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28: -Misunderstanding-

La porta della stanza si aprì al quarto pugno contro il legno.
Levi si ritrovò davanti una ragazza, alta e slanciata. Bella, ma non per lui, e con uno sguardo omicida puntato su di lui.

-Ackerman?- Domandò il corvino dubbioso.

La giovane mugolò una risposta affermativa.

-Dove si trova?- Chiese subito dopo, infuriata.

-Col comandante.- Rispose l'uomo, intuendo che si riferisse al 'fidanzato'.

-Voglio vederlo.- Affermò la ragazza.

Nella sua stanza non c'era nessuno, Mikasa aveva preferito starsene sola e saltare il pranzo. I suoi compagni, compreso Armin, non avevano insistito e se n'erano andati.

-Anch'io.- Concordò Levi, deciso.

Si rese conto, in seguito, di quello che aveva detto. Aveva dichiarato di voler vedere il 'fidanzato' della giovane, davanti a lei.

Mikasa, accecata dalla rabbia, afferrò il colletto del capitano trascinandolo in camera sua. Lo attaccò al muro e data la sua incredibile forza, riuscì a bloccare l'uomo.

-Sta scherzando?!- Urlò la ragazza, indemoniata.

-Lasciami immediatamente, ragazzina! Vuoi, per caso, morire?!- Gridò il caporale dimenandosi.

-Se sono qui è solo per proteggere Eren, quindi morirei in ogni caso. Adesso mi dica dove trovo mio fratello!- Sputò d'un fiato la giovane.

'Fratello?' Pensò per qualche millesimo di secondo il corvino.

-Te l'ho già detto.- Rispose freddamente l'uomo.

-Non mi prenda in giro! Mi ha detto con chi è, non dov'è.- Ribatté Mikasa.

-Non lo chiedere a me. Non ne ho idea.- Replicò Levi afferrando i polsi della ragazza, ancora avvolti intorno al suo foulard.

Ribaltò la posizione bloccando la giovane al muro, come fece con Eren.
La ragazza non mosse un muscolo, guardando l'uomo di fronte a lei cupamente.

-Ascoltami bene.- Cominciò il capitano. –Non permetterti mai più di mettermi le mani addosso. Per questa volta chiuderò un occhio. È chiaro?-

La ragazza incrociò le braccia al petto, roteando gli occhi e spostando lo sguardo altrove.

-E vedi di rispondere, quando ti parlo.- Concluse il caporale.

Mikasa annuì distrattamente, appoggiando le mani sulle spalle di Levi per allontanarlo. Poco prima di replicare, il corvino, venne interrotto dallo scatto della maniglia.

Qualcuno era entrato.

Entrambi i corvini volsero lo sguardo verso la porta, dalla quale entrarono due ragazzi.
Il primo era il biondo, Armin, tutto sorridente che chiamava il nome dell'amica.
Il secondo, invece, era il moccioso. Eren.

Appena entrarono trovarono il caporale addosso alla giovane, la quale aveva appoggiato le mani sulle spalle dell'uomo.
Il castano sgranò gli occhi, nel vedere la sorella e il capitano così uniti.

Vide le braccia di Mikasa sulle spalle dell'uomo e quelle del corvino vicino ai fianchi della ragazza. Sentì lo stomaco stringersi in una morsa, la gola secca e gli occhi bruciare.

-Eren!- Esclamò la sorella, che era riuscita a liberarsi dalla presa del caporale.

Si avvicinò al fratello, ma quest'ultimo ad ogni passo che Mikasa compiva ne faceva, di rimando, uno indietro.
Armin osservava tutta la scena come fosse uno spettatore, non riusciva a capire cosa stesse succedendo o perché il suo migliore amico fosse così triste.

Perché lo vide.
Vide che gli occhi di Eren avrebbero pianto lacrime da un momento all'altro e percepì il dolore che sentiva, il castano, nel cuore.

La reazione del ragazzo fu immediata.
Non si lasciò prendere dall'ira.
Non si sfogò né con l'uomo, né con la sorella.
Non si mise a ridere come un pazzo, incapace di piangere davanti a quelle persone.

Corse via, invece.
Uscì dalla stanza di Mikasa, sotto gli occhi di quest'ultima sconcertati e quelli del caporale, increduli.




//Good Job Ackerman! 😓🙈\\

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