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12

Timothée. Non avevo fatto altro che pensare a lui quella mattinata a scuola. Al pomeriggio prima, a noi a contatto intimo, al sapore dei suoi baci.
No, dovevo smetterla. Era stato un grosso , grossissimo errore. Era stato bello, ma era sbagliato. Non potevo fare questo a Cole, per non parlare di mia madre, se avesse scoperto cosa era successo tra me e Timothée, non voglio pensare che cosa mi avrebbe fatto. Si, non potevo permettere di cedere alla mia attrazione per lui, dovevo chiarire.

Salita sulla sua macchina-mi era venuto a prendere-mi mise una mano sulla coscia. Col suo tocco mi fece tornare in mente alcune immagini di ciò che mi aveva fatto... no,Abigail non puoi cedere già ora cazzo,devi essere determinata.

"Ecco...a proposito di ieri sera..."
"È stata una follia,non avremmo dovuto farlo"
"Esatto,non è una cosa da me"
"Totalmente d'accordo,mettiamoci una pietra sopra"
"Fantastico! Cioè è stato divertente, per tutti e due direi , ma una botta e via , non c'è da vantarsene.."
"Em"
"Ah si?"Rimasi sorpresa che per lui fosse motivo di vanto ma continuai "è stato un errore pensare che noi due potessimo fare sesso senza compromettere niente, è stata una cosa..."
"Maldestra"
"Esatto"
"Stamattina ti volevo scrivere ma..."
"Ma non l'hai fatto"
"No..."
"Ecco lo vedi si sta già insinuando tra noi, e veramente, io non voglio questo"
"Non succederà"
"Perché lo so che io sembro una tosta, ma in realtà..."
"È solo una facciata per proteggerti dalla tua stessa vulnerabilità"
"Ma sei diventato quello stronzo del mio terapista?" Scherzi sorpresa di quanto mi capisse
"No sono il tuo fratellastro...e un tuo amico" ricominciò a guardarmi negli occhi "un amico che sa che ogni volta che imprechi , sbatti gli occhi , come se il tuo corpo rifiutasse le parolacce"
Arrivammo al parcheggio di casa nostra.
"No , te lo sogni , vaffanculo" sbattei gli occhi, senza rendermene conto
"Fatto" sorrise compiaciuto
"Non è vero, porca troia" lo feci di nuovo , sconcertata
"Fatto ancora" rise lievemente
"Cazzo" mi sforzai di guardarlo negli occhi senza battere ciglio
"Ah niente battito, cazzo lo puoi dire" Risi "siamo stati stupidi"
"Si , io questo non lo voglio perdere"
"Nemmeno io"
"Fantastico"
Scesi dalla macchina e mi diressi in cucina; non essendoci nulla di pronto,decisi di farmi un insalatona,così chiesi a Timothée di aiutarmi a lavare alcune verdure.

"Insalata , davvero?" Mi girai a guardarlo male, che aveva in contrario? Non doveva mica mangiarla lui. "Cosa sei a dieta?" Scherzò, ma come molte ragazze immagino, ero molto sensibile sull'argomento , sentii il sangue salirmi al cervello e senza pensarci due volte afferrai il rubinetto (che era allungabile , come fosse un doccione della doccia , ma in miniatura , non fate domande . In quella casa c'era tutto) e aprii l'acqua puntandolo verso di lui che si trovava di fronte a me. Gli bagnai il viso e la maglietta.

Fu colto di sorpresa , la sua bocca si aprì dallo stupore e ne usci una risata genuina.

Si passò poi la mano sul viso , per asciugarselo il più possibile.

"Non l'hai fatto sul serio..." era divertito, ma c'era qualcosa di incredibilmente pericoloso nel tono che aveva usato.

"Te la sei cercata" alzai le mani

"Hai scelto la persona sbagliato caro mio, non sai proprio con chi hai a che fare"

Non lo dissi a voce alta perché probabilmente sarebbe suonato molto meno credibile di quanto non lo fosse nella mia testa.

"Me la sono cercata eh..." fu un attimo, non ebbi nemmeno il tempo di difendermi che lui mi lancio addosso l'acqua del suo bicchiere,lavandomi.

Se pensava che avrebbe potuto vincerla così si sbagliava di grosso.

Senza pensarci ri-azionai il rubinetto
"Beccati questo!!" Urlai mentre iniziai a lavarlo praticamente da capo a piedi. Non riuscivo a smettere di ridere e lui pure.

Mi venne incontro cercando di ripararsi dall'acqua con le mani, finché non riuscì a raggiungere il mini doccione e a girarmelo contro.

"Aaaah" urlai, cercando di spingerlo da una parte,per provare a scappare,ma era troppo forte, con un braccio mi teneva ferma e con l'altro mi versava l'acqua addosso.

Risi e mi aggrappai al suo collo "Pietà ti prego pietà!" gridai.

"Cos'hai detto scusa?!"

"Ti prego basta! Sono fradicia!" Lui rise e si allungò per richiudere l'acqua e rimettere il rubinetto a posto. Poi si passo entrambe le mani nei capelli, schizzandomi ancora una volta.

Sorrisi guardandomi tutta zeppa d'acqua , e in quel momento , e solo in quel momento , notai che stavo indossando una maglia lunga bianca -che mi faceva da vestito- , e che ora era diventata anche trasparente , lasciando intravedere il reggiseno che portavo sotto.

Divenni tutta ad un tratto cosciente di quanto fossi esposta agli occhi di Timmy ed arrossii di colpo.
Cercai di coprirmi stringendomi le braccia attorno al corpo "Torno subito."

"Ehi..."Timothée mi bloccò,afferrandomi un braccio e tirandomi verso di se. "Non devi essere imbarazzata del tuo corpo." sussurrò portando le mani lungo i miei fianchi.

La testa iniziò a girarmi.

"Per te è facile da dire..." sussurrai con un misto di rabbia e rassegnazione. Lui mi guardò con aria interrogativa.

"Davvero? " sospirai "Lascia perdere Timothée." Cercai di liberarmi dalla sua presa ,ma ancora una volta lui mi tirò a se.

Continuavo a non capirci nulla.

Davanti a me il mio fratellastro, nonostante tutto uno dei miei amici più stretti e la persona per cui provavo un attrazione assurda, in tutta la su bellezza , completamente bagnato, con la maglietta che gli faceva praticamente da seconda pelle, che mi diceva di non vergognarmi del mio corpo. Ah , e il pomeriggio prima eravamo anche andati a letto insieme.

Surreale. Decisamente surreale.

Mi avessero detto che mi sarebbe successa una cosa del genere non ci avrei mai creduto, ma neanche nei miei ogni più strani e sfrenati.

Poi accadde tutto così in fretta che non riuscii neanche a realizzare.

Timothée mi fece indietreggiare fino al bancone e un attimo dopo, non chiedetemi come perché non saprei spiegarlo, mi ritrovai seduta sull'isola della cucina , con le mani di Timothée attorno alla mia vita e lui a pochi centimetri da me.

Cosa stavano facendo? Non avevamo concordato , ben per la seconda volta, di non farlo mai più?

Rabbrividii, non so se di freddo o di piacere, quando entrambe le mani del ragazzo iniziarono a risalire lungo la mia schiena, lentamente e a diretto contatto con la mia pelle bagnata.

Una la fece scivolare sulla mia nuca e l'altra la riporto sulla mia vita,stringendola saldamente.

Sentivo il suo respiro caldo solleticarmi il collo, e il suo profumo inebriarmi. La testa iniziò ad essere leggera come un palloncino e tutto quello che c'era attorno a noi scomparì in un attimo.

Appoggiai una mano sul suo petto per sostenermi e allo stesso tempo per sincerarmi che lui fosse vero, che era veramente lì con me in quel momento e che non era solo un semplice sogno.

Potevo sentire il suo cuore battere con regolarità, mentre il mio sembrava quello di un atleta che aveva appena finito di correre una maratona.

Mi soffermai con lo sguardo sul suo collo, sulla sua mandibola decisa , sulle sue labbra , risalendo su , ai suoi occhi.

Era così dannatamente bello.

In quel momento mi resi conto che se mi avesse chiesto di essere sua non glielo avrei negato.

"Cosa stiamo facendo?"
"Non lo so"
Mi fece pressione sul collo , in modo da far aderire le nostre fronti. Dopo poco mi baciò, la sua lingua sfiorò leggermente il mio labbro inferiore come per chiedere l'accesso e naturalmente glielo permisi, facendo intrecciare le nostre lingue .

"Sicura di volerlo fare?"
"No" non volevo rovinare tutto , ma non riuscivo a resistergli
"Nemmeno io" continuo a baciarmi con foga.
Io annodai le gambe al suo bacino, lui mi tenne saldamente sul fondoschiena e salì le scale fino ad arrivare al bagno.

Fortunatamente a casa non c'era nessuno, pensai.
Quando vidi dove eravamo sorrisi ,avevo capito cosa voleva fare e di certo non mi sarei opposta.

Aprii l'acqua della doccia e mi ci infilai dentro, ancora vestita. Mi girai verso di lui, che mi guardava ipnotizzato .
"Vieni?"
Lentamente, quasi a voler farmi attendere, varcò la soglia e si mise davanti a me, poggiandosi con le mani ad una delle pareti. Aprimmo entrambi leggermente la bocca , e ci baciammo con passione, ambedue sotto il getto d'acqua continuo.

Tra un sospiro e l'altro , ci sorridevamo e ormai fradici decidemmo di liberarci dei vestiti , che erano diventati di troppo. Mi alzò il vestito lentamente ed io lo aiutai a togliermelo, poi passai alla sua camicia ed infine ai suoi pantaloni. Gettammo fuori gli indumenti, rimanendo in intimo. Premette il mio corpo contro le fredde piastrelle , io aprii un po' le gambe e mi eccitai perché sentii la sua erezione premere contro la mia intimità. Appoggiò una mano sul mio seno e mi spinse contro il muro; con l'altra mi sollevò in modo da farmi mettere le cosce avvolte intorno ai suoi fianchi ed io lo strinsi strofinandomi sulla sua erezione. Lui gemette, mi guardò come a chiedere ancora una volta il permesso , io mi morsi il labbro così lui mi tolse gli ultimi indumenti rimastami addosso. Velocemente si tolse i boxer,lasciandoli cadere a terra, e riprese a baciarmi. Mi spinse contro il muro in modo da rimanere attaccati. Strusciò la sua intimità sulla mia, per poi iniziare subito a muoversi ,dapprima lentamente,come per ambientarsi,poi aumentando il ritmo. Ansimava,lasciandomi occasionalmente qualche bacio sul collo. Passai una mano tra i suoi ricci bagnati e li tirai un po',facendolo gemere. Non mi riuscì a trattenere e raggiunsi l'orgasmo , gridando il suo nome. Poco dopo venne anche lui, ancora in me, ma non mi preoccupai troppo poiché possedevo qualche pillola del giorno dopo. Lo baciai ancora per un po', poi chiusi l'acqua ed uscimmo entrambi dalla doccia.
Presi L'accappatoio e lo indossai , non osando dire nulla.
"È stato divertente piccola"
Gli sorrisi , guardandolo maliziosamente . Feci per dire qualcosa ma sentii una macchina arrivare. Nel panico , decisi di scendere , dicendo a Timmy di riaprire l'acqua. Dagli ultimi scalini intravidi la figura di Olivia e di mio fratello Noah sulla porta d'ingresso.
"Ti sei fatta una doccia?"
"Em..." dovevo inventare una scusa, non ebbi idea di che dire finché non vidi la porta della cucina. Mi tornò in mente il casino che avevamo fatto io e Timothée. "Prima stavo lavando l'insalata e Timothée mi ha schizzato, così io ho fatto lo stesso e ci siamo ritrovati fradici. Sono appena salita a prendermi l'accappatoio, mentre Timmy ha deciso di approfittarne per farsi una doccia". Evitai di mordermi il labbro,in modo da non far capire che stavo mentendo. Sembrò crederci, poi si offrì di aiutarmi con l' insalata. Avevamo avuto fortuna, ma per poco non eravamo stati scoperti.
Potevamo davvero continuare così? Probabilmente no, ma io non sapevo resistergli.

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