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3

"Abigail?"
Una voce mi richiamò alla realtà, era Timothée.
"Mi dispiace per come mi sono comportato prima, sai prendo il beer pong molto seriamente"
Sorrise...ah quel maledetto sorriso.

Lo guardai con aria maliziosa.
"Che hai intenzione di fare per farti perdonare?"
Sapevo che gli importava, altrimenti non sarebbe venuto a scusarsi, ma volevo capire fin quanto si sarebbe spinto. Forse non avrei dovuto flirtare così apertamente con lui, ma l'alcol mi aveva privato di ogni esibizione.

Rifletté un attimo

"Vieni a ballare con me?"
"Sto ancora un po' qui ma ti raggiungo" dissi sorridendogli ma tornando, in parte, in me.

In realtà di aria ne avevo presa abbastanza, ma volevo aspettare Cole.

——

Avevo perso quasi completamente la concezione del tempo, ma sapevo che ero lì da un po' e di Cole non si era vista nemmeno l'ombra ; ero alquanto innervosita ma decisi di non rovinarmi la serata ,ci avrei parlato a scuola con Cole, ma ora come ora mi sarei divertita con Timothée.

Rientrai in casa e girai verso il soggiorno che era ormai diventato una specie di mini discoteca , e lo vidi , appoggiato al muro che si guardava in torno,così tenero.

Sperai di essermi sbagliata su di lui, perché ora, tra l'alcol ed il suo charm, non sarei stata più in grado di tornare indietro sulle mie precedenti posizioni.

"Hei"
Dissi con il fiato un po' corto, nonostante il suo volto dolce che permetteva di farlo sembrare approciabile, il suo comportamento di prima mi aveva fatto diventare un po' più cauta in sua presenza, almeno per il momento. Perciò parlai timidamente.

Si voltò felice e mi prese per mano. Non ero mai stata molto brava a ballare ma con lui era tutto così naturale, così semplice.

Mi fece cenno che andava a prendersi da bere e dato che la nausea era sparita decisi di seguirlo.
Decisi di far scegliere a lui anche il mio drink perché non avevo una grande conoscenza degli alcolici.
Optai per gli shottini di vodka alla fragola, non li avevo mai bevuti , sembravano molto buoni, ed entrambi senza nemmeno accorgercene eravamo ubriachi.

Tornammo in pista ridendo senza motivo e partì The bright side Di lil peep
"Maaa io la conooosco queeesta" disse e si mise a canticchiarla per un po' fino all'inizio della seconda strofa quando alla frase <I know that you want me, you know that I want you> mi guardò maliziosamente.

Io gli sorrisi incapace di non farlo, mentre il mio cervello rallentato dall'alcol elabora cosa dice la canzone.

Mentre ci pensavo iniziammo a ballare più vicini, fin quando, realizzando finalmente ciò che intendevo, ero finita quasi a strusciarmi su di lui. Sapevo che sarebbe finita così dal primo momento in cui lo vidi.

Dopo poco lui mi prese per la vita, e naso contro naso, il mio respiro si fece affannoso; sarà anche stato ubriaco ma sapeva di avermi in pugno in quel momento, si avvicinò al mio orecchio e sussurrò
"Lo sai che così mi fai eccitare?"

Potevo sentire il suo respiro sul mio collo, ma in quel momento decisi di stuzzicarlo un po', facendo sfiorare le nostre labbra senza permettergli subito di baciarmi. Ciò comunque durò poco, tanto che senza che me ne rendessi conto le nostre labbra si erano unite in un bacio lento e passionale. Un bacio nel quale si mescolavano insieme l'eccitazione del momento, difatti sembrava non terminare mai.
Ci staccammo per riprendere fiato e lui ne approfitto per vedere che ora era,
"Non è nemmeno mezzanotte, vieni con me."
Afferrò la mia mano e mi fece strada verso il piano di sopra, fino a fermarci davanti ad una stanza.

Aprii la porta e notai che la stanza era una camera da letto, forse si trattava quella padronale. Per un attimo sperai non lo fosse, era pur sempre casa di Cole, ed era stato proprio lui ad invitarmi qui.

A questo punto mi voltai e lo guardai dritto negli occhi. Stavo per dire qualcosa ma mi trattenni e lo baciai direttamente , senza alcun preavviso. Con ragazzi come lui non si poteva, non si doveva parlare. Ragazzi come lui, ragazzi come Charles, ti usano e basta; ma questa volta ne ero cosciente e volevo fare lo stesso con lui.

La sua lingua sfiorò leggermente il mio labbro inferiore come per chiedere l'accesso e naturalmente glielo permisi, facendo intrecciare le nostre lingue. Il ritmo dei baci che ci davamo era sempre più incalzante come il battito del mio cuore. Forse dovevo farlo, cavalcare il demone invece che combatterlo, in modo da superare ciò che mi era accaduto. Forse era un passo nella mia guarigione da quella brutta esperienza.

Lo spinsi fino a sopra il letto baciandolo, fermandomi solo per chiudere la porta a chiave. Non potevo permettere che Cole o altri mi vedessero così; cosa avrebbero pensato di me?

Mi misi a cavalcioni su di lui senza smettere mai di baciarlo. La sua bocca, come lui del resto, era davvero assuefacente.

"Qualcuno ci sentirà?" chiedo tra i sospiri.
"Non lo so e non mi interessa" ribaltò la situazione ed ora era lui ad essere sopra di me. Iniziò a torturarmi lasciandomi dolci baci sul collo e sulle clavicole. Le sue mani vagavano sui miei fianchi e sulla mia pancia provocandomi dei brividi.

Mi alzò il vestito e subito dopo mi accarezzò l'interno coscia. Le sue mani avevano un tocco gentile ma veramente eccitante. Il genere di tocco che ti spinge a chiedere di più.

Le sue labbra umide tornavano di tanto in tanto a leccare le mie . D'un tratto sentii la sua mano giocherellare con l'elastico dei miei slip.

Pochi istanti e il suo indice sfiorò la mia intimità . A primo impatto ritrassi le gambe a causa dell'eccitazione, ma quando finalmente mi abituai alla sua presenza, mi lasciai andare mentre lui pompa per i primi istanti con un solo dito, poi con due rendendo i movimenti sempre più celeri.

Gemettii varie volte. Il suo tocco era magico. Mi sentivo come la prima volta, era inspiegabile. Ma forse infondo stavo iniziando la mia "nuova vita" anche io "Tim...io non...sto per" non riuscii a concludere nemmeno i miei pensieri che cacciai un grido di piacere incurante del fatto che chiunque potrebbe sentirci.

Lui tolse la mano e mi sfilò finalmente il vestito,slip e reggiseno.
"Baciami cazzo" sussurrai esausta . Lui non esitò a farlo.

Nel bel mezzo del nostro bacio gli sfilai la camicia, passando la mano per i suoi addominali, poi i pantaloni e i boxer . Pensava di essere l'unico a poter farmi sentire così? Beh non sapeva con chi aveva a che fare. Lo stuzzicai mentre lui mi accarezzò i  seni disegnando con le dita piccoli cerchi immaginari.

Mi baciò sul collo come ad invitarmi a smetterla di stuzzicarlo, ma era divertente vederlo elemosinare il mio tocco. Era come una rivincita.

Finalmente gli diedi ciò che voleva e lo toccai, prima lentamente, poi con movimenti più veloci. Lui continuava a baciare lo stesso punto sul mio collo, tra un sospiro e l'altro, ormai sempre più ravvicinati.

Lo sentii gemere e per un attimo smise di baciarmi. Ora avevo entrambe le mani sulla sua nuca e lo osservavo, nelle sue espressioni di piacere. Finalmente mi sorrise.

Si alzo scostandosi gentilmente dalla mia presa. Era andato a prendere una bustina argentata da un taschino dei suoi jeans. In un batter d'occhio infilò il preservativo sulla sua lunghezza e si posizionò tra le mie gambe.

Iniziò subito a muoversi, dapprima lentamente, come per ambientarsi, fino a quando non sono io a pregarlo di darsi una mossa. Il ritmo si fece più incessante, capii che non avrei resistito ancora per molto.

Passai una mano tra i suoi capelli castani e li tirai un po', facendolo gemere nuovamente e provocando l'aumento della velocità dei suoi movimenti. Con il passare dei momenti, e del desiderio, spostai le mani sulla sua schiena.

Non riuscii più a trattenermi e raggiunsi l'orgasmo; nel mentre affondai leggermente le unghie sulla sua schiena e la graffiai, come se fosse uno sfogo. Lo sentii gemere, forse gli era piaciuto infondo.

Pochi istanti dopo venne anche lui, che si stese sfinito accanto a me, respirando profondamente.
Mi lasciò un bacio sulla fronte, per poi addormentarsi , facendomi poggiare la testa sul suo petto.

Non era stato poi così male, dargliela vinta.

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