Two: idea
"Don't let me, don't let me, don't let me down..."canticchiavo mentre aprivo il cancello di casa.
Salgo le scale, fischiettando la canzone e poi mi trovo all'ingresso.
È arrivata la tua ora Angy, zan zan.
Infilai la chiave dentro la serratura
(si ho creato un doppio senso, e allora?) e poi girai fino ad aprire la porta. Si aprì, però la spinsi piano.
Quando si sbalancò, rivelò la figura di mia madre e mio padre intenti a mangiare della carne.
Si voltarono entrambi e mi guardarano con sguardo omicida.
Perfetto, che bell'inizio.
"Dove sei stata in mezz'ora?"cominciò mia madre.
"Se io dico che devi venire all'una, devi venire all'una" ecco, questo è mio padre che si è appena alzato dalla sedia.
Cristo aiutami, ti prego!
"Che cos'è che hai fatto a scuola?"continuò lui.
"Ho insultato la professoressa" mormorai.
"Eh?! Non ho capito bene!" Urlò.
Lo faceva apposta per capire se avevo compreso i miei errori e i miei sbagli.
E roba così...
"Ho insultato la professoressa!" Risposi con lo stesso tono.
"E come mai l'hai detto quelle belle parole?!"
"Perchè la professoressa mi sta sulle palle!"sbraitai.
Subito mi arrivò un ceffone dritto in faccia da parte delle salcicce (per salcicce intendo le sue dita e non altro) di mio padre. Voltai la testa, per la troppa forza.
Porca troia fa malissimo!
"Adesso te ne vai in camera tua a studiare e non mangi. Perché la pasta si è asciugata e a te non piace. L'abbiamo buttata per colpa tua. La prossima volta ritorni presto a casa, e mangi. Anzi no, sei in punizione. Non esci fino a lunedì e ti tolgo il cellulare"
Ah bene. Questo si che mi consola.
Allunga il braccio e il palmo della mano aperto.
Presi il telefono della tasca posteriore dei pantaloni e glielo diedi.
Quanti bei doppi sensi.
Me ne andai a testa bassa nella mia cameretta, chiusi la porta e mi buttai sul letto a peso morto.
Uffa che palle! Proprio oggi che avrei dovuto dire la mia idea a quegl'altri scemi. Poi devo saltare sabato e domenica e non uscire con le mie amiche. Magnifico!
Presi lo zaino che avevo buttato a terra, presi il diario e vidi che c'era storia da studiare. Così cominciai. Magari se finisco presto mio padre mi fa uscire.
Dio fammi un miracolo dopo, e non dimenticartene, mi fido di te!
Sto pensando a quello che sto facendo. Io che studio? Non succede mai...
È grave il fatto qui eh.
"Carlo Magno è stato successo da Pipino il Breve. Quando morì ereditò il suo potere a Carlo..."dissi con il libro chiuso.
"Bene ho finito" poi mi alzai e mettendo il libro a posto. Vidi l'ora sul mio Casio dorato (lo adoro) ed erano le 18:00 in punto.
"Che stai facendo?" Una voce mi fece voltare.
"Stavo mettendo il libro a posto"
"Hai finito i compiti?" Annuì.
Seguono attimi di silenzio fin quando non apro bocca, perché, ho trovato il coraggio di chiedergli:
"Papà, visto che ho finito i compiti, posso uscire con i miei amici"
Dico tutto un fiato.
Lui apre la bocca e sta per dire si.
Grazie Dio che mi hai ascoltato almeno una volta.
"Ray, vieni un attimo" questa è la voce di mia madre.
E Madonna! Mamma, io me ne devo andare!!
Qualcosa mi colpì la testa, non molto forte però.
Guardai a terra e vidi una palla di carta. Me ne arrivò un'altra.
Ma che cazz...?
Mi girai e mi venne un'altra palla di carta in faccia.
"Smettila" sibilo.
"No!"ride lui.
Quanto non sopporto mio fratello? Tantissimo.
"Anthony smettila, a sedici anni fai ancora il mongoloide?!" Gli urlo in faccia. Inizio a saltarli addosso e prenderlo a pugni sulla schiena.
Ma lui. SEMPRE. E. COMUNQUE. Ride.
Gli dò un calcio nel fianco e lui si accascia sul divano e indovinate? Ride.
Mi metto a cavalcioni su di lui e inizio a farli il sollettico.
"Smettila cetriola"
Cetriola. Questa è nuova.
"No!" Urlai.
Mi arrivò uno schiaffo in faccia e io li diedi un calcio.
Non eravamo soli però: mio padre mi aveva beccato. Un'altra volta.
Mi infilai subito le scarpe e misi la mano sopra la maniglia, tentando di uscire facendo finta di niente.
"Dove credi di andare?!"
Fare finta di niente? Col cavolo!
"Non ti ho detto che potevi uscire!"
Voglio morire.
"E va bene. Rimango qui" sbuffai.
Mi misi sul divano e mi accorsi con la coda dell'occhio, che Anthony mi stava facendo le smorfie.
"Si si, continua, tanto mi vendico"
"Quando meno te lo aspetti" aggiunsi.
"Io adesso accompagno la mamma dai nonni, intanto io vado da un amico di lavoro. Tu non esci" indicò me "E tu stai attento che questa non scappi"
Papà, ho capito che hai parecchi anni, ma non ricordi nemmeno il mio nome?
Escono finalmente di casa e io poi mi alzo e vado verso il tavolo per prendere il mio spinner.
Subito dopo sento dire:
"Non esci, fatto bene"
Ognuno ha la sua croce, è vero. Ma a me, l'hanno data proprio pesante.
Mi girai con un sorrisetto malizioso verso di lui.
"Mi hai fatto ricordare che mi devo vendicare. Perché sei stato tu brutto coglione" gli puntai il dito contro.
"Che è che devi fare tu"disse sicuro di se stesso come lo ero io.
"Sei sicuro?"
"Vediamo cosa sai fare"
Mi buttai di nuovo su di lui e iniziai a tirargli gli schiaffi e poi passai a fargli il solletico, si, di nuovo.
E dopo un po' di minuti a massacrarci, decisi di lasciarlo perdere e andarmene. Sto per aprire la porta, ma la voce di mio fratello mi richiama:
"Dove vai? Tu non puoi uscire da qui"
Sbuffai.
"Eh dai" lo implorai.
"No. Siediti e rimani qui"
Sbuffai e mi andai a sedere.
È passato un bel po' di tempo e io sono rimasta a fissare un punto fisso a pensare.
Metà di me dice che dovrei restare qui perché altrimenti non potrei uscire a vita da questa casa.
La seconda parte di me, quella malefica, mi dice di uscire di nascosto.
Chi di voi due vincerà?
La parte malefica!
Vedo sbucare Anthony in salotto tutto vestito. Sicuramente starà per andarsene con il suo amico Luke.
Perfetto! Che stupido, mi ha facilitato le cose! Andò in cucina, prese le chiavi di casa e poi se ne andò. Ma poi, sentì un rumore. Di chiavi. Ed erano quelle di mio fratello che mi chiudevano a chiave in casa. Ma è pazzo? Non sono in una prigione!
Vabbè ci saranno altri mazzi di chiavi sull' appendino.
Vado per controllare, e indovinate?
Non c'è nemmeno la polvere. Deve aver pulito mia madre.
E ora?
Vado vicino la televisione, ma non c'è il cavetto dell'antenna.
Hai capito a quei stronzi.
Presi il Nintendo, ma mancava la scheda R4 dove ci sono i giochi.
Andai a cercare qualcosa nell'armadio delle meraviglie (intendo i dolci, le mie più grandi passioni) ma mancava anche la Nutella. La prossima volta che mi mettete in punizione, vi porterete dietro anche i cucchiaini?
Non potevo far altro che leggere.
Quindi, andai nella mia libreria, e mi metto a cercare Suicide Squad.
Non c'è nemmeno questo...
Ma tutte queste cose, dove se le sono messe per portarle in giro? Nel buco del culo?
Ci sono alcuni libri, prendo uno a caso e leggo il titolo.
"Biancaneve e i sette nani. Ma dai"
Lo ripongo sullo scaffale e prendo uno a caso, senza leggere il titolo.
"Per figgire dalla torre, la ragazza sciolse i lunghi capelli, come se stesse stendendo le candide lenzuola..." continuavo a leggere.
Ehi ma perché non ci ho pensato subito? Perché sono stupida.
Presi le lenzuola del mio letto, feci un nodo con una estremita del primo e del secondo lenzuolo, fino a formare una specie di corda.
Uscì fuori, sul balcone, presi la corda-lenzuolo, la legai fino vicino la ringhiera e mi sentivo che questa volta, non sarebbe andato nulla storto. Ovviamente dopo aver fatto 5 nodi vicino la ringhiera. Però non arrivava fino a piano terra, ma al 1° piano.
E madonna!
Mi ricordo solo ora che sotto il balcone del 1° piano, avevano intelligentemente impiantato un palo.
Se un ladro vuole salire sul balcone, non deve portarsi la corda per salire.
Ma in questo caso mi serviva a me, quindi grazie.
Mi aggrappai al lenzuolo e poi scesi piano piano fino a ritrovarmi al balcone del primo piano.
Mi aggrappai al palo (si, di nuovo) e poi scivolai fino a ritrovarmi a terra. Nel parco vicino a casa mia c'era, Nathan, Paul e George. Corsi verso di loro per spiegare l'idea che avevo in mente.
"Ragazzi!" Li chiamai.
"Ciao"dissero all'uninsono.
"Perché sei scesa in quel modo dalla finestra?"chiese Nathan.
"Non ha importanza ora. Vi devo chiedere una cosa e poi devo scappare prima che mio padre mi dia un'altro ceffone"
"La prima volta che l'ha fatto, ti sei fatta male?" Chiese George.
Lo guardi con sguardo omicida. Sospiro.
"Come stavo dicendo, avete delle ragazze nel vostro gruppo?"
Nathan scosse la testa.
"Perché non vi unite al mio gruppo?"
"Certo"
Wow, non è stato così difficile.
"Domani possimo uscire anche di mattina visto che non si va a scuola"
"Ok!" Esclamai contenta.
Finalmente!
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Buon pomeriggio, la sfaticata ha aggiornato con un capitolo pieno di doppi sensi! Capitolo di merda ma nessuno spoiler per il prossimo.
Ora apparte i doppi sensi, avete presente la challenge della Blue Whale? Facendola breve: se vi arriva un messaggio con scritto "Vuoi giocare alla blue whale challenge" coprite la telecamera interna e bloccate il numero.
Per qualsiasi cosa, scrivete nei commenti. Al prossimo capitolo!
Bad_girl_005
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