Prologo
Joey alzò gli occhi incrociando quelli scuri del ragazzo che frequentava da alcune settimane. Si erano conosciuti in un locale gay ed era uno dei ballerini che si esibivano mezzi nudi – forse un po' più che mezzi! – dentro gabbie appese all'alto soffitto, ballando al ritmo della musica.
Il compagno si alzò sui gomiti e sorrise, per poi gemere mordendosi il labbro inferiore, mentre Joey gli passava lentamente la punta della lingua sull'apice umido del membro che teneva con una mano.
Eh sì, niente di meglio di un bel pompino fatto con maestria, per assicurarsi un'intera nottata di cavalcata selvaggia! E Joey era bravo con la bocca: lo sapeva e sfruttava a proprio vantaggio quel dono naturale nel saper succhiare cazzi!
Accennò un sorriso e con delicatezza fece sentire i denti stringendoli intorno alla carne serica. L'altro trattenne il respiro boccheggiando, per poi serrare gli occhi e lasciar cadere la testa indietro non appena Joey lo fagocitò di nuovo per intero, fino a sentirlo in gola.
«Cristo santissimo del Sacro cuore!» ringhiò Bobby aggrappandosi al lenzuolo.
Se Joey non avesse avuto il suo pene ficcato giù per la gola, forse sarebbe scoppiato a ridere! Ogni volta che faceva certe cose, i destinatari delle sue attenzioni invocavano santi, o chi per loro, usando denominazioni molto fantasiose! Ne aveva sentiti di tutti i colori e più il suo pompino era fatto bene, più era alto il grado del santo invocato. Se chiamavano Dio, Joey era decisamente orgoglioso di sé, con Cristo si poteva accontentare... il Sacro cuore era un bonus!
Estrasse il membro dalla propria bocca e passò lentamente la lingua per l'intera la lunghezza dell'asta, per poi riprenderlo tutto, succhiando con maggior foga.
Bobby cominciò ad ansimare respirando a fatica, il ventre che si alzava e abbassava frenetico, irrigidì ogni muscolo del corpo e dopo pochi secondi Joey sentì l'inconfondibile calore del suo sperma scendergli giù per la gola. Ingoiò fino all'ultima stilla e poi lo pulì diligentemente con la lingua.
Bobby crollò sul materasso cercando di tornare a respirare normalmente e l'altro gli salì sopra a cavalcioni guardandolo dall'alto.
«Piaciuto?» domandò conoscendo già la risposta.
Il compagno scostò il braccio che teneva piegato sugli occhi e lo fissò nelle iridi verdi e maliziose.
«Immagino sia una domanda retorica» disse ironico.
«No, davvero voglio sapere se ti è piaciuto» sorrise l'altro con fare vezzoso.
«Vorrei vivere costantemente con il mio cazzo nella tua bocca. Ti è sufficiente come risposta?»
«Oh, altroché! Hai sete?»
«Sì.»
«Vado a prendere da bere» fece per alzarsi, ma l'altro lo fermò afferrandolo per un polso: Joey lo guardò. «Che c'è?»
«Fai in fretta... io e te abbiamo appena cominciato!»
"Benvenuta cavalcata selvaggia!" pensò Joey mentre un sorrisetto malizioso gli curvava le belle labbra: adorava ottenere sempre ciò che voleva!
«Io, ho cominciato» lo corresse.
«E ti assicuro che io finirò!» ribatté Bobby.
Joey scese dal letto e lasciata di corsa la propria camera andò in cucina per prendere una bottiglia d'acqua.
Aprì il frigorifero e trovato ciò che cercava, la aprì per berne subito un lungo sorso. Proprio in quel momento sentì la porta dell'appartamento aprirsi, si affacciò sulla soglia della cucina e vide il proprio amico e coinquilino Swan togliere il giubbotto dopo essersi chiuso il battente alle spalle.
«Ehi, bentornato» lo accolse con un sorriso.
L'altro fece una smorfia, sembrava esausto. «Ciao» disse semplicemente, avvicinandosi all'amico.
«Tutto bene?» domandò Joey mentre lottava con il tappo della bottiglia per avvitarlo correttamente.
«Insomma... ah bravo! Ho una sete!» afferrò l'acqua e si attaccò direttamente, lasciando Joey con la mano a mezz'aria, occhi sgranati e bocca aperta che non riuscì a emettere suono.
«Aaaah» fece poi Swan soddisfatto, dopo aver bevuto una lunghissima sorsata di acqua e sperma.
Joey si morse il labbro inferiore per non scoppiare a ridere, fissando l'amico.
«Buona?» chiese trattenendosi a stento.
«Ghiacciata, proprio come piace a me» rispose l'altro porgendogli di nuovo la bottiglia.
«No, no, tienila pure, a me lo sperma piace fresco!» disse per poi allontanarsi lasciando Swan interdetto.
Guardò Joey allontanarsi per andare a chiudersi in camera, riflettendo su ciò che aveva appena detto; poi spostò lo sguardo sulla bottiglia che teneva in mano e lentamente sgranò gli occhi.
«Cazzo!» sbottò andandoa svuotare il resto dell'acqua nel lavabo della cucina. «Devi smetterla di attaccartialle bottiglie dopo che hai fatto un pompino!» urlò, convinto del fatto chetanto Joey non avrebbe mai modificato quella maledetta abitudine.
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