passeggero

Sospirò, gli occhi fissi sulla strada "Prima che tu partissi, Camila ha mandato la demo con alcune sue canzoni a varie case discografiche e no, non lo ha detto a nessuno" annuii, sapevo bene che era molto superstiziosa

"Quindi è triste perché non l'hanno presa?"

"No..." si giro per un momento mentre si fermava allo stop. "...verso fine anno le è arrivata la risposta da un discografico molto importante. Le vuole fare un contratto"

La guardai confusa. Non era forse felice di questo? Cosa poteva essere accaduto per averla fatta soffrire così...per portarla a rischiare di buttare tutto all'aria?

La ragazza continuò notando la mia giustificata confusione.
"Era felicissima in realtà ma non sapeva cosa fare, sai come sono certi contratti, no?"

Emisi un suono di assenso, conoscendo bene la storia di alcune celebrità che erano state addirittura costrette a nascondere il loro orientamento sessuale per via di un contratto.

"Aveva bisogno di un consiglio e ha chiesto a me e a Shawn..."

Probabilmente non mi aveva detto niente perché ero in viaggio. Magari pensava di disturbare. Cazzo non mi sono accorta di nulla, e mi sono comportata come l'amica di merda che sono. Forse è questo che l'ha portata a non aprirsi con me, e non la biasimo.

"....non so cosa sia successo ma penso c'entri lui, non mi sembrava molto felice della cosa..." Joy sembrava essere preoccupata almeno quando me, ma comunque decise di aggiungere qualcosa per non parlare male di Shawn senza conoscere la reale verità. "...però non ne sono sicura. Appena starà meglio chiederemo direttamente a lei."

D'accordo con lei, scesi per aiutarla a portare Camila dentro al pronto soccorso.

"Adesso Camila sta bene?"
"Si..le hanno fatto qualche flebo e l'hanno mandata a casa. Sono preoccupata, l'ho sentita dire al medico che non aveva mangiato niente....." ero ancora stesa nel letto del riccio, accanto a lui, mentre gli parlavo sollevandomi la testa con l'avambraccio "...è per quello ieri sono dovuta scappare via così" scacciai i cattivi pensieri su Camila sperando che l'episodio non fosse un campanello di allarme ma solo il risultato di un paio di brutte giornate.

Sorrise "Non c'è bisogno di scusarsi, le siete state vicino e avete fatto bene" mi diede un piccolo bacio sul naso.

Lo ammirai in tutti i suoi particolari, incredula fosse lo stesso ragazzo conosciuto mesi prima alla festa di Cole. Mai avrei immaginato che, oltre ad essere bello e impossibile, fosse anche dolce e piacevole compagnia, con cui parlare e spettegolare.

Ora che ce lo avevo davanti, potevo affermare con certezza che si divertiva a sentirmi raccontare tutti i drammi del nostro gruppo di amici.

"Ci credi che è successo tutto questo casino mentre eravamo via?" Ridacchiai trovando ironico il tempismo di tutto. Lui fece lo stesso passandosi una mano tra i capelli e spostandoli dal volto angelico.

"E con Ethan?" Chiese all'improvviso facendomi realizzare che non ero mai riuscita ad arrivare da lui per aggiornarlo
"Non lo so..." effettivamente il ragazzo non mi aveva detto nulla. Certo, l'avevo presa malino, ma in ospedale poi mi ero resa conto che scappare via così senza un chiarimento su ciò che pensava davvero non sarebbe stato giusto. "...Joy ci ha interrotti"

Non nascosi, però, la mia delusione. Avrei voluto vederlo euforico, il mio migliore amico, vedere di riflesso la felicità che io provavo da qualche tempo ormai grazie al riccio di fronte a me.

Colse il mio disappunto.
"Che si fotta" esclamò quasi troppo forte "quello che conta è proprio qui, in questa stanza..." con una mano mi sposto una ciocca " io e te siamo tutto ciò di cui mi importa adesso" ammise e sembro imbarazzarsi delle sue stesse parole.

In effetti non ero abituata a questo suo lato dolce, anzi che dico, smielato.

"Tu sei felice?" Mi sembrò doveroso chiarirlo
"Che ne pensi?" Sorrise ed io ridacchiai.

"...e tu?" Chiese dopo poco, quasi non fosse già evidente così.

"io sono felice, tanto" mi spostai su di lui lasciandogli un dolce bacio sulle labbra.

Sentendomi avvampare per aver espresso così chiaramente i miei sentimenti mi allontanai prima che le mia guance divenissero oggetto di un giocoso scherno da parte del riccio.

Non di troppo però, perché rimasi appoggiata alle sue gambe. Volevo un contatto con lui. Lo bramavo. E lui lo sapeva. Maledetto mi leggeva come un libro aperto.

Non rise, ma le sue fossette erano comunque presenti.

"Perché mi guardi così?"
Mi sporsi verso di lui.
"Così come?"

Si slanciò in modo da essere anche lui seduto e tenendo il peso sulle braccia, non mi spostò di un millimetro.

Arricciai le labbra sorridendogli rassegnata, e sulle stesse appoggiò le sue baciandomi piano.

Le sue braccia mi avvolsero. Una mano tra i capelli ed una scendeva piano sulla mia schiena.
Avvolsi alcune dita nei suoi folti ricci per cui avevo sempre avuto un debole. L'altra mano poggiata sulle lenzuola per sostenermi, anche se pian piano cedeva avvicinando i nostri corpi sempre di più.

"Ignoralo ti prego" mormorò in risposta allo squillare del mio telefono. Una suoneria davvero terribile. D'altra parte odiavo parlare al telefono io, preferivo i messaggi scritti. Lasciano il tempo per pensare ad una risposta pesata, giusta, carina al punto giusto. Insomma tolgono ogni pressione...e non rovinano momenti come questo.

" e se fosse per Cami?" Mi staccai di colpo tornando sul pianeta Terra
"sul serio?" mormorò, lasciandomi però andare del tutto mentre mi spostai alla mia posizione iniziale.

Fantastico. Una videochiamata.
Sistemai i capelli in modo che non fosse del tutto ovvio che era stato interrotto qualcosa.

"Kj non ci sentiamo mai e ora che ti decidi, chiami proprio di mattina?" risi ma lo pensavo davvero

"Ti ho disturbato?"
"..." non gli risposi ma vide la mia faccia e capii
"Eri con qualcuno...?" Chiese sospettoso
"Hai detto bene, ero" lanciai uno sguardo al ragazzo all'altro capo del letto
"Ups scusa" ridacchiò "volevo parlarti ma forse adesso non-"

"Hai chiamato, ormai dimmi" risi per nascondere l'evidente fastidio

"Ok....um....io..volevo solo parlare un po'...."si grattò il capo un po' indeciso su cosa dire "...mi sembrano tutti così strani ultimamente. Di Grayson sa poco persino suo fratello......"

Era da così tanto che non ci parlavamo veramente. Nel senso si, ovviamente ci incrociavamo e scambiavamo qualche parola ma nulla di più. Un po' mi mancava sentire di tutte le strane cose che accadevano nella sua vita. Certo, il suo stretto legame con Cole e la mia rottura con lo stesso non avevano aiutato il rapporto. Tutti i segreti che tenevo mi avevano costretto a scegliere, ed io non volevo mentire anche a lui. Forse era anche per Timothee quindi che l'avevo tenuto più a distanza, timorosa anche del fatto che avrebbe potuto fare due più due, beccandoci. Non era affatto stupido quel rosso.

Si, mi ero di nuovo persa tra i miei pensieri. Però proprio ora che mi aveva cercata non potevo fargli credere che non mi interessasse ciò che mi stava dicendo. Anche se, a onor del vero, la maggior parte dei drammi nel nostro gruppo di cui mi parlava non mi sembravano così gravi.

Così, non appena finì la frase lo interruppi con un "oh...davvero?" ma me ne pentii subito dopo perché stava iniziando a parlare di qualcosa di interessante: Lola e Cole si stavano avvicinando.

So che avevo sperato mi avesse dimenticato ma ciò non voleva dire che speravo fosse cambiato tanto da iniziare a trovare simpatica la mia letterale nemesi.

"...poi sono un po' preoccupato per Camila..." continuò ancora

Se non fossi stata anch'io tanto impensierita per lei avrei iniziato a ridere per come Timmy se ne stava lì, steso di fronte a me fingendosi disinteressato. Con il telefono in mano, passando le dita sullo schermo, senza però perdere una singola parola di ciò che veniva detto.

Era esilarante, davvero. Ma non lasciai che mi distrasse ancora una volta. Infondo ero davvero felice che KJ avesse deciso di confidarsi con me. Solo perché ci eravamo allontanati infatti non significa che non gli volessi bene. Poi aveva un grande istinto. Certe volte sembrava avesse una sfera magica in testa tanto ci prendeva.

"si, anch'io, non l'ho mai vista così" 

"Joy ti ha detto di Shawn..?"

"Si, però non lo so..."

"Che c'è?" Chiese in risposta al mio sospiro

"È solo che vorrei fare qualcosa di più per lei...quando ho avuto bisogno lei c'è sempre stata e ora mi sembra di non star facendo lo stesso....non lo so.." il senso di colpa mi colpì in pancia così come aveva fatto la sera prima.

Ancora non riuscivo a credermi che mentre io mi divertivo con Timothée lei soffriva così. Infondo aveva ammesso anche lei di non avermi chiamato per non rovinarmi il soggiorno in Francia; come se il suo malessere fosse un disturbo per me.

"Ehi, senti non ti preoccupare. Fidati di me, ha solo bisogno di un po' di tempo per metabolizzare la cosa del contratto. Se la conosco bene, e la conosco, è rimasta così male perché dentro di se, quando lo ha letto, lo aveva intuito anche lei"

"Forse hai ragione. Però mi sento comunque male a non fare niente. E se la andassimo a trovare?"

"Mh, non lo so. Troppa gente a tentare di consolarla secondo me otterrebbe l'effetto opposto"

"Uff, ma se andassi solo io? Insomma non mi vede da tanto tempo; devo provarci."

Per un attimo spostò l'attenzione al di là del cellulare dove sentivo qualcuno parlargli. 

"Sai che ti dico? Non è una cattiva idea.." lo vidi alzarsi dalla sedia dove si era accomodato mentre mi parlava "..ora devo andare...Ethan vuole parlarmi" sussurrò come se anch'io mi trovassi lì con loro.

"Vai, e dopo raccontami mi raccomando" ridacchiai anche se infondo temevo la presenza di Ethan dopo il discorso di ieri.

"Ok, a dopo" concluse mentre il ragazzo di fronte a me fece un leggero sorriso.

Aveva iniziato di nuovo a guardarmi con attenzione, come se volesse dire qualcosa...o continuare ciò che avevamo iniziato.

Io però poggiai il telefono sul comodino e me ne andai prima che il riccio potesse dire nulla. Volevo avere il tempo per fare una nuotata veloce nella bellissima piscina interna, che mi era mancata molto mentre ci trovavamo a Lione.

Ciò mi avrebbe aiutato a schiarirmi le idee su molte cose; per la prima volta i miei pensieri non erano focalizzati su Timothée, piuttosto la mia mente prendeva in esame tutti i possibili scenari che avevano portato Camila a comportarsi così.

Per ogni scenario avevo iniziato a preparare qualcosa da dirle, ma purtroppo temevo che le mie parole non sarebbero state abbastanza per aiutarla o farla sentire compresa. Così immaginavo e reimmaginavo ogni possibile discorso rendendolo perfetto, troppo perfetto quasi recitato, e poi quindi imperfetto, tanto da non avere nessun senso.

Era in questi momenti che mi mancava papà. Lui mi avrebbe abbracciato ed avrebbe sicuramente trovato il modo giusto di affrontare la situazione, empatico come era. Proprio lui mi aveva insegnato a guardare le altre persone con occhi diversi, capendo che ogni loro azione era frutto di una loro necessità, magari soddisfare un desiderio o dimenticare la propria sofferenza.

Mamma, così come Noah, invece è molto diversa da me. Lei non è mai stata di quelli che si chiedono perché fai una cosa, piuttosto lei si comporta in base a come la tratti. Non dico che sia sbagliato o che abbia torto io con il mio modo di fare, ma di certo non avrei potuto chiederle consiglio aspettando da lei una risposta che avrebbe esaudito ogni mio dubbio.

Anche per questo dopo la morte di mio padre, avevo vissuto un periodo di cui non vado fiera. Mi sentivo un estranea nella mia stessa casa, e per quanto tentassero di capirmi o aiutarmi nessuno dei due sentivo capisse davvero il mio dolore, la mia profonda rabbia verso il mondo.

"Hey...."

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