28
Noah girò le chiavi della porta di casa, che fino a quella sera sarebbe stata solo nostra. Erano passati più meno due giorni da quando ci avevano detto che avremmo passato il capodanno in Francia, e trovavo molto sospetto il fatto che mio fratello avesse voluto portare me e Timmy fuori casa, proprio l'ultimo giorno prima della nostra partenza. Inoltre avevo notato che dopo essere andati via di casa e prima di tornarci aveva messaggiato al telefono. Proprio quando iniziavo ad unire i puntini la porta si aprii e
"Sorpresa!" Tutti uscirono dai posti più svariati, chi da sotto il tavolo, chi da dietro il divano, chi semplicemente era rimasto in piedi, non trovando un posto dove stare e ci aveva salutato così.
Il nostro gruppo di amici accolse entrambi, specialmente il riccio poiché oggi era anche il giorno del suo compleanno.
Mentre eravamo fuori, avevano organizzato una vera e propria festa in casa, con tanto di alcolici e pizze. Ethan aveva portato la sua console, desideroso di praticare il suo nuovo hobby, ma aveva fermato la musica quando i diversi drink diedero a Shawn il coraggio di proporsi per cantare qualcosa, con la chitarra che aveva portato. A sua volta, Cami si alzò per duettare con lui. Entrambi avevano una bellissima voce, e da quello che sapevo, si erano conosciuti proprio nel retro di un palco di un bar, in attesa del loro turno di esibirsi...romantico no?
I due iniziarono a cantare il brano che avevano composto insieme, intitolato señorita, guardandosi negli occhi, ed io non potei fare a meno di pensare a come quella canzone mi ricordava un certo ragazzo, e come avrei voluto dedicargliela. Però lui non mi aveva parlato granché, ed anzi aveva flirtato con Kendall, un'amica di Lola per tutta la serata.
Ma non ero gelosa, di certo non me ne poteva fregare di meno, era lui a perderci facendo così.
Voltandomi a cercare il mio bicchiere, vidi il riccio guardarmi. Credeva fossi così stupida? Beh due possono giocare a questo gioco, pensai, così decisi di guardarlo a mia volta con aria di sfida, finché non avesse distolto lo sguardo.
Davanti a lui, però, quello che avrebbe dovuto essere il suo migliore amico, rivolto verso di me, stava facendo lo stesso. Aveva pensato di essere il destinatario di quello sguardo, e si stava ora incamminando nella mia direzione.
Persi la sfida che io stessa avevo iniziato ed iniziai a chiacchierare con Cole, del più e del meno, dopo averlo accolto con un sorriso leggermente imbarazzato, non potendogli spiegare il fraintendimento.
Dopo poco, l'esibizione di Shawn e Camila finì ed Ethan subentro con la sua console.
"Ti va di ballare?"
Non ero molto convinta ma con la coda dell'occhio vidi Kendall trascinare Timmy al centro del soggiorno, che era diventato una specie di pista da ballo.
"Va bene"
Ci posizionammo poco lontani da loro, ed io e Timothée eravamo nuovamente faccia a faccia seppur a distanza. Mi lanciò uno sguardo ed intanto la ragazza che lo affiancava continuava a stargli addosso. Per quanto avrei voluto con tutto il cuore che non mi interessasse, mi dava fastidio.
Sapevo quanto fosse sbagliato ripiegare su di lui, ma ero cosciente anche di aver bisogno di sentirmi desiderata in quel momento, così mi avvicinai a Cole e lo baciai. Subito dopo sentii i sensi di colpa, ma vidi anche lo sguardo del riccio focalizzarsi sulla scena che aveva di fronte.
Non ebbe la reazione che immaginavo: ruppe il contatto visivo e scomparve dopo aver girato l'angolo del corridoio. Decisi di seguirlo per parlarci, incuriosita dal suo comportamento, così poco dopo con una scusa mi allontanai. Vidi l'entrata della sala piscina aperta, ci entrai. Il ragazzo dagli occhi smeraldo si girò appena sentii il rumore della porta chiudersi.
"Che hai?" Iniziai
"Niente"
Forse non potevo sempre capire cosa gli passava per la testa, ed anzi avrei pagato milioni per poter sapere anche solo per un secondo cosa pensava, ma quando eravamo faccia a faccia, potevo capire dai suoi occhi quando mi mentiva.
"Sei...geloso?!"
"No..." sussurrò distogliendo lo sguardo
"Timothée, capisco quando mi menti lo sai? Non ha nessun senso che tu sia geloso "
"Ah si? E perché? Infondo ti ho sempre fatto capire che mi da fastidio vederti con altri"
"Ma sei serio?" Mi innervosii alle sue parole "È da due cazzo di giorni che mi parli a malapena, e oggi vai a flirtare per tutta una sera con una sciaquetta che ti va dietro..." Alzai la voce ulteriormente, avvicinandomi a lui "...E POI VUOI ESSERE GELOSO?"
Ci fu un attimo di silenzio che fu rotto da una sua risatina "Qualcun'altra qui mi pare gelosetta eh?"
"Ma vaffanculo" roteai gli occhi non volendo ammettere la verità.
Lo spinsi leggermente facendolo finire in piscina e dopo aver realizzato ciò che avevo fatto mi misi a ridere di gusto. Mi avvicinai per aiutarlo ad uscire, iniziando a sentirmi in colpa, ma presa la mia mano, mi tirò dentro con lui. Quando riemersi, annaspai guardando il ragazzo ridere della mia ingenuità.
"Mi vendico sempre, cara Abigail" sorrise trionfante
"Ti odio" sbuffai, poggiando la mia schiena alla parete interna della piscina.
Si avvicinò e di colpo sembravamo esserci solo noi due, fluttuanti in uno spazio che era solo nostro e che non sarebbe mai stato di nessun altro
"Lo sappiamo entrambi che non è vero"
Arrivò a pochi millimetri dalle mie labbra, fino a sfiorarmele per poi allontanarsi nuovamente.
Timothée conosceva perfettamente gli effetti che aveva su di me, sapeva che dopo tutto, mi bastavano gesti come quelli per mandare a quel paese il contesto, ma non era a conoscenza del fatto che l'alcol mi aveva dato il coraggio di dimostrargli, proprio quella sera, che anche lui subiva la mia influenza.
Stavolta fui io a spingermi verso di lui, e le posizioni si ribaltarono. Ora era lui quello con la schiena poggiata sul bordo.
"Pensi di essere l'unico che può comandare?..."abbassai il mio tono di voce fino a sussurrare, avvicinandomi al suo orecchio "...l'unico che può farsi desiderare?"
Gli diedi dei piccoli baci sulla mascella, e non appena sentii le sue difese abbassarsi, mi allontanai per poi finire il mio discorso.
"Beh, non è così"
Ero fiera di me e del mio autocontrollo.
Sorrise provocatoriamente ed iniziò a schizzarmi dell'acqua.
"Non l'hai fatto sul serio" risi divertita
"Cosa?" Mi schizzò ancora "Questo?"
"Questa me la paghi Timmy" mi avvicinai veloce iniziando a schizzarlo a mia volta.
Ci comportavamo come due bambini, entrambi tentavamo di bagnare l'altro di più, finché il ragazzo, arrivato a pochi millimetri da me, non mi prese il viso ed a iniziò a baciarmi. Un bacio passionale che mi tolse il respiro; il bacio che avevo atteso da tutta la serata.
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