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-Chapter Three-

Ooh I'm a mess right now
Inside out
Searching for a sweet surrender
But this is not he end
I can't work it out
How?
Going through the motions
Going through us
And though I've known it for the longest time
And all my hope
All my words are all over written on the signs
But you're my road walking me home
Home, home.

Che bello svegliarsi la domenica mattina con il mal di testa, il trucco colato fino ai piedi e il vestito della sera prima. Decido di andare in bagno a darmi una sistemata, sembro uno zombie appena uscito da The Walking Dead. Mentre tento di legarmi i capelli con una crocchia, butto uno sguardo veloce al telefono sul lavandino, ah si, il messaggio, decido di leggerlo,

01:12 am

Suzie: "Ehi tigre, com'è andata stasera? Sei riuscita a fare colpo?"

Certo Susan, è rimasto piuttosto "colpito". Presa dallo sconforto più totale per il disastro di ieri sera decido di chiamarla, ho bisogno di sentire una voce amica.

-Ehi ragazza- Perché è sempre dannatamente entusiasta?

-Ciao Suzie-

-Tesoro, cos'è questa vocina?-

-Ho parlato con Ian ieri sera, l'hanno picchiato e l'ho trovato mezzo rotto, disteso su un marciapiede, ovviamente l'ho aiutato.. non potevo lasciarlo li in quelle condizioni, e lui neanche "grazie", anzi non ha perso occasione per prendermi per il culo, e ovviamente si è rimesso in piedi come se niente fosse, ha risposto alla chiamata di una ragazza chiamandola "tesoro", è salito sulla sua moto e se n'è andato, lasciandomi come una cretina.. Susan, io non ce la faccio più..-

-Brutto bastardo, figlio di sua madre. Se ci fossi stata io a quest'ora sarebbe già sotto terra, altro che rotto sul marciapiede. Quindi è stato davvero così terribile?-

-Ni. Ho "conosciuto" un ragazzo, o meglio lui mi è venuto vicino e io me ne sono andata altamente scazzata, ignorandolo quasi completamente.-

-RACCONTARACCONTARACCONTA!!- Credo di aver perso l'udito. -Di chi si tratta? Spero non di nuovo di Michael..- La sento ridere.

-Un certo Luke.. uhm, Hemigo.. Hemmisto..-

-HEMMINGS!!!!-

-URLA UN'ALTRA VOLTA E GIURO CHE TI INGOZZO IL CRICETO E TE LO ANNEGO.- La rimprovero in modalità "vecchia arpia2.0".

-No cioè, tu hai snobbato Luke Hemmings? Ma l'hai visto bene?-

-Oh si, una giraffa di due metri, bionda, egocentrica e rompiscatole.-

-Fossi in te le scatole me le farei rompere molto volentieri.-

-Mhhh, in verità ho un'altra persona per la testa e tu lo sai bene.-

-Mir, sono due anni che mi ossessioni con la tua cotta per Ian, direi che è ora di cambiare aria, no?-

-No.-

-Io ci ho provato.- Sospira -Almeno fammelo conoscere.-

-Stronzetta, non mi incanti con la vocina da cucciolo ferito.-

-Peeeeeerfavoreeeee.-

Sbuffo -E va bene, hai vinto, vedrò cosa posso fare.-

La giornata passa piuttosto velocemente tra una puntata di Breaking Bad e una di Teen Wolf, non ho osato mettere piede fuori casa, perciò ho optato per il mio bel pigiama antistupro e una vaschetta di gelato.. non il massimo della femminilità insomma.

-Tesoro.- Sento bussare alla porta.

-Cosa c'è mamma?- Lei entra.

-Va tutto bene? Non sei scesa a cena- Mi guarda con uno sguardo chiaramente preoccupato.

-Non preoccuparti, ho solo bisogno di dormire.- La rassicuro.

Non è stata molto apprensiva, ma dopo la morte di mio padre ha iniziato a preoccuparsi più del dovuto.. ma posso capirla, dopotutto è pur sempre mia madre.

-D'accordo, riposati, e se c'è qualcosa che non va, sai che la mamma è qui.-

Le sorrido e se ne va.

Dopo poco mi addormento ascoltando "I'm a Mess", sì, perché è vero, sono un disastro.

È lunedì, e io odio il lunedì. Come al solito, infatti, sono in ritardo, infilo una felpa blu, un paio di jeans E metto velocemente le mie adorate vans. Scendo di sotto, sento mia madre chiamarmi per dirmi che è pronta la colazione; metto un toast sotto i denti e bevo un bicchiere di succo d'arancia.

Esco velocemente di casa e mi dirigo verso il Norwest, e davanti all'entrata vedo qualcuno di mia conoscenza, cerco di ignorarlo e incrocio le dita sperando che non si accorga di me, l'ultima cosa che voglio è perdere tempo.

-Non si saluta?- Come non detto.

-Ciao Luke, mi fermerei volentieri a parlare, ma sono tremendamente in ritardo.- Faccio per andarmene ma mi afferra velocemente per il braccio.

-Sei sempre di fretta eh? Senti, ti vedo che non sei dell'umore di entrare, se vuoi possiamo andare da qualche parte a parlarne.- Devo proprio essere trasparente come una busta di plastica. Ammetto che però il ragazzo mi intriga, ma non credo sia il caso di saltare la scuola... NO! Non lo farò.

-Senti Lucas, faremo un'altra volta okay?-

-E' un appuntamento?- Mi sorride.

-No. E ora scusa ma devo proprio andare.-

Un po' mi dispiace averlo lasciato li come uno stupido.. infondo voleva solo essere carino con me, bah, per ora meglio pensare alle lezioni.

Luke's POV

Che strana ragazza, un po' buffa oserei dire.

Sento qualcuno alle mie spalle -Allora Hemmings?-

-Niente Michael, è inavvicinabile, non mi guarda neanche.-

-Ma come? Con quel bel faccino che ti ritrovi?- Scoppia a ridere.

-Qualcosa di buono c'è però, mi ha detto che avremmo parlato in un altro momento, si vede lontano un miglio che non è come noi.-

-Si, ma io adoro quelle come lei.- Si passa la lingua tra i denti, e come al solito mi disgusta; so che è il mio migliore amico, ma a volte è davvero odioso.

-Bah- lui mi guarda stranito -Io entro, magari dopo riesco ad incontrarla.-

-Fai come ti pare.-

Si allontana e lo vedo salire in macchina con Ash e Calum.

La mattinata sembra non passare mai, è un vero inferno.

Mentre la mia testa vaga un po' qua e la, durante l'ora di matematica, decido di andare al bagno, perché non riesco a sentire un'altra parola della vecchia.

-Si Hemmings? Vuole intervenire?-

Ma non farmi ridere.

-Veramente dovrei andare al bagno.-

Lei sospira rassegnata e mi fa cenno con la testa di andare.

Mentre mi lavo la faccia per risvegliarmi sento dei singhiozzi dal bagno accanto, so che dovrei farmi i fatti miei, ma non mi va di lasciare una ragazza in difficoltà.

Decido di bussare.

-Hey, tutto bene li dentro?-

-S..s...si- sento una voce debole, mi ricorda qualcuno.

-Miranda? Sei tu?-

-Lucas, vattene via ti prego.-

-No, e smettila di allontanarmi, voglio aiutarti.-

-Mi aiuteresti se te ne andassi. Quindi ti prego, torna in classe.-

-L'hai voluto tu.-

Apro la porta e la vedo li, per terra, in un angolo affianco al termosifone, mi siedo vicino a lei. Ha gli occhi rossi, e non mi ero mai accorto di quanto fossero belli.

Lei non parla, continua a piangere, neanch'io parlo, non credo ce ne sia bisogno in questo momento.

Appoggia la testa sulla mia spalla e sussurra -Grazie Lucas, per non essere andato via.-

Ah le donne.

Le sorrido accarezzandole la guancia bagnata da lacrime e un po' di trucco colato.

E' così piccola e fragile tra le mie braccia.

-Non potrei mai allontanarmi da te.-

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