Olio di Palma
Guardate, ora, che state facendo tutte queste storie per l'olio di palma, state evitando di mangiare un sacco di cose, biscotti, merendine...
Ma, Caspio, leggete.
Leggete, e perdetevi in quei mondi abbozzati dalle parole dello scrittore.
Leggete, e fate diventare quei schizzi un mondo vostro, dove perdervi nei momenti di noia.
Leggete sulla metropolitana, o mentre l'aspettate, visto che di tempo ce ne in abbondanza, visto che, tra un convoglio e l'altro, passano tre ere geologiche, sull'autobus, nei momenti morti...
Leggete, e perdetevi nei meandri oscuri della biblioteca del vostro quartiere.
Leggete, e perdete la cognizione del tempo in libreria.
Leggete, tutta la notte se necessario, ma leggete.
Leggete, dove volete, quando volete, quanto volete, perché volete.
Perché a leggere non vi obbliga nessuno, il verbo leggere non ame l'imperativo.
Leggete, e perdetevi nei libri.
Leggete, che non fa male.
Leggete, che nei libri non c'è olio di palma.
Vi private dei biscotti, delle merdine, ma non privatevi della lettura.
Riferimenti puramente casuali alla Metro C di Roma.
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