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Todoroki x Reader {2}

Numero di parole: 21.240

Ho alcune precisazioni da fare:

- Questa storia NON è il continuo di quella pubblicata sempre su questa raccolta, ma una storia diversa;
- In linea col nuovo regolamento di Wattpad i personaggi sono da intendersi come maggiorenni;
- Non è una storia per tutti. È estremamente lunga e molto dettagliata, leggetela solo se in grado di reggere un target di questo tipo.

P.s. non pubblico da anni una lemon del genere, ma Shouto Todoroki ne meritava un'altra, quindi eccomi qui :>
. . . .

<<Alla fine quindi mi sono allenato troppo e mi è venuta su una gran febbre. Non pensavo fosse possibile, ma adesso che sono guarito non vedo l'ora di tornare ad allenarmi ancora>> disse il rosso al mio fianco, rivolto a tutto il piccolo gruppo in quel momento riunito nel salone comune del dormitorio. Eravamo lui, io, Katsuki Bakugou ed Hanta Sero. Il gruppo al completo, amici dal primo anno.
I ragazzi intorno a me stavano parlando da diversi minuti, ma dal canto mio li stavo ascoltando a malapena, troppo concentrata a guardare altrove ad intervalli molto ripetuti. Praticamente annuivo solo con la testa o al massimo emettevo un piccolo verso a mo' di cenno di consenso, giusto per far credere di star seguendo a pieno la conversazione. In verità però stavo afferrando forse una frase su tre, quel tanto che bastava per non perdere completamente il filo del discorso.
<<Questo perché sei un babbeo. Mi chiedi di allenarci insieme e poi sparisci per due giorni per contorcerti nel letto come una qualsiasi femminuccia da quattro soldi. Oltre ad avere sempre dei capelli di merda sei pure inutile>> lo prese in giro Katsuki, seduto giusto di fronte a me.
Hanta trattenne a fatica una risata davanti alle parole del ragazzo, attirando su di sé lo sguardo malevolo del biondo al suo fianco.
<<Che hai da ridere tu, nastro adesivo con le braccia? Tu sei una comparsa peggiore e più inutile di lui>> continuò il ragazzo. Probabilmente in riferimento alla brutta influenza che aveva accusato il ragazzo non più di due settimane prima e che lo aveva costretto a riposo per almeno una settimana.
<<L'unica che non si è ammalata è questa qui, ma invece di allenarsi pensa a leggere qualche stupidissimo libro. Quindi è inutile pure lei.>>
L'ultima frase pronunciata bastò per riportare brevemente la mia completa attenzione sul gruppo, giusto per fulminare con lo sguardo il ragazzo seduto di fronte a me.
<<Chi sarebbe quella inutile? Guarda che non mi serve allenarmi di continuo. Ti ricordo che durante l'ultimo test uno contro uno ti ho battuto. Anzi... ti ho praticamente stracciato. Magari farebbe bene anche a te comprare qualche libro, almeno potresti usare le pagine per asciugarti le lacrime, non credi?>> lo sfidai io, poggiandomi con i gomiti sulle ginocchia per gustarmi la sua reazione.
Durante il primo anno avevo paura di provocarlo, ma arrivati alla soglia della fine del terzo non mi facevo più nessun problema a prenderlo in giro. In fondo ormai ero abituata ai suoi scatti d'ira, tant'è che li aveva anche per motivi banalissimi, quindi tanto valeva divertirmi un po' con lui.
Come da mie previsioni il ragazzo fece per scagliarsi contro di me, probabilmente per afferrarmi per il colletto o chissà che altro, ma lo rispedii al suo posto con un campo di forza, seppur non eccessivamente forte. Era il mio quirk e lo usavo per difesa o per attacco, ma soprattutto per difendermi dai colpi di testa dell'iracondo ragazzo biondo.
<<Non sfidarmi se poi hai paura, bastarda>> sbraitò lui, tuttavia senza tentare un nuovo attacco a mie spese, probabilmente ben conscio che avrei utilizzato nuovamente le mie abilità per inchiodarlo di nuovo sulla poltrona dove era seduto da inizio serata.
<<Sì, sì, come ti pare>> risposi io, riportando le mie attenzioni sullo stesso punto in fondo alla sala di poco prima. Quello che ospitava la figura elegante ed eterea di Shouto Todoroki, per me in assoluto il ragazzo più sexy dell'intera scuola, se non dell'intera città.
Gli avevo messo gli occhi addosso fin dal primo giorno di scuola e il mio interesse era cresciuto di giorno in giorno, tanto da spingermi a tentare il tutto per tutto per conquistare la sua amicizia.
Ovviamente non era stato facile stringere un legame con un ragazzo solitario e taciturno come lui, ma la mia perseveranza alla fine mi aveva condotta verso un risultato del tutto inaspettato. A distanza di più di due anni ero infatti la persona più vicina a lui dell'intera classe e probabilmente anche quella più vicina a lui in generale. Tanto da passare diverso del nostro tempo libero insieme, a volte ad allenarci in coppia, altre volte semplicemente in silenzio con le facce immerse in libri sempre diversi.
Anche in quel momento il ragazzo stava leggendo in disparte, per niente attirato dalle ciance chiassose del mio solito gruppo di amici, dove raramente lui si univa. Un po' perché amante della tranquillità e un po' perché non particolarmente benvoluto da Bakugou, che a malapena tollerava la nostra di presenza.
<<Sei ridicola. Non ti alleni e sprechi sempre il tuo tempo per stare con quel bastardo diviso a metà. Evidentemente tra bastardi vi capite a vicenda>> disse lui, alternando lo sguardo da me a lui, probabilmente perché consapevole della mia attenzione in quel momento proiettata verso di lui.
<<Smettila di chiamarlo in quel modo. Quel bastardo diviso a metà, come lo chiami tu, volendo potrebbe farti benissimo il culo, sicuramente molto meglio di me. A dirla tutta è più forte di te e anche più figo, se posso aggiungere anche questo.>>
Se c'era una cosa che Katsuki detestava profondamente, più di ogni altra, era proprio quella di sentirsi definito peggiore di qualcun altro. Le mie parole infatti portarono le sue mani ad emettere piccoli sbuffi di fumo, man mano più grandi, segno della sua testa pronta ad esplodere dalla rabbia.
<<Tu... inizia pure a dire le tue ultime preghiere, anche se non credo che te ne darò il tempo>> disse di getto lui, prima di alzarsi di scatto da dove era seduto. Mi preparai ad usare un altro campo di forza, ma Eijiro fu più veloce di me. Il ragazzo infatti si alzò di scatto, ponendosi tra me e il biondo.
<<Facciamo che gliela farai pagare domani in palestra e che per stasera evitiamo di rompere qualcosa, che ne dici? Non vogliamo passare un'altra settimana in punizione per aver fatto esplodere qualche tavolo del salone, vero?>> suggerì il ragazzo, rabbrividendo ancora al ricordo delle numerosi punizioni affrontate per aver causato dello scompiglio a scuola. Soprattutto per colpa mia che provocavo il biondo e di lui che rispondeva al minimo cenno di presa in giro.
Eravamo come cane e gatto, ma in fondo era tra i miei amici più cari. Semplicemente mi divertivo troppo a farlo arrabbiare.
Katsuki stranamente si lasciò convincere, forse nemmeno lui desideroso di beccarsi l'ennesimo rimprovero, e tornò al suo posto. Anche Eijiro fece lo stesso, accompagnato da un profondo sospiro di sollievo da parte di Hanta Sero, in quel momento intento a sorseggiare di tanto in tanto un qualche strano intruglio energetico.
<<Comunque come mai sei talmente ossessionata da quello lì? Lo guardi sempre con una faccia da ebete. Dai il voltastomaco. Cosa speri di ottenere?>> mi chiese il biondo, probabilmente per vendicarsi delle mie parole di poco prima.
Ormai era a conoscenza da tempo del mio interesse per il ragazzo bicolore, ma a me non davano fastidio le sue provocazioni, tanto da rispondere tranquillamente: <<Beh, mi piace la sua compagnia ed onestamente quello che spero di ottenere, oltre al mio rapporto di amicizia con lui, è del gran bel sesso>>.
Hanta alla mia risposta sputò il sorso preso poco prima dalla lattina, prendendo in piena faccia un ignaro Eijiro Kirishima, che finì col restare nettamente di sasso. Un po' per il disgusto della saliva del nostro amico e soprattutto perché sconvolto dalle mie parole.
<<Che cosa? Sei pazza? Lo dici così?>> mi chiese a raffica il ragazzo che aveva rischiato di strozzarsi con la sua stessa bevanda, scoccando nel frattempo uno sguardo di scuse in direzione del rosso <<scusami, ma questa matta se ne è uscita all'improvviso con questa cosa.>>
Eijiro scosse la testa in risposta, accettando di buon grado il fazzoletto che avevo pescato fuori dalla borsa posta accanto ai miei piedi. <<Nessun problema, ma la prossima vedi di sputare altrove i tuoi liquidi corporei>> rispose il malcapitato, cercando di tamponarsi alla bell'e meglio il viso <<piuttosto tu sei seria?>>
Mi ritrovai gli sguardi di tutti addosso, perfino quello del biondo, per una volta rimasto senza parole. Evento più unico che raro.
<<Ovvio che sono seria, ma lo avete visto? È uno spettacolo che cammina. Tutte le nostre compagne concordano con me: Shouto è il più bello della nostra classe, se non della scuola>> confessai, tornando a fantasticare per un momento su di lui, mentre i miei occhi studiavano la sua figura da cima a fondo. Fortunatamente lui era in un angolo isolato del salone e non poteva sentire le nostre parole. Era troppo lontano ed io stavo parlando con un tono di voce molto più basso del solito.
<<Tutte le ragazze?>> chiese triste Eijiro, guardandomi con due occhi imploranti. Sembrava un grande cucciolo bisognoso, tanto da spingermi a pattarlo con affetto sulla testa.
<<Non preoccuparti, Eijiro. Anche tu sei nella classifica, sei un gran figo pure tu>> lo rassicurai, continuando ad accarezzare i suoi capelli. Non volevo lasciarlo con l'idea di non piacere a nessuna, quando invece era un ragazzo davvero splendido. Si era davvero guadagnato il consenso generale del popolo femminile della nostra scuola ed onestamente se lo meritava tutto.
Il ragazzo si illuminò alle mie parole, abbandonando la sua espressione triste. Tornò quindi con la schiena dritta e la testa alta, tutto emozionato dalla mia confessione. Adorabile.
<<Lascia perdere questo complessato, piuttosto dicci chiaramente cosa hai in mente>> cercò di spronarmi Hanta, tra tutti i presenti sicuramente il più pettegolo, anche più di qualsiasi altra ragazza di mia conoscenza. Per l'occasione si era anche allungato col collo nella mia direzione, così da non perdersi nemmeno una mia parola. Tutto il suo corpo fremeva dalla curiosità.
<<A me non interessano queste cazzate sentim->> tentò di dire Bakugou, tuttavia bloccato da un gesto spiccio della mano del ragazzo al suo fianco.
<<Zitto, fammi sentire quello che ha da dire>> lo rimproverò quest'ultimo.
Bakugou non amava ricevere ordini e né tantomeno le richieste di tacere, per tale gli piazzò una sberla ben calibrata tra capo e collo, generando anche una piccola esplosione nel mentre. Hanta tuttavia era talmente concentrato a fissarmi ad occhi sbarrati da non accusare nemmeno il colpo.
<<Non so... vuoi anche dei pop corn?>> gli chiesi quindi, notandolo a fissarmi come era solito seguire un film d'azione particolarmente interessante.
Lui non mi rispose nemmeno, limitandosi ad allungarsi maggiormente verso di me.
<<Cosa devo aggiungere? Semplicemente desidero fare quello che ho detto. È da quando l'ho visto con la maglietta bruciata al festival sportivo del primo anno che desidero mettere le mani su tutto quel ben di d->>
<<Che schifo. Non mi interessa questa merda>> mi bloccò Katsuki, tuttavia senza scomodarsi di lasciare la poltrona che stava occupando.
<<Se non ti interessa allora vattene, perché invece a me interessa molto>> lo intimò Hanta, ottenendo un altro ceffone sullo stesso punto, di nuovo senza mostrare nessuna reazione in merito.
Anche Eijiro sembrava molto interessato, tanto da aver assunto la stessa posizione del ragazzo seduto accanto al biondo. In quanto a voglia di pettegolezzi non avevano nulla da invidiarsi a vicenda.
<<Non manca molto alla fine dell'anno, quindi come hai intenzione di riuscirci? A mio parere Todoroki non sembra molto interessato a queste cose. Onestamente un tempo non pensavo nemmeno di vederlo fare amicizia con qualcuno, come invece poi hai fatto tu>> mi chiese Sero, ignorando gli insulti ancora rivolti nella sua direzione e bloccando un nuovo tentativo di percosse partito da Katsuki, come chi tentava di scacciare una mosca particolarmente fastidiosa.
Normalmente non riusciva a bloccare gli attacchi del ragazzo in quel modo, ma in quel momento era talmente preso dalla conversazione con me da non tollerare interruzioni di alcun tipo.
<<Secondo me a quello non gli si alza nemmeno. Probabilmente non ce l'ha neanche il cazzo. Non serve mettergli le mani nelle mutande per capirlo. Per me è nato senza>> disse Bakugou, ottenendo una mia occhiataccia in risposta.
<<Sicuro di non essere tu quello nato senza?>> lo sfidai, alzando un sopracciglio.
<<Vuoi vederlo per caso? Non ho nessun problema a tirarmelo fuori qui e subit->>
Eijiro rilasciò un verso profondamente disgustato, seguito a ruota da Hanta. <<Che schifo, non lo vuole vedere nessun il tuo arnese>> commentò quest'ultimo.
<<Concordo, facciamo che ti crediamo sulla parola>> gli diede manforte il rosso, senza perdere la sua espressione profondamente schifata.
<<Mi trovate d'accordo>> mi unii io <<che ne dite adesso di parlare di altro?>>
La mia proposta venne respinta.
<<Assolutamente no. Voglio sapere tutto rispetto alla tua follia, anche se non penso ci riuscirai.>>
<<Tu dici, Hanta? Eppure secondo me Shouto non è così anaffettivo come credete, fidatevi di me che lo conosco bene. Secondo me lui ha solo bisogno di tanto amore>> replicai.
<<E gli vuoi dare questo amore cavalcando il suo caz->> tentò di dire, ma bloccai le sue parole piazzandogli un forte calcio sullo stinco sinistro. Un colpo che, a differenza di quelli inferti da Bakugou, sembrò accusare in pieno.
<<Ahia, sei pazza? Devi esserlo decisamente. Mi hai fatto malissimo>> piagnucolò lui.
<<Ti sta bene. Te la sei cercata.>>
Il ragazzo mi fissò con un accenno di lacrime agli occhi per qualche secondo, prima di tornare a spettegolare. <<Secondo me stai sognando l'impossibile. Hai presente la mia console portatile nuova? Ti giuro che se riesci anche solo a sbottonargli i pantaloni te la regalo, anche se mi è costata tutti i miei risparmi.>>
Aprii la bocca piena di indignazione. <<Shouto non è un pezzo di carne su cui scommettere. Lui è- aspetta... intendi quella rossa che hai preso la settimana scorsa?>>
<<Proprio quella. Lo so che la vuoi anche tu. È l'edizione limitata che hanno fatto di recente. Ci ho messo una vita per trovarla, ma la metto in palio perché tanto so che non riuscirai mai ad avvicinarti a lui in quel senso>> rispose soddisfatto lui, notandomi gonfiare le guance piena di indignazione.
<<Ovvio che questa perdente non ce la farà, soprattutto con quel bastardo che è nato senza niente tra le gambe. Non può fare nulla con uno che nemmeno può avere un'erezione>> commentò Katsuki, prendendo a fissarmi con aria soddisfatta.
<<Come vi permettete? Vi farò rimangiare tutto. Tu preparati a perdere la tua console nuova>> dissi, additando Hanta, per poi posare il mio dito contro il biondo <<e tu preparati ad avere torto quando riuscirò a vedere il missile che nasconde nelle mutande.>>
Eijiro per poco non si strozzò con la sua stessa saliva, iniziando a tossire in maniera incontrollata. Si era mostrato curioso per tutto il tempo, ma restava sempre e comunque il più innocente tra i presenti. Evidentemente doveva aver raggiunto il suo limite.
Iniziai quindi ad assestare delle ponderose manate tra le sue scapole, cercando di aiutarlo ad espellere le particelle che gli stavano dando fastidio alla gola.
Era dal primo anno che passavo il mio tempo con loro e spesso mi coinvolgevano talmente tanto da far uscire il lato da maschiaccio che risiedeva dentro di me, eppure lui spesso ne restava ancora sorpreso, tanto da finire sempre in quel modo.
<<Che femminuccia del cazzo>> lo prese in giro Katsuki, dando a malapena il tempo al ragazzo di smettere di tossire.
Entrambi lo ignorammo.
<<Scusami Eijiro, dimentico sempre quanto tu sia innocente, ti prometto che non ti racconterò mai nulla delle mie esperienze sess->>
<<Okay, okay. Non continuare la frase, per favore. Non voglio rischiare di soffocare di nuovo>> mi bloccò lui, arrossendo al punto da diventare un tutt'uno coi suoi capelli. Tornai al mio posto, sorridendo divertita nel mentre. Era sempre il solito.
<<Ora che Kirishima è salvo torniamo a noi>> mi riprese Hanta, tornando ad allungarsi nella mia direzione.
Alzai gli occhi al cielo. <<Santo cielo, ma perché non sono stata zitta? Ma chi me l'ha fatto fare di parlarne con questo idiota presente?>>
Lui non si mostrò nemmeno offeso dalla mia domanda retorica, né tantomeno intenzionato a mollare l'osso.
Sarebbe stata una lunga, lunghissima serata.

- - -

Lo guardavo bere dalla sua bottiglietta di acqua, senza nemmeno attaccarsi al collo della bottiglia, mentre piccole goccioline di sudore correvano lungo il suo viso, scendendo con dolcezza lungo il suo collo. Quel collo che sognavo spesso di mordere e succhiare, fino a riempirlo di enormi segni violacei.
Negli ultimi mesi mi succedeva spesso di fare fantasie erotiche su di lui, specie quando si allenava insieme a me, finendo tutto sudato ed ansimante. Lo trovavo stupendo e sentivo un bisogno sempre più grande di passare le mie mani ovunque su di lui.
Il ragazzo si rivolse improvvisamente a me, dopo aver bevuto acqua e sufficienza. <<Sei migliorata.>>
<<Eh? Come? Chi? Io?>> chiesi totalmente spaesata, cadendo completamente dalle nuvole. Nuvole dove lo avevo immaginato nudo sopra di me, mentre si spingeva dentro al mio corpo con forza.
Mi ritrovai a scuotere il capo per scacciare via quell'immagine paradisiaca dalla mia mente, cercando di concentrarmi su di lui.
Solitamente non mi comportavo in quel modo e non ricordavo di aver mai avuto per la testa tali pensieri sporchi, ma Shouto era in grado di tirare fuori quei desideri dagli angoli più reconditi della mia mente. Lui era l'unico ad esserne capace.
<<Non vedo altre persone oltre a me e te>> mi fece notare lui, posando velocemente su occhi sulla palestra in quel momento completamente vuota, ad eccezione di noi due.
Mi ritrovai ad arrossire dalla vergogna. Fortunamente il quirk del ragazzo non riguardava la lettura del pensiero o per me sarebbe stata la fine ormai da molto tempo, siccome fantasticavo in quel modo su di lui dal secondo anno. Chiaramente lo avevo sempre trovato di una bellezza sovrumana, ma i pensieri sconci erano arrivati solo diversi mesi dopo aver fatto la sua conoscenza.
<<Oggi sei molto distratta, più del solito almeno. È successo qualcosa?>> chiese lui, piegando leggermente la testa di lato, come intento a studiarmi. Shouto in effetti non era molto bravo a comprendere le emozioni altrui, ma ultimamente si stava sforzando molto per farlo e per capire meglio gli altri.
Sembrava un ragazzo freddo, ma in verità aveva un cuore molto buono e un grande desiderio di aiutare gli altri. Mi piaceva tanto anche per quel motivo.
<<No, nulla di particolare, perché me lo chiedi?>> replicai con fare fintamente innocente, tuttavia abbastanza da convincerlo. Tant'è che lui rispose: <<Allora mi sono sbagliato, te la senti di continuare ancora?>>
Mi ritrovai ad annuire, tornando velocemente in piedi, siccome avevo approfittato di quei minuti per riposarmi un po' sul pavimento tirato a lucido della palestra.
"Tranquillo Shouto, non ho niente, se non consideriamo la voglia costante che ho di scoparti a sangue e che mi fa distrarre" mi ritrovai a pensare, ringraziando ancora una volta di non avere nessuno di mia conoscenza capace di leggere il contenuto perverso della mia mente.
Shouto si posizionò davanti a me, tamponandosi velocemente il viso con la maglietta bianca che aveva scelto di indossare quel giorno per gli allenamenti. Ormai talmente sudata da mostrare tutte le linee dei suoi addominali, ben visibili al di sotto del tessuto.
Non lo aveva fatto chiaramente di proposito ad indossare quella t-shirt irrimediabilmente destinata a diventare sempre più trasparente, ma gli avrei comunque dato la colpa del mio infarto imminente. In fondo non si poteva reagire diversamente davanti a uno spettacolo del genere. Non quando lui, non ancora contento, si stava anche tirando i capelli indietro con una mano, così da togliere alcune ciocche davanti agli occhi.
Rischiavo di iperventilare e dovevo muovermi a farlo cominciare, così da smettere di guardarlo come si era soliti guardare una fetta di torta particolarmente invitante. <<Pronto?>> chiesi quindi, cercando di togliermi dalla mente l'immagine di me che correvo da lui e gli strappavo via la maglietta in un unico colpo.
Dovevo trovarmi uno psicoanalista. Uno molto bravo.

Fissavo la candida benda che circondava il mio braccio sinistro ormai da qualche secondo, praticamente poco sopra il gomito.
<<Fa male? Mi dispiace, non era mia intenzione farti ques->> tentò di dire Shouto, praticamente inginocchiato accanto al bordo del mio letto.
Il nostro allenamento era terminato da venti minuti, un periodo passato per raggiungere il nostro dormitorio e per mettere il mio braccio sotto a un flusso di acqua fredda, prima di permettere al ragazzo di medicarmi col piccolo kit per il primo soccorso che tenevo nel mio armadio per le situazioni di necessità come quella.
<<Non preoccuparti, Shouto. È solo una piccola scottatura e possono succedere queste cose durante gli allenamenti. Non è colpa tua, ma mia che stasera avevo la testa altrove. Mi dispiace>> lo bloccai, non ritenendolo colpevole di quel piccolo incidente. In fondo avrei potuto benissimo evitare il suo attacco, se non mi fossi imbambolata come mio solito per guardarlo.
Al di là dei miei impulsi sessuali nei suoi confronti quel ragazzo mi piaceva davvero. Avevo davvero una cotta tremenda per lui ed ero felice del nostro rapporto particolarmente stretto, che mi permetteva di prendermi con lui confidenze che nessun altro osava anche solo pensare: chiamarlo per nome, allenarmi quasi esclusivamente con lui, stargli accanto ogni giorno e toccarlo senza preoccuparmi di risultare inopportuna. Shouto infatti mi permetteva tutte quelle cose, senza mai mostrarsi infastidito o imbarazzato.
Proprio spinta da quei pensieri presi ad accarezzare i suoi capelli, seppur ancora leggermente umidi. Per medicarmi infatti non aveva ancora avuto l'opportunità di fare una doccia e liberarsi del sudore post-allenamento, ma non mi importava molto. Lui aveva sempre e comunque un ottimo odore, in ogni occasione.
<<Grazie per avermi medicata>> gli sussurrai, continuando a toccare lentamente i suoi capelli con fare affettuoso. Quei capelli morbidi che amavo incredibilmente sentire tra le dita e che spesso mi divertivo a studiare, dopo anni ancora meravigliata dal contrasto che offrivano.
Per merito suo avevo iniziato ad amare profondamente il bianco e il rosso, tanto da renderli i miei colori preferiti. Mi ricordavano di lui.
Un'altra parte del ragazzo capace di lasciarmi sempre senza parole erano i suoi occhi, in quel momento piantati fermamente nei miei. Spesso il suo sguardo era capace di destabilizzarmi, proprio come stava accadendo in quel momento, tuttavia non abbastanza da convincermi a smettere di passare le dita tra le sue ciocche.
Shouto aveva passato molti anni della sua vita senza il calore di un abbraccio o la dolcezza di una carezza, per tale quando potevo cercavo sempre di coccolarlo un po', lontani da sguardi indiscreti. E lui sorprendentemente mi lasciava fare tutto senza fiatare, talvolta chiudendo anche gli occhi per rilassarsi maggiormente.
A volte mi ricordava un bambino alla ricerca di calore umano, altre volte si dimostrava talmente adulto da farmi battere il cuore all'impazzata per i sentimenti che provavo per lui. Quel ragazzo riusciva a farmi sentire rassicurata e desiderosa di rassicurare al tempo stesso. In alcune occasioni era infatti lui a dare sostegno a me, mentre in altre io a lui, soprattutto quando il suo lato da bambino insicuro tendeva ad emergere.
Lo trovavo adorabile. Soprattutto quando non capiva una battuta o del sarcasmo e si voltava nella mia direzione come invito silenzioso a spiegargli la dinamica o quando gli davo affetto e mi guardava con gli occhi di chi non ne aveva mai ricevuto prima di quel momento. Sentivo di amarlo ogni giorno di più e di volergli dare tutto il calore del mondo, perché era una persona meravigliosa e se lo meritava, fino all'ultima goccia.
<<Hai dei capelli morbidissimi, lo sai?>> mi complimentai con lui, continuando a guardare il suo viso rilassato. Per l'occasione si era anche poggiato sul materasso, posando il capo sulle sue braccia incrociate sul letto.
Lui non rispose, ma aprì per un paio di secondi uno dei suoi occhi, per l'esattezza quello grigio, guardandomi brevemente. Tornò poi a chiuderlo, così da non perdersi nemmeno un secondo delle mie dita che scorrevano tra le sue ciocche di due colori diversi.
Hanta aveva riso di me quando avevo dichiarato di voler portare la relazione mia e del ragazzo a un livello decisamente superiore, ma vedendo quella scena avrebbe smesso di ridere di me, perché il ragazzo permetteva soltanto a me di toccarlo in quel modo e non erano rari momenti teneri tra di noi. Come quello che stavamo condividendo in quel momento, tuttavia rovinato dal suono di diverse notifiche arrivate tutte insieme sul mio telefonino.
<<Chi può essere a quest'ora della sera?>> chiesi tra me e me mentre afferravo l'oggetto incriminato, utilizzando la mano che non stavo usando per accarezzare i capelli di Shouto.
Riuscii a perdere rapidamente il mio buon umore, costante fino a un secondo prima, osservando la sfilza di messaggi arrivati sul social più in voga in quel momento e dove ogni tanto amavo postare qualche scatto della mia quotidianità.
<<Ancora lui? Non è stanco di farsi bloccare i profili che crea solo per scrivermi?>> commentai arrabbiata, smettendo perfino di coccolare il ragazzo ancora accovacciato vicino a me.
Lui in tutta risposta aprì gli occhi e drizzò la testa, prendendo a guardarmi con discreto interesse.
I messaggi erano arrivati da Yūji: il mio ex ragazzo, che ormai da settimane continuava a scrivermi nella speranza di rientrare nelle mie grazie.
<<Ti ha scritto di nuovo? Non puoi fare qualcosa in merito?>> chiese lui, inclinando la testa di lato. Era solito farlo quando incappava in una situazione per lui umanamente complicata o quando non capiva qualcosa. Solitamente lo trovavo dolcissimo quando lo faceva, ma in quel momento ero troppo arrabbiata perfino per crogiolarmi nella visione della sua innocenza.
Shouto sapeva tutto della situazione, perché era stato il primo da cui ero corsa in lacrime il giorno in cui avevo rotto con Yūji.
Era stato il mio primo ragazzo, a cavallo tra la fine del mio primo anno e la metà di quello del secondo. Lo avevo conosciuto a scuola, siccome frequentante una classe più avanti della mia e con lui avevo condiviso tutte le mie prime esperienze, con gli occhi pieni di amore e speranzosa di poter passare tantissimo tempo insieme a lui.
Avevo impiegato tantissime energie in quella relazione, arrivando a mettere da parte anche il mio interesse per il ragazzo bicolore, siccome decisa a dedicare tutto il mio cuore e i miei sentimenti più sinceri a Yūji. Tuttavia non era bastato, siccome lo avevo sorpreso a fare sesso dentro il magazzino della palestra; colto in flagrante insieme ad una sua compagna di classe.
Non avevo voluto sentire le sue ragioni, mentre tentava di tirarsi su boxer e pantaloni alla bell'e meglio, siccome la situazione aveva parlato chiarissimo per lui. Ero letteralmente corsa in direzione del dormitorio e una volta lì avevo bussato con fare impaziente alla porta di Shouto, tra tutti la persona della mia sezione che più sentivo vicina, per poi buttarmi in lacrime tra le sue braccia.
Quel pomeriggio lui aveva tentato di consolarmi in tutti i modi e mi era stato vicino a modo suo nelle settimane seguenti. Era stato lì che avevo iniziato a maturare sentimenti più profondi per lui e a fantasticare sul suo corpo.
<<Non mi lascia più in pace da quando si è lasciato con quella ragazza. Ha una bella faccia tosta a scrivermi dopo avermi tradito con quella lì ed esserci uscito insieme per mesi, senza curarsi di avermi ferita in maniera meschina>> commentai arrabbiata, bloccando il cellulare per buttarlo ai piedi del letto. <<Brutto verme schifoso>> aggiunsi quindi, ancora furibonda per la sua faccia tosta.
Shouto mi guardava incuriosito, probabilmente indeciso sulla mossa migliore da fare. In fondo per lui non doveva essere facile aiutarmi in una situazione simile.
<<Non preoccuparti, non devi dire o fare nulla di particolare. Vedrai che adesso mi passa. La tua presenza qui è più che sufficiente per farmi stare meglio>> lo rassicurai.
Non volevo farlo sentire inutile o incapace di aiutarmi, perché davvero mi bastava solo la sua presenza nella mia vita per sentirmi felice.
Iniziavo ad amarlo davvero tantissimo, ogni giorno sempre con maggiore consapevolezza, e al contempo a desiderarlo sopra ogni altra cosa.
Mi sarebbe piaciuto dichiararmi completamente indifferente a quella faccenda, ma purtroppo ogni volta che quell'infame si affacciava nella mia vita mi sentivo di nuovo come il giorno in cui mi aveva tradita: ferita ed impotente.
Avevo affidato a Yūji il mio cuore, ma lui me lo aveva restituito tutto ammaccato e grondante di sangue. Avevo perfino sprecato la mia prima volta con lui e me ne pentivo tantissimo, perché sapevo di averla gettata via per qualcuno di immeritevole.
In quel momento avevo davvero bisogno di un abbraccio, al punto da convincermi ad afferrare per un polso Shouto ancora accovacciato al lato del mio letto, così da invitarlo a salire su.
Lui si mostrò molto confuso dal mio gesto, restando a guardarmi con due occhi pieni di domande, ancora senza accompagnare il mio movimento.
<<Potresti venire qui, per favore? Ho davvero bisogno di un abbraccio e mi dispiace chiedertelo, ma in questo momento mi serve davvero>> gli spiegai, sentendo i miei occhi pizzicare.
Non mi veniva da piangere perché provavo ancora dei sentimenti per Yūji, ma piuttosto per la rabbia e per l'umiliazione. Mi succedeva quando mi tornavano in mente tutto il tempo e le risorse che avevo sprecato per stare dietro a un idiota del genere, che oltretutto aveva ancora la faccia tosta di farsi sentire; quando invece avrebbe dovuto avere solo la decenza di sparire per sempre dalla mia vista.
Shouto accolse la mia richiesta, seppur con movimenti lenti e abbastanza impacciati. Non era infatti per niente bravo a consolare gli altri o a muoversi con scioltezza in situazioni simili, ma aveva sempre fatto del suo meglio per starmi vicino. Spesso aiutandomi semplicemente con la sua presenza, restando con me anche per intere ore di fila, senza stancarsi di farmi compagnia.
Il ragazzo non disse nulla una volta sul mio letto, ma guardò prima la sua maglietta sudata e poi me, riuscendo a farsi capire anche senza parlare.
<<Non preoccuparti, sono sudata anch'io. In fondo per medicarmi nessuno di noi ha potuto fare la doccia. Per me non è un problema. Per te?>> chiesi.
Lui si limitò a scuotere la testa, tuttavia senza fare nulla per approcciarsi a me.
Chiaramente toccò a me avvicinarmi per prima a lui, siccome era particolarmente insolito da parte sua essere il primo a toccarmi in qualche modo. Solitamente ero sempre io ad avvicinarmi a lui e il ragazzo semplicemente mi lasciava fare. Andava bene così.
Shouto aveva sudato molto durante il nostro allenamento congiunto, tuttavia aveva sempre un profumo incredibile. I suoi vestiti infatti permettevano ancora di percepire distintamente il profumo del detersivo che era solito usare, mentre i suoi capelli avevano ancora un vago sentore della fragranza del suo shampoo; abbastanza neutra in realtà, ma comunque gradevole.
Mi piaceva molto abbracciare il ragazzo, perché tra le sue braccia mi sentivo immensamente al sicuro e la pelle del suo collo era incredibilmente liscia, perfetta per nasconderci il viso contro. In quell'occasione non lo stavo facendo, siccome entrambi aspettavamo una bella doccia rinfrescante, ma solitamente era il mio rifugio preferito.
Il cuore come al solito mi batteva fortissimo, come ogni volta che riuscivo ad ottenere un contatto del genere con lui. Le braccia di Shouto erano il mio posto preferito in tutto il mondo, quello dove desideravo passare il resto dei miei giorni, con la consapevolezza di non averne mai abbastanza della sua vicinanza.
<<Hai sempre un ottimo odore, anche dopo ore ed ore di allenamento. Sicuro di non possedere anche il quirk del super profumo, insieme a quello del ghiaccio e quello del fuoco?>> chiesi di getto, mettendomi ancora più comoda contro il suo corpo.
Il ragazzo aveva ricambiato dopo pochi secondi il mio abbraccio e riuscivo a sentire chiaramente le sue mani sul mio corpo. Una sulla mia schiena, mentre l'altra poggiata sul retro del mio collo, in un contatto estremamente rassicurante.
Non era una stretta forte o possessiva la sua, ma a tratti incerta, come quella di una persona che non sapeva ancora esattamente come approcciarsi a simili contatti fisici. In effetti Shouto sembrava sempre un pesce fuor d'acqua in simili occasioni, ma col passare dei mesi prendeva sempre più sicurezza e si spingeva sempre un pochino più oltre.
Riuscivo infatti a ricordare distintamente i nostri primi abbracci, con lui che nemmeno aveva provato a ricambiare, salvo poi iniziare piano piano a lasciarsi coinvolgere sempre di più. Abbraccio dopo abbraccio, giorno dopo giorno. Sempre di più.
<<Mmh, no. Posso solo controllare il fuoco e il ghiaccio. Non ho nessun quirk del super profumo>> rispose innocentemente lui, senza cogliere l'ironia nella mia domanda. Aveva risposto con tutta la serietà del mondo, portandomi a ridere contro la sua spalla, incapace di trattenermi.
<<Ho detto qualcosa di strano?>> chiese quindi lui, facendo accartocciare il mio cuore dalla tenerezza.
Shouto era così: dannatamente puro ed ingenuo. A volte mi ricordava davvero un bambino alle prese con le prime scoperte e lo trovavo dannatamente adorabile. Solo che un bambino non aveva i suoi addominali, le sue mani grandi e forti e lo sguardo di chi sembrava aver affrontato tutte le sofferenze di questo mondo.
Era un ragazzo che sembrava aver vissuto già cento vite e al contempo nessuna. E questa era una delle sue particolarità che più amavo e che lo rendevano ai miei occhi unico al mondo.
<<Shouto, era una battuta. Lo so che non hai altri quirk. Era solo per dire che profumi ancora talmente tanto che sembra impossibile riuscirci senza un quirk. Invece è semplicemente una delle tue caratteristiche... profumare sempre di buono>> gli spiegai pazientemente, prendendo ad accarezzare di nuovo i suoi capelli, come fino a prima di ricevere i viscidi messaggi del mio ex ragazzo.
<<Oh, capisco>> rispose semplicemente lui, lasciandosi nuovamente coccolare senza mostrarsi per niente infastidito.
Lui non me lo aveva mai detto apertamente, ma il suo corpo parlava da solo e mi comunicava di apprezzare tutte le coccole che gli riservavo, senza eccezione alcuna. Lo potevo dedurre dai suoi muscoli che si rilassavano o dal modo in cui socchiudeva gli occhi, mostrandosi completamente in pace col mondo.
In quel momento si stava lasciando particolarmente andare contro di me e il calore sprigionato dal suo corpo era tremendamente piacevole, soprattutto sommato al suo inebriante profumo.
Mi sembrava di impazzire, soprattutto per la sensazione dei suoi forti muscoli premuti contro di me e per il calore delle sue mani posate dolcemente sul mio corpo.
Ogni giorno era sempre più difficile resistere ai miei impulsi e alla tentazione di toccare ogni centimetro del suo corpo. Sognavo di baciare ogni parte di lui e di sentire la sua pelle nuda a contatto con la mia, sempre e sempre di più.
Quella sera in particolare era davvero troppo difficile per me, considerando la sua maglietta bianca diventata praticamente trasparente e lo sconforto di aver ricevuto altri messaggi dal ragazzo che più di tutti mi aveva spezzato il cuore. Talmente difficile che prima di rendermene conto avevo iniziato a sfiorare il profilo della sua mascella con le labbra, completamente inebriata dal suo profumo.
Probabilmente dovevo aver perso il lume della ragione, ma avevo lottato per fin troppo tempo contro i miei desideri, al punto da faticare per riuscire a trattenerli.
<<Shouto, la tua pelle è così liscia e profuma davvero tantissimo>> sussurrai senza riuscire a trattenermi, sfiorando ancora una volta la sua pelle col mio labbro inferiore.
Il ragazzo, che non mi aveva mai vista comportarmi in quel modo, voltò lentamente il capo nella mia direzione, puntando i suoi occhi nei miei. Mi ritrovai quindi con le sue due iridi di due colori diversi a pochissimi centimetri dalle mie, probabilmente la caratteristica fisica che più amavo del ragazzo e che avevo sempre ammirato profondamente. Amavo i suoi occhi, perché li trovavo maledettamente espressivi e perché sembravano sempre raccontare tantissime storie, se solo si aveva la pazienza di guardarli più da vicino.
Erano incantevoli, ma in quel preciso momento trovai ancora più interessanti le sue labbra: leggermente dischiuse dalla leggera confusione che stava provando e di un rosa più intenso del solito. Talmente belle che si poteva considerare alla stregua di un insulto non rispondere al loro richiamo.
Per tantissimo tempo ero riuscita a resistere alla tentazione, ma quella sera ero triste ed estremamente debole, troppo per riuscire ancora ad ignorarle.
Per tale mi ritrovai con le mani avvolte attorno al viso del ragazzo e con la mia fronte poggiata dolcemente contro la sua.
<<Posso provare a fare una cosa? Qualcosa che non ho mai fatto con te?>> gli chiesi quindi.
Shouto non era un ragazzo ingenuo a tal punto, ma probabilmente voleva concedersi ancora il beneficio del dubbio, tanto da chiedermi: <<Che tipo di cosa?>>
Alla sua domanda riuscii a sentire chiaramente il suo respiro arrivarmi direttamente sulle labbra. Un respiro caldo, al punto da far contorcere il mio stomaco in una fortissima stretta, quasi al punto di lasciarmi senza fiato. Era quella la portata dei miei sentimenti per lui.
<<Baciarti, Shouto. Voglio baciarti. Posso?>> gli chiesi quindi di rimando.
Era probabilmente imbarazzante chiedere un bacio in quel modo e mai in vita mia mi sarei sognata di farlo, ma in quel momento mi era sembrato giusto così. Quel ragazzo non aveva mai ricevuto un bacio e non volevo assolutamente rubargliene uno senza il suo consenso e senza prima renderlo consapevole della situazione.
Shouto non era come tutti gli altri. Aveva subito sulla sua pelle situazioni terribili e vissuto quasi tutta la sua vita senza conoscere cose apparentemente normalissime, come l'affetto del prossimo o il calore di un abbraccio. Stava scoprendo tutte quelle cose lentamente solo da qualche anno, per merito mio, ma non volevo affrettare troppo le cose o stabilire un qualsiasi contatto capace di metterlo a disagio. Desideravo solo vederlo sempre tranquillo e rassicurato, senza mai spingerlo a fare qualcosa da lui non voluto o tollerato. Per quel motivo avevo ritenuto opportuno chiedergli prima il permesso, perché lo rispettavo troppo per strappargli una cosa del genere senza la sua approvazione.
Shouto non rispose immediatamente, ma piuttosto scelse di restare per diversi secondi in silenzio. E poi all'improvviso finalmente parlò. <<Perché vuoi baciarmi? Qual è il significato?>>
Onestamente in quel lasso di tempo mi ero preparata a una domanda del genere, per tale non restai per nulla sorpresa.
Per Shouto era una novità, qualcosa che non aveva mai sperimentato, per tale la sua confusione mi sembrava del tutto comprensibile, visto che ogni contatto umano per lui era una nuova scoperta.
Mi ritrovai a rispondere di getto, senza nemmeno il bisogno di pensarci su. <<Un bacio serve per dire a qualcuno che ti piace o che sei attratto da lui, senza bisogno di usare le parole. Può comunicare desiderio, ma anche amore. Alcuni lo fanno anche solo per gioco, ma non è questo il caso. Io voglio usarlo per farti capire che mi piaci più di qualsiasi altra persona al mondo. Più di chiunque altro. Mi piaci da tantissimo tempo.>>
Lo avevo fatto. Gli avevo confessato tutto. Ero esplosa dopo mesi e mesi a tenermi tutto dentro, oramai incapace di reggere quella situazione anche solo per un altro secondo.
Mi ero finalmente tolta quel peso dalle spalle e non riuscivo proprio a pentirmene, anche se lo avevo fatto all'improvviso e senza nessuna premeditazione. Di getto, senza pensarci.
Mi sentivo bene. Mi sentivo libera. Quindi andava bene così.
Per tutto il tempo avevo continuato a guardare dritta nei suoi occhi ma, come attirata da una forza più grande di me, finii col tornare inavvertitamente a guardare le sue labbra.
Le desideravo così tanto. Così dannatamente tanto da avere l'impressione di poter impazzire da un momento all'altro.
Speravo nel suo consenso, perché volevo baciarlo così maledettamente tanto da sentire come un dolore sordo aumentare dentro di me secondo dopo secondo, sempre di più e sempre più forte.
Quell'attesa era maledettamente esasperante, ma non volevo calcare troppo la mano, quindi mi obbligai a restare in silenzio, strizzando forte gli occhi per resistere a quel richiamo a tratti impossibile da contrastare.
<<Puoi>> disse improvvisamente Shouto, facendomi letteralmente sussultare dalla sorpresa.
Aveva detto di sì. Il ragazzo che amavo aveva detto di sì. Potevo davvero baciare quelle labbra che avevo sognato per tantissimi mesi con sofferenza. Stava succedendo realmente.
L'istinto mi suggeriva di lanciarmi sulla sua bocca senza aspettare nemmeno per un altro secondo, ma la parte di me che lo rispettava profondamente era ancora più forte dei miei desideri reconditi, tanto da suggerirmi di fare le cose con calma.
Stavo infatti per prendermi il primo bacio del ragazzo e non volevo farlo in maniera irruenta, rischiando di spaventarlo o di fargli pentire di aver acconsentito.
Volevo farlo con dolcezza, nel modo che meritava. Così da trasmettergli fino in fondo tutto l'amore che provavo per lui. Volevo che fosse un bel ricordo negli anni a venire, per entrambi.
Shouto non avrebbe mai più riavuto indietro il suo primo bacio, mai più. Era quindi compito mio renderlo il migliore possibile.
Iniziai quindi a baciare la sua mascella, nello stesso punto che avevo sfiorato in precedenza con le labbra, accarezzando nel mentre con una mano l'altro lato del suo viso, del suo bellissimo viso.
Ogni singolo bacio era dato con la massima attenzione e il più delicatamente possibile, in modo da non infastidirlo in nessun modo. Volevo dargli il tempo di metabolizzare e di vivere nel migliore dei modi ogni secondo.
Quel ragazzo era cresciuto senza conoscere l'amore di nessuno e per tanti anni era stato trattato solo come un esperimento perfetto da utilizzare per raggiungere un obiettivo ben specifico. Shouto però non era un pezzo di carne da sfruttare per chissà quale scopo. Era un essere umano. Un essere umano innocente e con il cuore buono come quello di un bambino e l'innocenza di chi ignorava ancora troppe cose del mondo, soprattutto quelle più belle. Ed io lo amavo, lo amavo con tutta me stessa, probabilmente da sempre, da prima di volerlo anche solo ammettere a me stessa.
<<Shouto, mi piaci tantissimo. E sei bellissimo, sei il ragazzo più bello che io abbia mai visto>> gli sussurrai contro la pelle, spostando le mie attenzioni verso la sua guancia <<ti prometto che non ti farò mai del male, mai.>>
Prima di lui ritenevo impossibile amare così tanto qualcuno o desiderare una persona talmente tanto da credere di poter impazzire da un momento all'altro. Eppure con lui era successo e continuava ad accadere ogni giorno.
Non riuscivo più a stare lontana dalla sua bocca, per tale continuai a spostare lentamente i miei baci sempre di più verso il centro del mio desiderio, fermandomi esattamente lì davanti, a pochi centimetri.
Il ragazzo mi stava guardando. Con un'intensità tale da lasciarmi senza fiato.
I suoi occhi sembravano quasi brillare, forse dall'aspettativa o forse perché catturato da quel tipo di profondo affetto che stava sperimentando per la prima volta.
Shouto faceva sempre così quando mi approcciavo a lui in una maniera nuova o diversa. Lo aveva fatto quando avevo cercato la sua mano per la prima volta. Lo aveva fatto quando lo avevo stretto a me nel nostro primo abbraccio. Lo aveva fatto quando aveva sperimentato la sensazione delle mie mani tra i suoi capelli. Sempre con un senso di quasi meraviglia, come di una persona completamente incredula, come quella di una persona che non aveva mai provato nulla di simile. E Shouto non lo aveva davvero mai provato prima di me, nemmeno una volta nella sua vita da che ne aveva memoria; probabilmente nulla di più triste, al punto da farmi soffrire ogni volta che ci pensavo anche solo per un momento.
Persa in quei pensieri continuai ad accarezzare il suo viso il più teneramente possibile nel tentativo di farlo sentire amato più che mai. Lui se lo meritava, meritava di ricevere quanto più amore possibile.
Posai quindi le mie labbra sulle sue, sentendo immediatamente il mio cuore sussultare per la forte emozione di sentire finalmente un contatto con la sua bocca.
Avevo cercato di fare le cose con calma, ma non riuscii più a trattenermi davanti a quella sensazione, correndo a circondare il suo collo con le braccia per avere maggiore contatto.
Lo amavo. Lo amavo tantissimo. Per tale non riuscivo ad imporre al mio cervello di rallentare, mentre mi attaccavo sempre di più alla sua bocca, nel tentativo di assaporarla fino all'ultimo millimetro.
Le sue labbra erano calde e terribilmente piacevoli, al punto da far raccogliere le lacrime ai lati dei miei occhi, forse dopo aver aspettato quel singolo momento per così tanto tempo.
Il suo profumo in quel momento era più inebriante che mai e il suo calore sembrava essere aumentato, soprattutto per la pressione delle sue mani improvvisamente diventata molto più forte contro il mio corpo.
Inconsciamente o non aveva sentito l'istinto di spingermi maggiormente contro di lui, tanto da portarmi quasi sopra le sue gambe.
Quella consapevolezza contribuì a farmi precipitare ancora di più nell'oblio dei miei sentimenti repressi per fin troppo tempo, tanto da far finire le mie mani tra i suoi capelli, nel disperato tentativo di spingere il suo volto ancora più vicino al mio. Contemporaneamente presi a succhiare e mordere dolcemente le sue labbra, aprendo solo per un momento gli occhi, così da controllare la situazione. Shouto li teneva chiusi e sembrava completamente a suo agio, quasi abbandonato a quel caldo contatto che stava sperimentando per la prima volta. Tornai quindi a chiuderli anche io, cercando di riportare tutte le mie attenzioni sulle sue labbra.
Erano stupende. Piene al punto giusto. Morbide e calde così tanto da inebriare quasi completamente i miei sensi. Inoltre avevano un sapore tremendamente piacevole e che non riuscivo nemmeno a descrivere.
Shouto non aveva mai baciato nessuno prima di quella sera ed era chiaramente inesperto, quindi la sorpresa di sentire le sue labbra iniziare a ricambiare il movimento delle mie fu immensa. Talmente tanto da spingermi a staccarmi da lui di colpo, seppur restando vicinissima al suo viso.
Mi diedi immediatamente della stupida per essermi staccata in quel modo da quella bocca paradisiaca, proprio nel momento in cui aveva cominciato ad andare incontro alla mia, eppure mi aveva presa in contropiede, portandomi a reagire in quel modo a causa della grande sorpresa.
Le braccia del ragazzo erano ancora avvolte strettamente attorno a me, così come le mie mani erano ancora tra i suoi capelli. Ed era talmente vicino che sussultai quando lui tornò ad aprire gli occhi, spalancando di nuovo verso il mondo le sue iridi impareggiabili.
Il suo sguardo era profondo e determinato, come ritenevo di non averlo mai visto, ad esclusione delle poche volte in cui gli era capitato di vivere situazioni particolarmente intense, ad esempio durante gli attacchi dei villains a nostre spese. Mi confondeva.
Decisi quindi di parlare. <<Shouto, tutto bene? Ti ho spaventato? Ti ha dato fastid->>
Mi bloccai immediatamente, percependo una delle sue mani abbandonare il retro del mio collo, per tuffarsi poco più su, in mezzo ai miei capelli. Successivamente riuscii a sentire chiaramente la pressione esercitata e che cercava di spingermi maggiormente nella sua direzione.
Mi stava chiedendo di tornare da lui. Mi stava chiedendo di continuare. Il tutto senza alcun bisogno di parlare ancora.
Non aspettai quindi nemmeno per un altro secondo, tornando immediatamente ad attaccarmi alle sue labbra, che nonostante i pochi secondi di separazione mi erano già mancate. Solo che quella volta non mi staccai percependo la sua bocca tornare di nuovo a muoversi contro la mia, ma al contrario mi avvicinai ancora di più, andando a finire completamente a cavalcioni sulle sue gambe. Volevo sentirlo vicino, volevo sentirlo sempre più vicino e per tale la sola pressione delle sue labbra non mi era più sufficiente. Desideravo sempre di più... ancora più calore, la sensazione della sua lingua che accarezzava la mia, le sue braccia che mi stringevano ancora di più, poter toccare la sua pelle.
Iniziai quindi ad intensificare i miei movimenti, portandolo lentamente ad aprire sempre di più la labbra, fino a sfiorare la sua lingua con la mia, più e più volte. Lì il suo sapore era maggiormente intenso, al punto da farmi girare vorticosamente la testa, specie grazie alle sue mani che avevano lentamente preso ad accarezzarmi la schiena, seppur con movimenti impacciati.
Mi ritrovai quindi ad infilare una delle mie sotto la sua maglietta, mentre l'altra lo invitava a poggiarsi contro il muro alle sue spalle, così da avere un appoggio. Lui sembrò recepire il messaggio, proprio nel momento in cui iniziavo ad accarezzare i suoi addominali con la mano libera e i movimenti delle mie labbra si facevano ancora più frenetici, portando lui ad iniziare a seguire il mio ritmo.
Sentivo il mio basso ventre come in fiamme e la sensazione dei suoi muscoli duri per la prima volta sotto le mie dita era fin troppo da gestire. Iniziai a toccarli uno ad uno, senza tralasciare nemmeno un centimetro della sua tartaruga e del suo petto largo e forte, ottenuto dopo anni ed anni di durissimi allenamenti, che avevano decisamente dato i loro frutti.
In quel momento desideravo solo far sparire quella maglietta dalla mia vista e di conseguenza mi staccai solo per un momento, il tempo materiale per farla passare oltre le sue braccia e la sua testa.
Me lo ritrovai quindi mezzo nudo, con gli occhi lucidi per l'intensa situazione vissuta e il respiro accelerato che gli faceva quasi guizzare i pettorali per lo sforzo di riprendere fiato quanto prima. Tuttavia non riuscivo più a stare ferma e glielo comunicai posando entrambe le mie mani contro le sue spalle, iniziando a spingerlo in basso, in direzione del materasso.
<<Stenditi, per favore>> gli sussurrai contro le labbra, lasciandogli un paio di baci a stampo e un leggero morso sul labbro inferiore. Lui si lasciò lentamente andare, posando il capo sul materasso, dalla parte opposta a quella del cuscino.
Ero rimasta seduta sulle sue gambe muscolose per tutto il tempo, quindi mi ritrovai completamente sopra di lui, proprio poco sotto il suo bacino, a guardarlo dall'alto.
<<Sei uno spettacolo. Sei davvero uno spettacolo>> mi lasciai scappare in un altro sussurro, posando i miei occhi ovunque su di lui.
In effetti in quel momento lo era davvero, ancora di più del solito ed era impossibile non restare ammaliati dalla sua figura.
Il ragazzo era infatti completamente abbandonato contro il mio materasso e i suoi capelli erano leggermente sparsi sulla coperta, tutti scompigliati dopo il passaggio quasi forsennato delle mie dita. I suoi occhi erano ancora più profondi di prima e le sue labbra erano lucide a causa della mia saliva ed estremamente gonfie, dopo che le avevo attaccate e morse in tutti i modi che avevo sempre desiderato. Inoltre era senza maglietta, mezzo nudo sotto di me e con i muscoli sodi a disposizione delle mie mani, mentre il suo petto si abbassava e si alzava ancora ad un ritmo anormale, rendendo accelerato il suo respiro. Ogni centimetro di quella pelle perfetta e chiarissima era lì ad aspettarmi. Ad aspettare solo di essere toccata da me.
Shouto stava quasi ansimando ed era lo spettacolo erotico migliore del mondo, al punto da farmi quasi scoppiare il cuore.
Tuttavia mi sentii come morire registrando un altro ulteriore dettaglio, che fino a poco prima avevo ignorato, persa com'ero contro le sue labbra. Ero infatti seduta poco sotto il suo bacino, quindi riuscivo a sentirlo chiaramente: Shouto era duro, Shouto era duro sotto di me. Sentivo chiaramente il suo membro premere da sotto i pantaloncini da allenamento che stava indossando, completamente costretto sotto agli stati di tessuto. Sembrava come scoppiare e lo sentivo davvero enorme contro di me.
La sorpresa fu tale da lasciarmi completamente spiazzata, per niente preparata all'eventualità di poterlo eccitare in qualche modo, non quando si era sempre mostrato completamente innocente ed estraneo a simili dinamiche. Tuttavia il mio cervello fu lesto a rimproverarmi, ricordandomi che era pur sempre un ragazzo. Un ragazzo che avevo limonato duramente fino a un momento prima e che avevo privato della maglietta, accarezzandolo in maniera quasi famelica in più e più punti.
Shouto aveva dimostrato di gradire a suo modo la situazione che si era andata a creare e quindi dal canto mio non ritenevo più necessario mostrarmi troppo cauta o preoccupata dall'idea di spaventarlo.
Il suo membro era diventato terribilmente duro sotto di me e i suoi occhi in quel momento sembravano inconsciamente chiedermi di spogliarlo del tutto e farlo scivolare dentro di me. Sembravano chiedermi di farlo fino a crollare entrambi privi di forze. Era ogni centimetro del suo corpo a suggerirmelo, anche se probabilmente nella sua testa non aveva ancora formulato a pieno il pensiero.
Ovviamente non avrei fatto nulla senza la sua benedizione, ma lui stava acconsentendo ad ogni mia mossa e richiesta, lasciandosi sempre più andare. Mentre io dal canto mio desideravo sentirlo dentro di me, in maniera quasi disperata. Lo desideravo alla follia, da fin troppo tempo.
Spinta da quei pensieri mi chinai nella sua direzione, portando una mano in direzione dei suoi capelli, per avvolgerli delicatamente nel mio pugno e tirarli indietro, così da mostrare bene tutto il suo bellissimo viso, senza nemmeno un millimetro nascosto. Nel farlo lo portai a tirare leggermente la testa all'indietro, esibendo il suo collo niveo.
Normalmente non mi sarei mai sognata di attaccarmi alla sua pelle dopo un allenamento, senza prima fare una doccia, ma la sua pelle in quel momento era troppo invitante e non mi sarei lasciata fermare da un po' di sudore, che oltretutto nel frattempo si era oramai asciugato.
Iniziai quindi baciarlo proprio lì, continuando sempre a tenere delicatamente la sua testa all'indietro, seppur in maniera quasi incoscia. Volevo semplicemente avere più accesso a tutto quel ben di dio di corpo e poter attaccare indisturbata la bellissima pelle del suo collo. Non passò molto prima di cedere alla tentazione di mordicchiarlo, seppur sempre con l'accortezza di non fargli del male. Quel semplice cambiamento bastò per far tornare il suo petto ad alzarsi ed abbassarsi ancora più velocemente e mi sembrò quasi di perdere il lume della ragione, sentendolo ansimare sotto le mie attenzioni. Probabilmente non si rendeva nemmeno conto dei suoni che stavano iniziando a lasciare le sue labbra, ma erano sconci ed erotici a tal punto da far contorcere il mio basso ventre in strette sempre più forti.
<<Shouto, se non la smetti di ansimare così perderò completamente tutti i miei freni>> mormorai a fatica contro il suo collo, tuttavia senza riuscire a smettere di morderlo e baciarlo. Era come una droga, troppo inebriante da lasciare andare.
Riuscivo a percepire chiaramente il suo membro sempre più duro sotto di me, tanto da non riuscire a frenarmi dalla forte tentazione di iniziare a muovermi lentamente sul suo bacino. Assecondai quindi il mio desiderio, stringendo ancora di più le ciocche dei suoi capelli tra le mie dita. Probabilmente tirandoli un po' più forte che in precedenza, al punto da farlo ansimare ancora una volta, in maniera ancora più intensa, forse anche per la sensazione del mio corpo che ondeggiava sopra il suo membro oramai completamente eretto.
Tappai l'ennesimo ansito del ragazzo tornando ad attaccare la sua bocca con la mia, entrando subito con la lingua al suo interno. Shouto non aveva ricevuto che pochi baci, ma riuscì sorprendentemente a starmi dietro, capendo subito di dover separare le labbra e di dover seguire i miei movimenti, iniziando ad accarezzare la mia lingua con la sua. Era praticamente quasi bollente e fu il mio turno di provare ad ansimare, tuttavia soffocata immediatamente a causa del nostro contatto. Nel frattempo non avevo mai smesso di muovermi contro il suo bacino e né di tenere i suoi capelli tirati all'indietro, nel disperato tentativo di sentirlo quanto più vicino possibile.
Era cominciato tutto con un semplice messaggio da parte del mio ex ragazzo e l'innocente richiesta di un abbraccio, ma chissà come ero finita sul corpo mezzo nudo di Shouto, con la lingua infilata dentro la sua bocca e il suo membro duro sotto di me.
Avevo voglia di spingermi ancora più oltre e di fare finalmente sesso con lui, anche se considerati i miei sentimenti nei suoi confronti non ritenevo di poterlo definire propriamente solo del sesso. Per me significava molto di più.
Portai quindi la mia mano libera di nuovo a toccare il suo petto e il suo addome, staccandomi da lui quel tanto che bastava per farla passare tra i nostri due corpi, senza smettere di tirare dolcemente i suoi capelli. Usai quella stessa mano per fare di nuovo pressione sulla nuca e portarlo a sollevare ancora una volta la testa all'indietro, così da attaccare nuovamente il suo collo.
<<La tua pelle ha un sapore così buono. Così maledettamente buono, anche dopo tante ore di allenamento>> mormorai completamente assueffata, risalendo lentamente in direzione del suo orecchio sinistro, con lo scopo di tirare il suo lobo con le labbra e baciarlo dietro l'orecchio, nel punto che ritenevo come tra i più sensibili del corpo umano.
<<Mi sento strano>> mormorò improvvisamente lui, seppur con grande fatica, considerando che non aveva mai smesso di ansimare.
La sorpresa di sentirlo parlare per la prima volta, da quando avevo iniziato a baciarlo, fu tanta, ma non abbastanza da farmi bloccare. Continuai infatti a baciarlo, seppur risalendo in direzione del suo zigomo e poi della sua guancia, così da stabilire di nuovo un contatto visivo.
<<È troppo per te? Vuoi che mi fermi? Dimmelo senza problemi, non voglio costringerti a fare nulla che non ti piace o che non ti senti di fare. Okay?>> gli chiesi dolcemente, lasciando la presa sui suoi capelli, solo per iniziare ad accarezzarne con delicatezza le ciocche.
Shouto in quel momento era ancora più spettinato che in precedenza e il suo viso si era chiazzato di un rosa tenue a ridosso delle guance. Non riusciva a smettere di respirare a bocca aperta, con le labbra sempre più gonfie e rosse e gli occhi leggermente socchiusi e resi lucidi dalla situazione che stavamo vivendo insieme.
Era troppo per me. Troppo bello. Troppo seducente. Troppo tutto.
<<Mi piaci terribilmente, Shouto. Così tanto che mi sembra di impazzire. Per me è davvero difficile pensare di fermarmi arrivata a questo punto, ma se tu lo desideri allora io lo farò senza nemmeno protestare. L'unica cosa che conta per me sei tu, soltanto tu, probabilmente da quando ti conosco. Vorrei non aver mai conosciuto Yūji e non avergli mai affidato tutte le mie prime esperienze. Vorrei tanto averle date a te, tutte quante, dalla prima all'ultima, perché sono innamorata di te, davvero tanto>> gli confessai, sentendo i miei occhi bagnarsi di lacrime, che tuttavia riuscii ad asciugare immediatamente, tornando a dedicare le mie attenzioni al suo bel viso, in quel momento inequivocabilmente sorpreso.
Sgranai gli occhi notando una delle sue mani arrivare lentamente in direzione della mia guancia destra, andando a posarsi delicamente lì, nell'impacciato tentativo di darmi una carezza. Restai quindi in attesa di una risposta verbale da parte del ragazzo, ma che tuttavia non arrivò mai.
Shouto infatti si limitò a portare quella stessa mano di nuovo sul retro del mio collo, dove era stata per diverso tempo, in un tacito invito a tornare giù, verso di lui, verso le sue labbra.
<<Sei sicuro, Shouto? Poco fa hai detto che ti senti strano. Strano in senso negativo o in senso positivo? Non sentirti costretto>> chiesi nuovamente.
Desideravo davvero tantissimo arrivare fino in fondo, ma il ragazzo era nuovo a quelle esperienze e non aveva mai provato nulla del genere. Non volevo continuare senza la piena certezza di rispettare anche i suoi desideri e al contempo non volevo spingerlo a fare qualcosa del genere solo perché spinto dall'istinto del momento. Come la mia testa mi aveva suggerito poco prima restava pur sempre un ragazzo ed io lo avevo stuzzicato in tutti i modi possibili, addirittura ondeggiando il mio corpo contro il suo membro, portandolo a diventare sempre più duro e sempre più bisognoso di attenzioni. Doveva fargli molto male in quel momento e non volevo approfittarmi di lui solo perché spinto dalla situazione o dalla sensazione di dover risolvere il problema che si era creato dentro le sue mutande.
Shouto infatti non sembrava un ragazzo con chissà quante erezioni alle spalle. Probabilmente non era la prima, ma quella doveva essere sicuramente la sua prima esperienza di quel tipo, con una ragazza seduta sopra di sé e baci ricevuti ovunque possibile.
Doveva sentirsi molto confuso e probabilmente influenzato anche da istinti primordiali che lo imploravano di alleggerire la tensione percepita nel basso ventre. In fondo per lui era tutto nuovo, tutto sconosciuto.
<<Quindi?>> chiesi quindi per la seconda volta, notandolo ancora in silenzio dopo diversi secondi.
<<Non mi sento strano in senso negativo. Non ne capisco molto, ma sento di non voler smettere di sentirmi in questo modo>> concluse infine, lasciandomi quasi senza fiato. Le sue parole erano bastate a risolvere i miei dubbi e alleggerire le mie incertezze, tanto da portarmi a sorridere sinceramente.
Shouto a quel punto esercitò di nuovo pressione sul retro del mio collo, ma quella volta mi lasciai condurre nuovamente nella sua direzione, baciando prima il suo mento e poi di nuovo le sue labbra, tornando a morderle dolcemente, soprattutto il labbro inferiore, in quel momento più gonfio e pieno del solito.
<<Dio, quanto mi piaci>> mormorai diversi secondi dopo, solo dopo aver assaporato di nuovo le sue labbra a dovere, tornando a baciare e mordere il lobo del suo orecchio. Lo avevo infatti identificato come un punto particolarmente sensibile del ragazzo, tanto da ottenere immediatamente una sua reazione. Shouto riprese infatti immediatamente ad ansimare e ad incurvare leggermente la schiena verso di me, aumentando al contempo la pressione tra il suo membro e la mia intimità.
<<Ti fa tanto male, vero?>> chiesi quindi, tornando a premere di nuovo in quel punto, così da fargli capire chiaramente il senso della mia domanda.
<<Sì>> biascicò lentamente lui, strizzando leggermente gli occhi in un'espressione sofferente <<fa male.>>
Annuii comprensiva, baciando per due o tre volte la sua guancia più a tiro in un tentativo di rassicurazione, tornando ad accarezzare i suoi addominali con la stessa mano usata precedentemente.
<<Ci penso io allora. Ti farò stare bene, tanto bene. Non sentirai più dolore>> gli bisbigliai in un tono volutamente più basso del solito, in un tentativo di far reagire ancora il suo corpo. Ottenni subito l'effetto sperato, notando il suo sguardo cambiare e le sue labbra tornare ad aprirsi leggermente alla ricerca di più aria.
Senza aspettare ancora scesi quindi con le dita in direzione dei pantaloni della sua tuta, stringendo il suo membro nella mia mano per saggiarne a pieno le dimensioni. Era grosso, ancora di più rispetto a quello che avevo pensato muovendomi sopra il suo bacino. A quel gesto Shouto si lasciò scappare un ansito più forte dei precedenti, causandomi un'altra fitta. Mi sentivo completamente fradicia ed ero sorpresa di trovarmi già in quelle condizioni con ancora tutti i vestiti addosso e senza nessun contatto particolarmente intimo con lui. Doveva essere l'effetto che mi causava dopo averlo desiderato per mesi e mesi senza sosta, senza mai avere un giorno di pace.
Inoltre nelle mie pregresse fantasie lo avevo immaginato ipoteticamente molto freddo durante atti del genere, invece fin dall'inizio aveva iniziato ad ansimare sotto di me in un modo tremendamente erotico e a guardarmi con due occhi che imploravano soltanto di togliergli i vestiti di dosso e saltare sul suo corpo almeno fino all'alba, nonostante la sua assoluta inesperienza col sesso e tutto quello che lo riguardava. Il suo corpo stava rispondendo più velocemente della sua mente e mi suggeriva cose che probabilmente ancora non era nemmeno in grado elaborare nella sua testa.
La sua mente infatti doveva essere ancora molto confusa, ma i suoi occhi e il suo corpo mi chiedevano di soddisfarlo in tutte le maniere possibili.
Spinta da quella consapevolezza portai di nuovo la mia mano in direzione del bordo dei suoi pantaloncini, intenzionata a superare il prima possibile quella barriera oramai diventata inutile. Riuscii a malapena ad infilare l'inizio delle mie dita sotto l'elastico delle sue mutande, prima di saltare quasi in aria al suono del mio cellulare che iniziava a suonare senza sosta, come risultato di tanti messaggi arrivati tutti insieme da persone diverse. Avrei tanto voluto ignorarlo, ma quando succedeva una cosa del genere poteva significare solamente una cosa: ispezione a sorpresa dei dormitorio per opera di un insegnante.
Non era infatti insolito per diversi di noi provare a sgattaiolare fuori nelle ore notturne alla ricerca di cibo o per bighellonare fino al mattino nella stanza di un altro compagno, quindi nel tempo gli insegnanti avevano preso l'abitudine di fare un giro dei dormitori per controllarci. Potevano controllare due volte nella stessa settimana, come mai per un intero mese e nessuno di noi poteva prevedere un possibile controllo prima del tempo; per tale nel corso dei mesi molti di noi erano stati beccati in giro fuori orario e nessuno ci teneva a ripetere l'esperienza delle punizioni che ne conseguivano. Avevamo quindi preso l'abitudine di avvisare per messaggio non appena il primo di noi riceveva la visita a sorpresa di un insegnante, in modo da poter mettere in allerta tutti gli altri e risparmiare qualche lavata di testa.
Trovai conferma ai miei dubbi afferrando rabbiosamente il mio cellulare, profondamente innervosita da quell'interruzione capitata nel momento peggiore, proprio quando non doveva assolutamente succedere.
Avevo Shouto lì, sul mio letto, mezzo nudo per me e completamente consenziente, a disposizione delle mie mani dopo mesi e mesi a fantasticare sul suo corpo. E tutto era andato in fumo. In un secondo.
<<Stanno facendo un'ispezione proprio adesso al primo piano. A breve saranno qui>> commentai con tono sconfitto, mostrando brevemente al ragazzo il contenuto di uno dei tanti messaggi ricevuti. In quel caso quello di Hanta Sero, dove mi comunicava di aver scampato per un pelo alla punizione.
Era difficile sopprimere l'impulso di tornare immediatamente sopra a quel corpo paradisiaco, soprattutto notando i suoi muscoli guizzare nell'atto di tornare a sedersi nuovamente sul mio letto. Shouto in quel momento era infatti talmente bello da mozzare il fiato nei polmoni, con il petto nudo che si alzava e si abbassava e la mano venosa portata tra i capelli, allo scopo di sistemare per quanto possibile le ciocche estremamente in disordine.
Mi apprestai a correre in suo aiuto così da renderlo presentabile, recuperando nel mentre la sua maglietta bianca che ancora giaceva abbandonata vicino al mio cuscino, nel punto dove l'avevo distrattamente lasciata dopo avergliela tolta.
<<Perché proprio adesso? Perché?>> borbottai tra me e me, cercando di ripristinare l'ordine nella sua chioma nel più breve tempo possibile. In fondo sarebbe stato strano farlo beccare da un insegnante completamente scarmigliato in quel modo, soprattutto quando tendeva ad essere un ragazzo sempre in perfetto ordine. Sarebbe stato fin troppo sospetto, anche lasciandolo tornare nella sua stanza per tempo.
Lo aiutai anche a rimettere la maglietta, portando frettolosamente lo sguardo sul cavallo dei suoi pantaloni per verificare le sue condizioni. La sua erezione era leggermente regredita, a causa della brusca interruzione e per il timore di farsi sorprendere fuori dalla sua stanza a quell'ora tarda, soprattutto dentro camera mia e in quelle condizioni. Sarebbe stato fin troppo facile fare uno più uno e capire la dinamica della situazione, finendo col beccarci la punizione peggiore della storia. Dovevamo muoverci a tirarci fuori da quella situazione e ne ero pienamente consapevole. Tuttavia sapevo di aver ancora un po' di tempo prima dell'arrivo dei controlli, quindi ne approfittai per avvolgere velocemente il suo viso a coppa tra le mie mani, posando la mia fronte sulla sua.
<<È così difficile lasciarti andare adesso. Così difficile che mi sento davvero troppo arrabbiata in questo momento. Non voglio vederti andare via, non voglio>> gli sussurrai, sfiorando le mie labbra contro le sue <<ti voglio così tanto in questo momento che mi sembra così ingiusto.>>
I suoi occhi sembravano comunicarmi la stessa cosa, rendendomi ancora più difficile vederlo andare via. Era davvero terribilmente difficile, soprattutto quando avrei voluto tenerlo lì con me, possibilmente anche per sempre. Solamente noi due.
Mi staccai a fatica da lui, non prima di avergli lasciato un ultimo bacio a stampo carico di frustrazione e di tristezza, per poi accompagnarlo fino alla porta. Una volta sola mi lasciai scivolare con la schiena contro la superficie chiusa, quasi con le lacrime agli occhi a causa della profonda rabbia provata in quel momento.
Avevo assolutamente bisogno di una doccia per placare i miei bollenti spiriti. Una doccia praticamente gelata considerata la situazione.
Restai quindi in attesa dell'insegnante, continuando a picchiettare il piede contro il pavimento sotto di me, così da stemperare un po' del mio nervosismo. Mi sentivo talmente frustrata da rischiare di inveire contro di lui per aver interrotto uno dei migliori momenti della mia vita.
Volevo tornare da Shouto. Volevo solamente tornare da lui. Nient'altro.

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Ero a letto da almeno un'ora, eppure non riuscivo minimamente ad arrendermi all'idea di dormire. Se anche solo provavo a chiudere gli occhi rivedevo ancora perfettamente la scena di Shouto completamente abbandonato al mio volere, con la schiena nuda contro il mio materasso, i capelli bicolore lievemente sparsi attorno alla sua testa e gli occhi che, forse incosciamente, mi chiedevano di continuare a farlo sentire bene. L'insieme era davvero difficile da digerire, soprattutto quando mi sembrava ancora di sentire il suo sapore sulle labbra e la consistenza dei suoi muscoli sotto le dita; sensazioni che nemmeno la lunga doccia gelata che avevo fatto era riuscita a lavare via. L'acqua era scesa a litri lungo lo scarico, ma senza portarsi via nemmeno uno dei miei pensieri. Erano ancora tutti lì, intatti in un groviglio che faticavo a sopportare e che mi suggeriva di correre alla svelta tra le braccia del ragazzo.
L'orologio, che avevo scelto con cura per arredare la mia stanza del dormitorio, segnava le 23:03 e ogni secondo che la lancetta segnava sembrava come doloroso, lontana com'ero da lui. Non riuscivo a smettere di guardare il suo movimento e fu solo dopo averla seguita per diversi giri che mi decisi a lanciare le coperte per aria, afferrando velocemente il mio cellulare.

A: Shouto
"Sei sveglio?"

Digitai quelle due semplici parole, aspettando con impazienza una risposta, tenendo il cellulare ben stretto contro il petto, pregando di ottenere presto un suo messaggio.
Non ce la facevo davvero più a starmene senza far niente.

Da: Shouto
"Sì."

La sua risposta arrivò dopo soli pochi minuti di attesa, facendomi tornare a sorridere alla vista del messaggio. Intanto per la risposta affermativa ed in secondo luogo per la sua tendenza ad essere sempre di poche parole, soprattutto per telefono. Tendeva infatti a rispondere sempre per monosillabi ed era un miracolo vederlo mettere insieme più di tre parole di fila quando rispondeva, ma andava benissimo così. Lui era perfetto esattamente com'era e non avrei cambiato nemmeno una virgola del suo carattere, neanche per tutto l'oro del mondo.
Mi ero innamorata di lui proprio per tutti quei piccoli dettagli che lo rendevano unico al mondo e che riuscivo a vedere solamente come pregi.
Pensai a tutte quelle cose, mentre sostituivo i pantaloni del pigiama con un paio pulito che utilizzavo per allenarmi e scivolavo di soppiatto fuori dalla mia stanza, prendendomi a malapena il disturbo di infilare i piedi nel mio paio di ciabatte.
I controlli erano terminati da un pezzo e non c'era il rischio di un ulteriore giro di perlustrazione degli insegnanti, tuttavia mi presi la premura di chiudere pianissimo la porta senza fare alcun rumore e di prestare la massima attenzione nel breve tragitto dalla mia stanza a quella del ragazzo, distante solo quattro camere.
Una volta lì bussai leggermente alla porta, cercando di fare piano. Stavo adottando tutte quelle precauzioni anche se la stanza di Shouto era l'ultima alla fine del corridoio e accanto a lui c'era solo Denki Kaminari, famoso per avere un sonno pesante come quello di un orso in letargo. L'attenzione comunque non era mai troppa e non volevo correre il rischio di essere scoperta, da nessuno.
Pochi secondi dopo mi ritrovai col viso confuso del ragazzo a poca distanza dal mio. La stanza alle sue spalle era in penombra, illuminata solo dalla fioca luce di una lampada, probabilmente fino a poco prima utilizzata per leggere. Riuscii a trovare conferma dal libro abbandonato vicino al futon che usava per dormire, dal momento che il ragazzo aveva deciso di arredare la sua stanza nel pieno stile giapponese, senza portarsi dietro un letto classico.
Shouto chiaramente aveva fatto una doccia nel frattempo, senza prendersi la briga di asciugarsi per bene i capelli, dal momento che le sue ciocche sembravano ancora leggermente umide contro la sua fronte. Indossava inoltre alcuni dei vestiti che era solito utilizzare per dormire: un semplice pantalone di cotone grigio perla e una maglietta unicolor color crema.
Tuttavia non restai per troppo tempo a guardare i suoi capi di abbigliamento, decidendo di entrare nella sua stanza senza nemmeno aspettare un invito per farlo. In fondo passavo quasi più tempo lì che nella mia stanza e ormai da tempo non avevo più bisogno di attendere il suo permesso.
Quindi semplicemente mi fiondai dentro, chiudendo la porta con attenzione, prima di lanciarmi tra le sue braccia, senza dargli nemmeno il tempo di dire una parola.
Shouto era più alto di me di almeno dieci centimetri e quando lo abbracciavo amavo particolarmente rifugiarmi col viso contro il suo collo, dove la sua pelle liscia e profumata sembrava fatta appositamente per accogliermi. Nemmeno quella volta fece eccezione, tanto da spalmarmi praticamente lì.
<<Che succede? Ti senti bene?>> mi chiese quindi lui, palesemente confuso dalla mia stretta più che bisognosa.
<<Si, solo che non riuscivo a smettere di pensarti. Mi sei mancato così tanto>> gli confessai contro il suo incantevole collo, allontanandomi col viso quel tanto che bastava per rendere comprensibili le mie parole.
Per qualche secondo restai a crogiolarmi nella sensazione delle sue braccia che si avvolgevano quasi automaticamente attorno alla mia schiena e di una delle sue mani portata immediatamente contro il retro della mia nuca.
Normalmente il ragazzo ci metteva molto più tempo per ricambiare i miei abbracci, ma dopo tutto quello che era successo tra noi faticavo ad aspettarmi una reazione diversa. Eravamo stati infatti interrotti sul più bello e tutti quei baci avevano contribuito ad avvicinarci improvvisamente ancora di più.
Il suo corpo mi stava cercando, mentre il mio stava cercando il suo, al punto da spingermi a piombare nella sua stanza quasi nel cuore della notte.
Avevo voglia di riprendere da dove avevamo lasciato, tanto da affrettarmi a stabilire un contatto visivo con lui. Quindi senza smettere di abbracciarlo mi posizionai davanti al suo viso, chiedendo: <<Posso baciarti ancora?>>
Shouto mi stava guardando senza interrompere nemmeno per un secondo il contatto visivo. Il suo viso era quasi totalmente inespressivo, come lo era nella maggior parte delle situazioni, ma i suoi occhi sembravano parlare per lui, tanto erano luminosi.
Non disse nulla, semplicemente tornò a spingere con la mano che teneva ancora sulla mia testa, in un chiaro invito ad andare nella sua direzione. Non mi serviva altro, quindi senza aspettare nemmeno per un secondo gli saltai in braccio, posando bramosamente la mia bocca sulla sua, talmente forte da scalciare via le mie stesse ciabatte, proiettandole quasi sul fondo della stanza.
Shouto aveva dei riflessi formidabili ed era estremamente forte, quindi non esitò nemmeno per un secondo ad acciuffarmi tra le sue braccia, iniziando a sostenermi senza barcollare nemmeno di un millimetro.
Avevo sempre desiderato di baciarlo in quel modo, quindi avvolsi grata le mie gambe attorno alla sua schiena e le mie braccia attorno al suo collo, iniziando ad accarezzare i ciuffi di capelli alla base della sua testa.
Il ragazzo aveva imparato più velocemente del previsto a ricambiare i miei baci, tanto da non mostrarsi minimamente impreparato al passaggio della mia lingua, riuscendo a tenere perfettamente il passo in quel bacio estremamente focoso. Ancora più intenso di tutti quelli scambiati in camera mia.
Riuscire di nuovo a sentire il suo sapore da capogiro e il suo calore bastò per mandarmi fuori di testa, portandomi ad avvolgerlo con ancora più bisogno, quasi per paura di vederlo scivolare via da me.
Mi staccai dalle sue labbra solo per tornare ad attaccare il suo collo, prendendo a morderlo e succhiarlo con maggiore enfasi, decisa a non fermarmi per nulla al mondo. Volevo riprendere da dove eravamo stati interrotti bruscamente ed andare fino in fondo con lui, più di qualsiasi altra cosa al mondo. Non potevo più aspettare nemmeno per un momento.
La sua pelle in quel momento mi sembrava ancora più liscia e piacevole, probabilmente a causa della doccia fatta non molto tempo prima, e il profumo lasciato dal suo bagnoschiuma era da perdere la testa. Mentre ero sul suo collo sentivo di poter baciare ogni singolo centimetro della sua pelle senza stancarmi nemmeno per un attimo, per ore ed ore, per quanto era piacevole sentirne il sapore sulle labbra. Non passò poi molto prima di tornare a prestare di nuovo attenzione alla zona poco sotto l'orecchio, dove aveva dimostrato di gradire molto i miei baci. Volevo farlo sentire bene il più possibile, al punto da concentrare molte delle mie attenzioni lì, ottenendo di contro una presa ancora più salda ad opera delle sue braccia e i primi respiri pesanti, proprio come quelli che si era lasciato scappare in camera mia.
<<La tua pelle ha un sapore delizioso, lo sai?>> gli chiesi all'orecchio, continuando ad accarezzare il lobo con le labbra ad ogni parola. Lui rispose alla mia provocazione girando leggermente la testa nella mia direzione per stabilire un contatto visivo. Voleva chiaramente essere baciato di nuovo e me lo stava comunicando senza parlare, come suo solito. Per Shouto non doveva essere facile gestire una situazione del genere e doveva sentirsi profondamente confuso da tutto quel carico di emozioni completamente nuove per un ragazzo come lui, eppure si stava mostrando molto coinvolto dalla situazione, portandomi ad essere sempre più sorpresa di volta in volta.
Chiaramente scelsi di assecondarlo, tornando a baciarlo con tutto l'amore possibile, cercando di trasmettergli una parte dei sentimenti che sentivo per lui.
Mi piaceva terribilmente la sensazione delle sue braccia avvolte quasi con fare possessivo attorno a me e poter tenere le mie gambe attorno alla sua schiena, vicini come non mai.
Ritenevo di poter continuare in quel modo per ore, ma desideravo poter vedere e toccare di nuovo la sua pelle nuda, tanto da costringermi a separarmi leggermente dal suo spettacolo di bocca.
<<Ci sediamo sul tuo futon, ti va?>> domandai <<voglio poterti dare di più, tanto di più, Shouto.>>
Il ragazzo non si fece pregare, iniziando ad arretrare lentamente, senza nemmeno preoccuparsi di guardare il pavimento per capire dove mettere i piedi. In fondo quella era la sua stanza e sapeva benissimo gestire gli spazi. In men che non si dica mi ritrovai infatti nuovamente seduta sulle sue gambe e col suo viso all'altezza del mio, comodamente posizionati sul suo futon palesemente fresco di bucato.
<<La maglietta... toglitela>> lo pregai quindi, portando le mie mani sul bordo dell'indumento con lo scopo di farlo sparire il prima possibile, contemporaneamente alle sue che cercavano di aiutarmi nell'azione. Lo incoraggiai poi a togliere anche la mia, portando le sue lunghe dita sotto alla stoffa e alzando le braccia per agevolargli la rimozione. Inaspettamente lui si lasciò guidare, mostrandosi più intraprendente che mai.
Gli lasciai qualche secondo per elaborare quella situazione nuova, sentendomi appena in imbarazzo per i suoi occhi che mi scrutavano, con particolare attenzione rispetto al mio seno ancora contenuto nel reggiseno.
Tutti i suoi movimenti e i suoi comportamenti erano lenti ed impacciati, ma contribuivano a renderlo soltanto più desiderabile ai miei occhi. Trovavo ogni sua reazione adorabile e al contempo estremamente erotica, siccome lo consideravo come una pagina bianca che stavo lentamente contribuendo a colorare con un carico di emozioni sempre nuove. Ricordavo ancora nitidamente il suo modo di ansimare per le mie attenzioni ed ero decisa a farlo tornare il prima possibile nella medesima condizione e di donargli quanto più piacere possibile. Volevo rendere quella pagina bianca la più bella e la più colorata di tutte, insieme a lui.
Con quel desiderio nel cuore lo incoraggiai a stendersi con la schiena sul futon, iniziando ad accarezzare di nuovo i suoi muscoli con le dita e a mordere le sue labbra, esattamente come non molto tempo prima in camera mia. Non passarono che pochi minuti, prima di cominciare ad avvertire di nuovo la sensazione del suo membro che premeva contro di me, man mano che il suo viso tendeva ad arrossarsi e la sua fronte ad imperlarsi leggermente di sudore, probabilmente anche grazie ai miei denti che avevano iniziato a mordere i suoi pettorali, alternati al passaggio dei miei baci bagnati, dati in ogni porzione di pelle disponibile.
Quella volta non c'era il rischio di una nuova ispezione, quindi mi presi tutto il tempo necessario per mettere il ragazzo a proprio agio, lasciando scivolare la mia mano sempre più in basso. Riuscii ad intrufolarla sotto all'elastico dei suoi pantaloni senza nessuna interruzione, iniziando a massaggiare la sua erezione da sopra il tessuto delle mutande. Shouto inizialmente sembrò come irrigidirsi, portandomi ad allontanare leggermente la mano, completamente terrorizzata dalla prospettiva di fare qualcosa non di suo gradimento.
<<Tutto bene? È troppo per te?>> gli chiesi immediatamente, portando la mano libera sul suo viso. Volevo rassicurarlo e farlo sentire protetto. Fargli capire che con me poteva stare tranquillo e che non lo avrei mai obbligato a fare qualcosa oltre la portata della sua tolleranza.
Shouto rispose scuotendo leggermente il capo, prima di tornare a rilassare i suoi muscoli, sotto al mio sguardo apprensivo. Leggermente timorosa ripresi quindi a toccare la sua zona più sensibile, tuttavia senza spingermi dentro ai boxer, così da non affrettare troppo le cose. Presi anche a lasciare delicati baci sul suo viso, cercando di metterlo a suo agio.
Stavo amando ogni singolo secondo di quella situazione, soprattutto quando lo notai reclinare leggermente il capo all'indietro e tendere il suo bacino in direzione della mia mano, come caldo invito a dargli ancora di più. Senza esitare lasciai da parte le mie paure, entrando dentro ai suoi boxer, così da potergli regalare ancora più piacere.
Lo notai immediatamente annaspare alla ricerca di aria e stringere il tessuto del futon tra le dita della mano libera, mentre l'altra mi cercava per spingermi contro le sue labbra. Tornai a baciarlo senza aspettare nemmeno per un secondo, continuando a muovere la mano sulla sua erezione calda e dura.
Riuscivo a percepire chiaramente i suoi gemiti soffocare direttamente contro le mie labbra e non c'era nulla di più piacevole al mondo. Nulla.
Continuai per vari minuti senza stancarmi, adattando il ritmo e la pressione in base alle reazioni del suo viso e del suo corpo. Cercando di capire quello che gli piaceva di più e la velocità da lui preferita, abbastanza facile considerando che in quel frangente sembrava come un libro aperto e che oramai avevo imparato a conoscerlo più di chiunque altro, grazie a tutto il tempo passato insieme.
Il ragazzo sembrava arrivato quasi al limite, soprattutto considerando che era la sua prima esperienza del genere in diciotto anni di vita e che lo avevo stuzzicato fin troppo. Tuttavia non volevo rischiare di fargli sporcare i vestiti, quindi lo lasciai solo per un secondo, il tempo materiale per abbassare i suoi pantaloni e le sue mutande a livello delle sue cosce. Rischiando quasi di soffocare alla vista del suo corpo quasi completamente nudo.
Shouto mi guardò confuso, portando i suoi occhi oramai appannati dal piacere dritti nei miei. <<Tranquillo, non mi sto fermando. Sto solo evitando di farti sporcare>> lo rassicurai, cercando di recuperare un minimo di contegno, anche se difficile dopo aver visto coi miei occhi le dimensioni più che soddisfacenti della sua erezione.
<<Non potrei mai lasciarti andare, non adesso>> gli sussurrai nuovamente, tornando a circondare il suo membro caldo con la mia mano, riprendendo un ritmo più rilassato di prima. Shouto infatti aveva quasi raggiunto il culmine e desideravo sfruttare quegli ultimi secondi per fargli sentire a pieno ogni minima sensazione e tutto il piacere possibile. Tornai anche a baciare il suo collo, senza resistere alla tentazione di marchiarlo un paio di volte, seppur in punti strategici e non particolarmente visibili. Desideravo sentirlo mio il più possibile e concedermi di soddisfare alcuni dei miei desideri, facendogli almeno una piccola parte di quelle cose che avevo sempre desiderato sperimentare con lui.
Mi fermai solo sentendolo ansimare più forte che in precedenza, chiaro segnale di aver quasi raggiunto il culmine. Pochi secondi dopo infatti il suo membro iniziò a pulsare in una maniera impossibile da fraintendere, permettendo al suo seme di uscire, iniziando a colare lentamente sulla mia mano in una scia estremamente calda. Normalmente sarei rimasta disgustata a causa della sensazione viscida e appiccosa, ma visto che si trattava di lui mi veniva davvero impossibile provare disgusto. Quello infatti era quasi sicuramente il suo primo orgasmo ed ero lieta di essere stata io la persona capace di procurarglielo. Riuscivo solo a sentirmi estremamente felice, senza lasciare spazio ad altro.
Shouto in quel momento sembrava estremamente appagato e aveva ripreso a respirare più lentamente, anche se ancora con un leggero affanno. Gli lasciai qualche secondo per riprendersi, quasi saltando in aria quando tornò a guardare nella mia direzione, estremamente colpita dalla profondità del suo sguardo. I suoi occhi erano infatti più intensi che mai, talmente tanto da farmi contorcere immediatamente lo stomaco. Era più bello che mai, più di una divinità.
<<Mi dispiace>> disse semplicemente, completamente all'improvviso. Inizialmente non riuscii a capire il motivo delle sue scuse, ma poi mi resi conto del suo sguardo puntato sulla mia mano e poi sul suo basso ventre, entrambi completamente cosparsi di liquido seminale. Si stava scusando per aver sporcato ovunque, quando invece non ne aveva nessuna colpa e non era assolutamente necessario farlo.
Shouto tuttavia era così: adorabile ai miei occhi in qualsiasi situazione.
<<Ehy, non devi scusarti assolutamente. È normale, tutto questo è normale e non devi chiedere scusa. Ci metterò solo un momento a pulirmi e dopo aiuterò anche te, va bene?>> lo rassicurai, chinandomi brevemente per baciarlo sulla punta del naso <<tu non hai fatto nulla di male e sei stato bravissimo, piccolo mio.>> Non lo avevo mai chiamato in quel modo prima di quel momento, ma era stato più forte di me. Shouto era più grande di me di sei mesi e aveva compiuto la maggiore età per primo, ma ai miei occhi era la persona più preziosa al mondo, quella da proteggere a tutti i costi. Forte e muscoloso com'era non aveva di certo bisogno della mia protezione sul piano fisico, ma aveva bisogno di essere protetto sul piano sentimentale, perché il suo cuore era buono ed innocente e aveva già sofferto fin troppo; sentivo quindi come mio il compito di custodirlo con tutte le mie forze e dargli tutto l'amore del mondo, fino all'ultima briciola.
Corsi quindi in bagno a lavarmi le mani, tornando immediatamente da lui con delle salviette imbevute per il corpo. Le stesse che da diversi mesi ero solita lasciare sempre nel suo bagno, siccome spesso dopo gli allenamenti mi fermavo direttamente da lui. Mi facevano comodo per darmi una rinfrescata al volo, quando non avevo modo di correre subito nella mia stanza per fare una doccia.
<<Ti aiuto io. Lascia fare a me. Ti pulirò per bene, non temere>> gli spiegai con fare rassicurante, iniziando a pulire con calma e delicatezza il suo basso ventre, sotto al suo sguardo vigile.
Shouto sembrava all'apparenza un ragazzo estremamente indifferente, eppure era solamente un errore di chi non lo conosceva bene quanto me. Nel suo piccolo infatti tendeva a mostrare una gamma di emozioni che non avevano nulla da invidiare a nessuno, se solo si aveva la pazienza di guardarlo con più attenzione. Ad esempio in quel momento era chiaramente imbarazzato e riuscivo a capirlo dal modo in cui teneva le mani leggermente chiuse a pugno e dal suo sguardo. Era tremendamente carino da vedere, estremamente adorabile.
<<Non vergognarti, arrivati a questo punto non serve>> cercai di incoraggiarlo, tuttavia sentendomi a mia volta le guance terribilmente in fiamme, siccome mai in vita mia mi sarei aspettata di ripulire Shouto Todoroki dal suo stesso sperma.
<<Saresti più convincente senza quelle guance rosse>> rispose lui, pungendomi sul vivo.
<<È che il tuo corpo nudo mi fa un certo effetto, tutto qui>> mi affrettai a rispondere, probabilmente peggiorando la situazione, tanto da causarmi ancora più rossore sulle guance.
In effetti non riuscivo a restare indifferente davanti alla sua pelle esposta, soprattutto perché a differenza sua non ero riuscita a soddisfare i miei bisogni. Probabilmente una volta in stanza avrei avuto bisogno di un'altra doccia gelata, almeno per togliermi dalla testa l'immagine del suo corpo che affondava nel mio e che non faceva che perseguitarmi.
<<Adesso sei completamente pulito>> commentai soddisfatta, alzandomi solo per andare a buttare le salviette usate nel cestino del bagno, non prima di avergli tirato nuovamente su mutande e pantaloni, nonostante fosse l'ultimo dei miei desideri. Mi lavai nuovamente le mani, prima di tornare da lui.
Lo trovai esattamente sullo stesso punto del futon dove lo avevo lasciato, con gli occhi che non si staccavano dalla mia figura nemmeno per un momento e i suoi capelli di nuovo tutti spettinati, dopo che li avevo tormentati per l'ennesima volta con le mani.
Era ancora senza maglietta e riuscivo a vedere chiaramente le due macchie violacee che gli avevo lasciato sul collo e che spiccavano nettamente sulla sua pelle estremamente chiara e perfetta. Nel complesso era talmente bello da rendermi estremamente difficile non correre da lui per saltargli nuovamente addosso.
Riuscii a fermarmi solo in nome di quel minimo di decenza che mi era rimasta e che volevo tenermi stretta per non traumatizzarlo più del dovuto.
Scelsi quindi di inginocchiarmi lentamente davanti a lui, così da dargli una leggera carezza sulla guancia destra a mo' di saluto. Avrei voluto baciarlo di nuovo, ma non ero sicura di riuscire a fermarmi una volta a contatto con le sue labbra e ritenevo di aver fatto già abbastanza per quella sera, senza il bisogno di calcare ancora di più la mano.
<<Allora buonanotte. Ci vediamo domani>> pronunciai, accarezzandolo nuovamente nello stesso punto. Tuttavia riuscii a malapena a staccare le ginocchia dal suo futon, prima di venire acciuffata per i polsi dalle sue grandi mani, con lo scopo di lanciarmi direttamente contro il suo corpo. Non opposi la minima resistenza, nonostante la grandissima sorpresa di ritrovarmi di nuovo a pochissimi centimetri dal suo viso e per sua iniziativa.
Avevo tentato in tutti i modi di lasciare quella stanza e di mettere a freno la fame per il suo corpo che avevo faticato con tutta me stessa per reprimere almeno un minimo, ma vista la situazione mi era impossibile continuare a farlo ancora.
Infatti prima ancora di rendermene contro mi ritrovai di nuovo a baciare avidamente la sua bocca e con le mani intente ad abbassare i suoi pantaloni. Quella volta tuttavia li feci volare dall'altra parte della stanza, lasciandolo solo in mutande e aiutandolo a fare la stessa cosa con i miei.
<<Shouto, mi dispiace, ma non ce la faccio più. Ti voglio troppo, voglio fare l'amore con te. Scusami, scusami tanto, ma non riesco più a fermarmi>> riuscii a sussurrare contro la pelle del suo collo, mentre mi accingevo a fargli un altro succhiotto sul collo, quella volta nel lato opposto e in una zona certamente più vistosa.
Probabilmente era troppo, ma non riuscivo più a ragionare. Volevo solo farlo mio e fare tutto quello che mi passava per la testa, senza costringermi a mettermi da sola dei freni che non volevo più avere in mezzo ai piedi.
<<Non devi chiedere scusa>> rispose lui, usando alcune delle parole usate in precedenza da me, quando si era dispiaciuto per avermi sporcato col suo seme.
Lo guardai incredula, prima di sorridergli calorosamente e attaccare nuovamente le sue labbra, mordendole più e più volte con molta più foga che in precedenza, ma senza fargli del male, nemmeno per una volta.
<<Ti amo, ti amo tantissimo. Ne sono più che sicura. Questa non è una semplice cotta. Io ti amo davvero>> gli confessai senza più riuscire a trattenermi, baciando le sue labbra a momenti alterni <<sei stupendo, sei maledettamente stupendo, ogni centimetro di te lo è.>>
Lo portai lentamente a distendersi dopo avergli detto quelle parole, notando i suoi zigomi prendere leggermente colore e i suoi occhi sgranarsi in maniera quasi impercettibile, probabilmente per il carico di parole che gli avevo appena rovesciato addosso. Salii immediatamente sul suo corpo, sentendo le sue mani avvolgersi attorno a me, trovando la propria destinazione sulla schiena, poco sotto il gancetto del reggiseno che indossavo. Lo incoraggiai a provare a sganciarlo, cercando di spingerle su per quanto possibile dalla mia posizione.
Shouto sembrò capire il suggerimento, tentando in tutti in modi di togliermelo. Tuttavia quello era chiaramente il primo reggiseno che provava ad aprire e non sembrava capire come fare.
<<Non ci riesco>> mi sussurrò candidamente dopo qualche tentativo, puntando il suo sguardo leggermente preoccupato nel mio, dandomi prova ancora una volta di non essere il ragazzo freddo e distaccato che credevano in molti.
<<Dio, sei adorabile. Ci penso io, non preoccuparti. Tu lascia fare tutto a me se hai dei dubbi, piccolo mio, mi prenderò cura di te in tutti i modi>> lo rassicurai, chiamandolo per la seconda volta in quel modo, anche se non c'era nulla di piccolo in lui, almeno in apparenza. A livello fisico infatti qualsiasi parte del suo corpo era enorme. Qualsiasi parte sul serio. Dentro di lui però viveva anche l'ombra del bambino che era stato e che non avrebbe mai smesso di essere. Quello incuriosito dal contatto fisico. Quello che spesso non capiva l'ironia. Quella parte di lui che per prima era riuscita a farmi innamorare di lui.
<<Non sono piccolo. Sono maggiorenne>> rispose infatti confuso lui, facendomi sorridere per l'ennesima volta.
<<Non c'entra nulla, resti comunque il mio piccolo e non puoi fare nulla per farmi cambiare idea>> gli risposi.
Fece per rispondere in qualche modo, ma si bloccò notandomi lanciare il reggiseno dall'altra parte della stanza, nello stesso punto del pavimento dove erano finite le nostre magliette e i nostri pantaloni.
<<Sono la prima ragazza nuda che vedi?>> chiesi quindi, notandolo particolarmente interessato al mio seno, seppur non nella maniera perversa di un qualsiasi altro ragazzo, ma piuttosto con una sincera curiosità.
Lui si limitò ad annuire in risposta, senza staccare gli occhi da lì.
<<Nemmeno su qualche rivista o in qualche video?>> chiesi interessata a mia volta.
Lui rispose nuovamente muovendo il capo, ma quella volta scuotendolo per comunicare una risposta negativa, tornando a guardare in direzione dei miei occhi.
Shouto non aveva mai guardato un film porno o una rivista sconcia, proprio come da mie aspettative. Era davvero puro.
<<Beh, in questo caso sono felice di essere la prima e spero di essere anche l'ultima>> ammisi candidamente, chinandomi per lasciare un paio di baci morbidi sulla sua bocca, salvo approfondire il contatto spinta dalle sue mani nuovamente condotte sul retro del mio collo, nella sua ennesima richiesta di continuare a baciarlo, mentre tornava lentamente dalla posizione distesa a quella seduta, così da avere più contatto.
Shouto si stava mostrando particolarmente amante dei baci, in quanto più e più volte mi aveva spinta ad approfondire il contatto o a tornare in direzione delle sue labbra.
Doveva piacergli davvero tanto e la questione mi rendeva davvero felice.
Quando tornai con la lingua dentro la sua bocca la trovai lì già pronta ad accogliermi e intenzionata ad accarezzare la mia con la scioltezza di chi sembrava aver baciato chissà quante volte prima di quel momento, quando invece aveva ottenuto il suo primo bacio nemmeno due ore prima. Davvero difficile da credere, ma per mia fortuna la completa verità.
Quel bacio era diverso da tutti gli altri e sembrava nascondere tutto il desiderio che stavamo provando per l'altro in quel preciso momento. Perfino Shouto sembrava completamente perso, ancora di più quando tornai con la mano dentro la stoffa delle sue mutande, nel tentativo di controllare lo stato della sua erezione dopo l'orgasmo raggiunto non moltissimo tempo prima. Sorprendentemente era di nuovo duro. Duro per me, solo per me, un pensiero che bastava da solo per farmi perdere completamente la testa, senza considerare il suo corpo paradisiaco a contatto col mio e la lingua calda che non faticava nemmeno un po' a stare al passo della mia. Era troppo tutto insieme, troppo da sopportare per una ragazza innamorata persa come me e che bramava il suo corpo fin da troppi mesi.
Raggiunsi infatti il mio limite, iniziando a provare in tutti modi a togliere le nostre mutande di mezzo, senza staccarmi troppo da lui. Mi limitai quindi a togliermi faticosamente le mie e ad abbassare le sue senza togliere del tutto, facendole scivolare di nuovo fino all'altezza delle cosce, ormai stanca di aspettare ulteriormente e per niente desiderosa di staccarmi da quella bocca fin troppo calda e piacevole.
Tornai ad aprire gli occhi solo per un momento, trovando i suoi già pronti ad aspettarmi, seppur leggermente appannati da quella che interpretai come profonda aspettativa. Volevo guardarlo negli occhi mentre mi legavo completamente a lui e infatti solo a quel punto mi decisi ad accompagnare il suo membro verso la mia intimità, lasciandolo scivolare lentamente dentro di me. Mi sentii mancare il fiato alla sensazione di pienezza che ne conseguì e come travolta da un carico di emozioni troppe intense da reggere tutte insieme, tanto da obbligarmi a fermarmi per qualche secondo, abbandonata contro una delle sue forti spalle.
Shouto sembrava fatto appositamente per me, tanto il suo membro mi riempiva bene. Mi sentivo come completa con lui dentro di me e riuscivo a sentire ogni singolo centimetro avvolto dalle mie pareti.
Era una sensazione impossibile da spiegare e fin troppo piacevole per trovare le parole giuste. Era semplicemente paradisiaco.
Con Yūji, seppur a malincuore, dovevo ammettere di aver fatto sempre dell'ottimo e piacevole sesso, soprattutto perché più grande di me e con molte esperienze alle spalle, eppure sembrava nulla in confronto a quello che stavo provando in quel preciso momento, seduta sulla gambe di Shouto e con la sua lunghezza completamente dentro di me. Era la sensazione migliore mai provata in tutta la mia vita.
Forse perché non avevo mai amato Yūji come amavo Shouto. Forse perché non avevo mai amato nessuno come amavo lui.
<<Shouto, ti amo, non riesco nemmeno a spiegare quanto>> confessai di nuovo, baciando dolcemente la spalla dove avevo deciso di rifugiarmi, prima di tornare in direzione delle sue morbide labbra. Il ragazzo nuovamente non rispose alla mia dichiarazione, ma la sua espressione bastò da sola per darmi una risposta concreta di rimando. I suoi occhi mi comunicavano chiaramente di provare lo stesso e me lo aveva dimostrato ulteriormente permettendomi di baciarlo e di unire i nostri corpi insieme, un qualcosa che dubitavo avrebbe mai permesso a chiunque altro. Lo conoscevo fin troppo bene per capire che Shouto non avrebbe concesso tanto facilmente le stesse cose a chiunque, nemmeno in un futuro lontano. Era troppo difficile avvicinarsi a lui ed io stessa ci avevo messo molto per stringere un legame con lui, tant'è che spesso mi ritrovavo ancora incredula quando realizzavo lo stretto rapporto che ci univa, faticosamente conquistato dopo anni nella stessa classe, a lavorare fianco a fianco.
Commossa da tutti quei pensieri iniziai a dettare il ritmo del nostro amplesso, senza riuscire a smettere di pensare di essere la prima donna per lui, la sua prima volta. Un onore immenso che sapevo di non dover dare assolutamente per scontato.
Shouto ci mise poco a capire come comportarsi, iniziando ad accompagnare lentamente le mie spinte, facendomi boccheggiare di volta in volta.
Ad ogni movimento del suo bacino mi veniva voglia di urlare dal piacere e faticavo a trattenere i gemiti, imponendomi di iniziare a baciarlo profondamente per tenere la bocca impegnata e soffocare i suoni contro le sue labbra e a tratti contro il suo collo o le sue spalle. Eppure era difficile, dannatamente difficile, tanto che stavo finendo col riempirlo di succhiotti ovunque possibile, anche se quasi tutti in zone sicure da coprire con la maglietta. Avevo sempre desiderato di cospargerlo ovunque di segni simili, ma non avevo mai pensato di doverlo fare perché costretta dal disperato tentativo di non mettermi ad urlare per il piacere sentito.
In fondo quella era solo la sua prima volta. Quindi come diamine faceva a sapere sempre esattamente dove colpire?
<<Perché sei così bravo?>> domandai esasperata, mordendo la sua spalla nel tentativo di contenere nuovi gemiti <<sentirti dentro di me è fin troppo bello, davvero troppo.>>
Shouto non sembrava messo meglio e continuava a guardarmi con due occhi quasi liquidi dal desiderio e la bocca leggermente aperta, anche lui incapace di smettere di ansimare, almeno nei momenti in cui non attaccavo le sue labbra quasi con disperazione.
Era già tutto sudato e aveva le labbra che rischiavano quasi di sanguinare per tutti i morsi che gli avevo dato. In più non la smetteva di guardarmi nemmeno per un secondo negli occhi e quella era per me la parte più difficile da gestire, siccome quel suo sguardo da solo poteva bastare per farmi venire quasi immediatamente.
<<Smettila di guardarmi così, Shouto. Mi stai facendo impazzire. Per favore, smettil->>
Tentai di concludere la frase, ma tuttavia senza ulteriore successo. Il ragazzo aveva iniziato a spingere dentro di me solo da pochissimi minuti, eppure sentivo già la sensazione dell'orgasmo che arrivava. Non era il primo della mia vita, ma sembrava diverso dagli altri e si prospettava molto più intenso del solito. Era l'istinto a suggerirmelo, insieme alle sensazioni estremamente forti che stavo provando.
Volevo parlare, dire qualsiasi cosa per allentare anche solo leggermente quella morsa fin troppo piacevole che stava montando dal mio basso ventre o per distrarmi anche solo un minimo, ma riuscivo solo a boccheggiare alla disperata ricerca di aria; ansimavo in preda all'affanno talmente tanto da non riuscire nemmeno a baciarlo, quasi spaventata dall'idea di soffocare contro la sua bocca. Non mi era mai successo nulla del genere e rischiai quasi di urlare a squarciagola dal piacere quando la morsa si allentò di colpo, lasciandomi in balia dell'orgasmo più forte della mia vita, per nulla paragonabile a quelli già provati in passato.
Quasi azzannai la spalla di Shouto per riuscire a tacere, tuttavia decidendo di tapparmi la bocca con entrambe le mani, affidandomi completamente alla presa delle sue forti braccia per non cadere a terra, siccome ancora sulle sue gambe. Aspettai di sentirlo finire per liberare la mia bocca, ma ogni volta che sembrava passare arrivava una nuova e forte ondata di piacere ad invadermi con ancora più intensità, forse complici le sue spinte ben piazzate che non accennavano a rallentare. In fondo Shouto aveva alle spalle anni di durissimi allenamenti e quello doveva essere uno sforzo fisico da niente per lui, nonostante la posizione non proprio tra le più comode.
Sembrò andare avanti per un tempo lunghissimo, come mai prima di quel momento, lasciandomi quasi svuotata dopo aver provato un piacere così intenso di colpo e tutto in una volta.
<<Ti senti bene?>> mi chiese quindi lui, smettendo di spingere dentro di me, per portare le sue mani ai lati del mio viso <<ti sei morsa troppo forte il labbro, sta quasi per sanguinare.>>
<<Non me ne frega nulla del labbro, Shouto. Voglio solo che continui, anche per tutta la notte se vuoi>> gli risposi di getto, sentendomi improvvisamente incompleta senza la sensazione del suo membro che spingeva forte dentro di me.
L'orgasmo mi aveva svuotata, ma era bastato sentirlo smettere per recuperare la carica. Non volevo far finire già tutto. Non senza aver permesso anche a lui di raggiungere di nuovo l'apice del piacere.
Non stavamo nemmeno usando un preservativo, ma non era un problema. In quanto futuri prohero ci capitava spesso di sottoporci a controlli medici e nessuno dei due aveva delle malattie. Inoltre dalla mia relazione con Yūji avevo iniziato a prendere la pillola, seppur una scelta abbastanza inconsueta in Giappone, e non avevo mai smesso di assumerla.
Proprio per tutti quei motivi mi sentivo tranquilla e desideravo davvero continuare fino alla fine. Ero disposta anche a farlo liberare dentro di me, quando nemmeno al mio ex ragazzo lo avevo mai permesso, nonostante tutte le precauzioni prese. A Shouto invece lo avrei concesso senza battere ciglio.
Il ragazzo fece per acconsentire alla mia richiesta, apprestandosi a tornare a spingere dentro di me, ma scelsi di fermarlo solo per un'altra volta.
<<Aspetta, proviamo qualcosa di diverso>> gli proposi, desiderosa di sentirlo da un'angolazione diversa.
<<Che tipo di cosa?>> chiese quindi lui, cercando di parlare nonostante il fiatone.
Spingere con me sopra le sue gambe doveva infatti essere molto faticoso e stava iniziando ad accusare i primi segnali di cedimento. Volevo quindi assumere una posizione anche più comoda per lui, così da non farlo stancare troppo.
A malincuore iniziai ad alzarmi dalle sue gambe, cercando di far uscire il suo membro da me. Shouto tuttavia automaticamente rafforzò la presa sulla mia schiena, forse perché il suo istinto non voleva interrompere quel contatto fin troppo piacevole anche per lui.
<<Fidati di me e fammi alzare. Ti prometto che ne varrà la pena>> gli spiegai, baciandolo brevemente sulle labbra, ma senza approfondire troppo il contatto. Tornare a baciarlo intensamente mi avrebbe infatti spinta ad abbandonare le mie intenzioni, permettendogli di continuare e finire in quella posizione. Chiaramente non mi dispiaceva, ma avevo voglia di cambiare e sperimentare qualcosa di nuovo con lui, oltre che permettergli di affaticarsi di meno.
Shouto mollò la presa su di me lentamente, lasciandomi intendere di bramare a suo modo quel contatto e quel calore che avevamo instaurato.
Mi staccai da lui giusto il tempo necessario per rimuovere del tutto le sue mutande, ancora abbassate a livello delle cosce, e per stendermi con la schiena sul suo futon, assumendo la posizione più comune durante atti simili, ma non per quel motivo scontata. Era infatti la mia preferita, perché amavo la sensazione di un corpo sopra al mio capace di dominarmi, soprattutto quando quel corpo apparteneva a Shouto Todoroki. In assoluto il mio sogno erotico più grande della storia.
<<Vieni>> lo incoraggiai quindi, notandolo a guardarmi in attesa di una mia indicazione, porgendogli una delle mie mani per farlo arrivare da me il prima possibile.
Lui acconsentì subito al mio invito, posandosi su di me senza gravarmi col suo peso, ma tuttavia abbastanza vicino da permettermi di sentire ogni centimetro della sua pelle nuda contro la mia. Quel semplice contatto bastò per farmi annaspare e sentire il fortissimo bisogno di tornare a baciare quella bocca che sembrava essere stata creata per me e per me soltanto.
Tornai quindi a baciarlo con estremo bisogno, mentre il suo membro iniziava a spingere verso di me nel tentativo di entrare. Non era perfettamente allineato, quindi sollevai il bacino quel tanto che bastava per permettergli di tornare dentro di me, lasciandomi scappare un forte gemito sentendo di nuovo la sensazione della sua lunghezza contro le mie pareti interne.
Shouto riprese immediatamente a spingere dentro di me, tuttavia ancora più velocemente e con molta più precisione che in precedenza. Forse perché in una posizione più comoda e più adatta per sfruttare tutta la sua forza muscolare.
Sulle sue gambe avevo sentito un piacere immenso, di gran lunga superiore a quello provato in qualsiasi altra situazione, ma in quel frangente ne stavo provando ancora di più. Talmente tanto da sembrare quasi impossibile da sentire tutto insieme.
Il ragazzo infatti sembrava instancabile mentre affondava velocemente ed intensamente dentro di me, lasciandomi talmente senza fiato da non permettermi nemmeno di gemere. Il piacere infatti era talmente intenso da mozzarmi il respiro ad ogni spinta, permettendomi solo di boccheggiare in silenzio con la testa leggermente reclinata all'indietro, nel disperato tentativo di prendere anche solo un briciolo di aria tra una spinta e l'altra.
Quella era solo la prima volta del ragazzo, eppure sembrava nato per quello, tanto da colpire sempre il punto giusto senza il minimo sforzo. Senza mai sbagliare.
Tuttavia la parte peggiore arrivò contemporaneamente alla sensazione delle sue labbra poggiate sul mio collo, intenzionate a baciare e succhiare ovunque possibile, esattamente come avevo fatto io con lui precedentemente. Shouto stava cercando di farmi le stesse cose che io avevo fatto a lui e che evidentemente gli avevano fatto provare piacere. Stava chiaramente tentando di trasmettermi le stesse sensazioni.
La sorpresa fu tanta da farmi strabuzzare gli occhi e alzare la testa, nel tentativo di stabilire un contatto visivo con lui. Il ragazzo tuttavia sembrava completamente concentrato a baciare e mordere il mio collo, seppur con palese inesperienza. Non sembrava sapere esattamente bene come fare, ma quel suo modo di essere impacciato era capace solo di farmi eccitare ancora di più. Al contempo trovavo adorabile il suo tentativo di replicare su di me le stesse cose che io avevo fatto a lui e la sua intenzione di farmi sentire bene il più possibile.
Shouto era davvero speciale e per tale non avevo potuto evitare di innamorarmi di lui. Era impossibile non amare una persona simile, non dopo averlo conosciuto anche solo un po' più in profondità di quello che tendeva a mostrare di primo impatto.
<<Stai andando benissimo, amore mio, sei bravissimo>> lo incoraggiai, buttando fuori quelle parole a fatica a causa del fiatone, dal momento che le sue spinte non avevano accennato a rallentare nemmeno un po'.
Alle mie parole smise di colpo di baciare il mio collo, puntando rapidamente il suo sguardo dritto verso i miei occhi.
Lo spettacolo del suo viso oramai abbandonato al piacere mi colpì con la forza di un pugno ben piazzato sulla bocca dello stomaco. L'espressione sul suo volto era capace da sola di farmi sbarellare completamente e non riuscivo a reggere il contatto visivo con lui, non quando non la smetteva di guardarmi con quegli occhi completamente annebbiati e sopraffatti da tutte le sensazioni che stava provando. Sembravano trapassarmi da parte e parte e come in precedenza mi portarono nuovamente a sentire la pressione nel mio basso ventre aumentare.
Era possibile raggiungere l'orgasmo solo grazie allo sguardo di qualcuno? Probabilmente prima di quella notte avrei risposto di no senza alcuna ombra di dubbio, ma solo perché non mi era mai capitato di sperimentare la sensazione degli occhi di Shouto Todoroki fissi nei miei, mentre si spingeva con enfasi dentro al mio corpo e rilasciava sbuffi di aria calda direttamente dalle sue labbra alle mie, troppo preso ad ansimare per riuscire a trattenersi.
<<Ah, Shouto, non ce la faccio con te. È la tua prima volta, non puoi essere così, non puoi farmi sentire tutto questo. Mi uccidi così>> riuscii a commentare, prendendomi sempre un lunga pausa tra una frase e l'altra, completamente incapace di mettere più di poche parole di senso compiuto una dietro all'altra.
Feci il pessimo errore di posare le mani sulle sue spalle, le stesse dove i muscoli si contraevano vistosamente ad ogni spinta ben assestata verso di me. Quello contribuì ad eccitarmi maggiormente e, in aggiunta ai suoi occhi che non la smettevano di guardarmi in quel modo maledettamente erotico, fu davvero troppo da gestire per me.
Iniziai infatti a sentire la sensazione di un secondo orgasmo arrivare, ma in maniera ancora più spudorata ed intensa del primo, al punto da farmi quasi dubitare di poterne tollerare la portata.
Le mie pareti iniziarono a pulsare in maniera incontrollata, stringendo di volta in volta la presa sul membro caldo di Shouto che affondava dentro di me. Anche lui doveva essere oramai arrivato a limite, tanto da iniziare a gemere leggermente davanti a quella nuova situazione.
Fino a poco prima si era solo limitato ad ansimare rumorosamente, ma quella era la prima volta che lo sentivo gemere, nella maniera che avevo sempre desiderato. Arrivai al culmine con un'ondata di piacere tale da farmi lacrimare gli occhi, talmente intensa da spingermi a trovare un punto di appiglio. Lo trovai nelle forti spalle di Shouto che non avevo ancora smesso di toccare, spingendolo contro di me per coinvolgerlo in un forte abbraccio, volto a sfogare almeno un po' di quello che stavo provando. Riuscii a percepire anche l'orgasmo del ragazzo montare ed esplodere quasi in concomitanza col mio, lasciando al suo seme la libertà di schizzare dentro le mie pareti.
Il tutto sembrò durare per un tempo indefinito, lasciandoci preda degli spasmi e dei tremori per diversi secondi anche dopo la fine delle fortissime ondate di piacere.
Shouto doveva aver provato le mie stesse sensazioni, almeno a giudicare dal modo confuso e spaesato che stava utilizzando per guardarmi, senza nemmeno provare ad alzarsi dal mio corpo.
Doveva sentirsi esausto dopo aver spinto per tutto quel tempo con quella forza inaudita e non mi lamentai nemmeno un po' del suo peso quasi completamente distribuito su di me. Era stato bravissimo e meritava di riprendere fiato.
I miei sentimenti per lui erano traboccanti e non riuscivo a smettere di accarezzare i suoi capelli, cercando di scostare via le ciocche sudate dalla fronte.
<<Sei stato bravissimo, amore mio. Sei stato davvero il migliore>> gli sussurrai sinceramente, tornando nuovamente a riferirmi a lui con quelle due parole così intime e cariche di sentimento. Mi era venuto naturale usarle, perché in fondo Shouto era davvero il mio amore. Ero sinceramente innamorata di lui.
Il ragazzo tornò a guardarmi nuovamente con sorpresa, dandomi l'ennesima prova di sentirsi molto colpito da quel mio modo di riferirmi a lui. Tuttavia sembrava piacergli, almeno a giudicare dall'espressione rilassata che assunse subito dopo, mentre tornava a rifugiarsi contro al mio petto nel tentativo di recuperare un po' delle energie perdute.
<<Ti piace se ti chiamo in questo modo? Mi dai il permesso di farlo ancora?>> chiesi comunque, desiderosa di ottenere una risposta concentra.
Notai la testa di Shouto muoversi contro la mia pelle in una risposta affermativa. Normalmente mi sarei accontentata di quel cenno, ma in quel frangente desideravo ottenere una sua risposta verbale.
<<Puoi rispondermi a voce, per favore? È molto importante per me>> lo supplicai, portando di nuovo il ragazzo a ruotare il viso nella mia direzione, così da guardarmi.
Era così bello. Troppo bello per essere reale, tanto che il pensiero di aver appena fatto l'amore con lui mi faceva venire voglia di mettermi a saltare e gridare per la felicità, solo che non ne avevo le forze e non volevo nemmeno traumatizzarlo.
Shouto restò in silenzio a guardarmi per diversi secondi, prima di decidersi a darmi una risposta concreta. <<Sì, puoi.>>
Lo lasciai tornare contro il mio petto, riprendendo ad accarezzare le ciocche dei suoi capelli con rinnovata tenerezza. <<Sei davvero stupendo, amore mio, davvero tanto>> gli sussurrai affettuosamente, non resistendo alla tentazione di chiamarlo nuovamente con quel soprannome. Non potevo farne a meno, non dopo che mi aveva dato il permesso.
Lo baciai sulla testa più volte, portando una mia mano ad accarezzargli la schiena liscia e nuda. Entrambi in quel momento avevamo sicuramente bisogno di una doccia, ma la stanchezza era troppa e tutte quelle emozioni avevano scombussato entrambi.
Ci addormentammo poco dopo, con le mie mani sul suo corpo e la sua testa poggiata contro di me, alla ricerca di una rassicurazione che non avrei mai rifiutato di dargli.

- - -

La mattina dopo staccarmi dal suo corpo si rivelò più difficile del previsto per entrambi. Io infatti avevo passato quasi un'ora a guardarlo dormire, senza resistere alla tentazione di accarezzargli i capelli. Mentre lui una volta sveglio si era avvinghiato ancora di più a me ancora preda della confusione tipica del risveglio, soprattutto quando avevo provato ad alzarmi dal futon.
Shouto oramai era ben sveglio da almeno dieci minuti, eppure non si mostrava dell'avviso di togliere la sua testa dal mio petto o le sue braccia dal mio corpo.
Nessuno dei due aveva ancora detto una parola e dal canto mio desideravo solamente restare lì per tutto il giorno insieme a lui, ma erano già le 06:30 del mattino e quella mattina c'era lezione.
<<Shouto, devo alzarmi. Tutte le mie cose sono di là e abbiamo entrambi bisogno di una doccia>> gli dissi all'improvviso, tuttavia senza riuscire a smettere di coccolarlo.
Lui non rispose verbalmente, ma riuscì comunque a comunicarmi il suo dissenso, aumentando leggermente la sua presa su di me. Era così dolce in quel momento e faticavo davvero ad impormi di uscire da quella stanza, solo che dovevo.
<<Ti prometto che dopo torno da te. Faccio il prima possibile per tornare prima dell'inizio delle lezioni, va bene?>> gli proposi.
Il ragazzo a quel punto allentò la pressione delle sue braccia, alzando la testa verso di me. Aveva gli occhi ancora velati dal sonno da poco interrotto, la guancia leggermente rossa dopo averla tenuta per tutto il tempo contro il mio petto e i capelli leggermente arruffati. Era stupendo e avevo tantissima voglia di baciarlo in quel momento, solo che non volevo farlo senza prima aver lavato i denti e per tale mi limitai a baciarlo sulla fronte con quanto affetto possibile, prima di sgusciare via dal suo calore e da quello del futon.
Raccattai velocemente i miei vestiti, sentendo per tutto il tempo lo sguardo di Shouto su di me, letteralmente per tutto il tempo.
Una volta vestita mi avvicinai lentamente a lui per lasciargli un altro bacio, in quel frangente a beneficio della sua testa, prima di sgattaiolare fuori dalla stanza col sorriso sulle labbra. Felice come mai prima di quel momento.
Tuttavia il mio sorriso svanì davanti alla visione della testa bionda di Denki Kaminari che mi fissava dalla porta aperta per metà della sua camera, esattamente accanto a quella di Shouto. Non mi piaceva l'espressione furba dipinta sul mio viso e nemmeno il modo che stava usando per guardarmi, come quello di qualcuno che sembrava aver capito tutto della vita.
<<Buongiorno, passata una bella nottata nella stanza di Todoroki?>> mi chiese quindi lui, aprendo del tutto la porta, solo per poggiarsi con disinvoltura con la schiena sullo stipite della stessa.
<<Ma che dici? Sono andata solo un attimo adesso per dirgli una cosa, non ho dormito in camera sua>> mentii, cercando di non arrossire dall'imbarazzo.
Non mi vergognavo della mia nottata passata col ragazzo, ma il pensiero di essere scoperta in quel modo era davvero imbarazzante, soprattutto da un ragazzo pettegolo come lui.
Eravamo amici, ma aveva l'irrefrenabile tentazione di spiattellare gli affari altrui in giro, soprattutto situazioni così interessanti.
<<Ieri sera non riuscivo a dormire e mi sono messo a giocare ai videogames. Quasi verso mezzanotte ho sentito dei passi in corridoio e temendo un'altra incursione degli insegnanti ho sbirciato da una fessura della porta, ma ho visto solo te sgusciare nella sua stanza>> mi spiegò lui, guardandomi con estrema malizia e divertimento.
<<Va bene, ho dormito da lui. E con questo?>> replicai, sperando di farlo abboccare.
<<Voi siete soliti ansimare mentre dormite? Ho attaccato l'orecchio al muro e vi ho sentito chiaramente ansim->>
<<Maledetto pervertito!>> esclamai, cercando di acciuffarlo per dargliele di santa ragione, ma lui fu più lesto di me, tanto da chiudermi la porta in faccia senza darmi nemmeno il tempo di arrivare. Probabilmente doveva aver anticipato la mia mossa e si era già preparato a chiudere la porta il prima possibile.
<<Dannato maniaco>> borbottai tra me e me, camminando a passo svelto verso la mia stanza, decisa a farmi una doccia e a strangolare Denki Kaminari quanto prima.

Come promesso tornai a bussare alla porta del bicolore appena trenta minuti dopo, fremendo durante quei pochi secondi di attesa che impiegò per venirmi ad aprire.
Lo trovai con un candido asciugamano attorno al collo e con i capelli ancora gocciolanti, come testimonianza del suo solito vizio di non asciugarli mai subito e per bene. Shouto era un ragazzo sempre molto preciso ed ordinato, eppure non si asciugava mai i capelli a dovere, facendomi sempre preoccupare immensamente.
<<Devi smetterla di andartene in giro coi capelli umidi, prima o poi finirai col prenderti un malanno>> lo rimproverai, portando le mani sui fianchi per enfatizzare la portata del mio rimprovero.
<<Sei tornata>> rispose semplicemente lui, ignorando completamente le mie parole.
<<Certo che sono tornata, in fondo te lo avevo promesso, no?>> chiesi <<adesso dammi quell'asciugamano e fammi asciugare quei poveri capelli.>>
Shouto a quel punto arretrò per lasciarmi lo spazio per entrare. Mi chiusi subito la porta alle spalle e gli sfilai l'oggetto in spugna da intorno al collo, intenzionata a tamponare bene le sue ciocche rosse e bianche.
<<Sei il ragazzo più intelligente tra tutti quelli che conosco, eppure sei davvero un testone in determinate situazioni. Mannaggia a te>> lo rimpoverai.
Finiva spesso in quel modo tra noi due. Con lui che non si asciugava bene i capelli e con me lo aiutavo tra mille rimproveri, col ragazzo completamente abbandonato al mio volere e alle mie mani. Mi lasciava sempre fare senza dire nemmeno una parola, proprio come quella mattina. A differenza delle altre volte però i suoi occhi sembravano guardarmi in maniera diversa, mentre gli tamponavo i capelli a pochi centimetri di distanza dal viso e chiaramente passò poco tempo prima di rendermene conto.
<<Ho voglia di baciarti da quando ho aperto gli occhi questa mattina, quindi smettila di guardarmi in questo modo o giuro che->> tentai di dire, ma Shouto mi zittì afferrando entrambi i miei polsi tra le sue mani, così da bloccare i miei tentativi di passare l'asciugamano tra i suoi capelli.
Pochi secondi dopo mi ritrovai con le gambe avvolte attorno al suo corpo, proprio come la sera prima, le mani tra i suoi capelli ancora umidi e la schiena contro la porta chiusa della sua camera. Le sue labbra erano praticamente incollate alla mie e i miei occhi si erano chiusi automaticamente da quando la mia lingua aveva incontrato la sua.
Quella volta Shouto non mi aveva attirata verso il suo corpo chiedendomi silenziosamente di baciarlo, ma era stato lui il primo a farlo, lasciandomi da principio senza parole.
Amavo sentire la sua bocca contro la mia e le sue calde mani accarezzarmi ovunque possibile. La camicetta della mia divisa scolastica si era sollevata dalla schiena quando lui mi aveva presa in braccio e quello aveva consentito il libero accesso alle sue mani, inoltre la gonna era molto corta e si era alzata del tutto, finendo arrotolata contro il mio corpo e mostrando completamente il mio intimo da poco indossato.
Ero venuta due volte quella notte grazie alle sue energiche spinte, eppure sentivo di non averne mai abbastanza, tanto da iniziare a trafficare con la zip dei pantaloni, unico indumento della divisa che si era preso la briga di indossare, insieme alla camicia chiusa solo per metà. Anche lui si era eccitato e non sembrava intenzionato a tirarsi indietro.
<<Spostiamoci verso il muro. La porta finirebbe col vibrare troppo>> gli spiegai, staccandomi dalle sue labbra quel poco che bastava per dargli quell'indicazione.
Shouto eseguì immediatamente, portandomi con la schiena contro la superficie da me indicata. Gli abbassai pantaloni e mutande quel poco che bastava per liberare la sua erezione e spostai appena di lato la stoffa dei miei slip, sufficiente a farlo passare.
Mi prese contro quel muro, soffocando tutti i miei gemiti contro le sue labbra e portandomi rapidamente al limite, seguita dopo pochissimi minuti da lui.
I miei amici avevano riso di me quando gli avevo parlato del mio desiderio di andare a letto con lui, definendolo addirittura incapace di fare sesso, eppure nell'arco di nemmeno otto ore era riuscito a farmi raggiungere l'orgasmo per ben tre volte e lo stesso io a lui. Sembrava quasi fantascienza, eppure era successo davvero.
<<Non penso di essere ancora contenta. Potrei venire a trovarti di nuovo questa sera se vuoi e magari anche quella dopo ancora e quella dopo ancora>> gli mormorai sulle labbra, accarezzandole dolcemente con le mie.
Shouto non mi aveva ancora lasciata andare e sembrava deciso a tenermi ancora sollevata tra le sue braccia, con la sua erezione ancora dentro di me, che regrediva piano piano dopo aver raggiunto il culmine. Nessuno dei due voleva staccarsi dall'altro e il pensiero mi impediva di smettere di sorridere.
<<Quello che ho fatto con te non è stato tanto per fare. Sono innamorata di te talmente tanto che mi sembra di impazzire e voglio seriamente stare insieme a te. Ti piacerebbe diventare il mio ragazzo?>> gli chiesi, cercando un consenso da parte sua.
Non era stato solo sesso da parte mia, ma amore vero e proprio, per tale desideravo potergli appartenere completamente e poter dire lo stesso di lui.
Shouto tuttavia sembrava confuso dalla mia domanda, tanto da guardarmi con un'espressione inequivocabilmente smarrita. Talmente tanto da preoccuparmi.
<<Ho detto qualcosa di strano? Non vuoi?>> chiesi di getto, terrorizzata dall'idea di non rifiuto. Non lo avrei retto, non dopo tutto quello condiviso insieme a lui dalla notte precedente.
<<Non era già così da quando in camera tua mi hai detto che i baci significano che una persona ti piace?>> chiese lui, ripercorrendo con la mente le mie parole della sera prima.
Capii al volo, riprendendo a sorridere con maggiore convinzione. <<Mi stai dicendo che quando hai ricambiato la prima volta lo hai fatto per dirmi che anche io ti piaccio più di chiunque altro e che con quello pensavi di essere già diventato il mio ragazzo?>>
Lui annuì più energicamente del solito, facendo quasi accumulare le lacrime ai lati dei miei occhi per la tenerezza dimostrata.
<<Non funziona proprio così, piccolo mio>> gli spiegai, accarezzando la punta del suo naso con la mia <<ma se vuoi per noi due possiamo decidere così e stabilire che stiamo insieme da quel momento, qualsiasi cosa per te.>>
Era adorabile ed era tutto mio. Finalmente. Era il mio ragazzo, solo ed unicamente mio, non lo avrei lasciato mai più andare.
Lo amavo troppo per farlo.

- - -

Riuscimmo a raggiungere il salone principale solamente quindici minuti dopo, dal momento che per entrambi si era reso necessario darci un'ulteriore rinfrescata e sistemata, dopo quello che era successo contro il muro della camera del ragazzo.
Appena raggiunto il corridoio avevo immediatamente cercato la sua mano con la mia, avvolgendo le nostre dita in una stretta calda e decisa allo stesso tempo. Lui aveva acconsentito alla mia richiesta e avevamo raggiunto il salone comune in quel modo, sotto allo sguardo basito di ogni singolo compagno incontrato durante il percorso, perfino quello di Katsuki, incontrato appena un minuto prima vicino l'ascensore.
Tuttavia il momento migliore giunse solo una volta lì, notando il mio amico Hanta Sero guardarci con gli occhi praticamente fuori dalle orbite e la bocca leggermente socchiusa, talmente preso da ignorare anche la partita in corso sulla sua console rossa nuova fiammante. La stessa che aveva promesso di regalarmi dopo aver affermato pomposamente che non sarei mai riuscita ad andare a letto con Shouto.
Denki Kaminari era seduto accanto a lui con fare cospiratorio e a giudicare dall'espressione indescrivile del mio amico potevo chiaramente capire da me la dinamica: il biondo doveva avergli già spifferato tutto prima del mio arrivo.
Con quella consapevolezza non tardai a raggiungerlo, approfittando di dover comunque passare per di lì per lasciare il dormitorio e raggiungere la nostra aula. Una volta arrivata al suo fianco gli sfilai la console dalle mani, sotto alla sua espressione ancora più basita.
<<Grazie mille>> gli mimai una volta superato, accanto ad un ignaro Shouto che non sembrava aver notato niente della dinamica.
Mi allontanai quindi vittoriosa, tenendo in una mano l'oggetto vinto e nell'altra la mano del ragazzo che avrei continuato ad amare per tutto il resto della mia vita e che un giorno avrei sposato: Shouto Todoroki.
Il ragazzo più prezioso dell'intero pianeta.

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