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"Bel Regalo Di Natale"

Sono passati due giorni da Natale e la mia pancia sta ancora cercando di digerire tutte le cose che avevo mangiato.

Ma non è colpa mia se mia nonna cucina cose troppo buone.

Vorrei averla sempre a casa mia.

Sono sdraiata sul divano del soggiorno con una latina di birra in mano, una maglietta di mio fratello addosso a guardare uno strano programma di babbani.

I miei genitori hanno pensato bene di andare a trovare dei parenti, non so dove, e Fred beh... Non so dove andato ma ha detto che tornerà tardi.

Quindi posso darmi alla pazza gioia.

"Ma che cazzo fai?" urlo alla tv "So farlo meglio io"

Prendo un biscotto mangiandolo per poi bere un sorso di birra che tengo nascosta in camera mia in un posto segreto.

"Ma perché parli con una gallina? Chiedo al tizio della pubblicità" Rositaaa non ti risponde. "

" Guarda Rosita i miei flauti "ripeto prendendolo in giro" Sembra una frase tremendamente perversa. Torna a fare Zorro "

All'improvviso bussano alla porta e io ovviamente ignoro non andando ad aprire. Continuano a bussare mentre il stordita leggermente dalla mia terza butta urlo" Non sono a casa"

Non bussa più nessuno così spero che nessuno mi romperà più ma non faccio in tempo a pensarlo che Boom qualcuno appare nel mio salotto.

"Porca..." urlo Cadendo a terra sporcano tutto il pavimento con la birra.

"Roxy che si spaventa, wow" dice la persona ridendo mentre io mi rialzo.

"ma vaffanculo spagnolo" urlo guardandolo male mentre lui ride.

"Sono felice che non sei cambiata"

"SE TI TIRO UN CALCIO NEI... Aspe, che fai qui?" chiedo confusa.

Lui dovrebbe essere in Spagna.

"mi sono smaterealizzato per venire da te"

"Davvero?"

"No ho preso un aereo" ammette facendomi fare un piccolo sorriso.

"Mi hai portato un regalo ?" chiedo sorridendo.

"si" dice

"Che bello!

" Me"si indica

"Che merda" dico delusa mentre lui si avvicina a me dicendo "che materialista"

"a volte" dico mentre lui tira fuori dalla tasca una collanina d'oro con un ciondolo a forma di R ma che sembra potersi aprire.

"È stupenda" ammetto guardandola meravigliata.

"Aprila"

Io faccio come mi dice e inizia ad uscire una canzoncina che conosco molto bene.

"Mura Sofia, sin tu mirada" sussurro insieme alla canzone sorridendo sincera. "È bellissimo, grazie"

"Sono contento che ti piace"

"Il mio regalo..." dico ma non mi fa finire che inizia subito a baciarmi in modo appassionato.

"Buon Natale" mi sussurra e io lo sussurro anche per poi ancorarmi al suo braccio  baciarlo.

Il bacio diventa sempre più passionale, più rude che mi fa muovere un insieme di farfalle e ippogriffi nello stomaco. "Possiamo andare in camera mia"

Mi prenda la mano e in attimo ci smaterealizziamo in camera mia dice continuiamo a baciare con passione e sempre più voglia.

Mi sento accaldata mentre spinge il mio corpo sul letto e sussurra "U tuoi..."

"Non ci saranno per un bel po'" lo rassicuro mentre inizia a togliermi la maglietta lasciandomi in reggiseno.

Inizia a baciarmi il collo facendomi gemere e io faccio la stessa cosa mentre gli sbottotono la camicia con urgenza.

Voglio fare sesso con lui.

" Sei così bella e... Ti voglio così tanto" mi sussurra baciandomi lo stomaco e accarezzando le mie cosce mette passo le mie mani sui suoi pantaloni.

"Adoro il fatto che sei così partecipativa" mi dice lo spagnolo divertito mentre io sorrido e gli sussurro all'orecchio facendo passare le mie mani in modo sensuale sui suoi addominali "Posso farti impazzire"

"Tu li fai sempre" sussurra ansimando mentre gli abbasso i pantaloni che lui scalcia via senza problemi rimanendo in boxer.
. Che brlka visione!

Mi toglie il reggiseno lasciando scoperti i miei seni nudi e inizia ad accarezzarli piani mentre mi bacia.

"Roxy... Dillo"

"C-Cosa?"

"Che, che questo è... Non è solo..."

"spagnolo, sai le mie regole" gli dico anche se so di ferirlo un pochino ma sono stata chiara fin dall'inizio.

"Si, le so" dice mentre si toglie i boxer e abbassa le mie mutandine "Ma..."

"sta zitto e rendimi tua" gli dico tornandk a baciarlo con molto trasporto facendo intrecciare le nostre lingue, poi come ogni volta, entra dentro di me facendomi sospirare e poi gemere facendomi sentire bene.









"Sicura che i tuoi non tornano subito?" chiede per l'ennesima voltao spagnolo che è sdraiato sul mio letto con me affianco mentre mi tocca col dito le lentigginj sul naso.

"Sicura" dico "Non riuscirai mai a contarle"

"Voglio farlo" dice come ipnotizzato "Voglio sapere quante lentiggini possiede il tuo viso"

Sorrido per poi abbassare lo sguardo sul suo corpo mezzo nudo esposto davanti a me, dal suoi addorminali ai suoi nei e alla sua voglia.

"Sai tornare a casa, mi ha fatto riflettere su tante cose sai?" mi dice e io lo guardo Confuso "Tipo?"

"A Trump, al cibo italiano e soprattutto a noi due"

"noi due?" chiedo confusa.

"Si, a questo" indica i nostri corpi ma io tento a non capire.

"Voglio qualcosa di più, Roxy" dice e sento di voler scappare.

Da quando sono il maschio della situazione?

"Spagnolo sai come la penso"

"Roxy, tu sai benissimo cosa provi per te" mi dice "Voglio essere qualcosa di più, voglio che mi presenti ai tuoi genitori"

"I miei genitori?"

"Si come tuo ragazzo" dice e io strano gli occhi staccandomi da lui.

"cosa? NO. Non sono pronta" ammetto.

"Ma tu neanche ci provi" mi dice serio.

"Perché so cosa voglio. Non voglio una relazione" dico. Lii guarda serio davanti a sé per poi e dire "Va bene" ma si alza e mentre lo fa lascia cadere il libro a terra.

Si abbassa con solo i boxer a prenderlo e lo guarda in modo strano "Questo libro?"

"Un regalo di Natale" dico

"e  da chi?" chiede rendendomi confusa.

"Di Ben. Me lo ha regalato lui" svelo.

"Ben" pronuncia raccogliendo i pantaloni a terra ma poi si raddrizza di fretta guardandomi troppo serio "Ben?"

"Si"

"Da quando lo chiami Ben?" dice fra i denti arrabbiato "Lo hai sempre chiamato inglese, da quando ricordi il nome?"

"Da un po'" ammetto alzandomi e mettendomi la maglietta addosso "Quale è il problema?"

"Il problema?" esclama arrabbiato "Mesi, mesi che ci conosciamo e non hai mai detto il mio nome come hai detto il suo prima. Com'è possibile che il suo lo ricordi e il mio no?"

"non lo so... È complicato"

"Non è complicato!" sbotta "Mi sento preso per il culo! Ho fatto tutto per te. Accettato tutto, di fare sesso con te senza pesarti troppo mentre per me era fare l'amore. PER Te è sempre stato tutto un gioco"

"Cosa diamine dici?" esclamo.

La prima volta che lo vedo così arrabbiato, furioso.

"La verità! Hk passato mesi a mostrarti tutto il mio amore" esclama "Non vuoi presentarmi, non vuoi niente e io sono stufo"

"solo perché ho detto Ben?"

"si e no. PER TUTTO." esclama "Dopo tutti i miei sforzi l'unico nome che pronunci è quello di Ben."

"io... Non... Senti..."

"Non sai neanche cosa dire!"esclama mettendosi j pantaloni" Provi qualcosa per Ben?

"No" dico guardandoli negli occhi.

"Provi qualcosa per me?" mi chiede con occhi pieni di speranza ma non posso rispondere con un si. Perché non so cosa provo

"ascolta..."

"Cazzo rispondi!" esclama "Ho lasciato il mio paese, la mia famiglia, tutto per te. Mi sono innamorato di te come un idiota"

Innamorato di me?

"Io non volevo" sussurro dispiaciuto.

"lo so. Tu non volevi niente sin dall'inizio" mi dice facendo un sorriso amaro "Forse il tuo no per Ben non è così vero"

"Ma cosa...?"

"Non sai mai cosa provi, i tuoi sentimenti sono un subbuglio, magari... Lo ami..." dice quell'ultima parola come se fosse un crucio..

"Io no... Ben è un amico"

"non ne sei sicura" mi dice "Me ne vado."

"aspetta, tu prego"

"meglio così. Sono stanco di essere il pupazzo"

La porta si apre mostrando mia madre e mio padre che ci guardano con occhi sgranati per fortuna è tutto vestito e io sono con una maglietta. Ma il letto è disfatto.

"Ale, non sapevo venissi" dice mia madre.

"Me ne sto andando, non si preoccupi" dice lui.

"Puoi restare a cena" dice mio padre gentile.

"No. Torno a casa." dice lui con le mani in tasca.

"Passa magari qualche altra..."

"Credo che sarà l ultima volta che mi vedrà qui" dice e io lo guardo indifferente anche se dentro di me non capisco più un cazzo "Scusate" poi se ne va lasciandoci lì a fissarci.

"Vuoi stare sola?" mi chiede mia madre.

Mi conosce troppo bene.

Annuisco e loro escono lasciandomi li sola.

Prendo la prima cosa che capita in mano e la getto verso lo specchio, cercando di capire che cazzo di problema ho nei sentimenti.

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