30
Il taxi in una decina di minuti raggiunse l'aeroporto. Controllai l'ora, le tre di pomeriggio, eravamo in perfetto orario. Mi sedetti con di fronte la mia valigia su una delle tante sedie, accanto a Timothée, e mi guardai intorno.
Le persone correvano da una parte all'altra. Alcune donne rincorrevano i loro bambini, che erano stati attratti dalle varie vetrine di souvenirs piene di oggetti luccicanti e splendenti. Uomini nervosi, che parlavano al telefono di numeri e cose noiose si precipitavano al gate più vicino. Infine c'erano ragazzi e ragazze, piene di entusiasmo ed euforia, pronti a girare il mondo, a riempire le proprie vite di avventure e di cose mai fatte né viste fino al momento prima, perchè era adesso, lì ed in quel momento che iniziava una nuova storia.
"Preghiamo i passeggeri del volo boeing 747 diretto a Lione di recarsi al gate indicato" la voce metallica ripeté la frase un'altra volta, mentre noi, presi i trolley, ci stavamo dirigendo sempre più vicini all'aereo. Passati i controlli, percepivo i rumori dei vari motori e nel corridoio che portava all'entrata del mezzo non potei fare altro che correre come una bambina, lasciandomi alle spalle l'immenso panorama che si poteva osservare dalle enormi finestre. Timmy rise ai miei gesti che continuarono fino al raggiungimento dei nostri sedili. Mi rattristai quando vidi che nessuno dei nostri due era vicino al finestrino.
Cercai di mettere la mia valigia nello scompartimento, ma non ci arrivavo se non con le punte e la mia valigia pesava un po' troppo per me. Mi girai verso il mio fratellastro, speranzosa mi avrebbe dato una mano, ma notai che era rimasto indietro, a parlare con una hostess; roteai gli occhi immaginando ci stesse flirtando. Ma che mi aspettavo?
Fortunatamente un ragazzo si alzò e mi aiutò regalandomi un bellissimo sorriso. Lo ringraziai e mi sedetti notando che lo avrei avuto accanto per tutto il viaggio. Prese il telefono così io mi girai verso il corridoio.
"È arrivato il tuo cavaliere" sorrise scherzoso il riccio per poi sedersi nel posto alla mia sinistra.
"Dove?" mi guardai intorno "Qui non lo vedo" guardalo leggermente imbronciata.
Lui rise sarcasticamente "molto divertente"
"Avvertiamo i passeggeri di allacciare le cinture e di posizionare dritto lo schienale per prepararvi al decollo" l'hostess annunciò interrompendoci "Grazie di aver scelto la nostra compagnia e buon volo" Le sue colleghe erano già passate per i corridoi gesticolando ma non ci avevo prestato troppa attenzione a causa della mia conversazione col riccio.
L'aereo iniziò a muoversi ed involontariamente iniziai a stringere il bracciolo del sedile.
"Tutto bene?" Il ragazzo dagli occhi verdi si accorse della mia reazione.
"Ehm...diciamo che devo confessare una piccola cosa...ho una gran paura di volare" feci un sorriso sghembo. Mi sorrise a sua volta e già questo mi aiutò. Mantenne il contatto visivo ed intanto sentii la sua mano sulla mia. "Non ti preoccupare ci sono io"
L'aereo accelerò leggermente e sentii una leggera spinta all'indietro quando si alzò in volo. In quel momento strinsi forte la sua mano, ma non troppo, non volevo fargli male. Guardai in direzione di un finestrino e notai che al di fuori di esso non si vedevano più l'aeroporto e gli altri velivoli, ma il cielo.
"Grazie" sussurrai. Lo vidi mettersi più comodo così decisi di poggiare la testa sulla sua spalla. Lì la mia testa s'incastrava a perfezione, come fosse quello il suo posto. Con questi pensieri chiusi gli occhi, sperando di rendere più veloci quelle dieci ore di volo con lui.
——
"Avvisiamo i gentili passeggeri che potrebbero esserci delle leggere turbolenze, causate dal vento intenso." Mi ero addormentata, ed ero stata ora svegliata dalla voce del co-pilota. Era già leggermente scuro, ed io avevo ancora la testa sulla spalla di Timothée anche se la mia mano si era spostata sulla sua coscia.
Realizzando ciò mi spostai di scatto, togliendola come se bruciasse, cercando di non svegliare anche lui. Notai il ragazzo alla mia destra guardarmi
"Sai-sai che ora è?" Mi strofinai gli occhi
"Quasi le cinque" controllò dal suo telefonino "stiamo passando sopra Denver sai?" inclinò il capo
"Ah si?" Sorrisi
Rise "l'hostess l'ha detto qualche minuto fa"
Risi anch'io. "Quante ore di volo rimangono?"
"Troppe" affermò il ragazzo dai capelli corvini dopo qualche calcolo mentale. Sbuffai provando a pensare a qualcosa da fare in tutto questo tempo. "Sono Nic comunque" cercò di porgermi la sua mano con un tenero gesto "Abigail" sorrisi, per poi continuare "allora cosa ti porta a Lione?"
"Nulla di che, avevo bisogno di cambiare aria" poggiò la testa al sedile rivolgendola però a me "viaggiare scuote un po' le cose, no?"
"che intendi?"
"E' necessario a volte...tornare a sentire di vivere la tua vita e non quella che gli altri hanno voluto per te ..." si interruppe per qualche secondo "capisci che intendo?" rialzò lo sguardo
"Ti capisco, io...." come previsto poco prima dal pilota, l'aereo venne leggermente scosso, ed io mi interruppi.
"che succede? paura di volare?" annuii leggermente imbarazzata. "tranquilla" continuò "credo sia normale, hai provato ad ascoltare musica? Dicano aiuti"
"purtroppo ho il telefono scarico" risposi leggermente addolcita dal comportamento del ragazzo che avevo appena conosciuto. Lo osservai meglio, i suoi capelli scuri gli cadevano sulla fronte in un morbido ciuffo, nascondendo in parte i suoi occhi color nocciola.
"Non....non so se abbiamo gli stessi gusti musicali ma...." si aggiustò il septum "ma, se vuoi..."
Capii al volo così non lo feci nemmeno finire ed accettai, consapevole del fatto che Timothée stava ancora dormendo ed io non avrei saputo cosa fare per il resto del tempo se avessi rifiutato. Mi allungò un'auricolare e fece partire la musica. Effettivamente mi rilassai, e finalmente riuscii a non immaginare il peggio che poteva accadere al nostro aereo.
Ascoltammo insieme fino all'ultima canzone della sua playlist, realizzando di avere più o meno gli stessi gusti. Gli porsi indietro la cuffietta ma prima che potessi dire nulla sentii Timothée muoversi, così mi girai verso di lui. Capii dal suo sguardo che voleva dirmi qualcosa così con una scusa mi allontanai. Poco dopo di me entrò nel bagno chiudendo la porta dietro di sé.
"Che stavi facendo?" Nonostante la domanda potesse sembrare innocente, la pose con un tono intimidatorio
"Che intendi?"
"Lo sai cosa intendo Abigail, rispondimi" odiavo quando faceva così
"facevo amicizia, qualche problema?"
"Si certo, amicizia con quello" rispose sarcasticamente mentre io roteai gli occhi. Feci per tornare al mio posto ma venni bloccata dal suo braccio, che mi sbarrava la via.
"Abigail..." abbassò il tono "ti ho sempre detto che mi dà fastidio vederti con altri ragazzi..."
"non ha senso che tu me lo dica se poi flirti con tutte" borbottai senza pensare
"cosa?"
"Niente...." sospirai "...posso andare?"
Non mi rispose nemmeno e poggiò le sue labbra sulle mie. Sapeva perfettamente che i suoi baci erano la mia debolezza, anche se in qualche modo mi davano vita. Misi una mano sotto la sua felpa, iniziando a sfiorare il suo torace con dei piccoli gesti circolari. Nel frattempo mi sbottonò i jeans.
Approfondì il bacio, spingendomi contro la sottile parete. Era davvero sexy quando prendeva il controllo, pensai. Avvinghiai le gambe al suo bacino e lo attirai ancora di più verso di me ed iniziai a baciare la sua mascella, poi il suo collo.
"Cazzo Abigail." Disse con tono soffocato. Sorrisi iniziando a sentire la sua erezione.
Il riccio mi sollevò tenendomi con le mani, salde al mio fondoschiena, appoggiandomi al muro dell'angusto stanzino in cui eravamo.
"Facciamo sesso su un aereo eh?" ansimai
"Qualcosa in contrario?" rispose tra i sospiri
"Assolutamente no" scontrai nuovamente le mie labbra alle sue, in modo da fare il minore rumore possibile.
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