Capitolo 3 - Esperto Parte 3
Tornando nuovamente nell'atrio.
Ciò che i fratelli si trovarono davanti agli occhi fu un enorme pubblico che riempiva la sala, il quale probabilmente aveva aspettato lì per tutto il tempo.
Inoltre di fronte al trono era stato sistemato un piccolo tavolo con due sedie.
Su quel tavolo c'era ...
"Una scacchiera ... ?"
Per una volta, fu Sora a sentirsi confuso. Dopo quella sfida scorretta in cui era stata usata la magia degli Elfi ... Aveva preso in considerazione tantissime possibilità, ma gli scacchi erano del tutto fuori dalla sua immaginazione. Dopotutto, come si può pensare di barare negli scacchi? Sora era alquanto preoccupato dato che non si sarebbe mai aspettato una scelta simile.
Comunque Kurami, seduta su una delle due sedie, iniziò a dargli una spiegazione con voce monotona.
"Esatto, sono scacchi. Ma non si tratta di scacchi normali."
Dicendo così, tirò fuori una piccola scatola, la aprì e sparse i pezzi al suo interno sulla scacchiera.
Subito dopo ...
I 32 pezzi, sedici bianchi e sedici neri, si mossero tutti verso la loro posizione da soli, scivolando sulla scacchiera.
Era come se ...
"Proprio così, sono dei particolari scacchi che [Hanno una propria volontà]."
Kurami dette quella risposta a Sora, come se gli avesse letto nel pensiero.
"I pezzi si muovono in automatico. Basta dare loro un comando e i pezzi si muoveranno secondo ciò che gli è stato ordinato."
" ... Capisco. Quindi è così che stanno le cose, eh?"
Aveva scelto un gioco davvero problematico.
Sora iniziò a pensare a tutti modi possibili che Kurami aveva per imbrogliare, e schioccò la lingua.
" ... Cosa facciamo, Shiro?"
Se fossero stati dei normali scacchi, allora Shiro avrebbe vinto di sicuro.
Ma ciò sarebbe accaduto solamente in una normale partita di scacchi.
Per non parlare del fatto che l'avversaria aveva di certo intenzione di ricorrere alla magia, per imbrogliare.
" ... Non preoccuparti, se si tratta di scacchi ... Non posso perdere."
Dicendo in quel modo, Shiro si mosse in avanti coraggiosamente.
Ma prima che la sfida avesse inizio, Sora volle precisare:
"Ehi, va bene se ci scambiamo a metà della partita?"
" ... ?"
Quelle parole sorpresero sia Kurami che Shiro.
"Sfortunatamente, noi due siamo un solo giocatore. Inoltre, quello sembra un gioco con cui hai familiarità soltanto tu. Servirà a equilibrare la partita, no?"
Sora disse così, mentre giocava col suo telefono. Kurami iniziò a fissare Sora negli occhi, come se stesse cercando di leggere le sue intenzioni. Tuttavia non sembrò riuscire a capire niente dallo sguardo del ragazzo.
Non sarebbe stata la stessa cosa se alla partita avesse partecipato solamente uno dei due componenti di 『 』.
"Fa come preferisci."
Kurami pronunciò sprezzante quelle parole, preoccupata dal telefono nelle mani di Sora, ma anche dal fatto che non era ancora riuscita a capire le sue intenzioni, ma ...
" ... Nii, pensi che Shiro ... possa perdere?"
Quella che stava inaspettatamente protestando ... era proprio la sorellina, il secondo componente della squadra.
"Shiro, non essere così impulsiva. Se si fosse trattato di una normale partita a scacchi, sono certo che non ci sarebbe stata nemmeno una possibilità su 10000 di una tua sconfitta."
" ... Mh."
Shiro annuì, come se quella affermazione fosse stata ovvia.
Anche Sora era del tutto serio. Non ci sarebbe stato modo per Shiro di perdere.
Tuttavia ...
"Come ha detto Kurami ... Questi non sono dei comuni scacchi."
" ... "
"Non dimenticarlo. Noi due siamo una cosa sola, insieme siamo più forti. Va bene?"
" ... Mi ... Mi dispiace ... Farò ... attenzione ... "
"Bene! Allora iniziamo!"
Dicendolo, Sora accarezzò la testa di Shiro, poi le sussurrò qualcosa all'orecchio.
"Per il momento cercherò di vedere attraverso i suoi inganni in modo da escogitare un piano, dobbiamo vincere!"
Annuendo in segno di assenso, Shiro si avvicinò lentamente al tavolo.
"Avete finito di parlare? Allora iniziamo, puoi fare tu la prima mossa."
" ... "
Sentendo quella frase, Shiro si accigliò per un attimo.
Shiro aveva sempre sostenuto che gli scacchi non erano affatto diversi dal [Tris].
Ciò che Kurami aveva appena detto equivaleva a consegnarle direttamente la vittoria.
Questo perchè gli scacchi sono un gioco in cui, se entrambi i giocatori sono ad un ottimo livello, in teoria [La vittoria andrà a chi muove per primo].
Il giocatore che muoverà per secondo, invece, potrà solo aspettare che l'avversario commetta almeno un errore per poter sperare in un [Pareggio].
" ... Pedone b2, in b4. "
Shiro dette quell'ordine con un tono alquanto sconsolato e la partita ebbe inizio.
I pezzi si muovevano sulla scacchera in modo automatico, senza bisogno di spostarli con le mani, ma semplicemente dando a voce i comandi.
Seguendo il regolamento, per quanto riguardava la prima mossa, il Pedone si mosse in avanti di due caselle.
Ma Kurami aveva detto ...
[I pezzi hanno una propria volontà].
Non era possibile che si stesse solo riferendo al fatto che i pezzi fossero in grado di muoversi in automatico.
Mentre Sora era immerso nei propri pensieri, Kurami mormorò con calma:
"Pedone numero 7, [Avanza]."
Subito, il Pedone che aveva ricevuto l'ordine ... si mosse in avanti di tre caselle.
" ... Eh!?"
Sora non potè trattenere quell'esclamazione stupita, così come anche ogni persona del pubblico.
"Questi sono [Scacchi con una volontà propria] ... non l'avevo già detto?"
Un leggero sorriso comparve sul volto di Kurami, mentre pronunciava quella frase.
"Questi scacchi riflettono il [Carisma], [L'abilità nel comandare], [La capacità di guida], [Il diritto di essere Re] di un giocatore, e si muovono secondo queste qualità ... non trovi che sia il gioco più adatto per assegnare il titolo di Re?"
"Tch."
Sora schioccò la lingua ... ma non c'era motivo di farsi prendere dal panico.
" ... Pedone d2, in d3."
Con calma e semplicità, Shiro continuò a giocare.
"Pensi davvero che riuscirai a continuare a giocare con quell'aria tranquilla?"
... Tuttavia, le provocazioni non avrebbero avuto alcun effetto su Shiro a partita iniziata.
Inoltre, c'era suo fratello come riserva. Shiro aveva una concentrazione estrema. Avrebbe potuto persino battere una divinità.
Era ciò che stava accadendo proprio in quel momento.
Non era affatto turbata dalle continue mosse contro le regole di Kurami. Shiro non si era messa in una situazione pericolosa nemmeno una volta, continuando a muovere i propri pezzi.
" ... Forse ho capito."
Sora stava temendo una certa cosa.
Se le cose stavano come aveva detto Kurami, cioè la chiave di quel gioco erano i pezzi dotati di una volontà propria, allora ... ciò che temeva sarebbe presto divenuto reale.
"Pedone 5, avanza."
Il pezzo a cui aveva dato l'ordine ...
Non si mosse.
" ... Eh?"
Per la prima volta da quando era arrivata lì, Shiro mostrò un'espressione confusa. Allo stesso modo, anche Steph e tutte le persone del pubblico avevano le idee davvero confuse.
"Proprio come pensavo, le cose stanno così, eh ... "
Sora schioccò la lingua, notando che si era appena avverato ciò che aveva previsto. In altre parole, l'idea che serviva il carisma per far muovere i pezzi ignorando le regole e vincere quella partita di scacchi ... era del tutto sbagliata. La vera chiave di quel gioco era il fatto che i pezzi non si sarebbero mossi senza sufficiente carisma. Poichè quei pezzi erano come veri [Soldati], di sicuro non si poteva ricorrere ad una strategia usata normalmente, ovvero ...
"Non è possibile [Sacrificare un pezzo], eh."
Non era mai esistito che per il bene di una Guerra, dei soldati avrebbero sacrificato tanto volentieri le proprie vite. Gli ordini precisi, combinati con la spinta data dall'iniziale morale alto, in principio aveva reso possibile quella strategia. Ma in quel momento [Sacrificare un pezzo] era diventato del tutto impossibile ...
" ... "
Shiro si morse l'unghia del pollice, entrando per la prima volta in un lunga ed intensa riflessione.
Certo ... la maggior parte delle tattiche erano praticamente limitate. Tuttavia i soldati di Kurami, che mostrava un lieve sorriso, stavano continuando a muoversi senza alcun problema ... Era la prima volta che sembravano riuscire a respingere gli attacchi di Shiro, che fino ad allora era stata in vantaggio.
Ma la situazione peggiorò in fretta. A causa del loro morale basso, i pezzi iniziarono ad ignorare sempre più spesso i comandi di Shiro, la cui frustrazione stava crescendo sempre più. Inoltre quella frustrazione veniva trasmessa ai soldati, rendendo la situazione ancora più complicata.
Se le cose fossero continuate in quel modo, non ci sarebbe stata più alcuna speranza.
" ... "
Shiro aveva probabilmente capito da sola che per lei non ci sarebbe stata più alcuna speranza di vincere.
Infatti, sembrava del tutto rassegnata.
Shiro aveva portato avanti quella partita, permettendo a Sora di osservare il gioco.
Con gli occhi come quelli di uno zombie, pieni di disprezzo per se stessa, non c'era più la minima traccia di qualcosa che si potesse definire carisma nel suo sguardo. Intanto i movimenti dei pezzi di Kurami avevano rivelato a Sora il 120% del modo in cui questa stava imbrogliando.
Mettendo una mano sulla spalla della sorella, Sora disse:
"Shiro, scambiamoci."
" ... "
Gli occhi tristi della sorella erano nascosti dietro i lunghi capelli bianchi.
Ma Sora era quasi certo che fossero pieni di lacrime.
C'era da aspettarsi una cosa simile. 『 』 non ammette alcuna sconfitta.
Soprattutto negli scacchi, che erano un gioco in cui la sorella non aveva mai perso.
" ... Nii ... Mi ... dispiace."
"Va tutto bene."
" ... Ho ... perso ... mi ... dispiace."
Dicendo quelle parole, Shiro affondò la testa nel petto di suo fratello.
Ma Sora, accarezzandole i capelli, disse:
"Eh? Cosa stai dicendo, non abbiamo ancora perso."
" ... "
"Noi due insieme siamo『 』... fino a quando anche io non verrò battuto, questa non potrà essere considerata una sconfitta."
Shiro alzò lo sguardo verso Sora, che aveva pronunciato quelle parole. Il ragazzo mostrava la sua solita espressione arrogante e piena di fiducia.
"Inoltre, questi non sono normali scacchi ... in un gioco di questo tipo non mi hai mai battuto nemmeno una volta."
" ... Eh?"
"Beh, sta a vedere, questo gioco si addice proprio alle mie competenze."
Poi Sora asciugò le lacrime dagli occhi della sorellina. Non riusciva a vedere che espressione avesse perchè teneva la testa abbassata, ma era certo che fosse ancora abbattuta. La sorella iniziò ad alzarsi dalla sedia per scambiarsi di posto con Sora, che però la fermò.
"Una piagnucolona, eh. Una bambina che si ritira nel bel mezzo di una sfida, e un fratello ingenuo che pensa di poter ribaltare la situazione a questo punto ... sembra proprio che voi due abbiate tutti i requisiti per diventare un re. O meglio, avete i requisiti giusti per diventare la caricatura di un re."
Sora ignorò quelle parole di Kurami e prese in braccio Shiro.
" ... ?"
Shiro si irrigidì sentendosi sollevare così all'improvviso.
Il corpo della sorellina era davvero molto leggero, nonostante avesse undici anni.
Sora arrivò al tavolo e mise Shiro seduta sulle sue ginocchia.
" ... ?"
"Te l'ho già detto, noi due iniseme siamo『 』. Siamo ancora qua. E se dovessi perdere la calma, ti prego di darmi una mano."
Con quella frase, Sora lasciò senza parole la sorellina.
Con un sorriso, ma anche in modo davvero inquietante, Sora si rivolse a Kurami.
"Wow, che imbrogliona."
"Ti stavi ... per caso rivolgendo a me?"
"Ti batterò in questo gioco pieno di inganni, che hai ottenuto dagli Elfi, concedendo non so quale parte del corpo, quindi faresti bene ad iniziare a pensare a come scusarti ... Questo è il prezzo da pagare per aver fatto piangere mia sorella, brutta sgualdrina."
Il volto di Kurami si contorse in una smorfia, ma Sora non ci fece caso.
Sora si mise di fronte alla scacchiera. Poi fece un grande respiro e urlò:
"A TUTTI I SOLDATI!"
Stava parlando a voce talmente alta da fare quasi tremare le pareti. Infatti tutte le persone presenti nell'atrio, compresa la sorellina che teneva in braccio, dovettero coprirsi le orecchie.
"TUTTI COLORO CHE RIPORTERANNO UN SUCCESSO IN QUESTA BATTAGLIA, PER CONCESSIONE DEL RE, SI GUADAGNERANNO IL DIRITTO DI PORTARSI A LETTO LA DONNA CHE PREFERISCONO!"
Subito, tutto il castello cadde in un silenzio che sembrava quello presente sul fondo del mare. Ciò che quel silenzio stava a significare era un misto di confusione, meraviglia e stupore. Ma Sora continuò a parlare senza farci caso.
"E non è finita! Tutti i soldati che combatteranno in prima linea, dopo la vittoria in questa battaglia saranno sollevati da ogni servizio militare e dalla necessità di dover pagare le tasse per tutta la vita! Il paese vi garantirà ogni beneficio da veterani! Perciò non potete morire vergini! Inoltre, tutti voi che avete una famiglia o una persona amata ad attendervi, dovete tornare a casa vivi!"
Ancora una volta, sentendo quel discorso esageratamente volgare, il castello rimase in silenzio.
Tuttavia, dalla scacchiera risuonò un grido di battaglia.
"UOOOOOHHHHH!!"
Quel fatto risultava in forte contrasto con ciò che stava accadendo tra il pubblico nel castello. Ma il discorso non era ancora concluso.
"Al mio esercito, ai miei uomini! Prestate ascolto alle mie parole! Questa è la nostra battaglia ... E' la battaglia di Elchea e di tutta l'umanità! E' la battaglia che deciderà chi regnerà su questa città, il nostro ultimo baluardo, per questo si decideranno le sorti di tutto il genere umano! Ascoltate bene! Aprite i vostri occhi e guardate il Re del vostro paese ... "
Poi Sora indicò improvvisamente Kurami e gridò:
"Vi va davvero bene lasciare il vostro paese in mano a quell'idiota cadaverica e senza un briciolo di intelligenza?"
"Cosa ... "
Poi, ignorando Kurami che aveva un'aria sbigottita, sollevò la testa della sorella, che sedeva sulle sue gambe con aria abbattuta.
Poi spostò alcune ciocche di capelli, mostrando il suo volto. Così, dietro quei lunghi capelli albini divenne visibile la sua pelle candida come la neve. E rivelò anche i suoi bellissimi occhi color rubino, talmente intensi da lasciare chiunque di sasso ... ma che al momento erano colmi di tristezza.
"Se riusciremo a vincere, allora lei diventerà Regina! Pensate a ciò che è accaduto poco fa! Per guidarci alla vittoria ha chiuso il proprio cuore e vi ha dato degli ordini, ma ognuno di voi l'ha ignorata definendola [Spietata] e l'ha fatta piangere! Ve lo chiederò una sola volta ... "
"DOPO UNA COSA SIMILE POTETE ANCORA DEFINIRVI UOMINI??"
Poi dette immediatamente un ordine ad un Pedone.
"Al settimo plotone di pedoni! Il nemico sta invadendo la nostra prima linea! Se continueremo ad attendere passivamente, saremo attaccati ai lati. Muovetevi e proteggete quelle zone! Fatevi valere!"
Poi, in risposta a quell'ordine, il Pedone avanzò di due caselle e attaccò il Pedone nemico, distruggendolo.
"Cosa?! Impossible!"
Sora rispose con un grande sorriso all'espressione sbalordita di Kurami.
"Eh? Si tratta di qualcosa che hai fatto anche tu, perchè hai quell'aria sorpresa?"
"Grrr ... "
Ma la sorellina che Sora aveva braccio, borbottò:
" ... Se questa fosse stata una vera battaglia ... dopo questa mossa quel soldato sarebbe stanco ... e non riscuirebbe a muoversi per un po'."
"Certo, hai ragione, ma ... secondo squadrone di cavalleria! Non lasciatevi sfuggire l'occasione che il settimo plotone di pedoni ha creato! Proteggete ad ogni costo gli [Eroi] che vi hanno aperto la strada!"
Poi, senza aspettare il turno del suo avversario, continuò a parlare:
"Poi mi rivolgo al Re e alla Regina laggiù! Anche voi fate parte del nostro esercito, quindi affrettatevi a raggiungere il fronte."
Sentendo quegli ordini, che erano impossibili secondo il regolamento degli scacchi, tutti spalancarono gli occhi per lo stupore, compresa Shiro.
"Ehi! Cosa credi di fare ignorando il mio turno!?"
Kurami protestò contro Sora, che con uno sguardo di compassione rispose:
"Eh? Sei per caso idiota? Pensi forse che in una vera battaglia qualcuno si fermerebbe ad attendere il turno dell'avversario?"
In ogni caso, i pezzi si stavano muovendo. Quindi stavano eseguendo gli ordini che avevano ricevuto.
"Se davvero vuoi avere il tuo turno, perchè non provi a dare un comando prima di me? Stupida."
Sora stava continuando a tirare fuori una serie di argomentazioni assurde, con la piena convinzione che invece fossero sensate. In ogni caso i pezzi continuavano a muoversi. Ciò significava che non c'era niente di sbagliato in quello che stava facendo.
"Guuu ... Pedoni, avanzate insieme! Create un muro di difesa!!"
Kurami si affrettò a dare l'ordine per un contrattacco.
Ma Sora si accorse immediatamente del suo errore.
"Ah! Guardate, le sue truppe si stanno nascondendo dietro le mura, che razza di codardi!"
Il ragazzo urlò quella frase, con un tono da perfetto attore, facendo ampi gesti con le mani per indicare i pezzi di Kurami.
"Avete lasciato i soldati a combattere in prima linea, aspettando nelle retrovie, che razza di Re e di Regina siete! Il Re e la Regina, i regnanti, sono coloro che dovrebbero guidare il popolo ... Tutti voi, fieri Cavalli, Alfieri e Torri! Adesso è il momento di dimostrare chi siete! Proteggete il vostro territorio e [Fate vedere quanto valete]!"
Avendo svelato le subdole intenzioni dell'avversario, Sora aveva alzato il morale delle truppe. I suoi pezzi infatti si mossero immediatamente, incoraggiati da quelle parole, che nel mondo reale potevano praticamente definirsi una [Tattica di propaganda]. Poi si rivolse di nuovo a Kurami e ai suoi pezzi degli scacchi, dicendo:
"Hmpf ... hai usato la magia degli Elfi per alzare forzatamente il morale delle tue truppe ... se si trattasse di una vera battaglia, questa si potrebbe definire una [Magia di lavaggio del cervello], eh?"
" ... "
Sul volto di Kurami comparve una smorfia distorta.
Pensare che Sora non si fosse accorto di aver pienamente colto nel segno sarebbe stato come sottovalutare ampiamente le abilità di quel ragazzo.
"Capisco, sarebbe di certo una cosa difficile da dimostrare e fornirebbe un vantaggio schiacciante in questo gioco. Anche se l'avversario è un esperto di scacchi, resta incapace di prevedere il movimento dei pezzi, che non sono sacrificabili, quindi si creerebbe una situazione complicata ... "
Sora mise la mano sulla testa della sorella.
"Ma hai commesso un grave [Errore di valutazione]."
Poi proseguì ancora una volta a parlare ad alta voce.
"Fin dall'antichità, non ci sono mai stati casi in cui dei re che, dopo aver trattato brutalmente le proprie truppe, siano stati ricordati come grandi re, perchè per prima cosa le persone combattono per la giustizia ... Ed esiste un'unica giustizia assoluta in questo mondo!!
Come al solito, la sorellina aveva un'aria spenta e gli occhi semi-chiusi. Ma in quell'occasione Shiro spalancò improvvisamente gli occhi, mostrando il volto di una bella ragazza che avrebbe potuto incantare chiunque semplicemente con uno sguardo.
"Vi trovate in presenza della vostra Regina! Se voi bastardi siete dei veri uomini, non potete permettere che questi occhi si riempiano di nuovo di lacrime!"
In risposta, dalla scacchiera si sollevò nuovamente un grido di battaglia, così forte da far tremare il tavolo.
"Proprio così ... La [Bellezza] è l'unica giustizia immutabile in questo mondo."
Sora pronunciò quella frase con tono fiero, stringendo a sé la sorellina che teneva in braccio.
L'unica reazione a quelle parole provenne dalla scacchiera, in cui si era creata un'incredibile atmosfera di eccitazione. Non c'era possibilità che le persone presenti in quella sala potessero capire la situazione, poichè vivevano in un mondo che da secoli non vedeva guerre.
Esiste una ragione per cui gli uomini da sempre rischiano la propria vita in un combattimento, anche se questo non cambierà minimamente le sorti del mondo.
Quella ragione è l'amore. E col proprio onore vogliono affascinare le persone amate.
In pratica combattevano spinti da una sorta di [Erotismo] ... Non c'era altro modo per descrivere quel fatto ...
"Pedone numero 5! Distruggi il Cavallo dell'avversario!"
Il Pedone a cui Kurami aveva dato l'ordine attaccò il Cavallo del nemico, ma ...
Abbracciando la sorella, Sora si alzò dalla sedia e, con ampi gesti del braccio iniziò ad urlare:
"Oh. Onorevole Cavallo, da noi allenato e nominato cavaliere dalla Regina, sei davvero così debole da venire sconfitto da un misero Pedone? Nel nome della Regina, così come nel rispetto del tuo titolo, non ti consentirò di morire senza il mio permesso! Il nemico è soltanto un unico soldato, non potrebbe fare altro che prenderti alle spalle. Voltati e indietreggia, poi mantieni la posizione e apriti una via verso la sopravvivenza con scudo e spada!"
In quel momento il Pedone si apprestava ad attaccare il Cavallo ... ma un attimo prima di colpirlo, invece, si disintegrò.
"Eeeeeh!?"
Sia Steph che Kurami non riuscirono a trattenere quell'esclamazione, così come ogni altra persona nel castello.
Comunque quel suono non fu udito da Sora.
Ormai era completamente immerso nella battaglia e continuava ad urlare.
"Hai combattuto bene, hai resistito molto, oh valoroso Cavallo! Questo è esattamente ciò che significa essere la spada del popolo! Ma ora dovresti riporre quella spada per un po' e riposarti! La ricompensa per le tue azioni di oggi sul campo di battaglia ti verrà presto fornita, lo giuro sul mio nome!"
Sentendo quelle parole, il Cavallo, un semplice pezzo degli scacchi, si voltò verso Sora ... no, verso il suo Re. Poi gli fece un inchino e scomparve con un 'puff' dalla scacchiera, finendo al lato del tavolo.
Era una situazione impossibile da verificarsi negli scacchi, una [Uccisione simultanea]. Vedendo che Kurami era rimasta senza parole, Sora per schernirla le disse:
" Ah ah ah, idiota. Degli scacchi che imitano una vera battaglia? Contro un avversario come me che non ha mai perso a giochi del calibro di 'Civilization' o di 'Daisenryaku', pensavi di poter vincere con un gioco semplice come questo?"
Esatto, quelli non erano scacchi. Quello era un [Gioco di strategia]. Una magia che manteneva alto il morale dei soldati ... era di certo un bel vantaggio. Una cosa come quella in pratica valeva quanto qualcosa per mantenere lo stato del sistema societario o le meraviglie del mondo. Però ... Sora aveva una certa familiarità anche coi punti deboli di tali sistemi.
In pratica, quello era lo stile di gioco risultante dall'affidarsi a quegli effetti ... Se fosse stato possibile capire lo stile di gioco dell'avversario ... Quella non si sarebbe più potuta definire una partita.
"Pedone numero tre! Cogli l'occasione di distruggere l'Alfiere nemico!"
Pieno di fiducia, con l'obiettivo di dare scacco matto, Sora pronunciò quel comando ad alta voce, e il pezzo si mosse obbedendo. Ma, poco prima che riuscisse a raggiungere l'Alfiere ...
Quel Pedone cambiò colore, diventando nero.
"Cosa!?"
Dal pubblico si sollevò un grido di stupore. Ma quel fatto era ormai diventato una consuetudine. Tuttavia, per la prima volta, anche Sora faceva parte di quel gruppo stupito. Dall'espressione di Sora, Kurami poteva chiaramente affermare che quell'avvenimento per lui era risultato del tutto imprevisto. Poi, con un piccolo sorriso sinistro, Kurami disse:
"Il lavaggio del cervello ... Può dare degli effetti davvero interessanti. Direi che col lavaggio del cervello è chiaramente possibile fare una cosa del genere."
Aveva forzato il pezzo che stava attaccando a diventare di colore nero.
Un [Lavaggio del cervello forzato] ...
In altre parole, qualsiasi altro attacco a quel punto sarebbe stato impossibile.
... Dannazione.
Dannazione. Dannazione, dannazione, dannazione!
Sora comprese che aveva appena commesso un errore fatale, però riuscì a non darlo a vedere. Si era limitato a credere che l'inganno dell'avversario era stato usato solo per mantenere il morale alto tra le sue truppe.
Aveva appena commesso lo stesso errore che aveva fatto notare con arroganza a Steph giusto qualche giorno prima.
Ho fallito ... Ho fallito, fallito, fallito! Che grave errore! Mi ero convinto di avere la vittoria quasi in pugno, pensando di aver svelato il suo inganno ... ma non mi sono accorto che aveva un altro asso nella manica ... Perchè non ho considerato questa eventualità ... Sono davvero un idiota!
"A tutte le truppe, ritirata! Il nemico sta usando una magia di lavaggio del cervello, non dovete avvicinarvi!"
Grazie all'enorme abilità di comando di Sora, persino i pezzi che non erano in grado di ritirarsi, iniziarono a indietreggiare.
"Eheh, stavi tentando di essere un re della guerra? Sei solo un re che sta indietreggiando, smettila di temporeggiare."
Essendosi accorta che la situazione stava cambiando, Kurami dette un ordine contro il re avversario ... in altre parole contro Sora.
La Regina nemica iniziò ad avvicinarsi.
"Decapita il Re nemico, mia Regina! Scacco matto!"
"Fratellone ... "
Le persone nell'atrio iniziarono a rumoreggiare, persino Shiro si accorse del pericolo, cercando di avvertire il fratello. Ma ... Sora si rivolse al pezzo che si stava avvicinando, dicendo:
"Oh Regina, vi prego abbassate la vostra spada ... perchè siete ... bellissima."
...
"Eh?"
Mentre il pubblico, Kurami, e persino Shiro erano rimasti sbigottiti, Sora iniziò a cercare di persuadere con fare appassionato e fervente quel pezzo degli scacchi, la Regina.
"Ahh, mia cara Regina. State servendo il vostro Re volontariamente, o avete altre ragioni ... ma vi prego, ascoltate il vostro cuore. Quel Re è davvero degno dei vostri servigi?"
Sembrava proprio un attore teatrale di prima categoria. Parlando con un dolce tono da donnaiolo esperto, Sora pronunciò una serie di belle parole smielate. Aveva tutta l'aria di un re giovane e bello sul campo di battaglia.
"Ha fatto il lavaggio del cervello ai soldati, ai cittadini, e li ha usati come armi, come oggetti ... inoltre, vi ha fatto scendere sul campo di battaglia mentre lui è rimasto indietro impaurito a guardare. Quello è davvero un Re per cui vale la pena battersi e con cui sfoggiare la vostra bellezza?! Oh cara, bella Regina, è solo colpa di un destino avverso se ci siamo incontrati in questo modo, come nemici. Vi prego, abbassate la vostra spada, e osservate bene ... il vostro popolo, coloro che dovrebbero essere protetti ... il vostro Re! Dove sono adesso?"
Nella stanza riecheggiò un sonoro 'Clang', quando la spada della Regina cadde sul pavimento.
Stavolta, la Regina nera si colorò di bianco. Non si udiva più il minimo rumore provenire dal pubblico in quell'atrio, che era rimasto esterrefatto. L'unico suono venne dalla bocca di Kurami, mentre cercava invano di dire qualcosa a Sora, che mostrava sul volto un sorriso compiaciuto.
"Cosa ... "
"Eheheh, i Galge sono uno dei pochi giochi in cui sono più abile della mia sorellina."
"T-Tu ... "
Vedendo che Kurami stava digrignando i denti per la rabbia, dal pubblico si sentì un sospiro di sollievo. Probabilmente stavano pensando che la situazione fosse tornata in parità, visto che Sora sembrava in grado di fare la stessa cosa del suo nemico,.
Ma quel pensiero non era del tutto corretto. Anzi, era completamente errato. Infatti Sora era riuscito a portare dalla sua parte solamente la Regina nemica. Invece Kurami, anche se la cosa non era stata ancora confermata, sembrava in grado di poter fare il lavaggio del cervello a qualsiasi pezzo sulla scacchiera. In quel modo avrebbe bloccato completamente l'offensiva nemica, riuscendo ad attaccare senza mai indietreggiare. L'unica cosa che sembrava attendere Sora era descrivibile in due parole ... [Sconfitta certa].
Cosa faccio ora? Cosa farai adesso Sora, dannato verginello di 18 anni ... ?!
Sora stava cercando con tutte le proprie forze di mantenere un sorriso composto sul suo volto, per nascondere la preoccupazione. La sua mente stava cercando disperatamente un modo per risolvere quella situazione complicata. Per essere precisi ... un modo lo aveva già trovato.
Un modo ... ci sarebbe. E' solo una possibilità ... ma il nemico cadrebbe davvero in un simile tranello!?
Era un azzardo con cui si sarebbe giocato il tutto per tutto. Se avesse avuto successo, sarebbe riuscito a resistere almeno per un altro po'. Ma se avesse fallito ... allora le sue possibilità di vittoria si sarebbero completamente azzerate. Confrontati coi rischi di quell'azzardo, i vantaggi che avrebbe potuto ottenere sarebbero stati solo temporanei ... era davvero la scelta giusta? Sora stava continuando a pensare intensamente, mentre la secrezione di ormoni nel suo cervello era talmente alta da fargli sembrare che il tempo stesse rallentando.
Ma in quel momento ... Shiro prese delicatamente il volto del fratello tra le sue piccole mani.
"Cosa ... ?"
Sentendo improvvisamente una sensazione di tepore sulle guance, Sora fu attraversato da un brivido. Poi, Shiro guardò Sora negli occhi, e a bassa voce gli sussurrò:
" ... Nii, mi avevi detto ... di calmarti, se fossi stato in difficoltà."
" ... "
" ... Noi due insieme siamo ...『 』 ... "
Ahh ...
"Certo, hai ragione ... "
" ... Va tutto bene?"
Pensi che funzionerà?
Negli occhi del fratello Shiro riuscì a leggere quella domanda silenziosa. Poi la sorellina, con aria gentile ma decisa, gli rispose annuendo.
Quella era proprio Shiro ... la ragazzina geniale ... la sorellina di cui andava fiero. Contro un avversario che giocava senza seguire le regole, aveva continuato a giocare correttamente, per poi doversi arrendere. Non avrebbe potuto vincere, dal momento che non era in grado di capire le vere intenzioni di Kurami, il suo avversario. Nelle tattiche psicologiche, il fratello era mille volte superiore rispetto alla sorella.
Ancora una volta, Sora si immerse nei propri pensieri.
Non doveva dimenticarsi che sua sorella era in grado di sconfiggere persino un Dio. Quella sorella, dopo aver valutato rapidamente la situazione, aveva affermato che la sua tattica avrebbe funzionato. Quindi, ciò che doveva fare era avere fiducia nella sorella, così da riuscire a costruire la strategia migliore!
Poi Kurami, con le spalle tremanti, dette un comando con decisione:
"Cavallo! Distruggi subito quella Regina traditrice!"
Era appena caduta ... in quella trappola accuratamente elaborata. Il Cavallo nero che aveva ricevuto l'ordine di Kurami sembrò scosso da un conflitto interiore, poi ...
Cambiò colore, diventando bianco.
"P-Perchè ... C-Cosa hai fatto!?"
Proprio così. Questo era l'unico modo per sopravvivere. Qualcosa che Kurami non avrebbe mai potuto sopportare in questa sfida, un tradimento da un membro del suo esercito. Inoltre sta ancora pensando che stiamo ricorrendo ad un qualche tipo di magia per imbrogliare ... Questa sembra proprio ... l'unica via rimasta per raggiungere la vittoria. Ahh, c'era da aspettarselo dalla mia sorellina.
Sora volle comunicare questo pensiero accarezzando la testa di Shiro, che in risposta socchiuse gli occhi compiaciuta, finendo per assomigliare ad un gatto.
Poi, come se tutta quella situazione fosse stata programmata, Sora esclamò con un indomito sorriso:
"Oh Re, oh folle Re. Hai appena ordinato ad un tuo suddito di uccidere la tua Regina ... Che ordine crudele. Faresti meglio a darti una calmata. Quelle spalle che tremano per la rabbia ... non sono affatto un qualcosa che dovresti mostrare al tuo popolo."
"Tu ... traditore!"
Kurami era sicura che Sora avesse ormai venduto gli esseri umani e avesse usato l'aiuto di un altro paese per imbrogliare. Sul suo volto non c'era più traccia di quell'espressione cadaverica e impassibile che era stata presente fino ad allora, adesso c'era solo pura rabbia. In confronto, Sora mostrava un'aria arrogante, coraggiosa e piena di fiducia.
... Nessuno avrebbe potuto prevedere un simile risvolto.
Invece proprio in quel momento Sora, col cuore che pulsava talmente forte da sembrare sul punto di dover esplodere, stava cercando di ricorrere a tutte le sue energie mentali. Il cervello di Sora era ancora limitato alle conoscenze che aveva accumulato in una serie di quiz e giochi di storia. Stava cercando di ricreare nella sua testa una serie di battaglie, con tutte le simulazioni che la sua mente gli permetteva di fare.
Certo, non si poteva affatto dire che la situazione si fosse ormai messa per il meglio.
Quella tattica non poteva essere usata ripetutamente. Era semplicemente un bluff da usare una volta, per piantare il seme del dubbio nella mente dell'avversario. Era una pericolosa arma a doppio taglio, perchè sarebbe bastato solo un altro attacco come quello per causare un completo fallimento. In una situazione come quella ... l'unico modo per spuntarla era [Vincere senza combattere] ...
Vincere senza combattere?
...
In una situazione come quella, significava una [Sconfitta certa].
Sora riuscì finalmente ad intravedere un barlume di luce.
"Shiro. Lascerò a te il comando delle truppe. Puoi guidarle tu, in modo che non subiscano il lavaggio del cervello?"
" ... Nessun problema."
Senza bisogno di chiedere la ragione, la sorella balzò in piedi e prese il controllo delle truppe.
Quello era, ancora una volta, un azzardo in cui si giocavano il tutto per tutto. Comunque, stavolta quell'azzardo poteva garantire ai fratelli una vittoria certa. C'erano solo due modi per uscire vittoriosi in quella situazione. Secondo le conoscenze di Sora, un modo era vincere senza combattere.
"Oh, mia cara Regina ... "
Lasciando il comando alla sorella, Sora iniziò a rivolgersi a quella che era stata la Regina nemica, divenuta poi alleata.
"Non mi permetterò di dare ordini a voi o ai vostri fieri e fedeli cavalieri, che hanno abbassato le armi, per poi alzarle contro il vostro popolo ... i vostri compagni. Questa battaglia, questa situazione ... ormai non è nient'altro che una insensata rissa. Dovrebbe essere chiaro a tutti che il vostro Re ... adesso è del tutto preda della follia."
Sora, stava riuscendo a rivoluzionare completamente quella situazione nel giro di qualche secondo. Gli stavano passando nella mente svariate migliaia di frasi ad effetto da recitare, poi scelse quelle che riteneva più appropriate.
"I vostri cittadini vi appartengono ... La persona che dovrebbe guidarli al posto del [Re folle] dovreste essere solo e soltanto voi. Qualcuno ha obiezioni?"
Quello era proprio lo scopo del discorso di Sora. Non una singola persona nel castello, avrebbe potuto scoprirlo, nemmeno Kurami. Infatti, tutto il pubblico rimase in silenzio, proprio come era già accaduto svariate volte in precedenza. Stavano tutti aspettando col fiato sospeso che accadesse qualcosa di totalmente inaspettato. Poi, finalmente, accadde qualcosa che probabilmente avrebbe soddisfatto le loro aspettative.
La Regina, che in origine era pezzo di colore nero e che poi era diventata bianca ...
Stavolta si colorò di rosso.
Inoltre, anche alcuni pezzi neri che si trovavano in prima linea cambiarono colore, diventando rossi.
Erano stati persuasi da quell'azzardo.
"Eeeeeh!?"
Kurami era stata l'unica persona nella sala ad urlare qualcosa. Probabilmente, nessuno tra il pubblico era stato in grado di comprendere ciò che era appena accaduto. Comunque, le parole che Sora pronunciò subito dopo chiarirono qualsiasi dubbio agli spettatori.
"Vi ho ordinato di ribellarvi, oh rispettabile e valorosa Regina! E per seguire la loro Regina anche i soldati più retti hanno vinto il lavaggio del cervello! Non vorrei mai ordinarvi di attaccare i vostri compagni! Inoltre, non credo proprio che i vostri compagni oserebbero attaccarvi! Siete solo e soltanto voi colei che dovrebbe segnare la fine della tirannia di quel Re folle che continua ad impossessarsi della libertà delle persone attraverso il lavaggio del cervello!"
Esatto, stava proprio incitando il popolo ad una [Rivolta], l'avvento di un terzo potere.
"Non voglio che ci siano altri spargimenti di sangue! A differenza di tutti coloro che desiderano combattere, io voglio solo la pace! Voglio che entrambi gli eserciti abbassino le proprie spade. Non permetterò che venga versato altro sangue inutilmente!"
Dopo aver ascoltato quel discorso, intorno alla Regina rossa iniziò ad aumentare il numero dei pezzi che si coloravano di rosso, uno dopo l'altro.
Quei pezzi, che fino a qualche istante prima sembravano poter attaccare i propri nemici senza alcuna esitazione.
"Maledetto, comunque non importa! Sbarazzatevi di tutti i traditori!"
Consumata dalla rabbia che le impediva di comprendere la situazione, Kurami era caduta ancora una volta in una trappola.
"Hai appena commesso un altro errore, oh folle Re. Fin dall'antichità, sedare le rivolte ricorrendo ad una [Oppressione militare] è risultata sempre la peggiore strategia possibile."
Anche se sembravano pronti a colpire i propri nemici senza alcuna esitazione ed erano ancora sotto gli effetti del lavaggio del cervello, non era affatto facile attaccare un compagno d'armi. Sentendo le parole di Sora, i pezzi che avevano appena ricevuto l'ordine di Kurami iniziarono a diventare rossi uno dopo l'altro.
"Ma ... che ... cosa è successo? Che razza di trucco hai usato?"
Proprio Kurami, che aveva tentato di proteggere l'umanità arrivando a servirsi del potere degli Elfi, aveva sollevato quell'accusa contro Sora. Quella sensazione, unita al senso di essere stata tradita, le aveva fatto perdere qualsiasi compostezza.
" ... A tutte le unità, fornite supporto alla Regina rossa ... occupate maggiore spazio ... non lasciate che qualcun altro muoia."
Seguendo le intenzioni di Sora, dando degli ordini precisi, Shiro aveva mobilitato i pezzi rossi in maniera strategica. Non era nulla di spettacolare. Si trattava solo di utilizzare come scudo i pezzi della Regina rossa, che sarebbero risultati difficili da attaccare per l'attuale esercito di Kurami, in quanto erano stati compagni d'armi. In altre parole, aveva manipolato i pezzi dell'esercito della Regina rossa per creare una situazione in cui gli attacchi di entrambe le parti sarebbero risultati inefficaci.
In risposta a quella strategia Kurami ordinò:
"A tutti i soldati, dovete prendere ad ogni costo la testa del Re nemico ... dovete solo muovervi secondo i miei comandi ... sbarazzatevi di ogni nemico, distruggete quei traditori!"
Sia Sora che l'intera razza umana non si erano accorti di niente. Ma probabilmente era stata appena utilizzata una magia ancora più potente di lavaggio del cervello. Silenziosamente, l'armata nera iniziò ad avanzare contro pezzi rossi e bianchi. L'aura che trasudava da quei pezzi in marcia mostrava chiaramente la loro intenzione di annientare qualsiasi cosa sul loro cammino, per questo ogni persona del pubblico trattenne il fiato per l'agitazione.
" ... Nii, questo è ciò che succeede ... quando metti un nemico indebolito all'angolo."
Shiro disse quelle parole indicando la scacchiera, mentre una piccola goccia di sudore freddo le stava scendendo lungo il viso. Tuttavia, Sora le rispose con un sorriso.
"Lo so ... è per questo che l'ho fatto."
Improvvisamente, senza alcuna ragione, nella sala risuonò un 'Crack'.
Sul Re nero, ovvero il Re di Kurami ... iniziarono ad aprirsi una serie di crepe.
"Eh? C-Cosa?"
Le crepe si diffusero su tutto il corpo del Re nero. Vedendo che Kurami stava osservando la scena con aria confusa, Sora rispose con tono distaccato:
"Un tiranno che continua a regnare diffondendo la paura, con continue oppressioni e lavaggi del cervello ... è una cosa davvero strana."
Quello era il secondo modo che Sora conosceva per riuscire a [Vincere senza combattere].
"Finchè un Re continua ad ottenere vittorie va tutto bene, ma se dovesse perdere, non importa in che mondo ci si trovi, sappiamo tutti quale sarebbe la fine di quel sovrano, perchè ormai il suo destino sarebbe segnato."
Ovvero ...
"Quel sovrano morità in seguito ad un assassinio, per mano di qualcuno che gli è vicino e che magari non fa nemmeno parte dell'esercito."
Un simile avvenimento si era verificato più e più volte nella storia del mondo da cui proveniva Sora.
In sostanza, con la diffusione del lavaggio del cervello, le truppe non si preoccupavano più dell'apparenza delle cose. Soprattutto dopo che il tiranno li aveva portati con la forza sull'orlo della sconfitta. Mentre avevano iniziato a muoversi secondo gli ordini di quel Re folle, era iniziata la loro [Autodistruzione].
In seguito, ormai interamente ricoperto di crepe, il Re nero andò in frantumi. Tutti i presenti nel castello, compresa Kurami, restarono a fissare quella scena senza parole.
"Mi dispiace, ma il mondo da cui proveniamo non è bello come questo mondo in cui vivete."
Poi, Sora e Shiro si alzarono dalla sedia con aria vittoriosa.
"Quando si tratta di guerre e combattimenti, in confronto a voi siamo dei veri esperti."
Poi, dopo un profondo sospiro, Sora si scambiò un cinque con Shiro e spostò lo sguardo verso l'orizzonte.
Sembrava stesse guardando verso il mondo da cui proveniva, mentre osservava in lontananza, socchiudendo gli occhi.
In seguito, borbottò qualcosa.
"In fondo si tratta solo di un gioco. Ahh, questo mondo è proprio un bel posto ... "
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro