Capitolo 4
Alessia's pov
Rilessi il messaggio un'altra volta, stentavo a crederci.Una nuova arrivata?
Velocemente premetti il mio pollice sullo schermo del telefono attivando la tastiera, ed altrettanto velocemente digitai la risposta
Alessia:CHE CAZZO STAI DICENDO, LURIDA BANANA MARCIA PESTATA DALLA SUOLA DELLA SCARPA DI TRUMP?
Mattia:cosa...?
Alessia:RISPONDI, ZUCCHINO IMBALSAMATO.
Mattia:Alessia, vedi di non farti di canne, non sono per te.
Strinsi la presa sul mio telefono, ma guarda te sto carciofo.Se non mi risponde, lo divoro.Sì, io in realtà, sono segretamente un Ghoul.
Alessia:Mattia.Ti ammazzo. c:
Mattia:...ok...tralasciando le tue minacce, non sto scherzando, quello che ho detto è vero.Me l'ha confidato Thomas, dicendomi di aver saputo questa cosa perché se l'era lasciato scappare un prof.Contenta?Pera moscia.
Pera moscia?brutto...mi morsi il labbro inferiore, per non sparare insulti vegetali su di lui.
Alessia:okkè, ciao
Mattia:ciao, pelo pubico❤️
Non gli risposi e buttai il telefono sul letto, scendendo di sotto per andare a mangiare qualcosa.Presi un biscotto al cioccolato, addentandolo subito dopo.Domani avrei avuto di nuovo scuola, quindi decisi di andare a letto presto.Non vedevo l'ora di conoscere la nuova.Risalii le scale a passo svelto ed entrai in camera mia, mi infilai il pigiama e mi coricai sotto le coperte.
Attendevo con ansia il giorno successivo, perché io può.No okay, ero semplicemente curiosa di sapere come sarebbe stata la nuova ragazza.
La sveglia suonò, mugugnai qualcosa in risposta, sicuramente insulti verso essa per avermi svegliata dal mio sonno profondo.Le diedi un cazzotto, ma la stronzetta persisteva con il rumore, poi mi ricordai che esisteva appunto un pulsante per farla tacere.Ah.
Lo premetti, sollevata dal fatto che ora le mie orecchie potessero rilassarsi in pace.Svogliatamente uscii dal mio comodo letto, dirigendomi in bagno, filando dritta verso il water per rimanerci almeno mezz'ora.Ritornai in stanza, mi misi un paio di pantaloni della tuta, una maglietta nera, la solita felpa grigia e delle Adidas, rigorosamente nere.
Afferrai il mio zaino, dove dentro non c'era nemmeno traccia di un libro, era sempre vuoto, ed andai giù in cucina.Presi al volo un paio di biscotti ed uscii di casa, mettendomi subito le cuffiette e facendo partire "Super Psycho Love" di Simon Curtis.Andai alla banchina, per aspettare l'autobus, che, puntualmente, arrivava sempre in ritardo.Se fosse arrivato in ritardo pure stavolta, appena salita avrei imprecato contro l'autista di questa dannatissima vettura.Di solito, all'uscita da scuola me la faccio a piedi, ma non credo che qualcuno, di prima mattina, abbia la voglia di passeggiare allegramente stile Heidi, con le caprette intorno che ti fanno ciao.
7:32
Ok.Preparati autista dell'autobus.La furia Alessia, incomberà su di te.
Appena arrivò, salii svelta sulla vettura, guardando in direzione della troietta che ogni giorno mi faceva fare ritardo.Cioè, tu osi far ritardare me?Ma come ti permetti?
Scansai la gente, che mi imprecava contro, fino ad arrivare a lui.Sbattei la mia mano sul vetro che ci divideva, lentamente lui si girò verso di me, domandandomi
"Ragazzina, che vuoi?"
Pensai che l'omicidio fosse illegale, quindi mi calmai.
"Allora, punto uno, intanto a me della ragazzina non dai, è chiaro?Punto due, questo fottuto autobus, ogni volta arriva in ritardo, ed io sono stufa.Quindi, o voi autisti iniziate ad essere puntuali, o io vi brucio.Ok?Ok." Dissi tutto d'un fiato, tant'è che diventai rossa.La gente mi guardava stranita, minchius volete, oh.
L'autista alzò un sopracciglio e mi squadrò, poi riprese a parlare.
"Prima che io ti sbatta fuori dall'autobus, taci e fammi partire."
Il tono e quel che aveva detto, mi fece innervosire, ma decisi di stare zitta.Mi rimisi le cuffie, standoci per tutta la durata del tragitto.Appena scorsi quel dannato edificio, o meglio, la scuola, schiacciai il pulsante per far fermare il bus.Scesi e mi incamminai a passo lento verso l'entrata.Varcai la soglia del cancello, superandolo, mi feci tutto il cortile, ed entrai a scuola.Che depressione, era pure tutta grigia.L'unica cosa che mi aveva spinto a venire, era la nuova ragazza in classe nostra.Fremevo dalla voglia di conoscerla.Percorsi tutti i corridoi, fino ad arrivare alla porta della mia classe.Appena aprii quest'ultima, due occhi verdi, si incrociarono con i miei.
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