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00 - Job opportunity

Credevo che un giorno mi sarei abituata al fatto che il mio migliore amico, tale Ashton Irwin, fosse una celebrità di fama mondiale. Eppure, anni dopo il suo esordio come ragazzo immagine del negozio Hollister&co in fondo alla strada che ci aveva visto crescere, mi rendevo conto che non mi sarei mai adattata al suo lavoro frenetico e alla sua vita da star, sempre circondato da ragazzine eccessivamente eccitate e da paparazzi che in un modo o nell'altro riuscivano a cogliere la sua bellezza anche se lo beccavano intento a mettersi le dita nel naso. La prova definitiva, però, me l'ha fornita il fatto che adesso sono in un vicolo disperso da qualche parte di Beverly Hills, piegata sulle ginocchia e con il fiatone, Ashton nel mio stesso stato rovinoso (beh, stesso stato si fa per dire, visto che lui era bello come al solito) di fronte a me. Eravamo appena scappati dall'ennesimo branco di ragazzine assetate di pisello che assalivano il mio migliore amico quando ne avevano l'occasione.

«Mi dispiace tanto, Caraphernelia», ansimò Ashton, appoggiandosi contro al muro di mattoni rossi, «Non avrei mai pensato che mi avrebbero trovato anche stavolta. Insomma, io cerco di essere discreto riguardo ai miei spostamenti!».

Scossi la testa. «Sei il modello più chiacchierato del momento, è normale che ti trovino in ogni caso», dissi, liquidando le sue preoccupazioni con un cenno della mano, «Dio, adesso penseranno di nuovo che sono la tua fidanzata».

Ashton ridacchiò. «No, tranquilla. Sono ancora tutti convinti che io esca con Kendall Jenner da quella volta in cui abbiamo preso un taxi insieme alla festa per la sfilata di Dior», borbottò, scrollando le spalle.

Io lo guardai scovolta. «Dio, lo dici come se fosse una cosa normale».

«Cara, per me è una cosa normalissima», borbottò Ashton in risposta, ridendo prima di afferrarmi per una mano, «Okay, adesso andiamo a cercare un bar in cui non mi assaliranno».

Fortunatamente riuscimmo ad infilarci in un anonimo caffè in un vicolo sperduto al limitare di Beverly Hills. Dopo aver preso le nostre ordinazioni ci sedemmo ad un tavolo abbastanza lontano dalle finestre in modo da non farci vedere dalle fan impazzite di Ashton - sul serio, io non riuscivo a capire cosa le portasse ad essere così pazze per lui, alla fin fine era una persona normale (con le fattezze di una scultura degna del miglior Michelangelo, ma questi erano piccoli dettagli).

«Allora, come va l'università?», mi chiese Ashton, girando il cucchiaino nel suo té, «Non mi aggiorni da tanto».

Presi un biscotto e sospirai. «Ashton, non ci parliamo da una settimana. La situazione è ancora la stessa di quando sei partito», risposi, facendo spallucce.

«Che c'è? Io mi preoccupo per te e la tua situazione scolastica e tu mi rispondi in questo modo! Sei cattiva», borbottò facendo un finto broncio, «Dai, raccontami qualcosa di nuovo».

Scossi la testa. «Ma se non c'è niente di nuovo- cioè, a parte William che si è innamorato per la centesima volta di un ragazzo che non vedrà mai più e Micha che come al solito finisce i miei cereali, non succede mai niente di interessante nella mia vita», spiegai, ottenendo uno sguardo concitato da Ashton.

«E... che mi dici di Karinna? È ancora single?», mi chiese, cercando di sembrare disinteressato. Il luccichio che i suoi occhi assumevano non appena parlava della mia migliore amica, però, lo tradiva di gran lunga - ed anche il fatto che io sapessi della cotta che aveva per Karinna non aiutava molto a farlo sembrare poco interessato.

Sorrisi maliziosa ad Ashton. «Avresti potuto chiedermi di lei e basta», dissi, ridacchiando, «Comunque sì, tutto come al solito anche con lei. Però, al corso di scienze delle costruzioni c'è questo ragazzo davvero carino che le fa il filo...», dissi poi vaga, notando subito come la mascella di Ashton si irrigidisse.

«Ma tu non le permetterai di uscire con altri, vero? Devo ancora fare la mia mossa», mi chiese implorante, facendo un labbruccio a cui nessuno avrebbe potuto resistere - neanche io, nonostante lo conoscessi da una vita.

Mi ritrovai a sospirare mentre annuivo, facendo sorridere Ashton trionfante. «Senti, io ci provo ma... tu lo sai Karinna cosa pensa di te», borbottai, riportando il mio migliore amico con i piedi per terra.

«Ha solo detto che pensa io sia antipatico perché sono famoso - devo solo dimostrarle che sono un ragazzo con i piedi per terra e umile».

«Ma sei hai sempre i piedi su di un aereo e sei umile quanto io sono senza lavoro!», borbottai, ottenendo un'occhiata scettica, «Scusa, ma è la verità».

Ashton scosse la testa. «Non è così, e lo dimostrerò sia a te che a Karinna», sbottò determinato, «Ah, e a proposito di senza lavoro, ora che mi ci fai pensare potrei avere una proposta per te».

Alzai un sopracciglio. «Non verrò ai tuoi photoshoot solo per mantenere il ventilatore che fa svolazzare i tuoi capelli», mi lamentai, ricordando benissimo quella volta in cui, alla disperata ricerca di un lavoro, avevo accettato la proposta di Ashton di fare la "stagista" - ergo, dovevo dargli da mangiare, elogiare le sue evidenti qualità di cui era perfettamente a conoscenza e, soprattutto, tenere un ventilatore puntato contro di lui. La giornata più infernale della mia vita.

Ashton alzò gli occhi al cielo. «Non è niente che riguarda me. Allora, vuoi sentire o no?», annuii, «Bene. C'è questo mio amico che ha bisogno di una dogsitter part time per quando va a lavoro».

«Una dogsitter?», chiesi a bocca piena, masticando il mio biscotto, «Mmh, mi sembra un'idea abbastanza buona».

Ashton ridacchiò. «Beh, sì, più o meno. Devi sapere però che questo mio amico è piuttosto... uhm, esigente. Tiene molto al suo cane», mi spiegò Ashton, alzando le spalle.

«Non mi importa. L'importante è che la paga sia buona, poi può essere esigente quanto vuole. E poi io sono sempre efficiente quando lavoro, lo sai no?».

Ashton annuì. «Come mi hai fatto i complimenti tu quella volta, nessun altro c'è mai riuscito», commentò, sospirando rammaricato - ed ottenendo un'occhiata scettica da parte mia, «Quindi, dici che sei disposta a farlo?».

Io annuii convinta, nonostante non sapessi cosa mi aspettava. D'altronde, quanto difficile poteva essere, fare la dogsitter?

***

[A/N] Buonasera people! Teresa la pazza è tornata con una nuova storia (con la speranza che almeno questa riesca ad aggiornarla settimanalmente) ancora più ricca di disagio delle altre e credo si evinca benissimo da... beh, tutto AHAHAHAH

Mi ero ripromessa che avrei postato questa storia raggiunti i 900 followers e quindi eccoci qui, a 900 followers, con il prologo di More than a Dogsitter. Questa storia è nata dal mio folle amore per Petunia (sorry not sorry, la amo) e quindi non potevo non scrivere una storia su di lei ahahah

Cercherò di postare ogni venerdì, ma non penso dobbiate contarci molto, visto che sono una ritardataria cronica, quindi... al prossimo aggiornamento! ♥

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