madness & jealousy pt. 1 ➵ 💋
❀ [in cui un fuckboy!Adrien diventa pazzo di gelosia per la piccola Marinette, prima parte] ❀
disclaimer: per questa storia mi sono ispirata al video qui sopra. è una mini storia divisa in cinque parti, vi consiglio di guardarla perché è molto ben fatta.
bisous❤
Il piccolo cuore di Marinette era distrutto in mille pezzi.
La ragazza non ricordava quando fosse stata l'ultima volta in cui si fosse sentita felice, completa. Non era più la giovane, innocente Marinette, sempre pronta a mettere un sorriso sulla bocca di qualcuno e spargere ottimismo e amore. Quello era qualcosa che non faceva più parte di lei, e la ragione era solo una.
Quella ragione si chiamava Adrien Agreste.
Guardare Chloé ronzare intorno ad Adrien e spalmargli le sue belle unghie smaltate addosso le era sempre sembrato uno strazio, ma ora, ora che vedeva il suo unico amore rispondere alle avance della biondissima Bourgeois, il mondo di Marinette sembrava finito.
Marinette aveva cercato di sopportare, di essere forte.. "Non puoi ridurti così per un ragazzo, guardati, non sei più tu", le diceva sempre Alya, e Marinette sapeva che aveva ragione, ma semplicemente.. Non poteva ignorare.
Adrien non aveva più parole di incoraggiamento per lei, né sorrisi, né gentilezze. Non sembrava nemmeno più la stessa persona. Adesso Adrien amava le attenzioni che riceveva: Chloé, Lila, Aurore.. Eranno tutte lì per lui. E lui era lì per loro.
Non importava quanto duramente Marinette cercasse di mantenere il controllo su sé stessa, il suo fragile cuore era già spezzato. Vedeva l'uomo della sua vita allontanarsi da lei ogni giorno di più, scivolare via dalle sue mani come fosse fumo, e non c'era niente che lei, o qualsiasi altra persona, potesse fare.
Poi quel giorno Marinette lo vide: la bocca di Adrien che si fondeva con quella di una donna che non era lei.
Marinette rimase pietrificata, in piedi al centro del marciapiede. Le sue ginocchia tremavano come foglie mentre osservava il suo Adrien scambiare saliva con Mademoiselle Lila Rossi.
Marinette avrebbe voluto girare i tacchi e mettersi a correre, arrivare lontano, andare via da quello strazio, ma il suo corpo decise diversamente. Continuò a guardare Adrien baciare Lila come se lei fosse l'unica donna della sua vita, mentre le lacrime le annebbiavano la vista, e poi, come se lui sentisse lo sguardo di Marinette addosso, aprì gli occhi e le lanciò un'occhiata. Marinette smise di respirare.
Adrien scostò lo sguardo, come se quello che avesse appena visto non avesse avuto niente a che fare con lui. Fu allora che le ginocchia di Marinette crollarono.
Collassò a terra, e nessuno venne a tirarla su.
Rimase a fissare il nulla, ad ascoltare solamente il suono del suo cuore spezzarsi un po' di più a ritmo del suo pianto.
Ora Marinette non era più in grado di guardare Adrien in faccia, o anche solo con la coda dell'occhio. Solamente averlo nel proprio campo visivo risvegliava immagini troppo dolorose in lei.
Giorni prima, Alya si era presa cura di lei quando l'aveva trovata inginocchiata sotto la pioggia, da sola, a piangere. Le aveva promesso che Adrien Agreste avrebbe pagato per averle fatto questo, ma Marinette non voleva che lui pagasse.
Adrien non era innamorato di lei come lei lo era di lui, non poteva fargliene una colpa. Dopotutto, al cuore non si comanda.
Nessuno, tranne la sua migliore amica, sembrava aver notato il suo drastico cambiamento. Lei faceva del suo meglio perché tutto rimanesse nelle normalità, così che i suoi compagni la trattassero come avevano sempre fatto, non giudicandola per le sue debolezze.
Sfortunatamente per Marinette, però, i suoi sforzi non avevano convinto tutti. C'era qualcuno che la osservava spesso, che la conosceva bene, e sapeva che qualcosa non andava.
Nathanaël aveva atteso fino alla fine delle lezioni per parlare con Marinette. Erano giorni che pianificava cosa dirle, come rivolgersi a lei, e finalmente ora sembrava aver preso coraggio. Aspettò che tutti si fossero allontanati. Sapeva che a Marinette piaceva rimanere indietro e camminare da sola, soprattutto negli ultimi tempi.
- M-Marinette? -
Balbettò Nathanaël, stringendo al petto l'album da disegno. La ragazza, pochi passi avanti a lui, si voltò verso la sua voce. Il suo viso era pallido e gli occhi contornati di occhiaie scure.
- ti posso p-parlare? -
Marinette deglutì. Non era dell'umore giusto per le chiacchiere.
- hey, Nath, scusa ma sono un po' di fretta. -
Disse.
- solo un minuto? -
- non ho un minuto. -
La ragazza si voltò e continuò a camminare. Le dispiaceva trattare male Nathanaël, lui non aveva fatto niente di male, ma aveva la sensazione che anche stare fuori casa più del dovuto le desse la nausea.
Poi, Nathanaël si fece coraggio e parlò.
- è per Adrien? -
Marinette si gelò sul posto all'udire quel nome. Trattenne il fiato.
- stai così per Adrien, non è vero? -
Ripeté il ragazzo dai capelli rossi. Marinette strizzò gli occhi per tenere indietro le lacrime e si voltò di nuovo verso di lui lentamente, prendendo un sospiro profondo.
- come, scusa? -
Disse a bassa voce, sperando di aver sentito male. Nathanaël sospirò.
- ti conosco, Marinette. Ho visto come lo guardi, come lo hai sempre guardato.. Lo guardi come io guardo te. -
Marinette sgranò gli occhi a quell'affermazione.
- Nathanaël, io.. -
- no, non serve dirlo. Sta tranquilla. -
Anche il cuore di Nathanaël faceva male, ma lui si fece forza lo stesso.
- abbiamo notato tutti che Adrien non è più lo stesso, e onestamente.. Non so cosa pensare a riguardo. -
Spiegò il ragazzo. Marinette abbassò la testa.
- so che deve essere.. dura, per te, ma guardati.. Riesci a malapena a stare in piedi. Da quanto tempo non mangi? -
La ragazza sentì le ginocchia tremare e lo stomaco stringersi. Digrignò i denti.
- questi non sono affari tuoi, Nathanaël, e ora, se vuoi scusarmi... -
- no, non pensare nemmeno di andartene! -
Nathanaël sbottò di colpo, e Marinette sussultò allibita. Il ragazzo arrosì immediatamente e si nascose di più dietro il ciuffo di capelli.
- m-mi dispiace, non.. Non volevo alzare la voce.. Volevo solo.. Volevo solo assicurarmi che tu stessi bene. -
Lo sguardo di Marinette si addolcì.
- sto bene, Nath. Non stare in pensiero per me. -
Anche se non credeva ad una parola, Nathanaël sorrise lo stesso e annuì.
- se avessi bisogno di qualsiasi cosa, lo sai... -
Lasciò la frase in sospeso, ma Marinette annuì lo stesso. Ad ogni modo, dubitava che sarebbe mai riuscita a chiedere aiuto a qualcuno.
- grazie. -
Disse debolmente la ragazza. Guardò Nathanaël farle un altro timido sorriso e salutarla in modo impacciato mentre se ne andava. Sospirò.
Era davvero così evidente?
Il cortile della scuola era ormai quasi deserto, quando Marinette riprese a camminare. Non passarono più di due secondi, prima che si sentisse tirare indietro da un movimento rapido e pieno di furia.
Marinette fu presa alla sprovvista e rimase paralizzata, ma quando vide due occhi verdi brillare di fronte a sé, sentì sciogliersi.
Il ragazzo biondo la sovrastava con la sua statura, facendola sembrare così piccola e indifesa. Cosa che, in realtà, lei era.
- A-Adrien, cosa stai.. -
Marinette non riuscì a finire di parlare: Adrien la afferrò per un braccio e la tirò via dal centro del cortile, fino dietro un angolo più riparato dove nessuno avrebbe potuto vederli.
- che stavi facendo? -
La voce profonda del ragazzo fece gelare Marinette. Nemmeno i suoi occhi erano come ricordava: erano bui, scuri, freddi. Sembrava.. furioso.
- -c-che cosa.. -
- non rifilarmi queste stronzate, Marinette. -
Sputò Adrien. Lei sgranò gli occhi.
- che diavolo voleva quello da te? -
Marinette increspò la fronte, confusa.
- quello? -
Adrien sbattè una mano contro la parete, a pochi centimetri dal viso di Marinette.
- Nathanaël! Cosa voleva da te?! -
La ragazza si fece sempre più piccola davanti a lui e le sue urla. Tremò nel suo angolino, sotto lo sguardo attento e furibondo di Adrien Agreste. Marinette lo guardava con gli occhi sgranati. Non sapeva cosa fare. Perché, dopo tutto quel tempo, lui era tornato ad accorgersi della sua esistenza?
- l-lui voleva solo.. -
- pensi di avere il diritto di andartene a parlare in quel modo con chi vuoi? -
La interruppe Adrien. Marinette assottigliò gli occhi.
- scusami? -
Adrien strinse i denti. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era che Marinette lo sfidasse, era già abbastanza incazzato con lei.
- non fare l'ingenua con me, Dupain-Cheng, non provarci nemmeno! -
Urlò lui contro il viso di Marinette. Lei si schiacciò contro il muro alle sue spalle, deglutendo.
- pensi che non l'abbia visto? Quello ti sta addosso come una piovra, e tu glielo lasci fare come se niente fosse! -
Marinette era senza fiato. Gli occhi di Adrien la attraversavano come una scarica elettrica, paralizzandola in quell'angolo tra il muro e il suo corpo.
- stavamo solo parlando. -
Disse in un sussurro. Un altro colpo arrivò al lato della sua testa, facendola sussultare.
- non mi importa! -
Marinette non vide nemmeno la mano di Adrien fiondarsi contro il suo viso, sentì solo le dita del ragazzo affogare nelle sue guance per tenerla ferma, e poi la bocca di Adrien entrare in collisione con la propria.
Adrien si spinse sulla ragazza minuta con tutto il suo peso. Non perse un attimo per cercare la lingua di Marinette con la propria, baciandola sfruttando tutta la rabbia che sentiva. Lei tenne gli occhi sbarrati tutto il tempo.
Cosa stava succedendo? Adrien era ubriaco? Strafatto? O stava solo sognando?
Anche quando sentì Marinette agitarsi, Adrien non fece altro che stringere di più la presa sul suo viso per intensificare il bacio.
Marinette, con le sue mani tremanti, riuscì ad afferrare le spalle del ragazzo per spingerlo via e farlo indietreggiare. I suoi occhi verdi adesso erano lucidi, socchiusi, e ancora in ecstasy per quello che era appena successo.
La ragazza non fiatò. Non ne aveva le forze. Rimase ferma contro la parete, con lo sguardo perso e il respiro affannato, come quello di Adrien. Ora lui era in piedi ad un paio di passi da lei, i pugni stretti ai lati del corpo.
- perché mi respingi, Marinette? -
Mormorò a denti stretti. Marinette strizzò gli occhi, come se volesse teletrasportarsi via da quella situazione.
- p-perché.. perché io... -
- io ti piaccio, non è così? -
Marinette sbarrò gli occhi per guardare in quelli di Adrien, quasi sussultando. Il ragazzo fece di nuovo un passo verso di lei, che si schiacciò di più contro il muro alle sue spalle.
- se io ti piaccio, allora perché mi respingi? -
Adesso la voce di Adrien era più bassa e sussurrata, mentre posava entrambe le mani ai lati del viso di Marinette. Si avvicinò di nuovo al viso della ragazza, ma quando lei si girò di lato, le sue labbra arrivarono solo all'incavo del suo collo. Il biondo colse l'opportunità al volo, cominciando a lasciare baci umidi sulla pelle delicata di Marinette. Quando la sentì sospirare al proprio orecchio, le afferrò i fianchi con entrambe le mani e sprofondò il viso tra la sua carne, mordendola e succhiandola. Marinette trasalì.
- A-Adrien, ti prego.. -
Marinette afferrò di nuovo le spalle del ragazzo, ma stavolta lui fece più pressione per resisterle. La strinse per il busto e si spinse su di lei con ogni parte del suo corpo, mentre ancora attaccava il suo collo vulnerabile.
- lo so che ti piace, piccola. -
Fu allora che Marinette esplose.
- tieni le mani lontane da me, Agreste! -
Lo spinse via con tutta la forza che aveva, e Adrien mollò la presa. Con lo sguardo crucciato, guardò la ragazza di fronte a lui, che ancora stringeva la sua t-shirt tra le dita. Marinette teneva la testa bassa e tremava, incapace di scollare le mani da lui.
- p-per favore.. -
Mormorò con un filo di voce.
Anche Adrien abbassò la testa, cercando di sporgersi oltre la frangetta che copriva gli occhi di Marinette, ma lei continuò a nascondersi dai suoi occhi, troppo fragile, troppo umiliata.
- perché continui a negare quello che provi per me? -
Marinette strinse di più la maglia di Adrien nei pugni e, finalmente, alzò la testa per rivelare il viso marcato di lacrime.
- perché sei un idiota, ecco perché! -
Con un'altra spinta, entrambi barcollarono all'indietro. Marinette ora singhiozzava, davanti lo sguardo di ghiaccio di Adrien. Non si nascose più, lui doveva vedere cosa le aveva fatto. Doveva sapere come si era sentita per tutto quel tempo. Non poteva più lasciare che lui vivesse senza un briciolo di sensi di colpa.
Per un po' rimasero entrambi in silenzio, entrambi ad ascoltare i singhiozzi di Marinette, che non si preoccupava di trattenerli. Adrien deglutì. Quando, furtivamente, allungò di nuovo una mano verso di lei per prendere la sua, Marinette si ritrasse.
- non ti azzardare a toccarmi. -
Disse fredda. Adrien lasciò cadere il braccio lungo il fianco.
- se provi di nuovo a mettermi addosso anche solo un dito, giuro su Dio, Agreste, io.. -
La sua frase fu interrotta da un altro singhiozzo. Così Marinette si voltò di lato, sistemandosi la borsa sulla spalla.
- addio. -
- Marinette, non puoi.. -
- addio, Adrien. -
Camminò via da lui a testa bassa, con le ginocchia ancora tremanti. Una parte di lei sperava che Adrien cominciasse a correre per raggiungerla e fermarla, per chiederle scusa e riaggiustare le cose. E nonostante Adrien fosse davvero tentato di fermarla prima che fosse troppo tardi, la lasciò andare, guardandola sparire dietro l'angolo.
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