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07 - Holy Guacamole!

Fissai Luke incapace di parlare, sconvolta dal pensiero che avevo fatto su di lui. Come potevo minimamente pensare che lui fosse geloso di me? Era un'assurdità! Non ci conoscevamo neanche, non poteva essere geloso di me neanche lontanamente, insomma, non c'erano le basi per una cosa del genere!

Mi resi conto che Luke voleva una risposta soltanto quando le sue occhiate si fecero più insistenti. Erano passati secondi da quando ero entrata in casa, eppure mi era sembrata un'eternità. «Mi ero persa e mi ha accompagnato qui», risposi, alzando le spalle mentre arrossivo, «Non... non è un problema, vero? È che non ho molto senso dell'orientamento...».

Luke rise prima di darmi una pacca sulla spalla che, invece di rassicurarmi, mi fece soltanto venire più ansia. Non era normale stare così per una cosa tanto banale. «No, tranquilla. È solo che io e Tyler non è che siamo proprio in buoni rapporti, quindi mi è sembrato strano vederlo fuori alla mia porta. Tutto qui», mi disse, cercando di convincere più sé stesso che altro.

Alzai un sopracciglio. «Non siete in buoni rapporti? Strano, guardando Tyler sembrava il contrario. Sei sicuro che non sia un problema? Posso anche evitare di stare con lui, se ti da fastidio...», dissi grattandomi la nuca in imbarazzo. Mi resi conto un po' troppo tardi che quelle parole sarebbero potute sembrare sospette, ma ormai il dado era tratto. Non si tornava indietro, insomma.

Luke scosse la testa con veemenza, dandomi l'impressione che lo stesse facendo più per rassicurarmi che per altro. Era una cosa strana da pensare, visto che lo conoscevo da praticamente una settimana, ma non potevo farne a meno. «Te l'ho detto, non è un problema, non è un problema per niente», disse frettoloso, «Quindi io vado, sono già in ritardo. Petunia per il momento dorme, ma potrebbe svegliarsi da un momento all'altro. Sai già cosa fare, vero?».

Annuii soltanto, prima che Luke mi sorridesse incerto e andasse via, sbattendo la porta dietro di sé. Il suo comportamento era fin troppo strano, probabilmente – sicuramente – mi nascondeva qualcosa, ma alla fin fine non erano affari miei. Per quanto avrei voluto saperne di più, dovevo soltanto lasciar perdere. Io ero lì per prendermi cura del suo cane, nulla di più, non avevo di certo il diritto di impicciarmi nei fatti suoi.

Aspettando che Petunia si svegliasse ne approfittai per studiare qualcosa e per controllare qualche altra regola che mi fosse sfuggita dalla lista nei giorni precedenti, visto che ne erano cinquanta (niente di strano, davvero, soprattutto considerato chi aveva stilato la lista con le regole). A parte regole assurde come quella che mi imponeva di far guardare i cartoni alla piccola, quella di non aprire la porta a Jared Leto o – quella era la mia preferita in assoluto – di evitare che Petunia facesse pipì nelle immediate vicinanze di Villa Urie per non scatenare le ire del padrone di casa, c'erano cose abbastanza normali, forse un po' apprensive, ma normali – certo, non capivo perché Luke avesse esplicitato il divieto di portare partners o di organizzare feste in casa sua mentre lui era via (io non l'avrei fatto a prescindere), ma aveva di sicuro il suo perché. E poi a nessuno piace avere estranei in casa.

Le mie riflessioni furono interrotte dal suono del campanello; lasciai perdere libri e regole strane mentre correvo alla porta, aprendo senza controllare chi fosse dallo spioncino – e forse avrei dovuto, perché non potevo aprire la porta a Jared Leto, ma alla fine sapevamo tutti che, regole o non, avrei aperto senza neanche pensarci due volte. Insomma, è Jared Leto! Chiunque al posto mio l'avrebbe fatto.

Jared mi guardò sorpreso per qualche secondo, prima di sorridermi. E lo giuro, se non avessi avuto l'ansia che Luke avrebbe potuto scoprire che avevo infranto una delle sue regole, sarei una pozza sul pavimento. Ho Jared Leto che sorride davanti a me. Jared Leto! Se mi avessero detto che un giorno me lo sarei ritrovata avanti non ci avrei creduto neanche per un secondo.

Dopo qualche istante di silenzio Jared si decise a parlare, benedicendomi con la sua voce. «Santo Guacamole! Non vedevo una ragazza in questa casa dai tempi di Arzaylea! Luke è stato veloce a rimpiazzarla, e meno male», esclamò, facendomi accigliare. Era la seconda volta che qualcuno credeva che io fossi la ragazza di Luke. E poi, che razza di nome era Arzaylea? Ora capivo perché Calum non ricordasse il suo nome – anche se, a dirla tutta, probabilmente chiamarsi Avocado o persino Amanuense sarebbe stato meglio di quel nome. Ma io non è che potessi parlare molto, visto che mi chiamo Caraphernelia...

«Ehm... io non sono la ragazza di Luke, signor Leto. Sono solo la dogsitter del suo cane», decisi subito di chiarire la cosa, con una risolutezza che non pensavo avrei avuto con Jared Leto. Avevo sempre pensato che avrei avuto il cervello troppo in panne per dire qualcosa di senso compiuto.

Jared scoppiò a ridere. «Puoi darmi del tu, piccolo fiore del deserto. Qual è il tuo nome?», mi chiese, allungando la mano per accarezzarmi la guancia.

Quasi quasi avrei voluto darmi un pizzicotto, giusto per accettarmi che non stessi sognando e che fosse tutto reale, mettendo anche in secondo piano il fatto che Jared sembrava un po' bizzarro. Ci avrei sorvolato, lui poteva permettersi di essere fuori dalle righe. «Mi chiamo Cara», mi ricorda di rispondere, arrossendo veemente sotto il tocco freddo della mano di Jared.

L'uomo sorrise intenerito alla mia reazione (beh, credo che se avesse saputo almeno un quarto dei pensieri che stavo facendo su di lui al momento non sarebbe stato più così intenerito da me). «Bel nome. Comunque, Cara, con me il vostro segreto è al sicuro, non ringraziarmi», disse, facendomi scuotere la testa, «Dov'è Luke?».

«È uscito per andare al lavoro giusto dieci minuti fa».

«Uh, peccato», disse, suonando davvero poco dispiaciuto, «Beh, io ho portato questo buonissimo Guacamole vegano, ricetta di famiglia», aggiunse, consegnandomi una ciotola – che più che ciotola ricordava una bacinella – colma di Guacamole e coperta da della pellicola trasparente.

Mi piegai leggermente sotto il peso di tutta quella salsa, facendo ridere Jared. «Hai preparato Guacamole per una squadra di calcio? È pesantissimo», mi lamentai, sospirando di sollievo quando Jared accorse in mio aiuto per sorreggere la ciotola. Probabilmente per lui era leggerissima, visto che prima di consegnarla a me la teneva in equilibrio su di una mano sola – ma io avevo la forza di un panetto di burro a temperatura ambiente, non riuscivo neanche a sollevare due libri insieme, quindi non ero un metro di giudizio così attendibile.

Jared rise. «È per la grigliata di sabato, di solito il mio Guacamole vegano non basta quasi mai per nessuno quindi ne ho fatto quadrupla dose. Ben Affleck ha uno stomaco di ferro, sai?», mi spiegò, aiutandomi a portare il Guacamole in casa (e adesso ero sicura che Luke non mi avrebbe licenziata, ma uccisa direttamente), «Luke non ti ha detto niente?».

Scossi la testa. «Non è tenuto a farlo, sono solo la dogsitter di Petunia», borbottai sovrappensiero, ignorando per quanto potessi le risatine di Jared dietro di me. Ma insomma, era così difficile da credere che io fossi la dogsitter del cane di Luke?

«Scusa, piccolo fiore del deserto, ma è difficile crederti», disse Jared, quasi come se mi leggesse nel pensiero, «È che sei proprio il suo tipo, e Luke ha un debole per le belle donne... certo ogni tanto fa qualche caduta di stile, ma tu non sei proprio il caso».

Mi voltai, come al solito vittima della mia curiosità cronica. E minuti fa dicevo che non doveva interessarmi della sua vita privata... sono davvero incoerente a volte. «In che senso fa cadute di stile?».

Jared sospirò prima che mi voltassi. «Nel senso che la sua ultima ex ragazza era uno schifo. Certo, molto carina all'esterno, ma all'interno era brutta quanto il peggiore degli incubi».

Allora Calum non era l'unico ad aver odiato l'ex fidanzata di Luke. Doveva essere proprio un bel tipo. «Sì, Calum mi ha detto qualcosa riguardo a lei. Era talmente terribile?».

«Una strega. Una vera strega. Ha fatto passare le pene dell'inferno a Luke, e non solo quando stavano insieme, anche dopo», spiegò Jared, parlando a bassa voce come se mi stesse confessando il suo segreto per restare giovani per sempre, «Credo che Luke non sarà più lo stesso, dopo di lei. L'ha trattato davvero male, sai?».

Avrei voluto saperne di più – ed ero a tanto così dal farlo – ma Jared si ammutolì non appena sentimmo il rumore delle zampe di Petunia sul pavimento. Jared urlò, mollando la ciotola di Guacamole per correre da Petunia mentre io finivo a terra insieme al Guacamole vegano per la grigliata di cui Luke non mi aveva detto niente; la ciotola, disgraziatamente, si ruppe ed io finivo in un mare di salsa all'avocado. Beh... credo che questa sia la vendetta del karma, in un certo senso...

***

[A/N] Hello!

Sì, direi che vi ho fatte aspettare un po'... sono stata un po' impegnata ultimamente, tra studio ed altre cose - tra cui la mancanza di voglia, che tra l'altro non c'è mai - ma spero di potermi far perdonare presto.

Quindi, Luke ed Arza hanno un passato un po' colorito alle spalle, ma chissà cosa è successo davvero... chi può dirlo? Potreste saperlo più presto di quanto pensiate, quindi stay tuned!

Ps: Ho cambiato la copertina e GUARDATE QUANTO SONO BELLI LUKE E PETUNIA❤

Pps: ho delle news su questa storia coming soon

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