8: -Lake-
-Siamo arrivati, moccioso.- Levi si mise a scuotere il ragazzo con la punta delle dita.
Eren mugolò qualcosa di incomprensibile aprendo gli occhi in piccole fessure. Cercò di abituarsi alla luce del sole velocemente.
Sentì gli uccellini cinguettare attorno a lui.
-Sei sveglio?- Gli chiese il corvino.
Annuì passandosi una mano sugli occhi, intorno a se l'erba morbida si estendeva per chilometri fino ad un laghetto cristallino.
'Aspetta! Come sono finito steso sull'erba?' Preoccupato scattò in piedi sbattendo contro qualcosa.
Si massaggiò la fronte e alzò lo sguardo incontrando il capitano Levi con la fronte arrossata.
Eren capì all'istante di trovarsi disteso col caporale sopra di lui, seduto.
Dopo essersi addormentato il corvino lo aveva fatto scendere e lo aveva, gentilmente, depositato a terra sedendosi sopra e scuotendolo per farlo svegliare.
Il giovane arrossì violentemente vedendo il capitano toccarsi la fronte.
-Mi scusi... non sapevo... cioè...non era mia intenzione...- Eren tentò in qualche modo di scusarsi, fallendo miseramente, e vedendo interrotto dal caporale.
-Non è nulla, moccioso.- Disse alzandosi in piedi.
-Cosa ci facciamo qui?- Domandò confuso il castano mettendosi in piedi.
-Vedi il lago? Vai a lavarti lì, quando saremo in missione fuori dalle mura dovremo fare così, per cui abituati all'idea.- Rispose come se avesse ripetuto la stessa frase più e più volte.
'Devo farlo davanti a lui?!' Urlava la mente del giovane.
Come se potesse leggergli nel pensiero Levi rispose. –Non lamentarti, in fondo oggi ci sono solo io. Fuori lo faremo tutti insieme.-
-Insieme?- Boccheggiò Eren.
-Maschi e femmine separati, ovviamente. Muoviti a lavarti, tra poco Hanji ti aspetta per gli esperimenti. Io sono qui, moccioso.- Disse il caporale allontanandosi verso il suo cavallo, che si stava concedendo un pranzetto di erba fresca.
Eren, stordito, raggiunse la riva del lago privandosi degli abiti e restando in boxer. Appoggiò i vestiti sporchi e corse in acqua.
Si spostò al largo fino ad immergersi completamente, restò sott'acqua un paio di secondi passandosi le mani tra le ciocche dei capelli. Solo in seguito uscì per prendere aria.
L'acqua fresca e limpida lo ripulirono dall'odore di stalla e dalla sporcizia accumulatasi.
I capelli gocciolanti ricadevano sul volto e sul collo in ciocche spettinate.
Ripeté le stesse azioni più volte sotto gli occhi del capitano che, nel frattempo, si era avvicinato alla riva. Si era seduto vicino agli abiti sporchi di Eren rimanendo a fissare imbambolato quest'ultimo.
Osservava ogni singolo movimento dei suoi capelli, del suo corpo e il suo viso sorridente illuminato dai raggi del sole.
Levi si soffermò sul fisico da ragazzino, ma forte e slanciato, di Eren. I muscoli delle braccia cominciavano a farsi vedere e il busto stava diventando quello di un uomo, mano a mano che passava il tempo.
Gli occhi del ragazzo incontrarono quelli del caporale.
-Dobbiamo andare?- Domandò preoccupato di essere rimasto troppo tempo in acqua.
-No, restiamo ancora un po'.- La risposta di Levi lasciò Eren senza parole, facendolo annuire.
-Vuole venire anche lei?- Senza rendersi conto il castano aveva cominciato ad avvicinarsi a riva porgendo quella domanda. –L'acqua è bellissima.- Aggiunse sorridente come un bambino il giorno Natale.
Il caporale rimase stupito dal coraggio del giovane nel chiedergli qualcosa del genere.
Eren restò in ginocchio sulla riva con le gambe in acqua e il resto del corpo eretto di fronte al capitano.
Delle gocce d'acqua percorrevano il suo corpo partendo dalle guance, scendevano sul collo finendo sul petto fino all'elastico dei boxer.
Ci volle tutto l'autocontrollo di Levi per non arrossire o, peggio ancora, saltare addosso al castano.
Eren si sentiva in qualche modo soddisfatto di aver messo in imbarazzo il capitano, anche se non lo dava a vedere, si capiva che era a disagio.
Il ragazzo sapeva di aver un bel fisico e ne andava fiero, se lo sentiva ripetere sempre dalla sorella Mikasa e all'inizio gli piaceva sentirselo dire.
In seguito iniziò a diventare pesante e fastidiosa, ma non glielo avrebbe mai detto.
La risposta del corvino non tardò molto.
//scusate la foto sfocata-.-'\\
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro