My only wish...
Distruggere il Sibyl Sistem.
Il tuo sogno.
Il tuo unico desiderio.
Almeno finchè non incontri lui.
Choe Gu-Sung.
Un criminale latente.
Uno che la pensa come te, con il tuo stesso bagaglio culturale.
Un amante dei libri, come te, ma che, a differenza tua, preferisce gli Ebook alla carta stampata.
Affinità, colpicità.
Notti passate in bianco a parlare di libri, a guardare le tue pedine -No, le vostre pedine- muoversi lungo tutta la scacchiera che è questo grande gioco.
Le vedete cadere una a una, tra una citazione di Gatsby ed una di Orwell, tra "Ma gli androidi sognano davvero pecore elettriche?" e "1984".
La nebbia che si dirama, il piano quasi svelato e i segreti del Sibyl quasi alla luce del Sole.
Il vostro rapporto è fatto di libri, lunghi silenzi, sguardi che parlano più di un discorso fatto a voce.
Lui per te è... Già, cos'è lui per te?
Lui per te è quello che ti capisce con un cenno.
È quello che sta al tuo fianco, in silenzio.
È quello che guarda la tua ascesa in silenzio, sempre mezzo passo dietro di te.
È quello che, se sei stanco, puoi chiudere gli occhi senza preoccuparti di venir colpito alle spalle.
È quello che ti sostiene se rischi di cadere.
È quello che ti posa una coperta sulle spalle quando ti addormenti sul divano, troppo preso dalla lettura.
Lui è tante cose per te.
Tante cose senza un nome preciso.
Lui, per te, è semplicemente Choe.
"Shogo, non dovresti stare alla finestra così, prenderai freddo."
Ti arriva da dietro, posandoti la sua giacca sulle spalle, riparandoti dal vento freddo.
Tu lo guardi, voltando il capo. I tuoi occhi del colore dell'oro fuso si specchiano nei suoi, aperti, cremisi e ambra.
Non dici nulla, semplicemente lo segui sino al divano dove ti lasci cadere.
Lui si allontana per poi tornare, poco dopo, con in mano del tè per te e del liquore per sè.
Ti ha sempre affascinato, Choe.
Il suo portamento, sicuro eppure felpato.
La sua bravura con il computer, la sua intelligenza, la sua cultura.
Il suo poter apparire ovunque e sparire senza lasciare traccia alcuna.
Quante volte ti sei chiesto come potesse una persona del suo calibro possa essere rifiutata dalla società attuale, considerata un criminale latente?
Poi hai capito.
È come te.
L'hai capito dal suo ghigno.
Dal suo "io combatterò per te."
***
Ti mette una mano sulla spalla, stringendo la presa.
"Allora, io vado." ti dice.
Tu annuisci, vedendolo allontanarsi sino a sparire dal tuo sguardo.
Tu vai dalla parte opposta, verso l'antenna della NONA Tower.
Devi attirare la Pubblica Sicurezza. Devi lasciarlo lavorare in pace affinchè possa mostrare al mondo la vera natura del Sibyl Sistem.
***
Apprendi solo dopo che lui è morto.
Che non tornerà.
Morto...Choe...lui è...
***
L'amarezza ti scurisce lo sguardo.
Non ti importava delle tue pedine, non ti è mai importato. Ma di lui ti importava, ti importava davvero.
***
Riesci a scappare ed a tentare un'ultima, disperata, decisiva, mossa.
Il Giappone deve l'indipendenza economica grazie alla creazione di un nuovo tipo di grano ed al virus benevolo che lo protegge.
Ti basterebbe riuscire a modificare il virus, da benevolo a patogeno, per vincere.
E ce la stai anche facendo, almeno finché la Prima Divisione non ti stacca la corrente.
Da lì è un susseguirsi di avvenimenti, fatti avvenuti troppo in fretta anche solo per poter capire cosa tu stessi effettivamente facendo.
La morte di quell'Esecutore, quel Masaoka.
Kougami che ti trova.
Il combattimento. Lui che riesce a ferirti ma tu che scappi.
***
Riesci a mettere fuori gioco la ragazza, ma sai che non hai speranze, non con quel genere di ferite.
Vagabondi per quei campi con le ultime forze che possiedi.
Lui che intanto ti bracca, al pari di un cane da caccia.
Lui che ti trova, un breve scambio di battute e poi l'arma che lui tiene in pugno fa fuoco.
Realizzi il fatto di star morendo come un qualcosa di secondario, un qualcosa di poca importanza.
Il tuo corpo che cade è l'unico rumore che spezza il silenzio di quel luogo.
***
Il ramato ti accarezza il capo, tenendoti un po' più vicino.
Forse ho sbagliato ha lasciare tutto nelle sue mani.
Chi può dirlo, Choe. Era il suo ideale, il suo piano. Era quel grande gioco che filava alla perfezione.
Sembrava perfetto.
Ora, invece, non ti sembra poi così perfetto.
Guardi indietro e ti chiedi se tutto ciò poteva essere evitato.
No, alla fine, questa era l'unica soluzione possibile.
"Choe."
"Hum?" Lo vedi aprire gli occhi, cercando i tuoi. In momenti come questo, Shogo sembra un semplice ragazzo solo e tu vorresti aver capito prima la sua solitudine, magari avresti evitato tutto quello.
Impossibile, ti dici, ma continui a sperarci.
"Sai, alla fine, il mio unico desiderio, era solo di poter stare con te."
"Mi pare che tu ci sia riuscito, no Shogo?"
"Hai ragione."
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