-IL TEMPIO DEI RICORDI-
Era una giornata afosa di metà agosto. Il sole era insopportabile e vestito con il solito gi rosso, mi sembrava davvero di star arrostendo. Neanche un filo di vento c'era a darmi sollievo e stranamente il mio potere non mi avrebbe aiutato in quelle circostanze. Mi fermai sostando sotto l'ombra di un albero e bevendo ricordai il motivo del perché fossi lì:
Maestro Wu mi aveva fatto mandare nella sua stanza: un forte odore di incenso mi colpì subito, non mi è mai piaciuto l'incenso, ma dovetti resistere; aveva da dirmi qualcosa. Parlò di una specie di visione di fumo, o non so che e mi disse che l'indomani sarei dovuto partire da solo verso il tempio del fuoco, per controllare non ci fossero "ospiti indesiderati". Subito chiesi il perché dovessi essere l'unico ad intraprendere quella scarpinata di ore, sotto il sole cocente solo per una stupida visione, oltre al fatto che non ne avevo voglia; ma quando iniziò a parlare a indovinelli, mi arresi e accettai la missione. Mai feci scelta peggiore.
Mentre un flebile vento si alzava, ripensai a quello che stavo vivendo, contemplando il nulla:
Dopo la sconfitta del Great Devourer eravamo tutti impegnatissimi; tra allenare Lloyd e cercare di localizzare garmadon per recuperare le armi d'oro non c'era mai tempo libero per svagarsi, oltre al fatto che non sapevamo più che fare per recuperare quelle maledette armi. In compenso gli allenamenti andavano bene, anche se non sapeva ancora bene controllare il suo potere.
Ripresi il cammino e tra un pensiero e l'altro mi accorsi che ero ai piedi di un minaccioso vulcano. Dall'alta cima si vedeva un fumo scuro uscire, mentre la lava tutt'intorno alzava la temperatura, rischiando di farmi diventare uno spiedino arrosto. Una stretta stradina di pietra nera mi indirizzava all'entrata del tempio e senza esitare raggiunsi il pesante portone. Esitai per un attimo ad aprirlo, sperando di non essere arrivato fin lì invano, ma fui stranamente sorpreso da quello che vidi: un gruppo di scheletri intenti a escogitare un piano per impossessarsi delle armi d'oro. Non pensavo che delle teste d'osso come loro potessero anche solo pensare di prendere delle armi così potenti, ma dovevano comunque essere fermati:
"HEY, non così in fretta, scheletonti!" Gridai alla folla mentre i miei pugni si incendiavano di fuoco ardente. Gli scheletri, probabilmente offesi dal mio formidabile dissing, mi corsero incontro cercando di accerchiarmi, con una semplice mossa di spinjitzu li stesi tutti tranne due; presi uno per le gambe, lo lanciai contro l'altro e tutti e due finirono in una pozza di lava lì vicino. Si ripresero in fretta ma subito aprirono un varco verso l'oltretomba e scapparono a gambe levate. Forse ora hanno imparato che non si scherza col fuoco.
A quel punto il mio lavoro lì era finito, feci per tornare all'entrata del tempio, ma un pensiero si fece strada nella mia mente. Cambiai la mia metà, non tornai subito a Ninjago City, bensì mi fermai all'entrata del mio villaggio natale: Malachite Village. Un grande cancello tori, mi dava il bentornato, mentre all'orizzonte il cielo si imbruniva. Qui è dove vidi per l'ultima volta i miei genitori. Spostai lo sguardo a sinistra, riconoscendo la mia vecchia casa. Non so perchè ci ritornai. Preso dalla nostalgia, mi sedetti al tavolo dove pranzavamo e mentre i ricordi mi assalivano una piccola lacrima scese dal mio viso, bagnando il legno rovinato. Un pianto silenzioso risuonò nella casa abbandonata. Mi mancavano tanto. Forse sarebbe stato più saggio non diventare un ninja, restare qui e continuare a fare il fabbro, come mio padre, continuavo a dirmi. Alzai lo sguardo e davanti a me vidi un simbolo familiare; un martello che batte su un'incudine circondata da una fiamma. Non mi sono mai soffermato a guardarlo, ormai non ricordavo cosa indicasse; ormai l'avevo rimosso dalla mia memoria. un rumore esterno mi fece rabbrividire: mi sentivo osservato. qualcuno mi stava osservando. Mi calai il cappuccio sul viso e furtivamente uscii dalla casa.
Era solo un uomo. Il sole gli dava le spalle, non riuscivo a vederlo bene. Notai solo che sul capo portava un largo cappello intrecciato e in mano, stretti nel pugno dei fogli blu. In spalle portava un sacco e quando notó che lo stavo osservando si affrettò ad accelerare il passo rivelando il rumore metallico proveniente proprio dal sacco. scomparve dietro un basso edificio. Non so perchè ma quello strano figuro mi sembrava di averlo già visto, scacciai quel pensiero e abbandonai di nuovo il villaggio, avviandomi verso Ninjago City".
"Wow, Che storia! Ma basta raccontare, abbiamo ancora un sacco di cose da fare" disse Nya interrompendo il fratello.
"E se quel tipo era GARMADON?!"
Disse Jay agitato:
"Ehm... ti ricordo che Lord Garmadon ha quattro braccia"
Puntualizzo Zane, mentre iniziammo a ridere.
In lontananza, la figura di Wu, intento a bere una tazza di té osservava la scena con aria pensierosa.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro