madness & jealousy pt. 2 ➵ 💋
❀ [in cui un fuckboy!Adrien diventa pazzo di gelosia per la piccola Marinette, seconda e ultima parte] ❀
Tutto quello che Adrien voleva era poter tornare a scuola il giorno dopo per rivedere Marinette e, magari, riuscire a parlarle. Ma Marinette non si presentò, né il giorno dopo, né quello dopo, né quello dopo ancora.
Adrien aveva nascosto a tutti le nocche spaccate e sanguinolente delle sue mani, che aveva sfracellato quando aveva deciso di prendere a pugni il muro della sua stanza.
Ogni mattina, seduto al suo banco, fissava la porta della classe sperando che una certa ragazza dai capelli corvini facesse il suo ingresso. Quando non succedeva, il buco nel suo stomaco diventava un po' più profondo.
Nessuno sembrava dare troppa attenzione all'assenza prolungata di Marinette, fino a quando un ragazzo dai capelli rossi, invece che filare dritto all'ultimo banco, decise di fermarsi al banco dietro quello di Adrien, poco prima che l'insegnante entrasse in aula.
- Alya, sai per caso che fine abbia fatto Marinette? Non la vedo da un po'. -
Adrien era passato sull'attenti appena quel nome era sgusciato fuori dalle labbra di Nathanaël, e il suo umore era diventato ancora più nero.
- le ho scritto e ho provato a chiamarla, ma non mi ha ancora risposto.. In realtà, sono un po' preoccupata. -
Adrien increspò la fronte. Stava così male da non voler nemmeno parlare con Alya? Ma loro si erano sempre dette tutto..
- oh.. Forse.. Forse dovremmo andare a trovarla dopo scuola. -
Questo era davvero troppo.
Adrien scattò in piedi con un balzo e si voltò verso Nathanaël, in piedi di fronte ed Alya. L'intera classe si zittì per guardarlo.
- o forse dovresti lasciarla in pace, cosa ne dici? Se avesse voglia di vedere te, non pensi ti avrebbe chiamato, tomato boy? -
Sputò il biondo pieno di veleno. Nathanaël, con gli occhi sgranati, fece un passo indietro. Poi si ricompose, nonappena la rabbia prese il sopravvento.
- pensi di avere diritto di veto in questa storia, Agreste? Dopo tutto quello che hai fatto a Marinette? -
Adrien strinse i pugni, respirando a fondo pur di non perdere la calma.
- tu non sai niente.. -
Mormorò minaccioso.
- ah, no? Pensi che non ti abbia visto, l'altro giorno? -
Il viso di Adrien divenne pallido.
- la sai una cosa? Sono stufo. Stufo di starmene zitto, nascosto in fondo alla classe, completamente invisibile e costretto a guardare Marinette andare in pezzi per uno come te. -
Disse Nathanaël, sbattendo il proprio album da disegno sul banco di Alya.
- se solo tu valessi la metà di quello che vale lei, avresti avuto le palle di trattarla con un minimo di rispetto, e invece no, hai dovuto metterle le mani addosso! -
L'intera classe sussultò, rivolgendo i propri sguardi pieni di sconcerto ad Adrien. Subito tutti cominciarono a sussurrare e mormorare. Ma lo sguardo che pesava di più era quello di Alya.
- che cosa le hai fatto? -
Mormorò la ragazza, ormai sull'orlo del pianto. Nino fu veloce ad alzarsi e andare da lei per tenerla ferma, prima che si fiondasse su Adrien con tutta la sua furia.
- Agreste, brutto idiota! Che cosa le hai fatto?! -
Adesso Alya stava urlando. Adrien, con gli occhi sgranati, scosse la testa.
- n-non le ho fatto niente! -
Si sbrigò a difendersi. Nathanaël sbuffò sarcasticamente.
- niente? prima le hai urlato contro, nonostante lei non ti avesse fatto niente. -
- sta zitto. -
Disse Adrien a bassa voce, conficcando le unghie nei palmi delle mani.
- poi l'hai spinta contro un muro.. -
Adrien strizzò gli occhi.
- sta zitto! -
La pressione del suo sangue aumentava.
- poi le hai messo le mani addosso, nonostante lei ti avesse detto di stare alla larga! -
- chiudi la bocca! -
Il primo pugno si scontrò con il viso di Nathanaël sotto lo sguardo di tutti.
Prima ci fu un sussulto, poi il silenzio totale. Ma solo per un paio di secondi.
Nathanaël alzò lo sguardo su Adrien, entrambi coi pugni e i denti stretti, sul piede di guerra. E nonostante Nathanaël fosse solo un ragazzino mingherlino con i capelli davanti agli occhi, rispose al colpo.
Nino lasciò la presa su Alya per correre tra il fuoco incrociato, insieme a Kim e a Max. Mentre Nino spinse indietro Adrien, Kim fece lo stesso con Nathanaël, e Max si piantò tra i due con le braccia tese.
- vedete di darvi una calmata, voi due! -
Urlò il ragazzo con gli occhiali. Adrien si agitò tra le braccia di Nino, cercando di sfuggirgli e finire quello che aveva iniziato. Le minacce di Nathanaël non aiutarono.
- se solo ti azzardi a toccarla di nuovo, Agreste, io ti faccio a pezzi! -
Con un'altra spinta e un urlo pieno di rabbia, Adrien si liberò della presa intorno a sé e si fiondò di nuovo in avanti, prima scansando Nino, poi Max, ma Alix e Rose si misero sul suo cammino per fermarlo.
- tu non sai niente di me e lei, mi hai sentito, Kurtzberg? Niente! -
- che sta succedendo qui?! -
La classe intera si voltò verso la voce. Sulla porta, stava in piedi Mademoiselle Bustier.
Il più degli alunni tornarono al loro posto immediatamente, salvo Adrien e Nathanaël.
L'insegnante scrutò i due ragazzi di fronte a sé: uno con un naso sanguinolente, l'altro con il labbro spaccato.
- oh, sacrè bleu! Ma cosa avete combinato? -
Disse sconcertata. Quando si scostò dalla porta per andare verso di loro e valutare la gravità dei danni, però, alle sue spalle fu visibile una figura più minuta che aveva assistito a tutta la scena dall'inizio, ma che non aveva avuto il coraggio di entrare.
- M-Marinette? -
Nathanaël fu il primo a notarla, e immediatamente, Adrien spalancò gli occhi e si voltò verso di lei. Il suo sguardo era perso e spaventato, proprio come lo era stato quando lui... Quando..
- Marinette! -
Alya si alzò di scatto dal suo posto per correre verso di lei, ma Mademoiselle Bustier la fermò prima che potesse fare un passo.
- rimanga al suo posto, signorina Césaire! Adesso andrò a chiamare il preside, e voi due... -
Ma Adrien non la sentì nemmeno. Il suo sguardo era fisso sulla ragazza a pochi metri da lui, che lo guardava a sua volta. Poi ad un tratto, Marinete si voltò e corse via. Adrien non se la sarebbe fatta scappare di nuovo. Le corse dietro.
- signor Agreste, non ci pensi nemmeno a.. -
Prima che Mademoiselle Bustier potesse raggiungerlo, Marinette stava già scendendo la scalinata che la portò nel cortile della scuola, e Adrien era dietro di lei.
- Marinette, aspetta! -
Saltò gli ultimi scalini come se fosse una cosa da niente, pur di raggiungerla. Quando lo fece le afferrò il braccio, e lei si voltò di scatto, mostrandogli tutto il rancore impresso nel suo sguardo.
- tu, lurido verme! -
Marinette colpì il petto di Adrien per spingerlo lontano da sé.
- quello che hai fatto a Nathanaël è.. -
- è quello che si merita per aver pensato di potersi avvicinare a te. -
La interruppe lui, e l'espressione di Marinette crollò.
- pensi davvero che lascerei mai che qualcun'altro possa averti? No, Marinette. Ti sbagli di grosso. -
La ragazza scosse la testa, confusa.
- io non sono di tua proprietà, Adrien. -
Disse.
- no, forse no. -
Adrien sospirò.
- ma allora perché mi sento come se mi avessero portato via qualcosa? Come se mi avessero portato via te? -
Marinette deglutì. Odiava come si sentiva, come il suo cuore continuava a battere forte quando lui le era vicino, anche dopo quello che era successo.
- nessuno ti ha portato via niente, sei stato tu a perdermi. -
Chiarì Marinette, e con questo, si voltò di nuovo. Adrien la superò per tagliarle la strada e fermarla di nuovo.
- Mari, ti prego.. Ho solo bisogno di parlarti. -
- per mettere di nuovo il tuo diritto di proprietà su di me? No, grazie. -
- per chiederti scusa. -
Marinette, arresa, incrociò le braccia al petto e rimase ad ascoltare, pur tenendo lo sguardo lontano da quegli occhi che di certo l'avrebbero distratta.
Adrien prese un sospiro profondo. Nonostante Mademoiselle Bustier lo stesse ancora richiamando e minacciandolo di sospensione, fece un passo in più verso Marinette, per parlare a bassa voce e far sì che solo lei sentisse.
- non avrei dovuto fare quello che ho fatto, lo so. -
- ma lo hai fatto. -
- Marinette.. -
Mormorò a denti stretti, tanto che Marinette temette che stesse per esplodere di nuovo, quindi indietreggiò.
- solo.. Lasciami finire. -
La implorò lui. Lei abbassò la testa.
- sono stato uno stronzo, e non ho la minima idea del perché. -
Marinette alzò lo sguardo furtivamente, e vide gli occhi verdi di Adrien fissi su di sé, guardandola con una luce che non aveva mai visto.
- ho spinto te, Nino, Alya e.. Tutti gli altri, fuori dalla mia vita senza una valida ragione. Forse è perché sono solo una testa di cazzo. Okay, l'ho detto.. Adrien Agreste è una testa di cazzo. Ma il punto è che.. -
Adrien si passò una mano tra i capelli biondi mentre cercava le parole giuste.
- non sono bravo con queste cose. Avere amici mi sembrava già abbastanza assurdo, ma poi.. Poi ho iniziato a.. A provare cose strane. -
Il ragazzo si allungò per prenderle la mano. Marinette trasalì, ma non si tirò indietro.
- non so come spiegarlo, maledizione, non so nemmeno cosa sia.. Ma, Marinette, mi dispiace tanto per averti ferita. -
Quando Marinette rialzò la testa, Adrien si aspettava di vedere un sorriso, e invece trovò solo lacrime sulle sue guance. Marinette tirò indietro la sua mano.
- è solo che.. -
Singhiozzò.
- perché? Perché hai dovuto fare quello che hai fatto, nonostante sapessi bene quello che io provavo per te? -
Fu come se l'ennesimo macigno avesse colpito Adrien, mentre guardava, di nuovo, Marinette andare a pezzi davanti a lui.
- perché proprio ora? -
Mugolò lei.
- io non... Non capisco. -
La ragazza portò entrambe le mani sul viso per placare i singhiozzi. Adrien strinse i denti.
- non chiedevo poi tanto. Mi bastava essere amici, essere.. Quello che eravamo. Ma tu hai dovuto rovinare tutto, comportarti come se non sapessi della mia esistenza. -
Adrien scosse la testa.
- Mari, non.. -
- comportarti come se ti vergognassi della mia esistenza! -
Quando Marinette fu completamente travolta dalla sua crisi di pianto, tutto sembrò fermarsi. Mademoiselle Bustier capì che qualcosa non andava, così rimase lontano, in disparte, così come gli altri alunni.
Adesso, anche il cuore di Adrien era distrutto in mille pezzi.
Camminò verso di lei lentamente, respirando a malapena, temendo che qualsiasi cosa avesse fatto, Marinette sarebbe andata ancora più in pezzi. E magari, nessuno avrebbe più potuto rimetterla insieme.
Così, quando Adrien prese di nuovo la mano di Marinette con la sua insanguinata, lo fece delicatamente, attento ad ogni sua reazione. Se avesse voluto essere lasciata, lui l'avrebbe fatto. Non avrebbe ripetuto due volte lo stesso errore.
Adrien tolse entrambe le mani dal viso di Marinette, che ora lo guardava dal basso con gli occhi pieni di lacrime. Non disse niente e non si mosse mentre Adrien le asciugò le guance delicatamente, né quando lui posò un bacio sulla sua fronte.
- non potrei mai vergognarmi della tua esistenza, Mari. -
Sussurrò il biondo, posando la sua fronte su quella di Marinette. La ragazza strinse le sue mani nelle proprie.
- non quando sei la stella più luminosa della mia vita. -
Marinette chiuse gli occhi e sospirò profondamente, lasciando calmare i singhiozzi. Adrien fu veloce a riportare le mani sul viso della ragazza per asciugarlo di nuovo. Non si mosse di un millimetro, perché ora era così vicino a lei, e lei non lo aveva ancora spinto via.
Marinette sentiva il respiro leggero di Adrien colpirle le labbra e i loro nasi sfiorarsi appena. Sapeva di dover essere arrabbiata, di doverlo mandare al diavolo, ma il suo cuore diceva tutt'altro.
Adrien continuò ad accarezzare le sue guance con i pollici anche quando furono asciutte, scrutando attentamente il viso di Marinette. Era esausta, e ne aveva tutte le ragioni. Eppure era lì, tra le sue braccia, a un centimetro dalla sua bocca. Adrien si morse le labbra.
- Marinette.. -
Sussurrò con un filo di voce. La ragazza riaprì gli occhi per guardarlo.
- sta attenta, perché sto per baciarti. Mi hai sentito? -
Il cuore di Marinette le si fermò nel petto.
- lo farò per bene, stavolta. Con calma. Come avrei dovuto fare tanto tempo fa. -
Chiarì il biondo.
- tu se vuoi puoi fermarmi, ma ti prego.. -
Adrien sfiorò il labbro di Marinette con il pollice.
- non mi fermare. -
Ora la sua voce era a malapena un sospiro. Marinette lo guardò chiudere gli occhi e piegare la testa di lato per avvicinarsi. Posò entrambe le mani sul petto del ragazzo, e sentì come il suo cuore batteva forte contro la cassa toracica. Chiuse gli occhi anche lei e attese che il bacio arrivasse.
Quando le loro labbra si sfiorarono, non fu come la prima volta. Adrien si fermò un attimo solo per controllare che a lei stesse bene, e quando Marinette si avvicinò di più, la baciò come si deve. Piano, e con calma. Stavolta fu il corpo di Marinette ad attaccarsi al suo, e non viceversa, e soprattutto, non contro il volere di uno dei due.
Quando Adrien si staccò dalle sue labbra, Marinette nascose il proprio viso contro il collo del ragazzo. Lui la abbracciò intorno alle spalle, stringendo il suo corpicino delicato a sé.
- sei proprio un idiota, Adrien Agreste. -
Sussurrò Marinette. Lui ridacchiò annuendo.
- già. -
- e non ti ho ancora perdonato. -
Continuò la ragazza. Adrien, ghignando, abbassò il viso su di lei, ancora stretta tra le sue braccia.
- ah, no? -
Marinette scosse piano la testa, per poi rifugiarsi più a fondo in quell'abbraccio.
- dovrò lavorare sodo, allora. -
Disse il ragazzo.
- pensi che un appuntamento possa rimediare? -
Marinette si staccò da lui per poterlo guardare in faccia. Adesso le sue labbra erano curve in un sorriso debole, e questo bastò a ridare ad Adrien tutta la luce che si era perso negli ultimi mesi.
- c'è solo un modo per scoprirlo. -
Adrien sorrise.
- ti passo a prendere stasera alle cinque? -
Adesso il piccolo cuore di Marinette era ancora a pezzi, ma sentiva che piano piano, si stava ricomponendo. In realtà, non c'era voluto molto. Solo un ciuffo biondo ed un paio di occhi verdi, gli stessi che l'avevano fatta a pezzi. Adesso quegli occhi la guardavano adoranti, mentre due braccia forti la stringevano e la proteggevano. Il suo sorriso si ampiò.
- alle cinque mi sembra perfetto. -
A/N: et voilà! questa prima OS è finita. spero vi sia piaciuta. au revoir mes amis!
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