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Cap 23

Le persone si possono nascondere dietro bei sorrisi, dolci baci, belle parole, bellissimi momenti passati insieme.
Ma prima o poi si mostrano per quello che realmente sono.
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Le mie lacrime si mischiavano alla pioggia e alla neve fresca,

Avevo freddo, ma non sentivo niente tranne dolore.

Le mie mani erano viola,

Finalmente arrivò un taxi .
Ero debole ,tremavo .

Le mie lacrime erano le sole  cose che sentivo in quel momento.
"Signorina la prego di salire, starà gelando. Dove la porto?"

Dove posso dimenticare tutto. Guardai per un momento il cielo , dove il vento mi spettinava leggermente i capelli.

"I-in aeroporto grazie signore."

"Così tardi signorina?"

Vedeva le lacrime nei miei occhi distrutti dal freddo  e capì la risposta.

Guardavo Londra attraverso quei finestrini ricoperti di neve.

Anche loro erano sfiniti, bagnati, e distrutti.

Presi una delle mie borse e me le strinsi al petto, come se fossero l'unico ricordo che avevo della felicità.

Come si può essere così cattivi, crudeli.

É stato un gioco da ragazzi.

In verità é durata solo un mese, non avevo mai pensato a cosa fossimo in verità, ma una cosa è certa ,io non potrò mai essere qualcosa per lui.

Lui non mi ama, ma io lo ho amato con tutta me stessa, ho fatto un sacco di sacrifici per lui. Ho litigato con le mie migliori amiche , non sono tornata in Italia per mia mamma, ho fatto lo sforzo di dimenticare l'accaduto con Ken.

L'apparenza proprio inganna.

Le mie lacrime ghiacciate arrivarono alla bocca ed entrarono nel labbro.

Avevo gli occhi appesantiti, distrutti.

"Sarà facile illuderla."
Mi ricordai quella frase.

No, infatti non c'era niente da spiegare.

Volevo solo immergermi nel dolore .

Non sentivo più le lacrime .
Sentivo un dolore che non si può spiegare.

La neve entrava dal finestrino e si mischiava ai ciuffi dei miei capelli biondi

E anche la pioggia.

"Signorina siamo arrivati."

Sentivo gli occhi ancora più pesanti.

"Grazie." Dissi con un tono debole e fragile.

"Vuole che la aiuto con le borse?"

"No grazie, credo di farcela."

A quelle parole montó nel taxi e se ne andò.

Le borse mi sembravano così pesanti alle mie braccia fragili e distrutte anche quelle dal dolore profondo.

Il vento di quella gelida notte mi sventolava i capelli.

C'era una pozzanghera. Mi guardai : ero bianca , pallidissima, con due occhiaie viola, di una che sembra che non dorma da giorni e che non mangi neanche.

Mi trovai davanti all'aeroporto .
Tirai un lungo sospiro che sembrava infinito e affaticato, stanca da questa situazione , ero stata il suo "burattino."
Mi scese una lacrima che sembrava bruciare la mia pelle debole.

Haizel dai su, sali in quell aereo, così potrai dimenticare tutto.
Ripresi le mie borse , mi facevano male le braccia.

"Buongiorno signorina ha bisogno di qualcosa?"

Mi distrò una voce gentile, roca, e calda.

"Son-o H-h-"

"Ah si lei è la signorina Carter giusto?"

Tirai su lo sguardo a fatica.

"S-si , voglio andarmene da qui.."

Lei percepì in qualche modo il mio dolore.

"Certo signorina salga pure si rechi nella terza fila, numero 12."

Accennai un si con la testa.

Ero davanti all'aereo.

Ad un tratto mi ricordai quando ero arrivata qui. Ero andata in giro per Londra e mi ero recata da lui nell'edificio.

Il caffè del bar lo bevevo comunque perché ero felice,non mi importava di niente.

Ero la ragazza più eccitata del mondo.

Ora sono solo un frantumo di pezzi di cuore spezzato.

Sentii le risate sue, la sua voce , calda sicura, travolgente.
Il suo corpo caldo sul mio.
Le sue mani sul mio viso.
Il suo sorriso.
Era qualcosa di fantastico.

"Le farò credere di amarla."
"Cosa vuoi che sia"
Esce una lacrima che mi brucia, una dopo l'altra.
Non sento la pioggia , il freddo , sento solo un dolore interno inspiegabile.

È come un coltello dritto nel cuore.

Ma nei messaggi non parlava di quella sera che é venuto nel mio appartamento.
Non darti false speranze Haizel , ti ha solo usato e continuerà a fare così con tutte le ragazze che incontrerà.

Sento qualcuno che mi accarezza il viso, quella mano calda ,quel stramaledetto corpo.

"Haizel finalmente ti ho trovata, sapevo che eri qui."
Disse e dietro di lui c'era quella ragazza dai capelli rossi con il rossetto nero.
Era mezzo ubriaco, ma ancora abbastanza lucido.

"Va via Al."

"Non me ne vado senza di te."

"Si invece."
"No Haizel non me ne vado."
"Dammi la possibilità di spiegarti tutto."

"Al semplicemente non c'è niente da spiegare. T- tu mi hai usato per i tuoi stupidi scopi. Ora va con quelle ragazze perché io non tornerò , mi hai ferito, io ti ho dato tutta me stessa, tu hai fatto cosí,  V-"dissi singhiozzando

"Haizel io ti-"

"Vedo che sei un bravissimo Attore Al, ti si addice proprio."
Dissi per andarmene quando lui mi prese per il braccio .
"Non dirmi questo Haizel."

"Lasciami Al, non toccarmi."
"Da quanto stavi con lei"
"Io.."
Lo guardai dritto in faccia, i miei occhi lucidi e distrutti si mischiavano ai suoi, impauriti dall'essere lasciato da solo.

"D-dei mesi."
Disse quasi dispiaciuto.

Lo guardai per l'ultima volta per poi piangere a dirotto e recandomi  nell'aereo.

Perché si è presentato qui? non è cosciente, non sa quello che dice.

Beh d'altronde è quello che ha fatto finora.

Non mi giro neanche a guardarlo, so che soffrirei.

Entro lentamente.

Vedo una bambina appoggiata a suo nonno,sono così carini.

Scosto la testa verso sinistra.
Vedo una famiglia affettuosa che si abbraccia e si scambia foto ricordo.
Proseguo avanti.

Vedo una ragazza, dai capelli ricci mori dalla pelle scura che bacia un ragazzo biondo con gli occhi verdi.

Un altra lacrima colma di dolore mi percorre il viso.

Proseguo sentendo l'aria fresca proveniente dall'entrata.
"Numero 12 dovrebbe essere questo."
Dico .

Dopodiché alzo a fatica le mie borse e le poggio nel secondo sedile a destra e mi sedetti appoggiandomi ai finestrini,sentendo le occhiaie pesanti.

Metto la playlist "alone again " in Spotify.

Sento il rumore dell'aereo che parte, mi appoggio alle mie borse soffici.

Mi lascio trasportare da quella musica, triste e avvolgente, addormentandomi in un lungo sonno.

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