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Capitolo 2 - Una mossa inaspettata Parte 6

“Bene, avrete il privilegio di iniziare per primi, scegliete pure la vostra parola preferita, okay?”
“Aaah, lasciami pensare… Sceglieremo…”
Mentre giocava col telefono, Sora posò una mano sul cristallo e disse:
“Inizierò con… 'Bomba a idrogeno Suibaku'.”
Istantaneamente, un blocco di ferro pesante almeno 27 tonnellate si materializzò sopra le loro teste.
L’oggetto pronunciato da Sora era incomprensibile sia per Steph che per Jibril. Per di più, anche se l’avessero conosciuto, non avrebbero potuto capire a cosa servisse.
Dopotutto, era un’arma creata dagli umani del mondo di Sora… il loro sbaglio peggiore e più grande in assoluto.
Questo perché alla fine era… un’arma di distruzione di massa.
Jibril fissò l’oggetto con espressione vacua.
La bomba iniziò a fondere e a comprimere il combustibile per iniziare la fissione… o meglio, la detonazione.
Dopo essersi generato calore per via dell’esplosione nucleare, i neutroni ricavati dalla fissione del nucleo si combinano con il deuterato di litio, producendo una luce fortissima.
… Jibril non aveva idea di cosa si trattasse.
Tuttavia, era stata creata dagli dei per uccidere Dio, quindi il suo istinto di Flügel le suggerì la cosa giusta.
… “La luce in avvicinamento è capace di distruggere ogni cosa.”
“……!”
Dopo di che, avvenne una seconda esplosione, e lei arrivò ad una conclusione in meno di cento millisecondi.
Jibril posò la mano sul cristallo e scelse la sua prossima parola.
“…Protezione a distanza numero 4 Kurianse!”
Le sue parole arrivarono nello stesso momento della fine del processo di fusione della bomba.
… La sfera di calore si stava gonfiando.
Nacque un nuovo sole in quel piccolo spazio circolare nella libreria.
La temperatura altissima vaporizzò tutto all’istante, provocando un’onda d’urto bollente e letale.
L’edificio scomparve letteralmente.
Una violenza travolgente, in grado di carbonizzare ogni cosa nel raggio di un chilometro, allo stesso modo in cui un tornado può spazzare via una città.
Una nuvola a forma di fungo raggiunse la stratosfera, lasciando che della libreria non restassero le rovine.
Si era creata un’enorme fossa nel mondo in cui si trovavano.
Jibril, illesa, era in piedi al centro di essa.
“… Soddisfatti? Non potete uccidermi.”
Jibril guardò davanti a sé.
Sora stava sorridendo coraggiosamente, Shiro era esattamente senza espressione come prima, mentre Steph era rimasta
letteralmente a bocca aperta, scioccata.
Erano tutti e tre illesi a loro volta.
“Avete cercato di farmi saltare in aria al primo tentativo? Se non fosse stato per le mie buone intenzioni, questa partita sarebbe già finita.”
Era vero.
La magia evocata da Jibril non era fatta per proteggere solo se stessa.
Protezione a distanza numero 4… una magia elfica della classe più alta.
Si trattava di una magia espandibile, al punto da proteggere Sora e il suo gruppo.
Jibril stessa era stata colpita direttamente dall’esplosione, e non aveva comunque riportato alcuna ferita.
“Buone intenzioni? Ehi, non dire cose così dolci.”
Sora le rispose con nonchalance.
“Anche se tu riuscissi ad ottenere la nostra conoscenza… e lasciassi semplicemente finire questa partita e tutte queste cose noiose, non riusciresti proprio a farti piacere una conclusione del genere. Volevo soltanto testare le tue capacità di giudizio.”
Che stava a significare pentirsi di combattere degli sconosciuti, e terminare la partita senza ottenere alcuna conoscenza?
Oppure proteggerli entrambi, lasciando che la sfida continuasse?
Sora aveva compreso la sua decisione, fatta in meno di cento millisecondi. Jibril sorrise pensandoci.
“Anche se me lo aspettavo, sembra che non riuscirò a renderti incapace di continuare, né quindi a farti perdere secondo quella condizione.”
Osservando il paesaggio, e la terra bruciata intorno a loro, e allo stesso tempo guardando Jibril, senza un graffio dopo essere stata colpita da una forza così grande, Sora sospirò.
“Sarebbe fantastico se tu potessi capire tutto questo.”
“Sembra che dovremo trovare un altro modo di vincere, e visto che ‘Collega le parole’ è un gioco semplice, ci saranno almeno un milione di metodi per farlo.”
“Ahah, che umano interessante…”
Come se il gioco avesse un pulsante di reset, Jibril disse: “Allora… non fatemi annoiare, okay?”
Le implicazioni di quella frase le capì chiaramente perfino Steph.
Anche utilizzando una forza distruttiva di quel calibro, non potevano forzare Jibril ad essere incapace di continuare.
Al contrario, finché Jibril rimaneva così determinata, era pronta a forzare i due fratelli a diventare incapaci di continuare.
E l’avrebbe potuto fare facilmente, dato che erano così fragili fisicamente.
In questo stava la differenza nelle loro posizioni.
L’abisso che c’era fra le due razze era per loro un muro più alto del cielo. Riaffermando a se stessa questo fatto, Steph non poté fare a meno di sospirare.
Sora aveva pianificato di terminare tutto con una singola mossa.
Utilizzando le sue conoscenze di un altro mondo, quello era forse l’attacco più forte che conosceva, una forma di distruzione reciproca per porre fine a quella partita.
Ora che il suo trucco si era rivelato inutile…
“Ti assicuriamo che non ti faremo annoiare…Galleria elementale Scifrikairou.”
Ignorando la confusione di Steph, Sora posizionò le mani sul cristallo e disse la sua prossima parola.
Nonostante gli umani non potessero percepirlo, gli Elementi erano la fonte di cui ogni razza in grado di usare la magia aveva bisogno, e ora era stata eliminata.
Jibril fu nuovamente sorpresa dalla mossa scelta da Sora.
“Tutto questo… è scioccante.”
“Questo è un mondo che conosco da poco tempo, nessuno può garantirmi che il Flügel non userà nessuna magia per leggermi nella mente.”
Steph pensò che Sora dovesse essere preoccupato, ma non c’era traccia di ciò sul suo viso; il ragazzo sorrideva, pacifico.
Come per confermarlo, aveva scelto un piano che non avesse risultati visibili, e avrebbe inoltre cambiato subito tattica al momento giusto.
Sora non mostrava altro che un’espressione imperturbabile.
“Oppure conviene soltanto a te?”
Sfidando il sorrisetto di Sora, Jibril rispose così.
“No… gli Elementi non potranno essere usati come bonus da nessuno, ci saranno dei limiti anche al tuo corpo, come ad esempio l’incapacità di volare. Questi termini non mi servono a nulla in ‘Collega le parole’… quindi non fa differenza.”
In ogni caso, Jibril era diventata un po’ irrequieta.
“Se devo essere sincera… mi sento nervosa.”
“Aaah… è una sensazione simile a quando il tuo telefono non prende, non è vero?”
A sentire questa frase, Jibril guardò rapidamente in alto, come se avesse sentito delle campane suonare.
“Cos’è un telefono!? C’entra qualcosa con quella scatola!? E cosa vuol dire che non prende!?”
“Se mi batterai, te lo dirò… LA TUA FACCIA! Sei troppo vicina! E asciugati quella saliva!”
“Ah! Come sei maleducato… eheheh…… Quaranta mila libri di un altro mondo… eheheh…”
L’espressione di Jibril era rilassata, come quella di una ragazza che pensava semplicemente a delle buonissime torte.
“… Fratellone, questa persona.”
“Sì, ha dimostrato di essere più che strana, ma allo stesso tempo è interessante… Oh, Jibril, muoviti, è il tuo turno.”
“Ah! G-Giusto, allora ne sceglierò una tipica… Cavallo Uma.”
In un istante, apparve un cavallo nella stanza.
“Eh?”
‘Purururu’… il cavallo faceva un suono strano con le labbra. Steph non poté trattenersi dal fare un passo indietro.
Senza esitazione, Sora proseguì.
“Okay, Vagina maxxko.”
“………?”
Jibril e Steph.
Entrambe sembravano avere dei punti interrogativi sulla testa.
Allora, Steph si strinse forte ai suoi vestiti ed esclamò, agitata.
“…… T-Tu, tu, cosa ti passa per la testa!?”
Sora rise e rispose:
“Beh, per giocare a ‘Collega le parole’ è indispensabile un po’ di linguaggio osceno, quindi calmati, dai.”
“…… Heh.”
Shiro aveva sempre la sua espressione impassibile, mentre Jibril, invece…
“Questo è il linguaggio sporco degli umani… No, a giudicare dall’espressione sconvolta di Dora-chan, questo dev’essere il linguaggio
dell’Altro Mondo, uno slang per parlare dei genitali femminili…! Aah, mi arrivano nuove conoscenze…!” Era in lacrime, con lo sguardo al cielo.
“Questa persona è davvero stramba, uhm.”
Sora posò la mano sulla vita di Shiro.
Come aveva fatto?
Shiro sapeva per quale motivo l’aveva fatto.
Annuì lentamente e rispose… Scomparsa.
Finché non si interferisce direttamente per forzare gli altri giocatori a non poter più continuare, si può comunque interferire con
loro in altri modi, seppure indiretti.
“Ora le cose si faranno interessanti.”
Steph si accorse del sorriso segreto che Sora aveva appena mostrato.

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