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evillustrator pt. 2 ➵ 👑

🎨🖤l'episodio di evillustrator/dessinateur, con qualche variazione nella trama. 🖤🎨 

Marinette doveva ammetterlo: lo scenario che Evillustrator aveva creato era mozzafiato.

La vista che aveva dal battello era già qualcosa che non aveva mai visto, e in più, la barca su cui viaggiava era adornata da una tour Eiffel in miniatura, circondata da fiori profumati e sormontata da una luna luminosa. Era come una piccola Parigi, nella Parigi reale.

- tutto questo è davvero bellissimo, Nathanaël. Grazie per avermi portata qui. -

Mormorò la ragazza. Evillustrator, seduto di fianco a lei, sembrò sussultare.

- uhm, non c'è di che, Marinette, ma.. Non chiamarmi così, ti prego. -

Marinette sembrò confusa.

- perché? E' il tuo nome. -

Evillustrator prese un respiro profondo, abbassando la testa.

- io non sono più Nathanaël. Quel ragazzo è morto per me. -

Disse lui con tono severo.

- Nathanaël era debole, e sciocco, e così... Così patetico. Non voglio avere più niente a che fare con lui. -

Evillustrator strinse la sua matita nel pugno. Marinette dovette scostarsi leggermente da lui. Era comunque un'akuma, non poteva sapere se o quando avrebbe potuto attaccare.

- adesso sono Evillustrator. Adesso esisto.

Marinette deglutì, cercando di rimanere calma e lucida. Sapeva di dover rimanere tranquilla se voleva che il piano avesse successo.

- lo sai, non ho mai pensato che tu.. Che Nathanaël fosse sciocco o patetico, tantomeno un debole. -

Comiciò la ragazza.

- sei un ragazzo pieno di talento, lo sei sempre stato, non dovresti lasciare che questa forza oscura ti... -

- tu non capisci, Marinette! -

Sbottò Evillustrator. Lei si scostò di scatto, con il cuore in gola. Chat Noir, che osservava da lontano, passò sull'attenti.

- ero invisibile, a nessuno importava del povero, piccolo Nathanaël. Nessuno sembrava accorgersi della sua esistenza. Nemmeno tu. -

Evillustrator si passò una mano tra i capelli, sospirando frustrato.

- hai la minima idea di come mi sia sentito per tutti questi anni? Non ero nessuno. Sempre troppo timido e spaventato per fare la prima mossa, destinato a guardare il mondo da lontano, come.. Come se fossi un fantasma. E tu eri sempre.. Eri sempre troppo irraggiungibile per me. -

Marinette sentì il suo cuore stringersi nel petto.. Era davvero così che si sentiva?

- ma adesso, Marinette, adesso è tutto più chiaro. -

Evillustrator le prese la mano, facendola sussultare.

- questi poteri.. Sono la risposta a tutto. Credi che sarei mai riuscito a chiederti di uscire senza? -

Marinette si ritrovò a balbettare senza parole. Lui ridacchiò, passando il pollice sulla sua mano.

- te lo dico io, probabilmente no. -

Sussurrò lui. Era così vicino da poterne sentire il respiro sul viso, e sapeva di doversi allontanare, ma non poteva far saltare il piano.

- beh, comunque.. Comunque sono contenta che tu lo abbia fatto. -

Disse lei, cercando di suonare il più sincera possibile. Evillustrator sorrise, mordendosi le labbra.

- anche io. -

Chat Noir, nascosto nel buio, li seguiva di soppiatto. Il nodo alla gola gli impediva quasi di respirare, ed era stato così dal momento in cui Marinette aveva messo piede su quella barca. Ma doveva rimanere calmo, per il bene di tutti.

Da lontano, vide Evillustrator mormorare qualcosa che non riuscì a sentire, e Marinette ridacchiò. Chat Noir strinse i denti.

Perché gli sta sorridendo? Si chiese. E' qui per distrarlo, non per flirtare con lui.

E tu sei qui per proteggerla, non per fare scenate di gelosia, disse una voce nella sua testa.

Chat Noir deglutì. Non ricordava l'ultima volta in cui si fosse sentito così, come se gli fosse stato sottratto qualcosa. Non poteva fare a meno di pensare che doveva essere lui quello a farla ridere, a portarla in giro su una barca. Poteva quasi vederlo: loro due seduti al chiaro di luna, ad ammirare le luci di Parigi. Perché aveva lasciato che ci fosse un altro al posto suo? Non poteva semplicemente ignorare quello che stava succedendo.

Rimanendo nascosto nell'ombra, si avvicinò cautamente, fino a riuscire a sentire ciò che i due dicevano.

- sei così bravo, non si incontrano persone così talentuose tutti i giorni! -

Chat sentì il nodo alla gola stringersi. Perché doveva essere così carina?

- scommetto che anche i tuoi disegni sono molto belli, Marinette. -

Chat non poté fare a meno che schioccare la lingua sul palato. Se pensava di fare colpo su Marinette con frasette del genere, allora era ridotto proprio male.

- e a proposito, tu sei davvero bellissima, stasera. -

Qualcosa nella testa di Chat Noir si ruppe, e lui desiderò rompere il collo di Evillustrator. Con un balzo, atterrò perfettamente sul retro del battello, senza produrre il minimo suono.

Guardò Marinette arrossire al complimento appena ricevuto e abbassare la testa. Lui le aveva detto la stessa cosa quella sera, ma lei non aveva reagito così. Perché?

- i-io, umh, ti ringrazio. -

Balbettò lei. Evillustrator le rialzò il viso, sfiorandole il mento, e adesso era fin troppo vicino. Chat digrignò i denti.

- Nathanaël, io... -

Balbettò la ragazza, posando una mano sul petto di Evillustrator per farlo allontanare. Lui, invece, continuò a sporgersi verso il suo viso.

- non chiamarmi così. -

Sussurrò lui contro le sue labbra, già con gli occhi chiusi. Un altro movimento e l'avrebbe baciata. Marinette notò un movimento con la coda dell'occhio, e quando girò lo sguardo, vide Chat Noir in piedi a pochi passi da loro. Sospirò di sollievo.

- Nath, mi dispiace tanto. -

Spinse via Evillustrator e scattò in piedi per allontanarsi. Nello stesso momento, Chat atterrò con un balzo tra lei e l'akuma.

- non così in fretta, Romeo. Lo sai che non è carino baciare una ragazza al primo appuntamento? -

Chat Noir sorrise vittorioso. Non avrebbe lasciato che un'akuma si prendesse da Marinette qualcosa che spettava a qualcun'altro. A lui, magari?

- tu! Che cosa vuoi da Marinette? -

Evillustrator si alzò da dove era di scatto, puntando il suo stilo contro Chat Noir.

- da lei? Oh... Non te l'ha detto? -

Chat Noir lanciò uno sguardo dietro di sé a Marinette, e poi di nuovo al suo rivale, sorridendo beffardo. Davvero quell'akuma pensava di poter avere Marinette tutta per sè? No, questo era fuori discussione. E Chat aveva intenzione di renderlo chiaro.

- io e lei siamo una squadra. -

L'espressione di Evillustrator crollò come un castello di carte. Era stato imbrogliato e soggiogato, di nuovo...

- non è così, principessa? -

Marinette non si perse la delusione negli occhi dell'akuma, e una parte del suo cuore si sentì in colpa per tutto quello che stava succedendo. Infondo, Nathanaël non voleva far del male a nessuno.

- mi dispiace così tanto, Nathanaël, ho dovuto... -

- io non sono Nathanaël! -

Chat Noir indietreggiò per raggiungere la ragazza, cercando di rimanere il più vicino possibile a lei e nasconderla dietro il suo corpo.

- non posso credere che dopo tutto quello che ci siamo detti.. Tutto quello che è successo... -

Evillustrator portò entrambe le mani tra i capelli. Sembrava che stesse tremando. Marinette posò la mano sulla spalla di Chat Noir per farlo scansare e passò avanti, anche quando l'eroe cercò di tenerla dietro sé.

- Nathanaël, lo so che puoi sentirmi. -

Chat le afferrò la mano, ma lei lo scrollò via e avanzò lentamente verso l'akuma.  Lo sguardo di Evillustrator era stralunato, come se fosse stato appena colpito da un treno in corsa. Respirava pesantemente, con gli occhi sgranati e le mani che gli tremavano. Guardò Marinette.

- so che sei lì. Noi siamo qui per aiutarti, va bene? Devi fidarti di noi. -

Evillustrator scosse la testa, confuso.

- io volevo solo stare con te.. -

Farfugliò.

- lo so, e sono qui. Sono con te, okay? -

Marinette era ormai a pochi passi da lui.

- adesso sei tu che devi aiutare noi, lo capisci? Dobbiamo liberarci dell'akuma, e tutto tornerà normale. -

Disse la ragazza. Allungò la mano e sfiorò quella di Evillustrator, dove lui stringeva la matita akumizzata.

- n-non posso.. -

Mormorò Evillustrator. Guardò Marinette negli occhi, e i suoi sembravano persi. Marinette non ruppe il contatto visivo nemmeno per un attimo mentre lentamente afferrava la matita tra le sue mani.

- certo che puoi, e noi siamo qui per aiutarti. -

Sfiorò la guacia di Evillustrator con la mano libera.

- ti prometto che andrà tutto bene. -

Gli sorrise, e l'espressione del ragazzo sembrò rilassarsi. Allentò la presa sulla matita, e Marinette riuscì quasi a strappargliela di mano. Poi il suo viso cambiò di nuovo espressione.

- no! -

Evillustrator si spinse indietro, lontano da Marinette. Si tenne la testa tra le mani, barcollando. Anche Marinette indietreggiò, appena Chat la tirò per un braccio per nascondenderla dalla portata di Evillustrator.

- io non.. Non posso.. Non posso! -

Il viso dell'akuma era crucciato, con i denti stretti e gli occhi strizzati, come se qualcuno gli stesse facendo del male dall'interno. E i due sapevano bene di chi si trattava.

- devo.. Devo prendere i Miraculous.. Lui mi farà del male ma io... Non posso farlo! -

Chat Noir imbracciò il suo bastone, pronto a qualsiasi attacco, quando Evillustrator collassò a terra sulle sue ginocchia, continuando a tenersi la testa tra le mani.

- lasciami stare! -

Urlò a pieni polmoni, tirando i propri capelli. Marinette sentì quasi le lacrime agli occhi a vedere Nathanaël così. Lei e Chat Noir si scambiarono uno sguardo confuso: questo non era mai successo.

Di nuovo, Marinette si riavvicinò a lui. Si chinò al suo fianco e posò una mano sulla sua schiena tremante.

- Nathanaël? -

Mormorò a bassa voce. Evillustrator smise di tremare e rialzò la testa, e i suoi occhi non erano più gli stessi.

- mi sembrava di averti detto che quello non è il mio nome. -

Disse, e la sua voce era roca, oscura, sinistra. Chat Noir non fu abbastanza veloce per fermarlo: disegnò una spranga con la quale spinse via Marinette, colpendola dritta alla testa.

Tutti i fili che tenevano insieme Chat Noir andarono in pezzi.

Si scagliò su Evillustrator con tutta la sua furia, urlando pieno di rabbia. Lo colpì, ma l'akuma parò il colpo con la stessa spranga. Mosso da tutta la rabbia, la gelosia e il rancore, Chat Noir continuò a colpire a raffica, ma il suo avversario non demordeva. Presto si ritrovarono a duellare su quel battello, una battaglia che sarebbe stata all'ultimo sangue, perché Chat non lo avrebbe perdonato per quello che aveva fatto.

- pensi davvero di potermi sconfiggere, Chat Noir? -

Evillustrator rise quando spinse via il felino per l'ennesima volta. Chat strinse tra i pugni il suo bastone, respirando a fatica. Lanciò uno sguardo al corpo a terra di Marinette, che a pochi metri da loro cercava di rimettersi in piedi, ma senza successo.

- non mi importa se sei sotto il controllo di Papillon, io ti farò a pezzi, mi hai sentito? -

L'eroe ripose il bastone nella sua tasca posteriore. Avrebbe fatto le cose per bene, adesso.

- cataclisma! -

Quando l'ombra nera cominciò a brillare intorno alla sua mano destra, si scagliò su Evillustrator, che saltò prima sulla ringhiera della nave, poi sul tetto della cabina. E il palmo di Chat Noir si schiantò contro la fiancata della barca.

- ops, a quanto pare qualcuno sta andando a fondo. -

Evillustrator si disegnò uno zaino a razzo e si librò in aria. Nello steso momento, la barca intera si ricoprì di ruggine.

- spero proprio che sappiate nuotare! -

Chat Noir non fece in tempo a vedere verso quale direzione Evillustrator stesse volando: il pavimento sotto di lui collassò, e in un secondo si ritrovò sott'acqua, e il suo primo pensiero andò ad una persona in particolare.

Marinette.

[A/N]: oh la la, la volete o no la pt. 3?

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