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Capitolo 2 - Una mossa inaspettata Parte 5

Il gruppo procedette verso il luogo della partita… il centro della libreria.
Camminarono lungo quegli scaffali labirintici e per quei corridoi dall’ambientazione fantasy.
Lungo la strada, Sora pose alla ragazza una domanda che gli aveva dato da pensare.
“Jibril, perché hai voluto questa libreria? Non c’erano soltanto conoscenze sulla razza umana qui, all’epoca?”
“Ah, sì, la mia casa, Avant Heim, è sul dorso di un Phantasma…”
Sora ripensò alla città volan… si corresse, la città nel cielo.
“Beh, a noi Flügel non serve mangiare e siamo quasi immortali, quindi appropriarci di qualunque territorio è una cosa banale, ma dopo aver collezionato conoscenze per migliaia di anni, abbiamo iniziato ad avere problemi con l’enorme quantità di libri che possedevamo.”
“…… Oh.”
“All’epoca, i diciotto membri del consiglio decisero di [Rimuovere tutti i libri].”
… Jibril aveva parlato dei [Diciotto membri del consiglio dei Flügel] anche prima.
Sora ricordò che quel consiglio era composto dagli otto rappresentanti e da altri dieci, che possedevano dei poteri speciali, il [Governo Democratico] dei Flügel.
“La chiamarono condivisione delle conoscenze… beh, non fu proprio una condivisione, ma un atto folle deciso dai membri del consiglio in modo da riportare i libri sulla terraferma.” Stringendo il pugno, Jibril iniziò a criticarli.
“Mi sono opposta, ovviamente! Con me eravamo quattro a non essere d’accordo, ma il risultato è stato un pareggio, e visto che a proporre questa orrenda legge era stato uno di noi con poteri speciali, è stata approvata.”
Scrollò le spalle, delusa.
“Ma dal momento che non potevo starmene con le mani in mano ed accettare quella cosa, decisi di lasciare la città nel cielo e costruire la mia scorta personale di libri.”
“… L’intera conoscenza e saggezza degli Imanity… è stata portata via per questa ragione allora, eh…”
Sora mormorò, mentre Jibril, d’altra parte, protestò violentemente.
“Quelli erano i miei libri! Me ne sono presa cura, controllavo la loro temperatura, l’umidità della stanza, e ho anche aiutato a collocarli
negli scaffali più appropriati! E poi dovrebbero essere restituiti per colpa di una legge!? Aaaahh, come ho potuto permettere che accadesse, non sarò mai d’accordo con una cosa del genere! Se non fosse perché Dio ci ha proibito di utilizzare la forza, avrei già decapitato i miei opposito… oh, okay, siamo arrivati.”
“Questa ragazza fa paura, è così piena d’odio.”
“… Devo ricordarti, Sora.”
Sentendo il ragazzo pronunciare quelle parole, Steph intervenne.
“I Flügel potranno anche collezionare informazioni generiche, adesso, ma in passato…”
In ogni caso, Jibril la interruppe per dirlo lei stessa.
“Già, prima dei [Dieci Comandamenti]… ciò che collezionavamo erano le [Teste].”
Come se si stesse ricordando di qualcosa di felice accaduto in passato, sorrise dal profondo del cuore.
“Ero così giovane e in forma… Tutti discutevano se le teste dei Giganti e dei draghi dovessero essere posizionate in un luogo piuttosto che in un altro. Oh, non preoccupatevi, c’erano fin troppe teste umane, avevamo perso il conto.”
Sora, che senza accorgersene si era coperto il collo, disse.
“… Mi sembra scorretto che vi facciate conoscere col nome di Celesti, secondo me dovreste liberarvene.”
Non erano affatto angeli, ma piuttosto diavoli.
… Al centro della libreria.
Gli scaffali si incastravano in modo tale da fornire a quella stanza un grande spazio circolare al centro, dove c’era un tavolo, anch’esso circolare, con dipinti sopra dei disegni geometrici particolarmente complessi.
C’erano inoltre un paio di sedie, che stavano una opposta all’altra ai lati del tavolo.
“Dovreste sapere come si gioca a questo gioco, è [Collega le parole]… però… useremo questo.”
Jibril sollevò la mano con grazia, e il tavolo iniziò a fluttuare.
I disegni sopra di esso cominciarono a loro volta a brillare, per poi rimpicciolirsi a poco a poco.
Dopo di che, ne emersero un numero enorme di quadrati magici, e in mezzo alle due sedie opposte, fluttuò un cristallo.
“… Che cos’è?”
“Giocheremo a [Collega le parole materializzate].”
“Siediti, prego.”
Sora si sedette sulla sedia, sentendosi sotto pressione, per trovarsi di fronte a Jibril.
“I Flügel sono una [Razza Combattente]… quindi non siamo molto bravi con i giochi comuni, e comunque, non siamo nemmeno interessati ad impararli.”
“… Anche con i [Dieci Comandamenti], la pensi allo stesso modo?”
“Già, giocando a quei giochi tediosi, penseremmo sempre cose come [Tagliare la testa a questo tizio sarebbe molto più rapido,
aaah che noia]… Si tratta di un comandamento davvero problematico, giuro che un giorno darò a quel maledetto diavolo… Oh, ho detto una cosa orribile, vero? Mi dispiace?”
“““Questa [Razza] fa paura, è così piena d’odio.”””
Nel vedere Jibril nuovamente con un sorriso tenero in viso, tre persone in quella stanza iniziarono ad avere un tic nervoso.
“Tuttavia, anche noi Flügel a volte abbiamo delle dispute tra di noi, e le risolviamo con questo gioco.”
Jibril toccò il cristallo fluttuante nella stanza.
“Le regole sono semplici, entrambe le parti devono collegare la sillaba finale di una parola in modo da formarne un’altra che inizi con la stessa sillaba.”
Era davvero “collega le parole” alla fine, ma…
“[Usare una parola che è già stata detta], [Non rispondere entro 30 secondi], [Non essere nelle condizioni di rispondere]… Se si fa anche solo una di queste cose, si [Perde].”
Jibril continuava a parlare sorridendo dolcemente.
“[Quello con più conoscenze vince]… è questo il metodo che noi collezionisti di intelligenza usiamo per risolvere i nostri problemi.”
“… Beh, va bene formare parole in qualunque lingua?”
“Sì, ma nominare un’entità, un animale di fantasia o un oggetto inimmaginabile che non può essere specificato in alcun modo, sarà
considerato come fornire una [Risposta non valida], questo devo farvelo presente.”
Sora aveva i suoi dubbi riguardo alla spiegazione delle condizioni per perdere che aveva dettato.
“… Che significa [Non essere nelle condizioni di rispondere]?”
“Visto che questo è [Collega le parole materializzate]…”
Jibril gli rivolse un sorriso sottile.
“Qualunque sia la parola che pronunci, [Apparirà se non è ancora presente] e [Scomparirà se è già presente]… Giocheremo questo
‘collega le parole’ a queste condizioni… Ho reso l’idea?”
… In altre parole.
Se uno avesse detto ‘gorilla’, sarebbe apparso un vero gorilla.
Nonostante glielo avesse anticipato, gli sembrò un gioco interessante.
“Okay, e se dicessi [Ragazza] cosa accadrebbe?”
Jibril sembrava volergli mostrare con lo sguardo che aveva fatto una domanda magnifica.
Rispose: “Escludendo me, tua sorella e Dora-chan sparirebbero.”
“Non qualunque ragazza in questo mondo?”
“Non ti preoccupare, questo gioco non è così potente.”
Jibril sorrideva amaramente.
“Nonostante le parole si materializzino o smaterializzino da questo luogo, vengono semplicemente spostate in una dimensione alternativa.”
… Anche se fosse in maniera temporanea, metterebbe comunque pressione a chiunque non stia giocando.
Jibril continuò.
“Tecnicamente, non è possibile causare alcuna interferenza che possa impedire all’altro partecipante di continuare a giocare.”
“Quindi non si può agire direttamente sull’altro giocatore?”
“Già.”
“Allora, vieni qui Shiro.”
Shiro iniziò a correre e con un ‘pof’, si lasciò cadere… in grembo a Sora.
“Di solito giochiamo insieme ogni partita… Quindi se adesso dicessi [Ragazza], l’unica a sparire sarebbe Steph, no?”
“Eh?”
Steph aveva un’espressione scioccata.
“E poi, se non si trattasse di un’interferenza diretta? Ad esempio dire [Cuore] o [Acqua], che fanno parte del nostro corpo.”
Vedendo che Sora cercava di capire le regole con prudenza e accuratezza, Jibril provò ammirazione per lui, e sorrise, prima di rispondergli.
“Se dovesse accadere, tutto ciò che costituisce il giocatore verrà mantenuto, mentre se non è parte di lui, verrà fatto sparire. Ad esempio, se venisse detto [Acqua], tutta l’acqua presente qui a parte quella nei vostri corpi sparirebbe, e la stessa cosa vale per il [Cuore]; essendo un Flügel, il mio corpo è una [Galleria elementale], ma anche se ciò venisse pronunciato, non mi influenzerebbe in alcun modo.
Fuuuu… allora è così che stanno le cose.
“In più, una volta che il gioco avrà fine tutto tornerà al suo posto, quindi per favore non trattenerti per alcun motivo, e [Rilascia le tue conoscenze].”
… Con un sorriso dolce ad aggraziarle il viso ancora una volta, Jibril fece una domanda.
“Potete soddisfarmi quindi? Se non morirete, ovviamente, pur essendo dei deboli umani?”
“……Eh!?”
Avendo finalmente capito ogni implicazione, Steph scoppiò a piangere.
“Aspettaaa! Eh!? Morire!?”
“Il gioco non ha effetti sulla realtà, visto che alla fine potrai tornare in vita.”
“No, aspetta un secondo okay!?”
(Hai detto morire?)
(Aspetta e basta!)
“Pensa in modo razionale, non c’è alcun bisogno che io stia qui, no!? Sarei l’unica ad essere in pericolo…”
Noncurante dell’esistenza di Steph, Jibril appoggiò una mano sul cristallo fluttuante.
“Allora va bene…?”
Sora e Shiro seguirono Jibril nel poggiare le mani sull’altro lato del cristallo, prima di rispondere.
“Okay… Cominciamo.”
“… Date il meglio di voi…”
“Ascoltatemiiiiiiii!!”
“… Steph, seduta…”
Sotto il potere dei Comandamenti, Steph obbedì proprio come farebbe un cane fedele, e si sedette.
“AH- Non posso scappare ora! Non voglioooooo-!”
La magia iniziò ad espandersi per poi ricoprire l’intero spazio circolare.
… Ciò significava che si erano spostati in un altro luogo, lontani dalla realtà.
E anche che la partita era appena cominciata.

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