capitolo 5
Mi svegliai malamente strofinando aggressivamente gli occhi cercando di trovare la voglia di alzarmi.
Feci colazione molto lentamente quasi addormentandomi nella ciotola a causa della notte insonne che avevo passato.
Appena mi infilai la camicia bianca e la gonna medio lunga rossastra per andare a scuola, capii che non sarei riuscita a fare molta attenzione durante lezione se non avessi rimediato al danno che avevo fatto il giorno prima.
Presi quindi la cartella infilando, al posto dei libri scolastici, uno dei miei libri preferiti dell'ultimo periodo e la lettera ancora sigillata che da giorni stava sopra al mio comodino.
Tornai velocemente in cucina prendendo un paio di mele e del pane dolce uscendo in seguito dall'edificio.
Salutai mia madre e mio fratello i quali stavano già lavorando tra i vari animali e piano piano mi incamminai verso la città cambiando strada solo quando casa mia non era più visibile.
La stada a piedi sarebbe durata un pò, e visto che passavo tra la tranquilla campagna decisi di rileggermi alcuni dei capitoli del libro che avevo preso.
Arrivai al campo di addestramento prima dell'ora di pranzo e mi rivolsi subito all'adulto che vegliava al cancello in quel momento chiedendo del cadetto Erwin Smith.
-Mi spiace signorina, ma lui e i suoi compagni si stanno addestrando fuori dal campo, torneranno questo pomeriggio.- rispose con tono freddo -Se vuole posso prendere io la lettera e consegnarla appena torneranno nei dormitori.-
La faccia del soldato non mi dava fiducia, in più volevo parlare con Ervin di persona e nessuno me lo avrebbe impedito.
Stetti quindi ad aspettare vicino al cancello dopo aver ringraziato l'uomo, a volte facendo avanti indietro da una parte all'altra del sentiero e a volte seduta su un masso lì vicino.
Tirava un leggero vento che faceva danzare i fili d'erba mi faceva compagnia rinfrescando qualche istante di quella giornata calda.
Passai l'ora di pranzo a divorarmi lentamente la pagnotta e una delle mele che mia madre preparava solitamente per la merenda pomeridiana e poi tornai a rileggere altre parti del mio libro.
Saranno passate circa quattro ore da quando ero arrivata e finalmente sentii un rumoreggiare di passi che tornavano al campo di addestramento.
-T/n!- la voce di Erwin mi richiamò e notai subito il biondo affaticato avvicinarsi a me -Cosa ci fai qui?-
-Volevo parlarti... e devo darti la lettera di tua madre, ricordi?-
Il biondo annuii ma si sistemò con una piccola scossa lo zaino che teneva sulle spalle e guardò i suoi compagni allontanarsi -Aspetta solo qualche minuto, vado a posare tutto e torno da te, va bene?-
Sta volta fui io ad annuire e mi risistemai sul masso aspettando nettamente più di qualche minuto.
-Eccomi- la voce calda dietro di me mi fece sobbalzare portandomi in piedi - dimmi tutto.
Osservai il mio amico qualche istante paragonandolo mentalmente al bambino gracile che avevo disturbato nel cortile della scuola, era totalmente diverso, spalle larghe e possenti, sicuramente muscoloso sotto la divisa, e mascella ben delineata.
Mi affrettai a rovistare nella mia cartella per trovare la lettera da parte di sua madre porgendogliela con fare indaffarato.
-Grazie, la leggerò dopo.- disse con voce calma osservando il piccolo pezzo di cera che sigillava la busta -Hai saltato la scuola per questo? Non avresti dovuto...-
-Volevo anche scusarmi con te.- lo fermai facendogli alzare lo sguardo che si intrecciò con il mio -Non volevo dire quelle cose ieri... Sono solo molto preoccupata e nervosa... Sono stata una stupida, scusa se ti ho offeso.-
Ripresi fiato dopo aver concluso la frase, detta ad una velocità forse troppo elevata.
Calai lo sguardo sui miei stivali diventati improvvisamente molto interessanti notando però i suoi più scuri avvicinarsi piano piano arrivando a sfiorare le quattro punte.
Le sue due braccia forti mi avvolsero in un caloroso abbraccio che rilassò i miei muscoli tesi -Non devi scusarti, lo avevo capito... Non sei una persona cattiva, ma sei troppo premurosa e testarda. Mi sto allenando dando il massimo per riuscire a sopravvivere il più possibile e dare la vita che meritano a tutti gli uomini all'interno delle mura.- si fermò qualche istante staccandosi leggermente da me per incrociare i miei occhi con i suoi -mia madre ormai ha capito la mia aspirazione, voglio essere sicuro che lo capisca anche tu.-
Annuii leggermente ritornando al suo petto cingendolo sta volta con le mie braccia.
-Voglio darti la vita che meriti T/n... Voglio che tu ti senta libera in questo mondo crudele.-
Il suo sussurro mi fece rabbrividire leggermente ma restai ancora qualche secondo attaccata al suo corpo prima di decidere di staccarmi cercando di cambiare discorso.
-Quando vi diranno le classifiche dei cadetti?-
-Tra qualche settimana, prima di metterci a provare l'ebrezza del lavoro sul campo.-
-Beh, conoscendoti sarai tra i migliori- ridacchiai.
-Non ne sono così sicuro, alla fine molti dei miei compagni sono bravi.-
-Sarà anche così, ma tu sei il migliore.-
Sorrise alle mie parole incrociando le braccia al petto -Se continui così farai crescere il mio ego a livelli atroci.-
-Meglio così- risposi soddisfatta -Dove andrete a fare la prova sul campo?-
-Tra le mura, faremo il lavoro della gendarmeria praticamente-
Stettimo a parlare ancora qualche minuto prima che Nile venne a richiamare Erwin rivolgendo anche un sorridente saluto a me.
-Aspetta!- fermai il biondo porgendoli il libro insieme al frutto- Tieni, l'ho letto più volte e penso che possa piacere anche te.-
-E questa?- chese prendendo i due oggetti.
-È del nostro albero, non si sa come ma in sto periodo le mele sono più gustose del solito-
Guardò intenerito il rosso del frutto prima di sorridermi ringraziandomi per poi girarsi e allontanarsi insieme al suo compagno.
Mi girai anche io andando allegra verso casa, soddisfatta di aver sistemato per bene le cose.
Iniziai la strada trotterellando fino a che non sentii una sensazione invadermi le viscere per poi espandersi in tutto il corpo.
Rallentai il passo guardando il terreno arido scorrere sotto i miei piedi contornato da prati erbosi.
Mi focalizzai su di me e su quello che stavo provando percorrendo meccanicamente quella strada che ormai conoscevo bene.
Mi mancava già...
Ma è mai possibile?
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