#QuelloCheIoPenso.
Io concordo con te, 00FileNotFound00
Faccio un esempio banalissimo.
Mio padre.
Gli voglio molto bene e a volte spara battutte sul fandom inconsciamente, facedomi ammazzare dalle risate.
Tuttavia, per quanto ben gli voglia, a volte non riesco proprio a capire come ragiona.
Sto leggendo, prendo un attimo il telefono per rispondere ad un messaggio importante, entra lui che dice: "E molla un po'quel telefono!(ieri si è convinto che ho usato il telefono per tutto il pomeriggio, perché quando è entrato in camera mi ha visto risponde ad un messaggio.)"
Faccio come mi dice.
Mollo il telefono, lui se ne va, e io ricomicio a leggere.
Dopo poco ritorna.
"Ma sempre con quel libro?! E basta
posalo!"
Lo poso.
Non sapendo più che fare, accendo il computer, e mi cerco qualche fanart da riprodurre.
Nemmeno si avvia il computer, che mio padre rientra.
"Perché stai usando il computer? Serve a me, spostati. E riposati gli occhi. (porto gli occhiali. )"
Al che mi giro, e gli dico: "Allora se non posso leggere, stare al telefono e cercare qualcosa da disegnare, cosa faccio?"
"Cercati qualcosa da fare."
E l'ultima risposta è quella che mi fa più rabbia, perché non posso fare ciò che voglio io.
Alla fine mi prendo il libro e vado in un'altra stanza a leggere.
L'altra cosa fastidiosa è il "riposati gli occhi".
Come faccio a riposarmi gli occhi?
Mi devo mettere una benda?
Giochiamo a mosca ceca e io sono la mosca?
Bo.
Però mio padre è felice.
Orgoglioso.
Si vede quando entro in libreria.
Anche se il suo sguardo tradisce l'esasperazione di spendere tutti quei soldi in libri.
Si è anche offerto di farmi una libreria, visto che in quella che ho ora non entrano più i libri.
E se devo ringraziare qualcuno, ringrazio mia nonna.
La nonna che mi leggeva storie,
La nonna con con una libreria enorme,
La nonna che mi ha insegnato a leggere qualcosina,
La nonna che mi ha fatto vivere a contatto con i libri,
La nonna che legge Harry Potter e Percy Jackson,
La nonna che legge i libri per ragazzi.
La nonna che mi ha avviato a diventare ciò che sono ora, una divoratrice di libri.
E i ringraziamenti vanno anche a mamma, che convince sempre papà a portarmi in libreria.
E grazie anche al mio vecchio, che mi ha regalato il mio primo vero libro.
Qualcosa di veramente veramente leggero.
Giro del mondo in ottanta giorni.
Alla fine, se sei felice così poco, parole e fogli di carta, non te ne frega niente di ciò che pensa la gente di te.
Sei felice e questo basta alle persone che ti vogliono veramente bene.
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