3.
Nei giorni a seguire non rividi più Benjamin e con Kate non si parlò più di lui, ogni sera facevamo una passeggiata sulla spiaggia ma non appena vedevamo il falò in lontananza ci gravavamo senza dire niente, e per il momento mi andava bene così. In fin dei conti anche se potevo comprendere in qualche modo il comportamento di Benjamin era stato maleducato e di certo non avevo intenzione di fare un primo passo.
Mi convinsi che in fondo avevo preso solo una cotta e che a lui di me proprio non importava niente, alla fine ci siamo scambiati solo poche parole in tutto. Non mi doveva delle scuse e io non le dovevo pretendere.
Finalmente arrivò il sabato e Bob mi diede il mio primo stipendio per la prima settimana di lavoro. Devo ammettere che non parlammo di soldi quando mi assunse, a me bastava avere un lavoretto, quindi rimasi a bocca nel vedere tutte quelle banconote nelle mie mani. Lui se ne accorse e scoppiò a ridere.
<<C'è una piccola mancia, te la sei meritata. Continua così Celine!>>
Lo ringraziai mille volte e continuai a lavorare senza più pensare a niente, finalmente potevo comprarmi quel vestito.
Il giorno dopo alle 9 del mattino ero già davanti al negozio. Ricordo che spesi tutti i soldi guadagnati al Blue Moon e aggiunsi pure qualche risparmio ma ne valeva la pena.
Era nero, con il corpetto di pizzo e arrivava fino a metà coscia. Tenevo stretta quella borsetta pensando solo al momento in cui l'avrei indossato, fino a quando non andai a sbattere contro a qualcosa, o meglio a qualcuno.
Alzai lo sguardo e mi ritrovai a fissare gli occhi vispi e simpatici di Louis.
<<Ehi Celine, scusa ti sei fatta male?>> mi chiese premuroso.
<<No, no anzi scusa te, stavo pensando ad altro>>
Stavo per salutarlo e continuare per la mia strada quando mi richiamò.
<<Ehi, senti, volevo chiederti, stasera hai impegni?>>
Rimasi sorpresa dalla sua domanda, voleva chiedermi di uscire?
Penso che Louis notò la mia espressione e si avvicinò guardandosi i piedi.
<<No, ecco, stasera c'è una festa, volevo chiederti se ti andava di venire, ci saremmo un po' tutti>>
Ok, ora ho bisogno di spiegarvi cosa mi passò per la testa in quel momento, tanto per farvi capire quanto ero immatura.
La parola festa in quel momento per me significava solo poter mettere il mio fantastico vestito nuovo.
<<Certo, vengo volentieri! Dimmi dove e a che ora!>>
Restai qualche minuto con Louis che mi spiegò dove si sarebbe svolta la festa e ci salutammo.
Arrivata a casa chiamai subito la mia amica Leila e le raccontai della festa e la supplicai di venire con me, dopo un po' di lamentele visto che 'domani c'è scuola', 'non ho finito di studiare chimica', 'sono stanca', riuscì a convincerla con la promessa che le avrei detto di si qualsiasi cosa mi avrebbe chiesto in futuro.
Sembra esagerato tutto questo solo per mostrare un vestito, non trovate?
Beh in quel momento mi sembrava così importante andare a quella festa e subito dopo pranzo inizia a prepararmi.
Feci una lunga doccia, mi feci i capelli un po' mossi e mi misi un trucco leggero. Quando infilai il vestito ricordo che stetti mezz'ora davanti allo specchio ad ammirarmi.
Non giudicate la Celine di 16 anni, non ero una ragazza vanitosa, ma davvero quel vestito significava una piccola conquista. Me lo ero guadagnato e in ogni caso era vero, mi stava benissimo.
Mi misi i tacchi rosa, tanto per dare un po' di colore e andai in salone da mio padre che arricciò un po' il naso e fece una smorfia. Sapevo benissimo cosa pensava, il vestito era troppo corto e troppo scollato ma feci finta di niente o ci saremmo messi a litigare. Quindi mi limitai a dirgli che ero pronta e che potevamo partire.
Il viaggio in macchina con mio padre fu silenzioso almeno fino a quando non passammo a prendere Leila. Anche lei era vestita di nero, aveva una gonna a vita alta stretta che le arrivava sopra al ginocchio e un top nero che le lasciava scoperta un po' la pancia.
Dopo i vari complimenti che ci scambiammo, iniziò a chiedermi chi conoscevamo e io tranquilla le risposi che ci sarebbero stati Louis e i suoi amici. In quel momento mi resi conto per la prima volta che probabilmente ci sarebbe stato anche Benjamin. Cavolo! Feci finta di niente e continuammo il viaggio in macchina.
Arrivati all'indirizzo che mi aveva dato Louis ci trovammo davanti ad una villa enorme, da fuori si sentiva la musica ad alto volume e si vedevano gruppi di ragazzi che entravano nel viale. Mio padre stava ancora arricciando il naso, lo faceva sempre quando non approvava qualcosa e questa volta mi accorsi che stava per dire qualcosa e per non lasciargli il tempo di criticare tutto ciò che vedeva o ancor peggio di riportarmi a casa scesi dall'auto tirando Leila dal braccio e lo salutai correndo verso la porta d'ingresso della villa.
Appena entrammo nella grande sala subito mi arrivò al naso l'odore dell'alcol, corpi ammassati si contorcevano in una pista improvvisata e mi venne spontaneo sorridere perché a dirla tutta io adoravo le feste! Mi piaceva ballare e scatenarmi, lasciarmi andare ascoltando solo la musica, mi faceva sentire libera.
Guardai Leila alzando più volte le sopracciglia e lei mi sorrise di rimando e andammo a ballare anche noi ridendo e improvvisandoci ballerine professioniste. Dopo un paio di canzoni decidemmo di andare a bere qualcosa e andando verso il bancone vidi Louis con dei ragazzi e ci avvicinammo a lui.
<<Ehi! Sei venuta!>> mi disse appena mi vide venire verso la sua direzione, notai subito che mi guardò dalla testa ai piedi, non mi diede fastidio infondo ero li proprio per sfoggiare il mio nuovo meraviglioso abito!
<<Certo! Ti presento Leila, è una mia grande amica>>
Mentre Leila e Louis si presentavano guardai i ragazzi vicino a lui, bene, Benjamin non c'era, non avevo voglia di provare tutte quelle emozioni contrastanti, quella sera volevo solo divertirmi.
Presi due bicchieri con della Vodka alla fragola e gliene porsi uno a Leila che intanto stava chiacchierando con il resto dei ragazzi e notai le sue gote leggermente arrossate quando Kevin, un ragazzo che avevo conosciuto quella sera al falò, le disse che era davvero carina. Decisi quindi di parlare un po' con Louis, mi sembrò simpatico fin da subito e dopo qualche battuta mi chiese timidamente di ballare. Accettai e mi prese per mano per andare verso la folla scatenata.
Il dj stava mettendo tutte le canzoni pop del momento e Louis si scatenò con balletti improvvisati che consistevano quasi tutti in alzate di spalle e giravolte, era davvero buffo e mi stavo divertendo un sacco. Ad un certo punto partì una canzone lenta e lui si fermò guardandomi fissa negli occhi e mi porse la sua mano e mi venne spontaneo prenderla e avvicinarmi a lui.
<<Hai visto come sono bravo a ballare?>> mi chiese all'orecchio.
<<Ho visto! Ma penso te la stia cavando meglio ora>> gli risposi ridendo.
Lui fece il finto offeso e continuò a muoversi lentamente tenendomi per i fianchi.
Io rimasi di fronte a lui mantenendo un po' di distanza tra i nostri corpi e lo guardavo fisso negli occhi, era davvero un bel ragazzo, dal viso pulito e aveva degli occhi verdi meravigliosi che mettevano allegria solo a guardarlo.
D'improvviso però il suo sguardo cambiò e si fece più serio e malizioso.
<<Perché non ti ho mai vista prima?>> mi chiese avvicinandosi al mio viso.
<<Frequentiamo scuole diverse e non partecipo mai a falò sulla spiaggia>>
<<Beh, per fortuna c'è sempre una prima volta>> me lo disse guardandomi fissa negli occhi e si morse il labbro inferiore, iniziò a suonare il campanello d'allarme nella mia testa. Non avrebbe mica cercato di baciarmi vero? E invece era proprio l'intenzione di Louis che pian piano iniziò ad avvicinarsi sempre di più alla mia bocca. In quel momento mi passarono per la mente mille segnali che non avevo visto o che avevo frainteso, ma ormai era troppo tardi e chiusi gli occhi aspettando quel bacio, alla fine è solo un bacio pensai, il giorno dopo ci avremmo riso su dando la colpa alla vodka e rimasi li in attesa.
Dopo qualche secondo sentì le sue mani staccarsi dai miei fianchi e aprendo gli occhi vidi Louis trascinato via da qualcuno, spostando la testa vidi che la persona davanti a lui aveva i capelli biondi e anche da dietro lo riconobbi subito. Benjamin. Che gli era preso? Mentalmente lo ringraziai per avermi tolto da quella situazione ma deve aver trascinato Louis di peso per non avergli dato neanche il tempo di dirmi dove stesse andando.
Decisi di cercare Leila e la ritrovai poco lontana da dove l'avevo lasciata ancora a parlare animatamente con Kevin. Erano davvero carini e mi dispiaceva disturbarli quindi andai al bancone a prendere un altro bicchiere di vodka alla fragola, andò giù che era un piacere e me ne versai subito un altro. Scelta davvero sbagliata. Ero davvero minuta e il mio stomaco non reggeva bene l'alcol.
Mi ritrovai dopo poco seduta su un divano a ridere da sola guardando la gente ballare d'un tratto però la mia vescica iniziò a scoppiare e mi alzai traballando cercando un bagno.
Andai al piano superiore scavalcando corpi di ragazzi sicuramente messi peggio di me e finalmente trovai un bagno corsi dentro e sospirai sollevata non appena mi sedetti nel water. Mi stavo lavando le mani quando la porta si spalancò e comparve un ragazzo alto e pieno di brufoli che iniziò ad avvicinarsi a me barcollando. Non avevo le forze di fare niente e mi misi ad urlare più che potevo, dopo pochi secondi Benjamin comparve da dietro quel ragazzo e lo strattonò fuori dal bagno e lo chiuse fuori. Girò la chiave e ci ritrovammo una di fronte all'altro.
<<Dovresti chiudere la porta a chiave quando vai al bagno>> mi disse con un sorrisetto. Io lo ignorai e finii di lavarmi le mani. Lui rimase li davanti alla porta.
<<Mi lasci passare?>> gli chiesi un po' scocciata. Immaginavo diverso il nostro primo incontro dopo la sua quasi scenata.
<<Non dovresti ringraziarmi?>> mi rispose sempre con un sorrisetto.
<<Per cosa?>>
<<Ti ho salvata per ben due volte stasera!>>
<<Me la sarei cavata>> poi riflettei su quel che mi disse 'due volte'.
<<Aspetta, perché due volte?>>
Lui non mi rispose e si avvicinò a me fino a che i nostri visi non furono vicinissimi. Sentivo il suo respiro sulla mia faccia e sapeva anche lui di vodka alla fragola, non era nauseante, era buono. Rimasi in silenzio aspettando una sua risposta.
<<Da quello che ti stava per fare Louis>> mi disse senza staccare gli occhi dai miei.
<<E a te che ti importa?>> gli chiesi senza perdere il contatto visivo. Ormai l'effetto dell'alcol stava svanendo ed ero quasi lucida.
<<Sono sicuro che non lo volevi un bacio da lui>> si avvicinò ancora un po' al mio viso. Io mi persi ad ammirare i suoi lineamenti. Era davvero bello. Come sempre quando ero vicina a lui il mio cuore stava impazzendo. Non gli risposi e lui si avvicinò ancora.
I nostri nasi si toccarono per un istante e lui spostò leggermente indietro la testa facendomi sentire già la mancanza anche di quel misero contatto che c'era stato. Il mio cuore accelerò ancora, sentii lo stomaco contorcersi e di nuovo per quella sera chiusi gli occhi in attesa di un paio di labbra ma sta volta non pensavo a come l'avrei rinnegato il giorno dopo, volevo solo godermi il momento. Il suo respiro era sempre più vicino, il cuore continuava ad impazzire e lo stomaco sembrava esplodere, tutto era perfetto.
Quasi tutto, di scatto mi girai e andai verso il water e iniziai a vomitare, forse non era vero che avevo smaltito tutta la vodka. Mi vergognavo tantissimo.
<<Ti prego esci>> gli chiesi senza guardarlo.
Lui si avvicinò e mi tenne i capelli.
Quando mi sentii meglio ormai l'atmosfera si era rovinata. Benjamin mi accompagnò giù e ritrovai Leila ancora a straparlare con Kevin.
<<Penso sia ora di chiamare tuo padre>> le dissi ad un orecchio.
Lei mi guardò ed annuì, mandò subito un messaggio al padre e diede un bacio sulla guancia a Kevin.
Gli dedicai un semplice ciao e un grazie a Benjamin e mi incamminai con Leila verso l'uscita.
<<Domani dobbiamo parlare>> mi disse Leila sorridendomi.
In auto nessuna delle due parlò, e arrivata a casa mi fiondai a letto e caddi immediatamente in un sonno profondo.
Quella notte sognai la luna e profumo di fragole.
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