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31: -Doubts-

-Cosa ne sai di cosa pensa lui di te?- Domandò immediatamente l'amico.

-Non è ovvio?-

-No. Quando l'ho visto la prima volta ho notato che non parla molto, è chiuso in se stesso e sembra soffrire molto. Io credo sia un uomo con un passato orribile, che probabilmente ancora oggi lo tormenta.- Iniziò a spiegare il più piccolo.

-E poi, non credo che tu ti sia innamorato di una persona casualmente. Avrà fatto qualcosa che in qualche modo ha accesso la fiamma.- Concluse il biondo.

Eren ci pensò su, in effetti più volte si era mostrato una persona diversa. La notte passata ne era un esempio.

-Hai ragione...- Mormorò abbassando lo sguardo sulle sue gambe. –Ma questo non cambia nulla, non vuol dire che lui provi qualcosa per me.- Si lamentò il castano.

-Parlagli.-

-Sei impazzito?!- Urlò il più grande.

-Perché? Se anche lui provasse qualcosa potreste essere felici e...- Armin venne interrotto immediatamente.

-Come hai detto tu, se. È solamente una possibilità, se invece non provasse nulla mi considererebbe pazzo e mi ucciderebbe seduta stante.- Replicò Eren.

-È anche la tua una possibilità.- Rispose il biondo.

-Non importa. Io non gli parlerò.-

-Eren, la scelta spetta a te per cui non insisterò ancora. Ricordati solo di fare quello che senti, ma soprattutto non avere ripensamenti sulle tue azioni. Quando ne hai l'occasione vedi di toglierti questo peso, almeno capiresti i sentimenti del capitano.- Suggerì il più piccolo, lasciando un veloce abbraccio al castano.

Armin si alzò dal letto dirigendosi verso la porta, per lasciare solo l'amico.

-Anch'io sono messo nella tua stessa situazione.- Ammise, poco prima di afferrare la maniglia, il biondo.

-Come?- Chiese meravigliato Eren.

-Parlando con te mi sono reso, finalmente, di provare dei sentimenti... per qualcuno.- Disse arrossendo.

Il più piccolo fece una lunga pausa, poi riprese.

-Sai come sono, no? Ho paura a dirgli quello che sento e vorrei sfruttare lo stesso consiglio che ho dato a te, poco fa.- Concluse uscendo fuori dalla camera di Eren.

Il castano rimase a bocca aperta, mentre delle domande gli frullavano in testa.
Davvero il suo migliore amico era innamorato?
E di chi?

Il ragazzo restò chiuso in stanza fino all'ora di cena, quando decise di scendere al piano terra. Si diresse verso la sala da pranzo di Levi e della sua squadra, dove mangiava solitamente.

Poco prima di bussare al portone di legno, sentì una voce chiamarlo.

-Ehi Eren!- Il giovane si voltò in direzione della voce.

Erwin Smith lo raggiunse sorridente, il ragazzo ricambiò salutando.

-Vuoi venire a cenare da noi?- Domandò avvolgendo un braccio intorno alle spalle del castano.

Il più piccolo si guardò intorno incapace di sostenere il suo sguardo.
Cosa doveva fare?

Se fosse andato a cena con lui, avrebbe perso punti col capitano il quale avrebbe iniziato ad odiarlo, sempre che l'idea di Armin del sentimento reciproco fosse vera.
Ma se avesse rifiutato sarebbe risultato maleducato e avrebbe perso la simpatia di Erwin.

Si ricordò le parole del caporale 'È meglio non metterselo contro'.

'Cosa devo fare?!' Si domandò il giovane.

-Eren è ora di cena.- Parlò un'altra voce vicino a lui.

Alzò gli occhi, notando il corvino avvicinarsi infuriato.
Levi fissò minaccioso il comandante, che ancora aveva stretto sotto la sua presa il suo moccioso.

-Ti muovi?- Incitò, freddamente, il capitano.

Il castano sentiva il cuore dirgli di accettare e di scappare dalla presa del biondo.
La ragione, invece, gli imponeva di non ascoltarlo e di lasciarlo solo con un pugno di mosche.

Al più piccolo, tornò in mente il momento in cui le mani del caporale stavano per sfiorare la sorella, la loro poca distanza e le braccia di Mikasa sulle spalle dell'uomo.

La gelosia prese il sopravvento, sovrastando le emozioni del giovane. Pensò ad una vendetta velocemente che potesse dare fastidio a Levi.

Il braccio del biondo strinse più forte il ragazzo, il quale sollevò lo sguardo sull'uomo.

'Come ho fatto a non pensarci?' Si chiese il castano.

-Mi scusi capitano, ma questa sera preferisco cenare col comandante Erwin.- Ammise convinto il più giovane.

Il biondo gli sorrise, contento della riuscita delle sue intenzioni. Eren stava cercando di provocare il caporale e il comandante ne era felice.

Il corvino rivolse uno sguardo sconcertato al ragazzo, spalancò gli occhi sentendo il cuore cedere.

Il suo moccioso stava preferendo Erwin a lui?

Quando si erano visti, facendo agire liberamente il biondo in modo da manipolare il castano?

Queste domande invasero la mente dell'uomo, mentre i due alleati si allontanavano verso la sala da pranzo dei capi squadra.

Eren camminò, senza voltarsi nemmeno una volta, a passo deciso. La sua gelosia avrebbe una serie di problemi, ma in quel momento il giovane non aveva pensato alle possibili conseguenze.

Levi entrò nella piccola stanza, dove la sua squadra stava cenando da qualche minuto ignara. Si sedette senza salutare e si mise a mangiare, infuriato con il suo moccioso ma allo stesso tempo preoccupato per lui.




//...Erwin...
     Sto iniziando ad odiarlo pure io, nonostante sia una shippatrice accanita delle EruRi😂♥️
    Ma mai quanto la EreRi😍
Ho il braccio indolenzito😑\\

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