Capitolo 2
In una vecchia fabbrica situata nella zona industriale della città Rei si stava riposando. Non aveva mai avuto interesse nell'imparare le basi della medicina perciò per ovviare allo stomaco perforato decise di aspettare di morire dissanguato per poi tornare nel suo corpo con la trasmigrazione. E così fece, morì dissanguato e ritornò nel suo corpo ma qualcosa era cambiato. Non appena tornato nel suo corpo si sentì molto più debole e leggero, un paio di corna spuntarono dal suo cranio e notò che la sua pelle si stava schiarendo sempre di più. Per diverse ore cercò di capire cosa gli stesse accadendo mai i suoi pensieri vennero fermati da Ann, la quale si era introdotta di soppiatto cercando di prendere Rei alle spalle. In risposta a tutto ciò ottene una gomitata nello stomaco da parte del marionettista, ed Ann fingendosi ferita impose a Rei delle scuse
<<Sei letteralmente un cadavere ambulante, non ti ho fatto nulla>>
Sentire queste parole provocò in Ann una reazione di odio mista a tristezza che le fece abbandonare il suo nuovo collega con solo una pacco di garze. Dopo essersi fasciato il corpo, non potendo più rubare le anime delle persone tramutandole in marionette Rei si trascinò verso il negozio di Jason, dal quale prese un seghetto chirurgico, un martello e diversi chiodi. Ormai non poteva più tramutare in legno le persone ma ciò non gli avrebbe impedito di continuare a produrre schiavi sotto il suo controllo, perciò dopo aver lasciato tutti i suoi soldi nella cassa di Jason si diresse nella prima casa che vide. Era una famiglia di due coniugi e tre bambini, il ricordo della sua famiglia lo fece agire con ancora più foga segando le ossa dei genitori e ricomponendole e suo piacimento, per poi riempire il cranio dei bambini di chiodi fissandoli al muro e staccar loro gambe e braccia. La sua immacolata maschera bianca venne corrotta da macchie di sangue di innocenti eliminati unicamente per noia. A fatica si arrampicò sul tetto della casa e da lì riuscì a vedere Ann, era seduta sul molo con le gambe portate al petto, era palese che stava piangendo. Si avvicinò di soppiatto a lei e ricevette lo stesso trattamento, l'unica differenza era nel fatto che dopo ciò il marionettista stava sputano all'incirca un litro di sangue.
Rei sì era quasi accasciato a terra, ma pur di porre rimedio all'offesa che aveva involontariamente pronunciato prima di cadere le sussurrò uno "perdonami". Questo goffo tentativo di riappacificazione fece sorridere Ann che lo fece stendere per terra cercando di medicarlo. Dopo qualche lo stomaco si Rei era perfettamente sigillato, l'unica pecca era una grande cicatrice che al minimo colpo si sarebbe riaperta, naturalmente tutto questo "intervento" fu fatto senza anestesia facendo provare a Rei un'agonia indicibile. Il marionettista si alzò e ringraziando ancora la sua collega disse
<<Tra tre ore dobbiamo incontrarci all'indirizzo che mi ha dato Ally, quindi vai pure in quella casa vicino al limite del bosco, so che abitate lì>>
Ann per un attimo fu sorpresa ma poi si ritirò verso casa sua lasciando Rei a contemplare il mare. Dopo qualche minuto il colorito della pelle di Rei passò dal bianco pallido al nero, provò a far uscire dalla schiena le sue braccia ma tutto fallì
<<A quanto pare mi hanno eliminato del tutto dalla famiglia, ora sono solo uno stupido umano con delle braccia di ferro e fili di ottone>> sospirò avviandosi verso una casa, il marionettista aveva fame ed i negozi erano tutti chiusi.
Prima di dirigersi verso il suo appuntamento si specchiò davanti allo specchio della casa di cui aveva recentemente mangiato i proprietari. Più si guardava più si rendeva conto del perché la sua famiglia lo aveva preferito ad Eligos. Tutto fu interrotto da una mannaia nel suo torace
<<Visto Queen, sapevo che l'avrei preso, tanto non può morire>>
<<Non mi hai sentito prima? Ha perso tutti i suoi poteri, ora può morire>>
Disse Queen mentre rimproverava Illusionist fuoriuscendo dallo specchio
<<Anche se vado in altre dimensioni devo sempre avere paura di incontrarvi?>>
Disse con un sorriso rassegnato Rei
<<Anche se sei mio cognato, ora che sei inutile come un umano, provo tanta tanta pietà per te, potrei ucciderti anche adesso>>
Rei si sedette tenendosi la ferita
<<Mi faresti un grosso favore uccidendomi sai? Comunque Queen ti sbagli io non posso morire>>
Queen ripiegò le sue ali e si sedette
<<Master Zalgo ha detto il contrario>>
Rei si strappò una manica e la usò per fasciarsi la ferita
<<Sono pur sempre il figlio di Jason, per uccidermi dovresti distruggere il mio carillon, che naturalmente ho nascosto in un posto segreto>>
La naturalezza con cui disse ciò sconcertò i due che si limitarono ad osservarlo in silenzio. Rei si mise a ridere guardando i loro volto stupiti
<<Immagino vi mandi Master Zalgo, farò ritorno verso sera, voi potete usare questa casa come volete. Ci sono tante stanze, voi aspettatemi e non combinate idiozie. Ti vedo bene Queen, poi io e te dobbiamo parlare>>
Disse aprendo la porta di casa e dirigendosi verso il luogo dell'appuntamento.
Persone, visto che mi sto annoiando voglio farvi una proposta divertente. Se vi va potete farmi delle domande riguardo la storia oppure sui personaggi, io risponderò volentieri a meno che le risposte non ricadano in spoiler. Detto questo, Addio
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