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20 - Face off

Le Hills erano più suggestive del solito di sera. Me ne stavo appollaiata nei sedili posteriori dell'auto di William mentre guardavo la strada buia scorrere sotto i miei occhi accompagnata dalle note di – manco a farlo apposta – The Hills di The Weeknd. Fortunatamente avevo convinto William a mettere su uno dei miei album preferiti, e adesso la voce calda di Abel Tesfaye inondava i miei pensieri rendendoli nebbiosi e confusi, come il vetro appannato a causa della pioggia che batteva sull'auto rendendo la cosa ancora più inquietante.

Sentivo uno strano senso di inquietudine dentro di me dato dall'atmosfera stranamente cupa di Los Angeles bagnata dalla pioggia e da ciò che stavo per fare; rivedere Luke dopo una settimana dal nostro litigio era qualcosa che mi dava la nausea e mi faceva sentire dannatamente in colpa, perché ero stata io in primis a riportare a galla ricordi del passato che non avevo il diritto di rivangare. Luke aveva avuto ragione a mandarmi via, a non voler vedermi più, perché ero stata davvero stronza a mettermi a parlare di Arzaylea davanti a lui senza neanche pensare minimamente al fatto che il ricordo di lei gli faceva ancora male. Avrei dovuto implorare in ginocchio di essere perdonata, come minimo...

«Cara».

Staccai gli occhi dal finestrino, puntandoli verso Karinna. La mia migliore amica mi guardava preoccupata, inquisitrice; aveva un leggero rimorso leggibile negli occhi. Forse s'era già pentita di avermi convinta a venire con lei e William, ad una festa a cui io ero stata chiaramente non invitata – nonostante Ashton avesse detto a Karinna di portarmi con lei per sistemare la cosa con Luke. «Che c'è?», chiesi, sospirando.

«Sei sicura di volerlo fare?», mi chiese di rimando lei, suonando preoccupata, «Insomma, so che è stata una mia idea, ma... non so, se dovesse andare tutto storto? Non possiamo prevedere come reagirà Luke».

Alzai le spalle. «Se andrà tutto storto rinuncerò per sempre – non posso mica costringere Luke a perdonarmi. L'ho fatta grossa, ha tutto il diritto di essere incazzato con me e di tenermi il muso per sempre», borbottai, deglutendo. Ovviamente, ci sarei rimasta malissimo se Luke non mi avesse perdonata, ma dovevo farmene semplicemente una ragione nonostante facesse male soltanto pensarci. Ero stata uno schifo, in quest'ultima settimana in cui avevo vissuto con la consapevolezza che lui mi odiasse, come avrei fatto a resistere una vita intera sapendo che non avrei potuto più rimediare?

«Siete troppo pessimiste», si intromise William, quella sera stranamente troppo silenzioso, «Sentite, per quanto la relazione tra Luke e Arzaylea possa essere stata intensa – e lo è stata, quella bastardella ha lasciato il suo segno nel povero Luke – non possiamo stare ancorati al passato per troppo sbattendo la porta in faccia al futuro e alle persone che possono portare di nuovo il colore nella nostra vita. Prima o poi si dovrà rendere conto che chiudere il suo cuore per paura di soffrire come ha sofferto in passato è controproducente, no?».

Guardai William sconvolta. «Però, queste elucubrazioni filosofiche da dove nascono, William?», chiesi, facendo ridacchiare Karinna.

William alzò le spalle. «Sto vivendo la stessa situazione, più o meno».

«Ancora Charlie?», chiese Karinna, voltandosi di scatto verso William, «Will, ti abbiamo detto-».

«So bene che mi avete detto», sbottò il rosso, interrompendo Karinna, «Ma non riesco ad andare avanti, okay? È qualcosa di più forte di me, sono fermo in questo punto come se fossi incollato al pavimento. E adesso c'è... questo ragazzo, insomma, che mostra interesse per me – per più di una scopata, però – e io non so che fare, perché mi piace un sacco e vorrei tanto stare con lui, ma... non posso. Perché ho paura di starci da cani come con Charlie, ho paura che questo ragazzo possa rivelarsi come lui, ho paura del futuro e non so che fare».

«William... avresti potuto parlarne con noi», borbottai io, dispiaciuta per il mio migliore amico – e per la situazione che stava passando, che aveva sicuramente insabbiato per preoccuparsi per me e per la mia stupidità, «Ti avremmo potuto aiutare almeno a capirci qualcosa!».

«Non potevo sovraccaricarti di problemi, hai già il tuo bel principe di cui preoccuparti», borbottò William, ridendo leggermente, «E poi dobbiamo far capire a Karinna che deve cavalcare Ashton selvaggiamente, non abbiamo tempo per pensare al ragazzo che vuole entrarmi nelle mutande della vita».

Scoppiai a ridere mentre Karinna si passava una mano in faccia. «Non voglio cavalcare Ashton selvaggiamente, ragazzi, sul serio», protestò debolmente, attirando le nostre occhiate.

«Ma se l'ultima volta che ti ho portata ad un photoshoot per Calvin Klein gli hai guardato il pacco tutto il tempo!», protestai io, ottenendo un'occhiataccia da parte di Karinna, «E ti dirò, Ashton è messo bene lì sotto, una cavalcata su quel pony dev'essere bella divertente», commentai, alzando le spalle.

Karinna arrossì veemente. «Cavalcalo tu, se pensi sia messo così bene!».

Ridacchiai. «Per me sarebbe qualcosa di paragonabile all'incesto, e lo sai».

«E poi ha già il suo bel purosangue che l'aspetta sulle Hills. Ashton è tutto tuo, bambina. Non hai mai voluto un cavallo da piccola? Ora hai la possibilità di averne uno di razza!», si intromise William, mettendo fine a quella conversazione a dir poco imbarazzante. Beh, almeno lui e Karinna erano riusciti a non farmi pensare alla nausea che avevo nello stomaco... che, purtroppo, si ripresentò non appena scorsi casa di Luke con la coda dell'occhio. Mi veniva quasi da vomitare, ma volevo farmi forza e andare avanti. Speravo di riuscirci, ma onestamente sapevo che avrei finito per fare un casino come al solito...

«Certo che paragonare delle persone a dei cavalli è la cosa più schifosa che abbia mai sentito», borbottò Karinna, rivolgendomi un'occhiata compassionevole prima di aprire la portiera e uscire dall'auto. fortunatamente aveva smesso di piovere.

«Mi hai sentito dire di peggio, suvvia», disse William mentre ci prendeva sottobraccio, «Lasciatemelo dire, signore: siete le più belle della serata. Sono fortunato ad avervi come accompagnatrici».

Io e Karinna scoppiammo a ridere. «Se pensi che in realtà sei tu l'accompagnatore e che io e te manco dovremmo esserci, qui, visto che soltanto Karinna è stata invitata e io sarò trattata peggio di un'ebrea negli anni della persecuzione nazista...».

Karinna mi rivolse un'occhiataccia. «Oh, stai zitta! Luke non avrà il coraggio di cacciarti di casa, perché ti ama e perché stasera sei bellissima», mi rimproverò, facendomi alzare gli occhi al cielo.

«E poi se dovesse provarci puoi pur sempre prostrarti ai suoi piedi e prenderglielo in bocca. Un bel pompino non si rifiuta mai», si intromise William, ottenendo – come al solito – un'occhiataccia.

«Non farò pompini a nessuno stasera», sbottai, sentendo le mani tremare mentre entravamo in casa, «A stento riesco a non vomitare adesso, e lo sapete che il mio riflesso faringeo fa un po' schifo».

Karinna ridacchiò. «Sì, lo sappiamo», borbottò, prima di rabbuiarsi di nuovo, «Oddio, Ashton sta venendo qui! Ma un po' di tranquillità mai, eh?».

Io e William ci rivolgemmo un'occhiata complice: quello era il momento perfetto per allontanarsi e lasciare Karinna ed Ashton da soli. «Certo che puoi avere un po' di tranquillità! Cara, andiamo a prendere qualcosa da bere?», mi chiese William, mollando la presa su Karinna che ci guardò scioccata, sperando che non l'abbandonassimo. Ma insomma, era per il suo bene!

«Vi odio! Me la pagherete!», ci urlò dietro, facendo scoppiare a ridere sia me che William. Eravamo cattivi, forse, ma speravo che Karinna ci avrebbe ringraziati in futuro...

Pensavo che avrei passato la serata con William, ma troppo presto anche lui mi lasciò con la scusa di dover andare in bagno, lasciandomi sola in un bagno di folla. C'erano troppe persone a quella festa, come avrei fatto a ritrovare i miei amici o a trovare Luke? Avrei finito per passare la serata da sola, seduta in un angolo, a bere e a guardare gli altri divertirsi mentre io mi deprimevo come al solito – quindi sì, quella era stata una pessima, pessima idea. Avrei dovuto rifiutare e starmene a casa, tanto comunque quella sera non avrei concluso niente...

«Caraphernelia... sei davvero tu?».

Sentire la voce di Luke chiamarmi mi riportò alla realtà. mi voltai di scatto, quasi cadendo sui miei tacchi fin troppo alti; fortunatamente Luke riuscì ad evitarmi la caduta prendendomi fra le sue braccia. La mia pelle entrò in contatto con la stoffa morbida della sua camicia, bianca come il mio vestito, e la cosa mi fece rabbrividire. Cominciai a sentire lo stomaco annodarsi su sé stesso, l'ansia chiudermi la gola e le mani cominciare a sudare; sarei riuscita a parlargli mi sarebbe venuto un infarto prima che aprissi bocca?

«Non ti aspettavo qui, stasera», mi disse Luke, dopo istanti di silenzio in cui c'eravamo soltanto fissati a vicenda, lui sospettoso e io imbarazzata, «Scommetto che sei stata invitata da Ashton».

Annuii, rossa come un pomodoro. «Se vuoi posso andarmene. Insomma, penso che vedermi qui ti dia fastidio», sbottai, incrociando le braccia al petto. Le lasciai di nuovo a penzolare lungo i fianchi quando mi resi conto che Luke aveva abbassato lo sguardo sulla scollatura del mio vestito – non avevo davvero bisogno che mi guardasse le tette.

Luke mi guardò sorpreso dalle mie parole. «No, non voglio che tu te ne vada. Onestamente... non avrei voluto mandarti via neanche l'ultima volta che ci siamo visti, ma ero fin troppo arrabbiato per pensare lucidamente», borbottò, toccandomi un braccio. Sentire la sua pelle contro la mia mi fece rabbrividire così visibilmente che Luke allontanò la mano, convinto che mi desse fastidio.

Sospirai. «Avevi le tue ragioni per essere arrabbiato. Senti, Luke, mi dispiace tantissimo averti causato tanto dolore, non avrei dovuto parlare di lei», dissi, notando come Luke si irrigidisse mentre riportavo a galla la nostra ultima conversazione, «So che non era tua intenzione trattarmi così, che hai agito solo di istinto, ma... non riesco a non farmene una colpa. Se mi hai trattato in quel modo è stato solo per colpa mia e di nessun altro».

Luke scosse la testa. «Non devi fartene una colpa. Sono alquanto volubile e instabile di solito, e parlare di... di lei mi rende ancora più volubile ed instabile. Vedi, io... l'ho amata davvero, per quanto poco sia stato con lei, l'ho amata così tanto da bruciare, da consumarmi pur di riuscire a renderla felice. Ma a lei interessavano soltanto i soldi, la fama, il potere, e avrebbe fatto di tutto per ottenere queste cose – come distruggermi, cosa che ha fatto. Mi ha tradita, sai? Sotto il mio stesso tetto, la trovai a letto con un altro di ritorno da un mio tour», mi raccontò, tremando leggermente.

Lo allontanai dalla folla, vedendo quanto fosse scosso; in cerca di un posto in cui nessuno potesse darci fastidio finimmo in giardino, deserto a causa della pioggia che aveva ricominciato a cadere sul terreno. Ci riparammo sotto al portico che riparava la porta-finestra, lontani da occhi indiscreti.

«Non ne sapevo nulla. Ma se avessi saputo, non avrei di certo messo in mezzo lei», borbottai, afferrando le mani sudate di Luke, «Davvero, mi dispiace tantissimo averti fatto stare così male».

Luke sospirò. «E io non avrei dovuto reagire così. Perché sì, il ricordo può farmi male, ma... tu non sei lei, non sarai mai cattiva e spregevole come lei. Sei una persona bellissima, sia fuori che dentro e... non avrei dovuto trattarti male, non lo meriti. Sento di aver rovinato tutto».

Scossi la testa, ridendo leggermente. L'ansia che avevo era svanita gradualmente, parlando con Luke, perché le sue intenzioni con me non erano cattive. Pensavo avrebbe reagito male, eppure il modo in cui stava parlando, così pacatamente, era quasi tranquillizzante. «Non hai rovinato niente, Luke, sta tranquillo. Semmai sono stata io a rovinare tutto», sbottai, restando scioccata quando Luke mi abbracciò inaspettatamente. Avevo desiderato quel contatto così a lungo che ritrovarsi adesso tra le sue braccia era quasi assurdo, per me.

«Continuare ad addossarci la colpa a vicenda non servirà a niente, quindi che ne dici di dire soltanto che è stata colpa di entrambi?», mi chiese Luke, sussurrando nel mio orecchio, «Però... bisogna ammettere che avresti potuto evitare di uscire con Tyler Posey. Quel ragazzo è il male».

Mi staccai da Luke, fissandolo accigliata. «In mia difesa, non pensavo ti avesse rubato l'idea dell'appuntamento. E comunque... quello che è successo poi non è stato tanto male, vero?», chiesi maliziosa, facendo ridacchiare Luke che mi prese per mano. Pensavo saremmo ritornati dentro, e invece mi ritrovai sull'erba curata del giardino, sotto la pioggia. Fissai Luke sconvolta. «Che hai in mente?».

Luke rise. «Beh, innanzitutto volevo baciarti sotto la pioggia, sono un cliché che cammina», borbottò, posando una mano sulla mia guancia mentre io scoppiavo a ridere, «Poi... volevo chiederti di uscire, finora non abbiamo mai avuto un appuntamento come si deve. Quindi-».

Prima che potesse dire altro lo baciai, saltandogli al collo. La pioggia continuava a battere su di noi senza farci male, bagnandoci; il calore che ci stavamo infondendo l'un l'altro, però, era più forte del vento freddo che ci colpiva. Luke strinse i miei fianchi, tenendomi stretta a sé mentre le nostre labbra si univano e si scontravano, danzando al ritmo della pioggia che schioccava sui nostri volti. Tutta la paura, il panico e l'ansia di essere rifiutata per sempre scivolò via insieme alle goccioline, sostituiti prepotentemente dall'amore e da quella sensazione nel petto che mi stava bruciando senza ferirmi. Finalmente ero felice, ora che s'era sistemato tutto.

Quando ci staccammo, Luke era felice quasi quanto me. «Questo è un sì? Uscirai con me?».

«Sì, deficiente!», sbottai, scoppiando a ridere prima di baciare di nuovo Luke. Avevo atteso troppo per non farlo.

***

[A/N] Buonasera! Scommetto che non mi aspettavate at all (faccio schifo con gli aggiornamenti, lo so), eppure eccomi qui con - purtroppo o per fortuna - l'ultimo capitolo di questo disagio disagiante😂😂 come al solito lascerò i ringraziamenti e le mie considerazioni sulla storia all'epilogo, che posterò entro questa settimana o la prossima. Mi mancherà More Than a Dogsitter, ma mi consola sapere che Cara e Luke saranno presenti anche negli spin-off😂

Al prossimo (ed ultimo) aggiornamento!❤

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