Capitolo 8-Una nuova pista
"D'accordo, d'accordo, Camy! Ma dimmi per favore che hai in mente qualcosa" mi dice Eddy stendendosi sul divano. Gli getto una manciata di pop-corn, che prende al volo.
"Beh, effettivamente qualcosa ho pensato. Non so se possa essere la strada giusta. Temo che si dimostrerà abbastanza complicato. Però potrebbe essere un inizio".
"Dai spara, sono curioso", si rialza di scatto, emozionato.
"Noi sappiamo che quella strega l'ha portato via, sappiamo che Matt ha ormai 10 anni. Potremmo iniziare col fare un giro per il vicinato. Magari Elisa è ancora in contatto con qualche mamma arpia".
"Potrebbe essere un'idea, ma non sono così sicuro che le sue amiche fidate rivelerebbero delle informazioni preziose alla persona dalla quale la strega è scappata".
Non ha tutti i torti. Rifletto in silenzio.
"Probabilmente hai ragione. Ma credo che dovremmo tornare comunque in quella strada, non ti pare?"
Eddy mi fissa confuso.
"Che cosa hai in mente?", mi chiede poco convinto.
Senza troppi complimenti, trascino il mio amico fuori di casa.
Non ho le idee ben chiare, ma qualcosa ci inventeremo.
"Ecco Eddy, adesso tocca a te!"
"Ma cosa dovrei fare?", mi chiede un po' in ansia.
"Entra, sono sicura che qualche indizio salterà fuori".
Con un calcio Eddy butta giù la porta della vecchia casa di Matt ed Elisa.
Entriamo rapidamente.
Naturalmente é tutto buio, nessuno ha voluto acquistare l'attempata catapecchia. E così da cinque anni è rimasta completamente disabitata e nell'oscurità più totale.
Ci facciamo strada fra le ragnatele, cercando di non inciampare fra i vecchi mobili sparsi per la casa.
I mobili sono stati completamente svuotati. Lo si nota dai cassetti aperti e dalle ante spalancate.
"Ho controllato tutte le stanze, non c'è nulla, hanno portato via tutto", mi dice Eddy, pensieroso.
"D'accordo allora usciamo dalla porta sul retro, non dobbiamo dare nell'occhio. Vieni dobbiamo passare dalla cucina".
Apriamo la porta pronti per andare e una folata di vento ci travolge.
Sento un rumore alle mie spalle.
"Eddy guarda!". Un bigliettino atterra lievemente sul pavimento sporco.
Un'unica scritta campeggia al centro,immersa nell'immagine di una piccola cittadina sull'oceano.
"Blueville" ,leggiamo all'unisono, "Beh, è già qualcosa".
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