evillustrator pt. 3 ➵ 👑
🎨🖤l'episodio di evillustrator/dessinateur, con qualche variazione nella trama. ultima parte.🖤🎨
La notte parigina era tranquilla e silenziosa. Sembrava quasi come se nessuna akuma si fosse fatta viva, quella sera, come se nessuna magia oscura avesse preso il sopravvento su un cuore debole e in pena.
Ma lo aveva fatto.
Nascosti tra i tetti, mimetizzati con le stelle, brillavano due occhi stanchi. Chat Noir se ne stava celato dal mondo, appollaiato su un tetto proprio di fronte la pasticceria Dupain-Cheng. Sentiva i muscoli del suo corpo implorare pietà e chiedergli di tornare a casa a riposare: i suoi doveri da eroe erano stati portati a termine, dopotutto. Ma il ragazzo rimase esattamente dove era. In effetti, quella sera ciò che faceva più male non era il suo corpo, ma il suo animo. Più precisamente, i suoi sensi di colpa.
Chat ringhiò a se stesso appena i ricordi della serata precedente tornarono a galla. Era stato così... Ingenuo.
Quando il cataclisma aveva distrutto il battello sul quale lui e Marinette si trovarono, Chat Noir ebbe a malapena il tempo di prendere un respiro prima di essere sommerso dall'acqua gelida e torbida. La Senna cominciò a scorrere veloce contro di lui, trascinandolo via nonostante gli sforzi di rimanere a galla. Ma lui era un supereroe, era abituato a pensare in fretta. Estese il bastone verso il fondo del fiume e in un attimo si trovò a galla. I suoi occhi brillanti cercarono la ragazza che fino a poco prima era al suo fianco, ma che adesso sembrava sparita.
- Marinette! -
Urlò, nonostante fosse a corto di fiato. Essere metà gatto poteva aiutare il suo istinto, ma la paura che cresceva in lui, quella non lo aiutava affatto.
Guardò in ogni direzione intorno a se alla ricerca di quella figura esile, e proprio quando il panico stava per prendere il sopravvento, vide una mano affiorare tra l'acqua. Non perse un solo secondo a gettarsi a capofitto verso di lei, nuotando controcorrente fino a raggiungerla. Con un braccio afferrò il corpo di Marinette, mentre con l'altro ripeté la mossa che lo aveva portato a galla: estese il suo bastone sul fondo fino ad essere trascinato fuori, insieme alla ragazza, e entrambi atterrarono sulla sponda del fiume.
Marinette tremava nel suo abitino fradicio, e la sua pelle era pallida. Appena toccò terra, si accasciò sulle ginocchia, tossendo fuori l'acqua che aveva ingerito.
- Marinette! Come stai? Sei ferita? Guardami! -
Il freddo non era la sola cosa che faceva tremare Chat Noir. Dal momento in cui Evillustrator aveva colpito Marinette, il suo cuore non aveva smesso di palpitare nel petto, rendendolo instabile.
- s-sto bene. -
Chat la aiutò a sedersi dritta. Marinette si massaggiò la testa dolorante con le mani, e immediatamente l'eroe seguì i suoi movimenti. Scostò la frangia bagnata dalla fronte della ragazza, solo per rivelare la ferita che Evillustrator aveva causato colpendola.
- oh mio Dio.. Devo.. Devo portarti a casa. -
Farfugliò Chat Noir, cercando di aiutarla a mettersi in piedi. Marinette tossì ancora, piegandosi su se stessa. Avvolse le braccia intorno al proprio corpo per scaldarsi, ma anche il più piccolo movimento le faceva scoppiare la testa. Sospirò. Questo non sarebbe successo se fosse stata trasformata.
- no, Chat, devi trovare Evillustrator prima che sia troppo tardi. Qualcuno potrebbe farsi male e.. -
- qualcuno si è già fatto male, Marinette! -
Marinette sussultò a quell'interruzione tanto brutale. E per quanto avrebbe voluto tenere testa a Chat, appena alzò lo sguardo su di lui trovò gli occhi più terrorizzati che avesse mai visto fissarla sotto shock.
- n-non posso lasciarti qui, devo... Devo riportarti a casa. -
Chat Noir non era in grado di mantenere un contatto visivo con lei quando parlava. Balbettava, gesticolava in modo confusionario mentre le ciocche bionde dei suoi capelli bagnati erano appiccicate al suo viso provato. E il suo sguardo... Marinette non avrebbe mai dimenticato il suo sguardo terrorizzato. La ragazza deglutì: non aveva mai visto Chat Noir in quello stato.
- Chat.. -
Mormorò Marinette cautamente, sperando che Chat non avrebbe deciso di avere un crollo emotivo proprio in quel momento.
Il ragazzo scosse la testa e si passò una mano tra i capelli. Sospirò profondamente. Non poteva lasciarsi prendere dal panico di nuovo e soprattutto, non poteva lasciare che Marinette lo vedesse in uno stato del genere.
- andiamocene. -
Disse semplicemente, mentre tirava Marinette su tra le sue braccia. Il ragazzo si alzò in piedi sulle sue gambe, con Marinette ancora in braccio. La ragazza sentì un buco allo stomaco quando si ritrovò così vicino all'eroe, ma ignorò la sensazione. C'erano cose più importanti a cui pensare, come il suono intermittente che catturò l'attenzione di entrambi.
- Chat! Il tuo miraculous, stai per ritrasformarti! -
- allora sbrighiamoci. -
La ragazza non ebbe il tempo di discutere ulteriormente: con un balzo Chat era arrivato sulla strada principale, e con un altro, su una tettoia. Marinette si strinse a lui per non cadere, nonostante avesse fatto quelle manovre un milione di volte, adesso non indossava il suo costume da Ladybug, e non era esattamente nelle migliori condizioni per decidere di cadere da un tetto. La ragazza chiuse gli occhi, affondando il viso nel collo di lui. Erano entrambi bagnati fradici, con i vestiti appiccicosi e i capelli sfatti, ma Marinette poteva giurare di aver già sentito l'odore dolce della pelle di Chat. Adesso che era finalmente così vicina, più di quanto non fosse mai stata, si sentiva come se in realtà quella sensazione di calore e vicinanza l'avesse sempre conosciuta. Si lasciò cullare tra i tetti parigini, chiusa in una morsa di sicurezza e protezione, che la stava portando in salvo. Ci volle solo qualche attimo per arrivare dai Dupain-Cheng, e quando Marinette riaprì gli occhi, era nella sua stanza.
Chat la adagiò delicatamente sul suo letto morbido, e quando i loro corpi si staccarono, la sensazione di vuoto si fece sentire. Marinette si aspettò che Chat saltasse fuori dalla finestra e si gettasse a capofitto alla rincorsa di Evillustrator, ma al contrario, l'eroe decise di sedersi sul letto di fianco a lei, scostandole i capelli bagnati dal viso per controllare la sua tempia tumefatta. Chat emise un verso contrariato, e il suo miraculous suonò ancora.
- devi andare, non c'è più tempo. -
Disse lei, che ora aspettava solamente di rimanere sola per poter diventare Ladybug e finire questa storia, una volta per tutte.
- non voglio lasciarti sola. Lui potrebbe tornare. -
- ma il tuo anello... -
- lo so. -
La interruppe.
- ma non mi importa. -
Lo sguardo di Marinette si addolcì, ma non era questo ciò che doveva succedere. Scoprire l'identità di Chat Noir era pericoloso per entrambi.
Marinette sospirò. Posò una mano sul petto di Chat, percependo immediatamente il suo cuore che batteva forte.
- ascoltami, Chat, devi trovare Evillustrator prima che ferisca qualcun'altro. -
Disse lei, guadagnandosi nient'altro che uno sguardo perplesso dal micio.
- io starò bene. Sono al sicuro adesso. -
Lo rassicurò, sorridendo appena. Il miraculous suonò di nuovo, e Chat sospirò. Si alzò dal letto di Marinette, impugnando il bastone nella mano.
- troverò quel verme. -
Disse lui con tono solenne.
- e lo farò pentire per tutto quello che ti ha fatto. -
Prima che Marinette potesse fiatare, lui si era catapultato fuori dalla finestra. Giusto in tempo per la ritrasformazione.
Trovare Evillustrator non era stato difficile: ovviamente era da Chloe, la sola persona che Nathan avrebbe potuto detestare. Chat Noir si era ritrasformato il prima possibile per raggiungerlo e fermarlo, ma non solo per quello. Aveva un conto da pagare.
- credevi davvero di poter mettere le tue luride mani su Marinette e passarla liscia? -
Solo pensarci lo faceva arrabbiare di nuovo.
- oh, ma non mi dire, il micetto si è preso una cotta? -
Chat strinse i pugni fino ad infilzare gli artigli nel palmo della mano. Come osava? Come osava giudicare lui e Marinette? Con quale diritto metteva bocca su ciò che loro due avevano creato?
Quella notte Chat Noir si scagliò sul suo avversario con tutta la sua rabbia e la sua potenza. Se Ladybug non fosse arrivata, probabilmente le sue mani si sarebbero macchiate di colpe ancor più grandi della vendetta.
- bien joué!
Aveva esclamato lei allegramente, nonappena Evillustrator si fu ritrasformato in Nathanael. Ma Chat non aveva intenzione di rispondere al coro, né di battere il pugno con lei.
- dove eri finita? -
Chiese lui con tono austero, senza nemmeno guardarla. Ladybug deglutì, presa alla sprovvista.
- avevo una.. Una missione segreta. -
Disse a mezza voce, sperando che lui ci sarebbe cascato. Chat alzò di scatto lo sguardo su di lei, fulminandola con i suoi occhi verdi.
- beh, mentre tu eri a zonzo per le tue missioncine da quattro soldi, qualcuno qui si è fatto male! Dovresti proteggere questa città, non giocare alla super spia! -
E con questo, se ne era andato, lasciando Ladybug sola e piena di preoccupazioni. Non aveva notato il rigonfiamento sulla sua tempia di lei, sotto i capelli umidi.
Ed ora, l'eroe vestito di nero se ne stava a controllare in disparte che la sua compagna di classe stesse bene. Una luce fioca veniva dalla sua stanza. Era ancora sveglia? Stava bene? La ferita alla testa non aveva un bell'aspetto. E Ladybug? Forse non avrebbe dovuto trattarla così. Dopotutto, lei aveva una vita, fuori da quella di super eroina, senza contare che era lui ad avere il compito di proteggere Marinette.
E aveva fallito.
Senza indugiare oltre, atterrò sul terrazzo della ragazza. Si calò verso la finestra tonda che dava alla sua stanza, e vide la giovane stesa sul suo letto, con un impacco di ghiaccio premuto contro la tempia. Adesso non indossava più l'adorabile vestito che Chat le aveva visto addosso qualche ora prima, e dopo tutte le avventure che aveva passato, dubitava anche che sarebbe stato in condizioni abbastanza buone per essere indossato di nuovo. Marinette sembrava esausta, nel suo pigiamino rosa. Chat bussò delicatamente sul vetro, abbastanza forte da essere sentito, ma pur sempre stando attento a non spaventarla. Marinette scattò seduta appena sentì bussare, e quando vide la sagoma familiare fuori dalla propria finestra, i suoi occhi si sgranarono dalla sorpresa. Mise via il ghiaccio e scese dal soppalco del suo letto, per poi aprire la finestra. Chat le sorrise.
- hey, principessa. -
Mormorò, ma anche il suo sorriso era malinconico.
- Chat, che ci fai qui? E' tardi. -
Il ragazzo scrollò le spalle, abbassando lo sguardo.
- volevo solo vedere come stavi. -
Borbottò.
- posso entrare? -
Marinette era confusa, oltre che stanca. Era appena tornata dal combattimento a Le Grand Paris, ancora stordita da ciò che era successo prima al fiume, e voleva solo dormire. Ad ogni modo, annuì e si fece da parte, lasciando che Chat potesse atterrare in camera sua con un balzo silenzioso.
Chat Noir attraversò la stanza di Marinette con lo sguardo, scrutando i dettagli intorno a sé. Ogni cosa sembrava urlare il nome di Marinette, dalle pareti rosa al manichino in un angolo della camera, gli origami appesi al soffitto e i suoi libri di scuola sul tavolo.
- la tua stanza è molto carina. -
Si sentì di dire lui, per rompere il ghiaccio.
- grazie. -
Ci fu silenzio, anche se entrambi avevano tanto da dire. Chat si passò la mano tra i capelli, e Marinette intrecciò le dita tra loro.
- Chat, io... - - Marinette, io... -
Si interruppero insieme come insieme avevano cominciato a parlare, entrambi arrossendo.
- uh, mi dispiace, comincia tu. -
- no, no, comincia tu. -
Marinette prese un respiro, insieme a un po' di coraggio.
- volevo solo ringraziarti, Chat Noir. Mi hai salvato la vita. -
Una risata amara uscì dalle labbra dell'eroe, facendo gelare Marinette.
- ringraziarmi? Marinette, sei quasi morta stanotte. Ed è stato solo... -
Chat tirò i propri capelli tra le punte delle dita, ringhiando di frustrazione.
- solo per colpa mia. -
Disse con un filo di fiato, ma fu abbastanza forte perché Marinette lo sentisse. L'espressione della ragazza crollò a quelle parole, guardò Chat, aggirarsi nella sua stanza con l'espressione più sottomessa e colpevole sul viso. Il suo piccolo cuore faceva male a quella vista.
- Chat, tu non hai fatto altro che proteggermi per tutto questo tempo. Come potrebbe essere colpa tua? -
- vuoi una lista in ordine cronologico o alfabetico? -
Marinette sbruffò, incrociando le braccia. Anche a pezzi, Chat Noir riusciva a rendersi insopportabile.
- allora, tanto per cominciare, mi sono presentato alla porta di una civile con la convinzione che potesse aiutarmi a catturare un'akuma.. -
- Chat... -
- poi, ho lasciato che quella stessa civile stesse da sola con quella stessa akuma... -
- Chat, ti prego. -
- che si avvicinasse a lui, per poi essere colpita alla testa in modo potenzialmente letale e gettata nella Senna. -
- Chat, smettila! -
Marinette sbatté un piede a terra. Un nodo alla gola fece incrinare la sua voce.
- smettila... -
Mormorò, e adesso le lacrime minacciavano seriamente di prendere il sopravvento. Anche il cuore di Chat ebbe un tremore quando notò il viso crucciato di Marinette.
- hai ragione, Evillustrator poteva uccidermi. Avrebbe potuto farlo dal primo istante. Ma tu non lo avresti mai permesso, non è così? -
Le orecchie di Chat si addrizzarono all'istante.
- cosa? No! Certo che no! Marinette, io.. Io non permetterei mai a niente e a nessuno di farti del male. -
Immediatamente le guance di Marinette si colorarono di rosso e lei abbassò la testa, tentando di nascondere il suo sorriso imbarazzato. Appena Chat realizzò ciò che aveva detto con tanta convinzione, sussultò.
- voglio dire, non permetterei mai che qualcuno... Sì, lo sai, che qualsiasi persona si faccia male. -
Ugh, complimenti, Agreste, adesso sa che hai una cotta per lei... Aspetta, cosa?
- lo so, Chat. È questo che ti rende un eroe. -
La ragazza si tirò sulle proprie punte per arrivare alla guancia di Chat e baciarlo. Si avvicinò al suo orecchio.
- il mio eroe. -
Il cuore di Chat non aveva mai battuto tanto rapidamente, prima di quella sera. Osservò Marinette fare un passo indietro e mettere le mani dietro la schiena, con un sorriso vispo stampato sul viso. Cercò di aprire bocca e parlare, ma ogni parola moriva in gola, davanti a quegli occhi blu.
Marinette si dondolava timidamente sui talloni, attendendo un qualche feedback dal ragazzo, che invece poteva solo fissarla con gli occhi sgranati, la bocca schiusa e le orecchie basse sulla testa. Marinette si ritrovò a ridacchiare.
- forse dovresti... Andare? -
Suggerì. Non che volesse toglierselo dai piedi, ma stare in silenzio al centro della sua stanza dopo che lei aveva stampato un bacio sulla sia guancia, cominciava ad essere piuttosto imbarazzante.
- cosa? Oh! Oh, ma.. Ma certo. Sì. Scusa. -
Chat si grattò timidamente la nuca, avviandosi verso la finestra da cui era entrato.
- e ricordati, se mai Nathanaël venisse akumizzato di nuovo... -
- di certo ti terrò il più lontana possibile dalle sue grinfie. -
Fu lui ad interromperla, facendola ridacchiare. Con un balzo Chat fu sul cornicione della finestra, pronto ad andarsene. Marinette si morse il labbro, e mossa dalla tentazione di stuzzicarlo ancora, continuò.
- è un peccato. Era piuttosto sexy con quella tuta da super cattivo. -
A quella frase, Chat si bloccò sul posto, impallidendo. Ma quando Marinette scoppiò a ridere, si rilassò.
- lo sai, farò semplicemente finta di non aver sentito. -
- ma è vero. -
- sta zitta. -
- anche tu sei sexy nella tua tuta. -
Il ragazzo dovette sbattere gli occhi un paio di volte per accertarsi che stesse succedendo davvero. Lo aveva detto seriamente? Si girò di nuovo verso di lei, che lo guardava con lo stesso sguardo impertinente di poco prima. Chat schioccò la lingua sul palato, sorridendo compiaciuto.
- davvero credi che io sia sexy? -
Marinette ruotò gli occhi.
- va a casa, Chat. -
- cioè, è ovvio che lo credi, come potresti non farlo? Ma mi sorprende come tu lo dica con tanta franchezza. -
- mi piace essere onesta. -
Tagliò corto lei.
- e adesso vai, micetto. È davvero tardi. -
Chat Noir era sollevato. L'incidente non aveva fatto perdere a Marinette il suo umorismo, ed era questo ciò che gli serviva per stare tranquillo e sapere che le cose non sarebbero cambiate.
- spero di rivederti presto, principessa. -
Disse lui. Lei scrollò le spalle
- mi trovi qui. -
Lui annuì e sorrise, lei anche, ma proprio mentre Chat Noir stava per uscire, si bloccò di nuovo.
- solo un'ultima cosa.. -
Disse alzando l'indice della mano.
- .. sta lontana da quel Nathanaël. Non mi piace. -
- tu sei consapevole che quello con cui abbiamo avuto a che fare stasera era un'akuma, e non il vero Nathanaël, vero? -
Chat scrollò le spalle.
- non fa differenza per me. -
Marinette ruotò gli occhi per la centesima volta, ma sorrideva divertita.
- sei incredibile. -
Chat Noir, con un ultimo cenno della testa, saltò fuori dalla finestra, fino alla strada sottostante. Marinette si sporse per guardarlo atterrare dopo un doppio salto mortale. Sempre il solito esibizionista. Chat rialzò lo sguardo su di lei, affacciata alla finestra e circondata dalla luce fioca della sua camera. Non poté che sorridere, ammaliato da quella vista. Le mandò un bacio con la mano e si inchinò in modo teatrale, proprio come si farebbe davanti ad una principessa, e quando rialzò lo sguardo, lei stava ridacchiando, e poi ricambiò l'inchino.
Un ultimo sorriso, e Chat Noir scomparve nella notte.
Quella sì che era stata una serata interessante.
🖤FIN.🖤
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