55: -She Is-
-Seguimi.- Mormorò il biondo facendo strada alla giovane, la quale cominciava a dubitare della sua decisione.
Armin aveva detto a Mikasa di aspettarlo sotto un palazzo, dove era tenuto al sicuro il castano. Il parte più complessa era convincere Annie a seguirli lì sotto, sarebbe toccato ai due amici persuaderla nel migliore dei modi.
-Eren è qua sotto.- Ammise, una volta giunti a destinazione, il più piccolo. –Vieni.-
Il biondo si incamminò raggiungendo la corvina, che era emersa dall'oscurità che si estendevano per una lunga galleria sotterranea. Mikasa scrutava l'altra ragazza, la quale non accennava a scendere le scalette.
Armin fece segno alla bionda, sperando che non avesse intuito nulla.
-Non vengo.- Confessò Annie passando lo sguardo ai due amici.
-E perché? Eren è proprio qui sotto.- Tentò, il più giovane, di convincerla.
-Mi dispiace, ma se si passa da fuori lo farò. Non entrerò lì sotto.- Affermò decisa la ragazza più bassa.
-Si tratta solo di qualche metro, sbucheremo fuori in fretta. Cosa c'è che ti blocca?- Chiese sempre più nervoso il biondo.
-Il fatto che là sotto non c'è nessuno.- Disse Annie, accompagnando una smorfia.
-Come?- Balbettò Armin, mentre la ragazza si passava la mano sinistra davanti alla bocca.
Mikasa quasi intuendo cosa stesse per fare l'altra giovane, afferrò un braccio dell'amico trascinandolo nella galleria.
La bionda affondò nella carne una piccola lama, situata all'interno dell'anello di cui il più piccolo nemmeno si era accorto.
-È lei.- Commentò la corvina continuando a correre via, sotto lo sguardo terrorizzato di Armin.
Una nube avvolse la bionda, nascondendola agli occhi dei due che si fermarono per constatare la trasformazione della ex compagna di corso. Un verso grottesco e un'orribile scossa diedero conferma ai due, Annie si era appena trasformata in quello che era conosciuto come il 'gigante dalle fattezze femminili'.
-Dobbiamo avvisare del fallimento del piano e...- Il ragazzo venne interrotto da Mikasa.
-No. Dobbiamo fermarla qui ed ora.- Ordinò dirigendosi nuovamente verso l'entrata.
La corvina era terrorizzata dall'idea che Annie potesse raggiungere il 'fratello' e fargli del male, perciò aveva scelto di abbatterla con l'aiuto del biondo.
Il titano notò i due farsi sempre più vicini a lei, e per impedire di essere ostacolata, schiacciò con un potente calcio l'entrata della galleria. L'intenzione era quella di uccidere entrambi, considerando la totale assenza di movimenti da sotto le macerie e la mancanza di grida di aiuto li lasciò lì e si allontanò.
La bionda era ormai convinta di averli uccisi, per cui non aveva più senso restare ad aspettare che uno dei due uscisse.
All'udire tutto quel frastuono Hanji si allarmò, sapeva che qualcosa stava andando storto e pensò bene di mandare una squadra a controllare che Armin e Mikasa stessero bene.
Jean ovviamente faceva parte di quella piccola squadra di nemmeno venti persone, utilizzando il movimento tridimensionale raggiunsero il luogo in cui l'enorme nube si era levata. Videro delle macerie estendersi ed al ragazzo si fece largo l'idea del fidanzato morto sotto quelle rocce.
Si avvicinò, spostando alcuni massi con l'aiuto della piccola squadra, notò un pezzo di tessuto rosso ed immediatamente pensò alla sciarpa della ragazza.
'Sono qui sotto!!' Urlò la sua mente, mentre tutto il corpo si accingeva a spostare i vari massi.
Sotto il primo strato, leggero, vide una chioma bionda. Riconobbe all'istante il più piccolo, Armin era lì sotto e Jean si precipitò a liberarlo dal resto delle macerie.
Prese tra le sue braccia l'amato appoggiando la testa sul fragile petto del fidanzato.
'Batte ancora.' Rifletté sentendo il cuore del biondo.
Mikasa fu rinvenuta poco più tardi, la ragazza non riportava alcun affaticamento ed era lucida abbastanza da capire la situazione. Vide Armin con gli occhi chiusi e la sua mente immaginò che fosse morto, si diede dell'idiota per aver messo in pericolo l'amico senza pensare.
Il secondo pensiero che correva nella mente della giovane era se Eren fosse in salvo e il cuore della corvina puntava a lasciare lì chiunque e raggiungere il castano. Per la prima volta Mikasa ascoltò la ragione restando al fianco del più giovane, pregando che si svegliasse.
Jean appoggiò le sue labbra a quelle del fidanzato, fregandosene degli sguardi stupiti o sconcertati che poteva ricevere. In quel momento l'unica cosa che realmente lo interessava era la salute del biondo.
I grandi occhi di Armin si aprirono molto lentamente, cominciò ad adattarsi alla forte luce del sole e notò il fidanzato sorridergli dopo essersi staccato dall'ennesimo bacio che stava donando al più giovane.
-Grazie al cielo, piccolo mio.- Sussurrò Jean avvolgendo il biondo in un caldo abbraccio.
Si strinsero come non avevano mai fatto.
La paura di perdersi li aveva frastornati ed il più grande non sarebbe riuscito a sopportare anche la sua perdita. Dopo il migliore amico, Marco, aveva desiderato Armin talmente a lungo che senza di lui sarebbe morto dopo nemmeno un giorno.
Allo stesso modo il più piccolo, non avendo avuto mai amici all'infuori dei due 'fratelli', si sarebbe sentito solo ed abbandonato data l'inizio della relazione tra Eren e Levi e la furia di Mikasa che difficilmente sarebbe riuscito a placare da solo.
-Non ti lascerò più solo, mai più Armin.- Promise sulle labbra del fidanzato.
-E io non permetterò che accada, Jean.- Sussurrò il più giovane lasciando un bacio all'amato.
Il polverone aveva attirato l'attenzione anche dei due neo-fidanzati, i quali erano ancora accerchiati dai soldati con i fucili rivolti su di loro.
Si erano distratti quanto bastava per permettere a tutti di costatare cosa fosse successo.
Levi pensò bene che quello era il momento per far allontanare il suo moccioso da lì, gli afferrò entrambe le mani lasciandoci un fugace bacio per poi guardarlo negli occhi.
-Scappa, raggiungi il tuo amico e dai a loro una mano.- Gli mormorò senza farsi sentire dagli altri uomini, ancora intenti a comprendere cosa fosse quel fumo.
-E tu? Io non ti lascio da solo, non voglio che ti succeda nulla.- Protestò il ragazzo.
-Andrà tutto bene, ti raggiungerò appena me li sarò tolti di dosso. Ma tu devi andare, ti ricordi cosa diceva il piano?- Lo assicurò l'uomo.
Eren tremava e borbottava parole sconnesse tra loro, non voleva lasciare il corvino con tutti quegli uomini armati ed infuriati.
Se non fosse tornato da lui, cosa avrebbe fatto?
-Vai, prima che tornino a concentrarsi su di noi.- Lo spronò Levi.
Il castano continuava a non muoversi, fissò negli occhi grigi l'uomo di fronte a lui e una lacrima solcò il suo volto. Il caporale si affrettò ad asciugarla, si guardò intorno notando che nessuno li stava guardando e stampò un bacio affettuoso sulle labbra del più piccolo.
-Ora vai.- Mormorò poi.
Il giovane annuì correndo via, senza essere nuovamente notato dagli uomini. Corse il più lontano possibile avvicinandosi al punto in cui il fumo si era sollevato, pensò al bacio che l'amato gli aveva donato e sorrise.
Ricacciò indietro le lacrime aumentando di velocità.
Levi sospirò non appena il suo moccioso voltò l'angolo senza essere scoperto da nessun membro del Corpo di Gendarmeria, si portò una mano sul cuore sentendolo battere lentamente e percepì una leggera scossa in tutto il corpo.
Non ci diede importanza udendo un grido potente.
-È scappato!- Disse un uomo attirando l'attenzione di tutti i compagni.
Anche Erwin, rimasto al fianco dei soldati, si stupì della velocità con il quale il ragazzo era fuggito. Sentì l'eco di uno sparo al suo fianco e vide lo stesso uomo che poco prima aveva dato l'allarme con il fucile puntato dritto di fronte a se.
La canna fumava ancora, mentre tutti gli uomini si avviavano alla ricerca di Eren.
Levi si accasciò a terra, sporcandosi del suo stesso sangue, il proiettile lo aveva colpito alla gamba destra in un momento di distrazione.
Non riusciva a muoversi facilmente, soprattutto con l'emorragia che non si fermava.
Il colpo di fucile era partito istintivamente dall'uomo, il quale terrorizzato era fuggito e questo il capitano lo sapeva bene, ma ora aveva lasciato scappare via gli inseguitori del suo moccioso. Quando lo avrebbero trovato quel colpo sarebbe toccato a lui e sarebbe stato fatale.
'Devo raggiungerlo.' Si ripeté nella mente il corvino. 'Devo salvarlo!'
//Non so cosa dire😅♥️
Levi: E allora stattene zitta😌
☹️☹️☹️ ...ok... \\
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