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18 - Let's talk about you and me

Questa che vedete nei media è la nuova fanfiction che sto scrivendo con fletcherssmile98. La trovate su DoubleTrouble, il nostro profilo in comune, se vi va di dare un'occhiata!😋

***

Dormire sul sedile posteriore di un'auto non era di certo il massimo. Me ne accorsi quando la mattina mi svegliai sentendomi indolenzita un po' dappertutto – e non soltanto per colpa di Luke, che al momento era seduto al volante già vestito di tutto punto. Io ero ancora nuda dalla notte precedente, i miei vestiti giacevano appallottolati per terra, ma stranamente non avevo poi così tanto freddo. Forse Luke aveva acceso i riscaldamenti, o forse era grazie alla coperta rosa con le stelline in cui ero avvolta a mo' di bozzolo. Un sorriso si fece largo sul mio volto mentre mi rendevo conto che Luke era probabilmente preoccupato che mi raffreddassi e avesse deciso di coprirmi. E la coperta era fantastica: era calda, morbida, forse di pile...

Mi ci volle poco, però, a ricordare a cosa servisse quella coperta così morbida e calda. Quella era la coperta di Petunia...

«Che schifo!», strillai, scattando a sedere e liberandomi della coperta incriminata, sbattendo però la testa sul finestrino. Fu solo in quel momento che mi accorsi che l'auto era in moto e che Luke stava guidando. Un po' di preavviso, magari? Svegliarmi prima di mettersi a guidare chissà dove?

Luke si voltò verso di me brevemente. «Vestiti, ci sono persone per strada che potrebbero vederti», mi disse, facendomi arrossire veemente, «Ah, e buongiorno».

«Buongiorno un paio di palle», sbottai, afferrando i miei vestiti ormai ricoperti di briciole e polvere proveniente dai tappetini, «Avresti potuto aspettare che mi svegliassi per metterti a guidare, non credi?».

«Non volevo svegliarti. Sarebbe stato scortese».

Scossi la testa. «È stato scortese anche appallottolarmi nella coperta del tuo cane mentre ero ancora nuda, chiamare un meccanico per farti aggiustare l'auto e poi partire a tutta velocità, signor Schumacher dei poveri», mi lamentai, infilandomi il top che avevo messo ieri sera. Era un disastro. Io ero un disastro. Ma un disastro di quelli di proporzioni epiche, una totale catastrofe apocalittica fatta di ormoni ancora sballati misti alla paura e al risentimento che si mescolavano dentro di me creando un uragano di emozioni incontrollabile.

E nell'occhio del ciclone, ovviamente, c'era Luke. Luke che mi aveva salvata da un appuntamento disastroso, Luke che mi aveva fatto capire di provare qualcosa per me, Luke che si accendeva di notte (letteralmente, ho la vagina a pezzi) ma che si spegneva di giorno, comportandosi come se funzionassimo soltanto per il sesso, Luke che evitava di parlare con me seriamente e che mi rivolgeva la parola solo per sfottermi. Ma stavolta non sarebbe andata come la prima. Dovevamo parlare, e l'avremmo fatto, costasse quel che costasse.

«Non sapevo conoscessi la Formula Uno», borbottò Luke, suonando genuinamente stupito.

Alzai le spalle nonostante non potesse vedermi. «Perché fondamentalmente, Luke, tu non mi conosci. Sono solo la babysitter del tuo cane con cui ogni tanto fai sesso, nulla di più», borbottai, suonando più risentita di quanto non lo fossi sul serio. Stavo soltanto dicendo le cose come stavano, mica volevo lanciargli frecciate inutili...

«La fai suonare una cosa così sporca così, sembra quasi che io ti paghi perché tu faccia sesso con me nascondendomi dietro il fatto che tu badi a Petunia – o che badavi, visto che non vieni a casa da settimane», commentò Luke, «C'è un motivo preciso per cui succede ciò che succede fra di noi, Cara, e credo che ormai tu lo sappia anche meglio di me».

Sospirai. «Luke... ne dobbiamo parlare. Non può funzionare così, lo sai benissimo. Il sesso non vale come conversazione, dobbiamo mettere in chiaro i nostri sentimenti».

«Ma ieri abbiamo parlato!», protestò Luke debolmente, facendomi scoppiare a ridere.

«Scusami tanto, ma "più forte papino" e "succhiami via l'anima dal pene" non sono discorsi convincenti. Ah, e per la cronaca, non chiedermi mai più di succhiarti via l'anima dal pene, mi hai trasformata nel deserto del Sahara ieri», borbottai, arrossendo veemente. Sì, il sesso con Luke era decisamente bizzarro. Fortunatamente era soddisfacente abbastanza da ignorare certe uscite poco carine...

«Oh... ecco perché ridevi. Pensavo fosse per i gemiti strani, di solito quando me lo succhiano divento decisamente imbarazzante», borbottò Luke, suonando in imbarazzo.

Ridacchiai. «Ho notato. Comunque... non è questo il punto. Abbiamo bisogno di una chiacchierata cuore a cuore, non di una chiacchierata pene-vagina».

«Lo so. Ma... non voglio complicare le cose, sai? Di solito parlare di sentimenti con me porta soltanto all'Apocalisse. Non possiamo accettare ciò che siamo e basta, senza complicarci la vita con retorica inutile?», mi chiese, implorante.

Sbuffai. «Non possiamo accettare ciò che siamo e basta perché io non lo so, cosa siamo! Siamo una coppia? Siamo soltanto amici? Siamo scopamici? O il nostro è giusto un rapporto datore di lavoro-dogsitter costellato da una scopata qui e lì? Voglio capire questo, Luke. Voglio capire se ne vale la pena, voglio conoscere i tuoi sentimenti per me così come voglio che tu conosca i miei! Non possiamo fare questo se prima non parliamo, non credi?».

«Lo so, ma...».

«Niente ma! Non mi importa che parlare di sentimenti con te è complicato e deleterio, voglio correre questo rischio. E voglio correrlo perché so che ne varrebbe la pena», sbottai, decisa più che mai a fare ordine nella mia testa e in quella di Luke. Non potevamo mica andare avanti così, a scopare e poi a mollarci senza capire niente!

«E che ne sai, se ne vale la pena o no? Non sono un grande partner, riesco a rovinare tutto ciò che tocco! Non ti conviene immischiarti con me, a me che non sia soltanto per il sesso – perché sono buono solo a quello, comunque. Per il resto è tutto da buttare, okay? Fidati di me».

Alzai gli occhi al cielo. «E ora stai dicendo questo per allontanarmi, pensando che lo farò e che da domani tutto tornerà come prima. Pensi che io molli così, da un momento all'altro? Ieri sera ti ho chiamato per un motivo, Luke, e di certo non era fare sesso con te. Ti ho chiamato perché avevo paura di essere sola, certo, ma anche perché avevo bisogno che tu fossi la mia compagnia. Ti ho chiamato perché avevo bisogno di qualcuno che mi salvasse, perché avevo capito che io, in quel ristorante con Tyler, ero fuori posto. Perché il mio posto non è certamente con Tyler Posey a far divertire i paparazzi che probabilmente chiama lui! No, il mio posto è con te ovunque tu voglia. Mi sono sentita più serena in una macchina ferma chissà dove che in un ristorante pieno di gente! E sai perché? Perché in questa macchina ferma nel bel mezzo del nulla c'eri tu a tenermi fra le braccia, c'eri tu ad amarmi, a darmi calore. Ed è questo ciò che voglio, okay? io voglio te. Te e basta. E non voglio sentire scuse inutili su come distruggerai il nostro rapporto – perché io lo so che non è vero, che dici questo solo perché hai paura».

Luke fermò l'auto di scatto, quasi facendomi finire con la faccia sullo schienale del sedile. Probabilmente le mie parole gli avevano dato fastidio, ma era meglio così. Era ora che affrontasse la realtà e che dimenticasse il passato, non poteva vivere ancorato al ricordo della sua ultima relazione fallimentare per sempre negandosi di essere felice.

«Io avere paura. Da dove l'hai cacciato, questo?», sbottò, voltandosi verso di me, «Forse voglio soltanto proteggerti, allontanandoti da me. Fidati, Cara, so come sono fatto, non durerà e sarà terribile. Le mie passate relazioni sono abbastanza eloquenti su questo».

Quello era decisamente troppo da sopportare. Era la goccia che aveva fatto traboccare il vaso frantumandolo in mille cocci minuscoli – e Dio, se fosse stato un vaso vero e non soltanto metaforico avrei preso quei cocci e gliel'avrei conficcati nel petto volentieri, giusto per fargli provare quanto male mi stava facendo con le sue parole. «Le tue passate relazioni fanno schifo perché tu non hai voluto impegnarti!», strillai, in preda alla rabbia, «Capisco che dopo Arzaylea tu stia male, ma non puoi negarti di essere felice perché una volta ti è andata male! L'hai fatto con Michael e ora lo stai facendo con me, non ti rendi conto di quanto mi stai facendo male? Di quanto stai facendo male a te stesso?!».

Luke cambiò totalmente espressione non appena menzionai la sua ex fidanzata. Nominarla era stato un colpo basso, ne ero consapevole, ma non ero riuscita a controllare la mia linguaccia. Ormai non potevo neanche ritirare le parole dette, il danno l'avevo fatto e pure grosso, quindi non mi restava scoprire cosa Luke mi avrebbe detto e cosa avrebbe fatto. Mi stupì comunque, però, quando aprì la portiera della sua auto per uscire. Dopo qualche secondo aprì anche la mia. «Scendi», mi ordinò, severo come non l'avevo mai visto in vita sua.

Non volevo farlo arrabbiare di più, quindi scesi dall'auto, aspettando qualsiasi cosa lui volesse fare. I miei ormoni sballati formulavano a scenari degni del peggiore film porno, ma non ci potevo sperare più di tanto – anche perché gliel'avrei impedito.

«Vattene», sbottò Luke, guardandomi ferito, «Ti ho accompagnata a casa. Vattene, non voltarti e non cercarmi più».

Lo fissai incredula. «Come, scusa?», sbottai scioccata, «Mi spieghi perché dovrei-».

«Perché ti ho detto così, okay?! Perché non sopporto che tu sappia determinate cose, e non sopporto che nomini lei così davanti a me. Non lo sopporto, okay?!», esclamò, sbattendo la portiera dietro di me e facendomi sobbalzare.

In quel momento mi resi conto di aver sbagliato alla grandissima. Dovevo prendere il toro per le corna ma avevo finito per agitarlo troppo, e potevo capire il suo nervosismo. Avevo scelto il modo sbagliato per parlare di Arzaylea e dei problemi che per colpa sua Luke aveva nelle relazioni, ma non potevo lontanamente immaginare che avrebbe reagito così...

«Quindi, che fai ancora qui impalata? Ti ho detto di andartene», sputò Luke, guardandomi con disprezzo prima di salire di nuovo in auto per andarsene, lasciandomi sola e in lacrime davanti al vialetto di casa mia. Avevamo rovinato tutto di nuovo.

***

[A/N] She Protecc, She Attacc but most importantly, She Bacc with the drama!

Buongiorno!😏 capitolo piuttosto intenso, isn't it? Ahahahah (beh, non è proprio il massimo, ma spero vi sia piaciuto lo stesso). Come al solito, Cara e Luke sono di nuovo punto e daccapo, ma questa volta devono risolvere i loro conflitti (specie perché manca poco al finale). Ci riusciranno? 🤔

Al prossimo aggiornamento!❤

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