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2. Lavoro a squadre (parte 1)

3° Giorno.
-Oggi facciamo un lavoro a squadre, una specie di caccia alla bandiera se proprio vogliamo dirlo. Vogliamo vedere come riuscite a collaborare in gruppo.
La donna mostrò due scatoline che aveva in mano, perfettamente identiche, in una però c’era stampato in rosso il numero 1, nell’altra il numero 2, in blu.
-Ogni squadra deve riuscire a rubare la scatola dell’altro gruppo e portarla indenne alla propria base. Contemporaneamente, naturalmente, deve proteggere la scatola della propria squadra. Anche se le armi sono caricate a vernice, non avete comunque il diritto di uccidere qualcuno in qualsiasi altro modo.
A quell’ultima frase guardò un po’ più intensamente Nico, il quale rispose con uno sbuffo.
-Siamo 9, una squadra sarà avvantaggiata- commentò Jason.
-La ringrazio signor Grace, grazie per averci dato la prova nella sua capacità di fare i conti.
Jason strinse le labbra e Percy sghignazzò.
-Comunque si, una squadra sarà avvantaggiata, sarà proprio quella dove starà lei quindi, signor Jackson, io non riderei troppo.
-E perché mai!?- Sbottò a quel punto Percy.
-Sono una donna, mi andava di avvantaggiare le tre ragazze, quindi la loro squadra avrà una persona in più. Annabeth, Calypso, Hazel, Will e Jason.
I cinque appena nominati si staccarono dal resto del gruppo, Annabeth prese la scatola con il numero 1 che la donna le passò e si misero da parte.
-Percy, Nico, Leo e Frank. Voi sarete la squadra numero 2.
Mentre dava a Percy la loro scatola gli indicò un uomo che si era avvicinato, nessuno si era accorto di lui.
-Voi andate con mio marito Zeus, vi porterà alla vostra base, io accompagno la squadra numero 1.
 
-Tutto ciò è ingiusto. Vinceranno loro, è scontato.
Percy si stava lamentando camminando velocemente per tutta la stanza, aveva percorso il suo perimetro già svariate volte e stava facendo venire la nausea al resto dei suoi compagni.
Leo era seduto sul tavolo a gambe incrociate, Frank abbastanza composto in una sedia, anche Nico aveva scelto una sedia: tutto storto e con i piedi sul tavolo. Fu proprio lui a parlare.
-Oh andiamo. Quella donna ha creato la squadra dei biondi ossigenati. Vogliamo davvero farci battere da loro?
-Non penso che siano ossigenati- borbottò Leo.
-Ed Hazel è scura e tecnicamente neanche Calypso è poi così bionda- si intromise Frank.
Nico fece finta di non averli sentiti e continuò.
-Hanno Annabeth, okay. Quella ragazza progetterà un piano infallibile, ne sono assolutamente sicuro.
-Perfetto. Come facciamo a crearne uno migliore?
Nico ghignò.
-Ma è semplice no? Rubiamo il loro e lo sabotiamo.
 
-Okay, che si fa?
La domanda la fece Calypso, era seduta a terra con le spalle al muro, si stava rivolgendo ad Annabeth. Tutti stavano guardando Annabeth.
La bionda era poggiata al tavolo, le gambe e le braccia incrociate.
-Chi ha detto che il capo sono io?
-Sei la ragazza più intelligente fra tutti noi, chi altri dovrebbe realizzare un piano?- Era stato Jason a parlare.
-Ok, ok- Si arrese alla fine.
-Allora, prima di tutto dobbiamo capire chi è seriamente pericoloso. Io direi Nico e Leo.
Nessuno fece obiezioni e Will parlò.
-Il primo giorno, quando Leo ha fatto saltare la corrente per circa due ore, lo stava facendo distrattamente, la sua attenzione era su di me, non ho idea di cosa possa riuscire a fare con un computer se ci si mette davvero d’impegno.
-E’ questo che mi preoccupa. Quindi non sottovalutiamolo. Nico invece è bravo a nascondersi, ad arrivare senza farsi vedere e a strisciare ovunque. Molto probabilmente, se Leo riesce a trovare la nostra posizione, potrebbe arrivare qui dal condotto dell’aria.
-E’ più che sicuro- Hazel s’intromise nella conversazione – Frank e Percy sono bravi nel combattimento, uno con le armi l’altro con il proprio corpo, uno dei due starà di certo di guardia-
-Se non entrambi- Annabeth continuò il ragionamento della sua amica –E’ logico che mandino per forza Nico, potrebbe farcela benissimo da solo, soprattutto se sa dove andare.
-Quindi, se siamo così sicuri che Leo riesca a trovare la nostra posizione, perché non dargli delle coordinate sbagliate?- Aveva parlato Calypso.
Con quella semplice frase ad Annabeth comparve tutto il piano in mente e sorrise compiaciuta pronta a spiegarlo ai compagni.
 
I ragazzi continuavano a guardarlo come se fosse pazzo, soprattutto Percy.
Nico sbuffò e, togliendo i piedi dal tavolo, sporse il braccio tatuato per afferrare, da una scatola che gli avevano dato, uno dei walkie talkie nuovo e di ultima generazione.
-Questa è l’unica cosa che ci hanno dato, no? Per comunicare tra di noi. Quindi suppongo che l’abbiano dati anche a quegli altri.
A quel punto si rivolse a Leo.
-Tu non puoi, che so, riprogrammarli in modo che possiamo sentire anche le loro conversazioni? Anche solo uno, il tuo, poi tu avvertirai noi. Così sapremo le loro mosse e non dovremo fare altro che evitarle.
-Sei diabolico! Certo, potrebbe funzionare.
Leo ne prese subito uno e si mise al lavoro. Nessuno l’aveva mai visto così concentrato.
 
-Nascondiamo la scatola qui, ma spostiamo due di noi a proteggere qualche altra stanza, penseranno che è quella la nostra base.
-Ci sto. Ho anche una mezza idea da utilizzare contro quel piccoletto. Ho un conto in sospeso con lui.
Annabeth non ebbe nulla da obiettare al biondo, annuì e si rivolse alla ragazza dalla pelle color cioccolato.
-Hazel, tu proteggerai la stanza da fuori, Will dall’interno.
Non aspettò neanche che l’amica rispondesse che si rivolse all’altro biondo.
-Jason. Tu girerai intorno a questa stanza, non possiamo davvero lasciarla incustodita. Ma non fermarti, fai giri larghi, ma non allontanarti mai di troppo. Devono credere che sei in esplorazione. Io e Calypso andiamo a rubargli la scatola.
-Perché non resta Calypso a proteggere la base? Penso di poterti servire di più.
-No. Ha già battuto Frank una volta perché è troppo buono per colpire una ragazza, con te sarebbe diverso. Riguardo a Percy, ho una mezza idea di come gestirlo.
 
Nico stava strisciando dentro un condotto dell’aria, non era neanche così stretto come immaginava. Forse era dimagrito ancora.
Si trovò a un bivio.
-A destra o a sinistra?
La voce di Leo, dall’atra parte dell’aggeggio elettronico che aveva attaccato all’orecchio, arrivò dopo un po’ – Come?
-La smetti di distrarti e mi dici da che parte devo andare?- Il moro lo disse con un tono esasperato, si stava pentendo di aver messo il messicano a capo della loro squadra.
-Scusa eh, ma non esisti solo tu! Sto tenendo sotto controllo cinque walkie talkie per capire se dicono qualcosa di interessante. Poi ci sei tu. Inoltre c’è Percy che continua a lamentarsi su …
-LEO!
-Ok, ok! Vai a destra.
Il piano era semplice. Nico sarebbe arrivato alla loro base attraverso i condotti dell’aria e sarebbe tornato indenne grazie a Leo. Quel ragazzo si era spostato in un’altra stanza, era riuscito a sabotare il loro piano grazie a un semplice computer e al suo walkie talkie. Con il primo controllava le mappe dei condotti dell’aria, dei corridoi e delle stanze dell’intera struttura, collocando i ragazzi grazie alle informazioni che riceveva quando loro si parlavano, incoscienti del fatto che Leo fosse riuscito a entrare nel loro sistema.
Nico continuò a strisciare per diversi metri quando Leo si riconnesse con lui.
-C’è Will dentro la stanza, fuori Hazel. Da quello che ho capito il primo ha messo qualcosa all’inizio, o la fine secondo il tuo punto di vista, del condotto dell’aria. Si aspettavano che venissi da li.
-Okay, avanzerò lentamente. Quanto manca?
-Altri sei metri, gira poi a destra e percorri il tutto senza prendere altre vie. Ah! Dimenticavo. Se è una boccettina piena di un liquido verde che odora di mela, non la bere!
-Cosa?- Ma Leo aveva già staccato la comunicazione.
 
Dopo aver posato il walkie talkie finendo la discussione con Nico, Leo tornò a concentrarsi sul suo computer.
Non solo era riuscito a entrare nei loro programmi, ma aveva trasmesso quelle informazioni nel computer, potendo vedere ogni singolo passo. Una specie di GPS.
Will non si muoveva da quella stanza, Hazel dal corridoio dietro questa.
Jason, Annabeth e Calypso stavano vagando per i corridoi. Le due ragazze insieme, Jason solo.
Li fissò per un po’, poi si rese conto che qualcosa non andava. Non andava completamente. Perché Jason faceva sempre la stessa strada? Non era così stupido da girare intorno senza rendersene conto.
Inoltre loro sapevano che Nico stava arrivando, era come se lo stessero aspettando. Ma perché mettere solo una persona a proteggere quella stanza?
Annabeth era intelligente, non l’avrebbe mai fatto.
Fu a quel punto che ci arrivò, era una trappola. La scatola non era li.
Cercò di contattare Nico prima che fosse troppo tardi.
 
Nico aveva seguito le indicazioni di Leo strisciando per i successivi metri.
Quando vide la luce della grata qualche metro più avanti spense la torcia e andò molto più lentamente.
Nell’aria c’era uno strano odore, forse non se ne sarebbe neanche accorto se Leo non l’avesse precedentemente messo in allerta, era abbastanza lieve.
Non doveva respirare, se lo sentiva. Ma, non avendo nulla con cui coprirsi, decise di strapparsi una manica della sua maglietta e avanzò coprendosi il naso.
Nascosta praticamente alla fine trovò una boccettina aperta. Il liquido si stava disperdendo in fumo, era sicuramente un sonnifero.
Speravano di stordirlo mentre tentava di aprire la grata per entrare nella stanza, il piano avrebbe anche funzionato se non fosse stato per Leo.
Senza respirare aprì silenziosamente la grata. Poi si tolse la manica dalla bocca e la inumidì di quella sostanza.
In quel momento Will era troppo concentrato ad ascoltare qualcosa al suo walkie talkie per notare Nico.
Il moro atterrò silenziosamente e lo afferrò da dietro. Gli bloccò un braccio dietro la schiena mentre con l’altra mano gli premeva il panno umido su naso e bocca.
Il biondo gli diede una violenta gomitata in pancia, Nico si morse le labbra ma non lo lasciò, i successivi colpi erano sempre più deboli, la pozione stava facendo effetto.
Nico gli si avvicinò all’orecchio e gli sussurrò – Carino il piano, ma noi abbiamo Leo.
Lo sentì rabbrividire, non capì però per quale motivo, forse era un effetto collaterale al sonnifero.
A quel punto entrò Hazel con la pistola pronta.
Nico si lanciò di lato mentre una macchia di vernice rossa gli ricopriva il braccio.
Afferrò la sua pistola e gliela puntò contro a sua volta. Nessuno dei due sparò.
In tutto questo Will si era accasciato alla parete, doveva reggersi a qualcosa per stare in piedi.
-Sei morto- disse Hazel – Non puoi spararmi.
-Al massimo ho perso un braccio, ma non sono morto, chiedi a Will. E’ lui il dottore.
Hazel non staccò gli occhi dal moro mentre Will biascicava – Ha ragione.
-Ma tu da che parte stai!?
Will non rispose a questo, troppo concentrato a restare sveglio.
In quel momento all’orecchio di Nico arrivò la voce di Leo –E’ una trappola. La scatola non è li, quella è tutta una messa in scena. La loro vera base la sta proteggendo Jason.
Nico ci pensò su qualche secondo.
Mentre con la mano destra teneva la pistola puntata su Hazel con la sinistra si scompigliò i capelli. Doveva sembrare un gesto abituale e naturale, in realtà aveva schiacciato un pulsante in modo che le successive parole che disse le sentissero Leo, Percy e Frank.
-Credete di avermi in pugno quando in realtà io ho in pugno voi. Vi sto distraendo. Pensate davvero che noi non sappiamo che questa non è la vostra vera base? Che in realtà quella la sta proteggendo Jason? Frank è da lui, molto probabilmente ha già recuperato la scatola.
-Non può essere. Non potevano saperlo! Hazel?- Era stato Will a parlare e aveva chiesto conferma alla sua amica.
-Non lo so! Non lo capisco! Non riesco a comprendere se mente oppure no!- Rispose decisamente frustata.
Nico sorrise, la sua parte l’aveva fatta. Sperò vivamente che Frank avesse capito la sua idea e si fosse già messo nelle tracce di Jason. Infondo, aveva proprio scelto lui perché sembrava che in testa gli fosse rimasto qualche neurone in più di Percy.
Adesso toccava agli altri.
Spostò la mira e sparò in pieno petto a Will. Quasi contemporaneamente Hazel sparò a lui vicino alla spalla, poco più sopra del cuore.
Adesso erano entrambi morti. Non più degni delle attenzioni di nessuno.
La ragazza andò via velocemente ascoltando qualcuno dall’altra parte del suo walkie talkie, mentre si allontanava Nico la sentì urlare “Cosa vuol dire che sei morto, Jason!?” il resto della conversazione la perse quando iniziò a correre.

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