Capitolo 5
Alessia, appena entrata in classe, incrociò degli occhi verdi, occhi che quell'aula grigia e spoglia, non aveva mai avuto modo di conoscere.Il professore che al momento sedeva di fronte a tutta la classe, prese tra le sue callose mani il registro, affrettandosi a scrivere il ritardo della ragazza.Quest'ultima, in soggezione, attraversò l'intera aula, tra zaini e cartelle, andando a sedere al proprio posto, posando con poca delicatezza, la testa sulla fredda e sporca superficie del banco.Non ascoltò una singola parola, da quando il professore ebbe riniziato a parlare, a causa della sua interruzione nell'entrare con poca delicatezza in aula.Alessia, seppur tenendo la testa rivolta verso il basso, di sottecchi, senza farsi notare, fissava ogni tanto la ragazza dagli occhi color smeraldo.Le ricordava tanto Eren.
Si diede uno schiaffo mentalmente, rimproverandosi di non poterla eguagliare ad un personaggio di un anime, seppur un anime ben fatto.
La campanella della seconda ora suonò, facendo sbuffare la ragazza, che svogliatamente si tolse dalla posizione che aveva assunto appena toccato il banco.Fece per afferrare dei libri dal proprio zaino, ma quel che afferrò, fu il vuoto.Subito dopo si ricordò di non aver preparato nulla, la sera prima, per il giorno precedente.
"Merda..." imprecò a bassa voce Alessia.
Le sarebbe bastato un libro qualunque, bastava che non si facesse notare dalla prof. senza nulla sul suo banco.Alzò gli occhi al cielo, facendoli nuovamente incastrare con quelli della misteriosa ragazza.Sentì una strana sensazione di disagio al centro del petto, quindi distolse lo sguardo, abbassandolo subito dopo.
Un rumore di tacchi, proveniente dal fondo del corridoio, era ben udibile a causa della porta aperta.Cinque secondi dopo, dalla soglia di quest'ultima, fece capolino la testa riccia della professoressa.Appena lo sguardo della "misteriosa", così l'aveva soprannominata Alessia, venne a contatto con quello della prof, coperto da grossi occhiali, la donna alzò, in segno di sorpresa, le sopracciglia, schiudendo leggermente le labbra,
rovinate e secche.
"Tu saresti quella nuova, giusto?" Sorrise gentilmente la docente.
La diretta interessata aprì bocca per parlare e quello che ne uscì fuori fu
"Sì, sono io, mi chiamo Claudia Neri"
Claudia.
Questo nome rimbombava nella testa della castana.
L'oggetto dei suoi pensieri le rivolse una fugace occhiata, accompagnata da un leggero sorriso, che Alessia ricambiò.
Avrebbe tanto voluto farci amicizia.
*spazio autrice*
Lo so che ogni capitolo che pubblico, è sempre più deludente, nonché corto, ma non avevo molta fantasia e volevo aggiornare ;-;
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