ThreeVaGo
<<Vedo che sei molto voglioso. Quello che abbiamo fatto non ti è bastato?>>
La contentezza di quel momento era svanita in un attimo.
Di fronte a me vi era un bellissimo uomo...arrabbiato.
La sua espressione non differiva molto dalla solita. Eppure le sue sopracciglia aggrottate facevano trapelare un'aura minacciosa.
<<C-Che cazzo... ci fai qui?>> dovevo mostrarmi più tosto di lui.
Rivaille si avvicinò velocemente e mi afferrò per il mento: <<Intanto abbi rispetto di chi è più grande di te. Non mi piaci quando utilizzi un linguaggio così volgare.>>
Stavo... cercando di non svenire sul momento.
Sentivo il mio cuore battere all'impazzata, come se volesse uscire dal petto.
Non conosco il motivo ma sono agitato. Perché cavolo sono agitato?! Perché mi ritrovo in questa situazione?
Dopo avermi fissato intensamente, mi lasciò il mento e mi prese per il braccio:
<<Seguimi>>.
Se prima ero agitato, ora sono nel panico.
<< No no no no. Grazie ma non ti seguirò>>.
Mi rivolse uno sguardo fulmineo:
<<Ascoltami attentamente: quello che potrai o non potrai fare d'ora in poi sarà deciso da me. Quindi, se tieni al tuo visetto, ti consiglio di obbedirmi.>>
Sta scherzando?
<<Se la tua intenzione è quella di rendermi uno schiavo, ti sbagli di grosso. Odio quel tipo di persone e non diventerò mai tale. Ti seguirò ma solamente perché mi stai minacciando, mica perché voglio, sappilo.>>
Ero incazzato. E spaventato. Non riesco a formulare un pensiero preciso. Non so nemmeno cosa voglia fare. Okay, lo seguo. E poi? Cosa succederà? L'ansia mi attanaglia. Non riesco a calmarmi.
Ci dirigiamo verso un auto nera e mi fa cenno di salire.
Che il viaggio abbia inizio.
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Bene.
Molto bene.
Siamo in silenzio tombale da circa 10 minuti. Gli unici rumori presenti sono quelli del motore e delle altre macchine.
Rivaille sta guidando un po' troppo velocemente per i miei gusti.
<<Dove stiamo andando?>> chiesi titubante.
<<Qualcuno ti ha dato il permesso di fare domande?>> e frenò improvvisamente l'auto facendomi sobbalzare (per fortuna esistono le cinture) a causa del semaforo rosso.
<<Si può sapere che ti sei messo in testa?! Ma chi ti credi di essere?! Adesso dovrei dare ascolto ad un nano neanche fosse mia madre?! Per me sei fuori di test->>
Non feci in tempo a finire la frase che mi afferrò per i capelli ed urlai dal dolore.
<<Sono Rivaille Ackermann. E lo ricorderai per molto tempo.>> mi sussurrò per poi riprendere a guidare.
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Arrivammo a quella che sembrava la sua destinazione dopo circa altri 40 minuti.
Posteggiò l'auto e scesi. Davanti mi si presentò un alto ed enorme edificio.
<<Dato che non riesci a smettere di tremare te lo anticiperò: è un mio albergo. Contiene ristorante, bar, piscina, sala-giochi...>> Rivaille si avvicinò a me e mi mise un braccio sui fianchi <<e SPA. Ah ovviamente ho a disposizione 11 camere da letto>>.
<<Cosa...>> lo guardai perplesso <<hai detto ''mio''? Ho sentito bene?>>
<<Sì ma non è niente di particolare...>>
<<E cosa te ne fai?>>
<<Non ti importa>>
<<Ah scusami tanto se mi chiedo COSA CAZZO CI FACCIA UNA PERSONA CON UN HOTEL PERSONALE>>
Strinse possessivamente il mio fianco: <<Sbaglio o ti ho già riferito che odio quando dici parolacce?
Tch... vieni con me>>.
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Siamo entrati da un ingresso ENORME e devo dire che mi sono sentito osservato per tutto il tempo. Forse per il mio outfit troppo casual? Beh, in effetti qua sono tutti vestiti elegantemente... le donne della reception sono tutte delle grandi gnocche. Perfino l'addetto alle pulizie aveva un bel culo.
A questo punto mi sorge veramente il dubbio: chi è Rivaille Ackermann? Cosa vuole da me?
Siamo entrati in ascensore.
E' incredibile come tutto sia così pulito, luminoso e spazioso.
Ho perlustrato ogni singolo centimetro ed è tutto perfettamente...perfetto.
Mi voltai e vidi un enorme specchio dietro di me.
Oh wow. Lo ammetto. Quel nanetto ha dei bei muscoli. Quel completo gli risalta davvero bene il corpo. Ricordo fin troppo bene il suo petto nudo e ciò non va bene.
Certo che è davvero fortunato... possiede soldi, potere ed è pure bello da morire. Fosse stato un po' più giovane avrei considerato l'idea di stare con lui... forse. Se non facesse paura, forse lo avrei considerato.
Eppure sono sicuro che tutte le cose apparentemente perfette nascondano un lato oscuro.
<<Sembri interessato allo specchio. Oppure al mio riflesso?>>
Gli lanciai uno sguardo velenoso: <<Sono interessato a sapere dove andrò a finire>>.
<<Contro un muro>>.
Stavo per urlargli addosso ma, sfortunatamente, questo tipo ha una forza sovrumana e mi ha attaccato al muro.
<<Vorrei tantissimo che mi ascoltassi e facessi ciò che ti ordino senza fiatare. Vorrei vederti sottomesso all'istante, tuttavia...>> mentre parlava mi accarezzava il collo con le labbra. Poggiò il suo ginocchio sul mio cavallo e oh. Mi era diventato duro.
Ero sopraffatto dall'imbarazzo e dalla vergogna.
Proseguì: <<...non me lo lasci fare. Preferisci rendermi apposta le cose difficili, non è vero?>>
Come fa a dire queste cose in maniera così dolce e innocente.
Cominciò a baciarmi il collo mentre cercavo di trattenere il respiro. Non volevo lasciar fuoriuscire nessun suono, tantomeno gemito.
<<Su, guarda>> e con la mano mi girò la testa verso lo specchio.
Ero orribile. Ero tutto rosso e con le lacrime agli occhi.
All'improvviso (e per fortuna) le porte dell'ascensore si aprirono.
<<Andiamo>> mi guardò con un sorrisetto malizioso prima di prendermi per mano <<Questa sera sarò il tuo Capitano>>.
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POV: Siete simp di Levi e vi trovate in ascensore con lui. Cosa fate?
EHEH SERA A TUTT*
Ho pubblicato troppo tardi, lo so :((
Vi ringrazio per il supporto, see you next week :3
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